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Full text of "MC microcomputer 034 1984"

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IV N. 34 . OTTOBRE SPED- AB8. POST. ORI 



LoZ-80 
Le memorie 
Il Data Base 
Parla più Forth 


sugli MSX 


OTTOBRE 1984 NUMERO 34 LIRE 4000 


Interfaccia parallela Cardco 
per Commodore 64 
Pascal Hisoft per Spectrum 


ra:r 


.vi “ 


V jl;: creiamo gli sprite 
Appiy UtfbRj iiiL»Juld!e 


ommodore 64: soread-sheet 


Spectnim; Macchina del tempo 
& Biorit mi 


Setfcosha,AlphacQin,Sinclair. 


Tl-99: Scarabeo & Sprite 


HARDWARE & SOFTWARE 
DEI SISTEMI PERSONALI 





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18 News 

26 MSX: il punto della situazione 
Maurizio Bergami 
30 PCW Show - Londra 
Maurizio Bergami 
35 Libri 
40 MC giochi 
52 Casio FP-6000 
Corrado Giuslozzi 
60 Le stampanti per lo Spectrum: 

ZX Printer, Alphacom 32. 

Seikosha GP-50S 
Maurizio Bergami 
68 Cardco: interfaccia Centronics 
per Vie e 64 
Leo Sorge 

72 Hisoft Pascal per Spectrum 
Maurizio Bergami 
78 Grafica - Francesco Peironi 
84 L'Assembler dello Z80 
Pierluigi Panunzi 
88 Parla più FORTH 
Raffaello De Masi 
93 MCmicrofacile • Le memorie 
Tommaso Paniuso 
99 Le basi del Data Base 
Andrea de Prisco 

103 TuttoSpecirum - Maurizio Bergami 
109 Vie da zero - L’RS 232 del Vie 20 
Tommaso Paniuso 
115 Commodore 64 - 16K di ROM 
Andrea de Prisco 

120 Elenco del software disponibile 
su cassetta o minifloppy 

121 Software Apple - Vaher Di Dio 

125 Software Vie 20 • Tommaso Paniuso 
131 Software Commodore 64 
Leo Sorge 

138 Software Spectrum 
Maurizia Bergami 
147 Software Texas TI-99/4A 
Fabio Schiallarella 
154 Software Sharp PC-1500 
Fabio Marzocco 

157 Software SOA - Pierluigi Panunzi 
160 I trucchi del CP/M 
Pierluigi Panunzi 
165 Guidacompuler 
185 Micromarket-micromeeting 
190 Microtrade 
193 Campagna abbonamenti 
Servizio arretrati 


Indice degli inserzionisti 
Didattica e computer - Paolo Nuli 
Posta 

Settembre, cadono le mostre 
Marco Marinacci 


Cardco 
per Vie e 64 


Casio 

FP-6000 


Le stampanti 
per Io Spectrum 


MCmIcrocomputer n. 34 - ottobre 1984 







MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 



OOVBiCl 


IH UH FLOPPY DISK DIÀSPROH 
LE QUALITÀ' SUPERFICIALI 
SONO LE PIU' PROFOKDL 


E' dalla superficie che si giudica un 
floppy disk, ma solo un'analisi ap- 
profondita permette di apprezzar- 
ne le qualità. 

Trattamento "Coating Extra"; ri- 
vestimento di ossido magnetico, 
addittivato con lubrificante ad al 
ta protezione anti-usura, che as 
sicura lunga durata al floppy disk 
DIaspron. 

tappatura "Super Finish": finitu ^ 
ra superficiale realizzata combi-' 
nando in modo ottimale I parame- 
tri pressione, velocità e tempo: la 
superficie così ottenuta ha carat- 
teristiche tali da assicurare il mi- 
glior contatto con le testine ma- 
gnetiche e la massima protezione 
contro l'usura del disco e delle te- 
stine stesse. 

Fabbricazione automatica in 
"camera bianca": processo pro- 
duttivo esclusivo, automatizzato 
mediante robot ed effettuato in 



ambiente a livello di polverosità ri- 
gorosamente controllato; ciò ga- 
rantisce il floppy disk Diaspron 
esente da particelle contaminanti 
di qualsiasi tipo, causa principale 
del "Soft Error'. 


AMICO DEI VOSTRI DATI E DEL VOSTRO DRIVE. 


Dispositivo tergidisco. la partico- 
lare fibrosità del liner assicura la 
costante pulizia del disco, garan- 
tendo contemporaneamente un 
attrito compatibile con le esigenze 
del drive. 

certificazione “Error Free ^ 00 %": 
la certificazione è REALMENTE l'ul- 
tima operazione del processo pro- 
duttivo: per questo i floppy disks 
Diaspron sono davvero ERROR 
FREE 100% e superano gli stan- 
dards qualitativi più severi delle 
principali Case costruttrici di hard- 
ware. 

ECCO perché il floppy disk 
Diaspron vince in superficie! 
Diaspron: microfioppy da 3,5' flop- 
py disk da 5,25' e da 8' singola e 
doppia faccia.singola e doppia den- 
sità (da 80 Kbytes a 1 Mbyte), com- 
patibili con tutti i principali sistemi 
ÉDP, Word Processors e Personal 
Computers esistenti sul mercato. 




Didattica e computer 


"Ma insomma, POKE 33256, 127", mi suggeriva qualche giorno fa con tono di 
rimprovero il figlio (9 anni) di un collega. E, rientralo in possesso della sua 
tastiera, partiva a scrivere con la stessa sicurezza e velocità con cui maneggia il 
joystick. Per i più giovani il computer non è più un problema, anzi forse non io 
è mai stato: posto che abbiano a disposizione una macchina per quanto semplice 
e primitiva, si info-alfabetizzano quasi istantaneamente ed ora, invece di 
figurine, si scambiano cassette di programmi. 

Il fenomeno è di massa: non poche migliaia, ma (in Italia) qualche centinaio di 
migliaia di fortunati; i più giovani spesso non leggono neanche più i manuali: le 
nozioni fondamentali di programmazione ed impiego del computer si 
tramandano direttamente per via orale. E il bello è che questi piccoli mostri del 
peek and poke stanno mettendo in crisi le istituzioni. 

Preso un gruppo di ragazzi (una classe di una scuola romana) cui impartire le 
prime nozioni di tecnica della programmazione ed un secondo gruppo di 
controllo, una qualificala equipe di pedagogisti, psicologi e neuropsichiatri 
infantili ha applicato ad entrambi i gruppi, "prima e dopo la cura", classici lesi 
psicometrici. Il risultalo è stato paradossale: mentre i ricercatori impegnati in 
questo progetto hanno individualmente raggiunto la convinzione soggettiva che i 
programmatori in erba fossero effettivamente più svegli, i test non hanno messo 
in evidenza significative differenze nello sviluppo delle capacità logico- 
matematiche dei due gruppi. E qui i casi sono due: o gli sperimentatori si sono 
fatti suggestionare, o i classici test psicomelrici somministrali in questo 
esperimento non sono sufficientemente sensibili. Inutile dire che l’attuale ipotesi 
di lavoro è la seconda. 

Di fronte all'invasione della microinformatica, la scuola ha reagito aprendosi ai 
computer con insolita celerità. I nuovi programmi prevedono l'introduzione del 
computer nelle scuole di ogni grado; ma, a parte corsi specifici in alcuni settori 
della scuola superiore, il principio informativo generale è quello di utilizzare la 
macchina come una specie di sofisticato sussidio audiovisivo per la 
somministrazione di nozioni e test. Nulla di nuovo, del resto, dal momento che 
anche negli Stati Uniti ci si sta orientando decisamente in questa direzione. 
Sarò più preciso: negli Stali Uniti si sta orientando in questa direzione 
l'industria del software che. dopo la crisi causala dalle copie pirata dei 
videogiochi, sta cercando un settore a bassa pirateria: ve lo immaginate il 
preside di un scuola che scambia copie sottobanco con un suo collega? A! 
contrario nella scuola e nei campeggi estivi statunitensi (è stata pubblicata 
anche una apposita guida dei campeggi USA con corsi di computer) il computer 
viene utilizzalo per quello che è: il perfetto sussidio per imparare ad usare il 
computer in applicazioni utili, per esempio far di conto. 

Se comprendo t'imbarazzo di un maestro o di un insegnante di scuola media nel 
parlare di computer ad una scolaresca che in parte lo conosce meglio di lui, non 
posso però giustificare qualsiasi tentativo di ridurre il computer da strumento 
nelle mani dei ragazzi a strumento repressivo al servizio dell'isiituzione. 

Paolo Nuti 


Anno 4 • numero 34 
ottobre 1984 
mensile - L. 4.000 
Direnore: 

Paolo Nuti 
Condirettore: 

Marco Marìnacci 
Ricerca e sviluppo; 

Bo Amklii 
Collaboratori: 

Maurizio Bergami. RafTacilo 
De Masi. Andrea de Prisco. 
Valter Di Dio. Paolo 
Galasseiti. Corrado 
Giustozzi. Fabio Marzocca. 
Albeno Morando. Tommaso 
Paniuso. Pierluigi Panunzi. 

Francesco Petroni. Gina 
Prìncipi. Fabio Schiailarella. 
Leo Sorge. Pietro Tasso 
Segreterìa di redazione: 
Paola Pujia (responsabile). 
Giovanna Molinarì 
Roberto Rubino 
Grafica e impaginaziooe; 
Roberto Saltarelli 
Grafica copertina: 
Studio Azeta - Roma 
Fotografia: Dario Tassa 
Amministrazione: 
Maurizio Ramaglia 
(responsabile). 

Anna Rita Fratini. 

Pina Salvatore 
Abbonamenti ed arretrati: 
Giancarlo Alzorì 



Pubblicità: 
Techni media. 
Via Valsolda 135. 
00I4I Roma. 


te!. 06/898.654-8W.526 



MCmicrocompuler n. 34 - ollobre 1384 




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ERTT- m MERITO TOTRL.E 


COHMS3 
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C 

UOORER 
C WB.-'MD 
WOOEER 


l_ I V - COM 2 ■ S3 V R 1 M C HE SRI- 3 
ERTI CRSSR 



VOLUME SEHZR RSS - RC- CECMC3 = 15 

VOLUME COM RSS- RC- C BCMC 3 15 

RREQ . B I R I S . SEM2R RSS- C RZ 3 : Z2-2S 

RREQ. rii RIS- COM RSS - C HZ 3 
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Wafer, dove sei? 

Cercherò di essere breve. Decido di sogni- 
stare il Texas 0040 dopo aver lettola vostre 
antusiastloa prova e dopo averne constatar 
to, oltre agli unanimi conoenai della stampa 
spenlalirsata, le ottime pBrfbrmaDoeinaajn- 
po scientiBco e adaftei aWatillziazlone alla 
quale sarebbe andato incontro (per la cro- 
naca sono al tei^ anno di ingegneria e uno 
dei primi possessori di TIB9 e ZgBO/Bl ). 

Dopo aver atteso invano quasi un anno 
l 'uscita sul mercato ctalle periferiche del sud- 
detto 0040. peraltro senza soprattutto l 'uni- 
tà a nastri Waièr-Tàpe D 0040 serve a ben 
poco, mi sono deciso a tele&inare alla Texas 
stessa, la quale, dopo aver cestinato due delle 
mie precedenti raccomandate, mi & rispon- 
dere tramite una sua "signorina" dalla voce 
angelica ohe le suddette peiifericbe non sa- 
ranno mai messe In vendita 

Ora mentre il mio 0040 ha ^ UDO strato 
di due millimetri di muBa, mi rivolgo a voi, 
ultima spiaggia.. Siete in grado di darmi un 
indirizzo di utia qualsiasi parte dat globo 
dove sia possibile reperire un esemplare di 
WaSsr-Tape? Dovrà ben esisterne un esem- 
plare almeno negli OSAI 

I soliti auguri e oomplimanti (ruSanl ) 
p^ la rivista 

Luigi Bellini - Cupramarittlma (AP) 

Pat, pat, pat.. (battute di mano sulla spai- 
la). Crédo Che là Texas abbia il record del 
prodotti annunciati e non 
o... più o meno prematuramente scomparsi 
Un esemplare esisterà pure ma, supponia- 
mo. nel laboratori delia Texas e quindi non 
in commercio; non speri quindi di poterlo 
acquistare, n suggerimento purtroppo può 
essere solo quello di togliere la mufia dal suo 
CG40, che rimane tuia macchina daile pre- 
stazioni Interessanti, ed accontentarsi del 
registratore a cassette, del resto U tipo più 
fiiffliBTi di memoria di massa per la categoria 
del prodotti In questione. 


Papà vuole sapere a die serve... 

Sona un appassionato lettore di MC e vor- 
rei comperarmi il eompiflar. Ho però proble- 
mi finanziar i e il mio papà Si é diahìarato 
disposto a comprarmelo a patto che io gli 
spiegassi acosaserve se nonpergiocareoon 
giochi che ha Io glielo ho spiegato ma lui mi 
ha detto che non capisce, direte voi darmi 
una spiegazione semplice? 

Francesco Fabbri, IS anni - Torino 

Caro Francesco, rispondere aita tua bellis- 
sima lettera è &olle e dlfflcUe insieme. Prova 



non serve nella vita di tutti 1 giorni ma che è 
comunque importante averlo studiato per- 
ché gli ha dato una formazione mentale che 
Invece serve. Ecco. Imparare ad usare un 
computer è un po’ la stessa cosa Contrariar 
mante a quanto avviene in ufOoio, in casa 
non c'é niente che non possa essere fbtto 
senza un computer, perciò si può anche dire 
che il computer In casa non serve. Pero ave- 
re un computer ed Imparare ad usarlo, non 
giocandoci passivamente ma cercando di fa- 
re del programmi per conto proprio, è utile, 
allena a ragionare In modo logico ed Inoltre 
abitua ad avere féjidliantà con macchine 
che saranno sempre più presenti nel nostro 
futuro. Io 1 computer li adopero per lavoro e 
talvolta per svago, e so cosa posso chiedere 
loro e soprattutto cosa non posso chiedere. 
Anche min padre adopera un computer in 
ufflclo, ma 11 suo rapporto con lui è molto 
più antipatico: molti, come mio padre si sen- 
tono come analfabeti in un mondo di lattera- 
ti, pedoni In un mondo di automobilisti Ave- 
re un computer non vuol dire diventare un 
genio o uno scienziato delia NASA: più sem- 
plicemente permette di impostare corretta- 
mente 11 rapporto con uno strumento del 
quale l'uomo probabilmente non potrà più 
fare a meno. 

CO. 

MZ-700: Tecnomec aggiunge 

Egregio doti. Manneeoi 

In riferimento alia prova personal Sharp 
MZ-700 apparsa sul n.3S della sua nvista 
gradiremmo sottoporre alla sua attenzione 
alcune nostre note di commento. 

In particolare, vorremmo fissare l’atten- 
zione sul paragrafo 'Documentazione e pro- 
grammi"; in qualità dì rivendlton di prodot- 
ti Sharp, la Informiamo che attualmente di- 
sponiamo di un listino comprendente circa 
7S titoli di programmi perl'MZ-700 (sia su 
cassetta che su disco) che vanno dal giochi 
a gli appliaattvl, dalle Utilities ai data base. 
Siamo per^ttamente a conoscenza dei tem- 
pi di redazione nabiestl peri 'impaginazione 
di ima rivista specializzata come la vostra, 
ma nonni sembra commercialmente corret- 
to scrivere sul numero di lugUo/agosto '64 
"ai momento sttuaie la Melohtonl Compu- 
tertlme non pubblicizza alcun software par- 
ticolare ' ' (peg. 61 ), quando il listino sopraol- 
tsio é a disposizione degli utenti perlomeno 
dal primi di giugno. 

Molto probabilmente la prova sarà stata 
PHaiizzata molto tempo prima della pubbli- 
cazione, per cui è spiegata l 'incidente; ci per- 
mettiamo comunque di suggerirle, per il fu- 
turo, di segnalare sulla rivista la data delia 
prova, onde evitare df creare; Involontaiia- 
mente, danni commerciali adoperatoti del 
settore. 

Dal punto di vista tecnico, inoltre, ci sem- 
bra ohe non sia stato dedicato troppo tempo 
alla prova da parte del Big. Sorga in quanto 
spesso dall 'articolo trapela una scarsa cono- 
scenza della reali capacità operative delia 


COMMODORE 64 commÌtoresooo 

SHARP MZ-700 

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10 


MCmicrocompuler n, 34 - ottobre 1984 





■■■■r 


Kicordi presenta Electron» « 





GH comincia per gioco, 


Ecco Electron: è il nuovo per- 
sonal computer della Acom, di- 
stribuito oggi in Italia da Ricordi. 
Appena lanciato sull’esigentissimo 
mercato inglese, è volato ai primi 
posti nelle classifiche di vendita. 

Utilizza il famoso BBC BASIC, 
così versatile ed efficace da essere 
stato adottato nelle scuole britan- 
niche per l’insegnamento dell’in- 
formatica. 

Ha 32 Kbytes di ROM e 32 Kby- 
tes di R,-\M, ed una grafica sofisti- 
catissima: 7 modi fino a 640x256 
punti, 80 colonne x 32 righe di te- 
sto, 8 colori fissi e lampeggianti, 
gestione video a finestre indipen- 
denti: tutto accessibile da BASIC, 
e facilitato da molto software de- 
dicato e da una tavoletta grafica. 

11 suono è emesso da un alto- 
parlante incorporato: il B.ASIC 
BBC permette di gestire in modo 
semplice la sintetizzazione dei 
suoni su 4 canali indipendenti. 

Oltre al manuale d’uso, Elec- 
tron è corredato di un libro, “Co- 
mincia a programmare con Elec- 
tron”, che insegna in modo chiaro 
e molto stimolante come redigere 
programmi in BBC BASIC, sc- 


usato anche dai programmatori 
professionisti. 

Sarete così messi in grado di 
portare a termine anche program- 
mi complessi. 

Electron ha una vera tastiera || 
fornita di 56 tasti tutti dotati di au- m 
toripctizione, maiuscole e minu- hb 
scole, 10 funzioni programmabili 9! 
e 29 parole-chiave per program- Il 
mare in fretta e senza errori. || 
La biblioteca software di Elee- ■■ 


n.\Tl TKCMCI; 
\litT()protcs«>re 6502 a 2.5 MHz 
Memoria 52K ROM 52K R.\M 
Testo; H0x52 colonne 
Grafica: 7 mcxli, fino a 640x256 punti 
Colori: S, fissi c lampeggianti 
T.istiera: QWRRTY 56 tasti 10 nciefmi- 
bili - 29 tasti/fun/ione B.-\SIC 
Suono: altoparlante pilotato da 4 canali 
software gestibili in B.\S1C 
Linguaggio: BBC B.-\SIC 
Collegamenti: T\ colon UHI' canale 56 
- Monitor RGB - registratore a cassette 
(controllo movimento) • porta espansione 

Dimensioni: 540x65x160 mm. 








■■■I 








n software è a cura di Ricordi 
e Paravia 






Distnbu7Ìone generale: C. Ricordi & C. SpA. 
Divisione Computer, vi,: Salonumc'l. Mila ncv 
lei- 02/5082 (10 lince). Per la stuoia media 
inferiore c superiore: Paravia. Corso Ratto- 
nig: 16. riirino, tei. 011/779166. 




poi continua sul serio» 


condo un approccio strutturato 


tron, curata da Ricordi e Paravia, | 
vi offre programmi educativi per | 
lo studio • dalle elementari alle su- i 
periori - e applicativi per il lavoro, 
esemplari per funzionalità e sem- I 
plicità d’uso. 1 videogames sono | 
tanti ed eccellenti. 

Electron nasce da una nuova 
concezione del personal compu- I 
ter per uso privato, ed è molto più | 
versatile di un home computer, i 
molto più economico di un com- 


puter professionale. 


Il 


.\corn e Ricordi, presentando 


Pllectron, vogliono offrirvi una 
macchina costruita per durare, 
per divertirvi e per esservi utile. 
Una macchina che vi accompa- 


marni )i 






macchina. Non viene intatti minizaaimnte 
citato Stmpiego daIlHZ-700 con i Ooppy 
disk, 1 quali, peraltro, rendono ststema 
molto versatile. Sempre rimanendo in tema 
di aooessori peri&rid, la iéelchloni Gompu- 
tertimediatraxiiaaeinoltreuB "cavosottwa- 
re” per l’inter&oaamenlo dell 1dZ-?00 con 
una stampante parallela e sono inoltre an- 
nunciati i nuovi Ùoppy drive che permette- 
ranno alia macchina di lavorare oonlleiBte- 
ma operativo CP/M. 

Al contrario di quanto riporta il stg. Solfe 
nell'artiooìo in questione, il Basic caricato 

da ^lt^Nlrlf^v^ a.fra tf/^ f}annBUa^i-lr^alla 

pressione del tasto Beset- una volta entrati 
nel monitor di sistema à s uffici ente impo- 
stare il simbolo t per litomare entt^ì u con- 
trollo del Basic Linterprete Basic, inoltre, 
viene caricato nelJa mscahina insieme ad 
un suo monitor completa mentre viene di- 
sehilitatol'indirissamento della BOJd conte- 
nente il monitor di sistema' tale aaratteristi- 
ca non è di per sé una novità ma sem’altro 
non è comune su sistemi dal prezzo conte- 
nuto come è lliZ-700. Oltre ad unìOema 
tecnica come da voi segnalato, lHZ-700 si 
rivolge anche ad UQ impiago minl-geetiona- 
le: alcuni iiZ-700 sono ai±>iaimente In hm- 
zione in supporto a commercialisti, ammi - 
nistratori ài condominio e professionisti, 
supportati da quel programmi di cui proprio 
voi denunciavate l 'assenza 

VI preghiamo di intendere queste trevi 
note nel senso la cui sono state acriae: una 
semplice retUSca a qualche Impreaaione 
sulJ'artioolo.ahepotevadarluogoamallnte- 


al sulle capacità della macchina 
Siamo certi ohe ella vorrà tener conto di 
dò sulle pagine della sua rivista Ringra- 
zlando per l'attenzione prestata cogUamo 
l'oocaaione per porgere distinti salutL 

Oeetano TulcXta 
Bespoosabile Dtviaione Computer 
dalla Tecnomec - Roma 


Blspamde Leo Sorge 

Egregio Big. Tulotta 

la sua missiva può esser divisa Iji due par- 
ti: ad una &se iniziale di critica alia prova fa 
seguito un breve denoo di aggiunte — non le 
chlamBrgl conezloal. a parte quella del re- 
cupero del Basic — ; tutta la lettera è condot- 
ta con un pigilo piacevolmente burbero, cbe 
peraltro non altera alletto U senso delie sue 
afférmazioni. 

Vediamo la prima parte, n fétto ohe voi 
rivenditori, al SO agosto, disponiate di im 
listino di circa 7^ programmi, farà senz'al- 
Do placare al poeseesori del computer. 1 qua- 
li non hanno potuto leggere quésta notizia 
sulle pagine della rivista, peri^ al momen- 
to In cui cl fli consegnata la macchina — le 
parlo, più o meno, del 10 giugno — cl fu 
fornito solo l'seaurientisslmo manuale prA- 
tamente hardtvare la cui completezza risal- 
ta dall'articolo, e i programmi di giochi, an- 
cb'essi citati Pensando però che la mancan- 
za di programmi fosse solo unfiuj /1 transito- 
rio, abbiamo scritto la frase da lei riportata, 
per cui "al momento attuale la Melchionl 


Coroputertime non pubbllcbza alcun soft- 
ware particolare", U che corrispondeva a 
verità aU'uscita del numero di Iti^io/agosto. 
e lo fa ancor oggi senza lasciar spazio ad 
interpretazioni; Il tattn esista un catalo- 
go, e che questo aiaa disposizione dagli uten- 
ti non implica né che questo d^)ba esser 
puhbUdzzato. né che sia dato dato a noi 

ÌT^gìflTnO ftìlft TT1ft/*C>llT1ft 

Veniamo alla seconda parte. La documen- 
tazione In nostro possesso (che peraltro, ài 
termine della prova è stata richiamata In 
tutta fretta dal distributore, owiamante In- 
sieme al computer) non mancava solamen- 
te del catalogo software, ma ancha di qual- 
siasi riferimento al modo di attlvaje l'unità 
a diacbn o al metodo di richiamare U bmìp 
dopo il Reset. Per queste precisazioni da lei 
su^erltecl slamo spiacenti di non aver po- 
tuto raggiungere U numero 33 (settembre), 
che avrebbe segnalato ptù prontamente que- 
ste informazioni ed altre, che non ci è stato 
possibile verificare a causa della frettolosa 
richiesta di resUtuzlone dell'esemplare in 
prova. Le ulteriori notizie da lei introdotte 
aerano utili ai possessori deU'MZ-700, e rite- 
niamo che sarebbe stato compito della Mel- 
chionl informare noi, ma sopraOutto gli 
iitimt.i, Qon solo dalla voce del rivenditori 
ma anche attraverso del comunicati stampa 
da pubblicare tra le notizie ovvero con delle 
opportune informazioni pubblicitarie. Non 
sempre, Infatti, si ba la fortuna di poter ar- 
ricchire le solite prove con delle informazio- 
ni ptùo meno personali, come queste che lei 
ci ha fornito. Grazie. MC 



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12 


MCmicrocompuier n 34 - OMObrr- I98J 





Ricordi presenta BBC, 

BRITISH BROADCASTING CORPOF 


CORPORATION 



Compagno di scuola, 


I Oggi finalmente Ricordi distribuì- 
I sce in Italia Acom BBC, conosciutissi- 
I mo e attesissimo dai "computerofìli”; 

I un mito, il pcTsonal computer che me- 
! glìo di ogni altro schiude il mondo del- 
I la informatica in tutte le sue fantasti- 
I che possibilità. 

I n personal computer BBC è proget- 
j tato e costruito per durare; modularità 
I ed espandibilità totale gli consentono 
I di seguire l’utente in ogni sua esigen- 
I za, mentre la qualità dei materiali e il 
I sovradimensionamento dei compo- 
I ncnti lo mettono in grado di superare 
I le più gravose condizioni di impiego 
! in ogni campo, dal lavoro alla scuola 
I alla ricerca scientifica. La biblioteca 
I software è curata per l’Italia da Ricor- 
I di e Paravia. Ecco le straordinarie ca- 
I ratteristiche di BBC: 

I Memoria • ROM da 16K contenen- 
I te il sistema operativo MOS. ROM da 
! 16K contenente l'interprete BBC BA- 
I SIC e l’assemblatore per il micropro- 
I cessore 6502. Altre 4 ROM possono 
I essere inserite contemporaneamente 
j per disporre, con accesso per pagina, 
I di Pascal, Word Processor, software 
I per la progettazione assistita, software 
I per gestire connessioni in rete o tele- 
! trasmissioni (Telelext, Prestel, Video- 


tel). RAM da 16K(model A)oda 52K 
(model B). Espansione di 64K con mi- 
I croprocessore 6502 dedicato: è dispo- 
nibile anche con microprocessore Z80 
e sistema operativo CP/M. 

I Interfacce - Disc drive da lOOK, op- 
I pure da 800K. Registratore a cassetta 
standard, inclusa gestione dei movi- 
menti nastro. RS423 (compatibile 
I RS232C) con scambio dati in modali- 
I tà “handshaking" e velocità regolabile 
I fra 75 e 19200 baud. Porta “Centro- 


[ Periferiche disponibili • Unità drive 
I singola faccia da lOOK, unità drive 
I doppia faccia doppia densità da 800K; 
I stampanti 80 colonne a matrice di 
punti, stampanti a margherita: unità 
I di c-ontroDo per teletrasmissioni; inter- 
I faccia IEEE 488. 

I Sistema operativo MOS • Timer a 
interruzione, utilizzabile via software; 
1 convertitore analogico/digitale a 4 ca- 
[ nali; lettura memorizzata della tastie- 
ra; generatore musicale memorizzato; 
j interfaccia seriale; struttura in- 
I put/output e buffer: porta parallela, 

I Tastiera: 73 tasti tutti auto-ripeten- 
j ti, inclusi i tasti cursore e 10 tasti ride- 
I finibili. Standard internazionale 
I QWERTY. 

I Grafica - 8 modi operativi, dallo 


collesa di lavoro» 


I nics’’ parallela a 8 bit con segnali "stro- 
be” e "acknowledge’’. Video RGB, 
PAL (UHF 36), BNC. 4 porte analogi- 
I che a 12bit conO-1, 8 V(numerida0 
a 4095), 10,«sec e interruzione per la 
memorizzazione. 

I Bus di estensione a 1 Mhz. 

I Collegamento in rete locale - Siste- 
I ma Econet fino a 254 computer, eia- 
! scuno dei quali impiegabile con work 
I station 0 come file server. 


I standard Teletext fino a 80x32 carat- 
teri o 640x256 pixel, 8 colori fissi e 
I lampeggianti. Gestione schermo a fi- 
I nestre indipendenti. Istruzioni grafi- 
I che incluse nei BBC BASIC. 

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Divisione Computer, via Salomone 71, Milùio, 
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più, completamente compatibile con la nostra linea di computer da ufficio 

Il portatile TeleVideo usa floppy disk da 5 pollici e un quarto, doppia (accia, doppia densità ed uno schermo 
antirillesso giallo di 22.5 cm da 24 linee per 80 caratteri l'una. La tastiera, dal disegno ergonomico, é dotata di un 
tastierino numerico a 10 tasti, di solito assente in un portatile. 

E tutto questo è completato, ad un prezzo ragionevole, dal sistema operativo CP/M® e da programmi per 
il trattamento di testi, calcolo e grafici. 

Ed ora. il portatile TeleVideo è disponibile anche nella versione IBM-PC compatibile, sempre con uno o 
due floppy disk 5 pollici e un quarto da 360 KB. memoria RAM da 256 kbyte. una porta RS232 ed una 
parallela CENTRONICS, schermo giallo antirillesso di 22,5 cm e tastiera staccabile. 

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SETTEMBRE, CADONO 
LE MOSTRE... 

di Marco Marioacci 

Settembre è un mese tragico per chi ha a che fare con le mostre di 
computer. 

Comincia il SIM-HLH-IVES dal 6 al 10: va bene, si tratta 
musica ma d sono pur sempre anche i computer e la Technimedia per 
tradizione partecipa con molta energia (Scuola di computer e Com- 
puter Help per quanto riguarda MCmicrocomputer. varie iniziative 
hi-fi per AUDIOkeview). Nove giorni di pausa e si apre Io SMAU. il 
19. insieme al Sicob di Parigi e al Personal Computer World Show di 
Londra. II PCWShowchiudeil 24, insieme alto SMAU e finalmente il 
28 il coriaceo Sicob, che però riposa la domenica 23. Finalmente, il 26 
a Tokyo comincia il Data Show, che chiude i tettemi il 29. Il pomo 
dopo, finisce anche il mese di settembre. Stiamo ancora chiedendoci 
come abbia fatto, questo numero che state leggendo, ad uscire, e 
neppure in ritardo!!! 

SMAU 

Dal 19 al 24 settembre si è tenuta l'edizione annuale dello SMAU. 
la più importante mostra di infonnaiicain Italia. Anche quest'ann 
successo è stalo ottimo, sia dal punto di vista deiraflluenza del 
pubblicofdrca 1 50.000 visitatori) sia del numero di espositori, laleda 
offrire un panorama praticamente completo dei prodotti attualmente 
disponibili in Italia. 

Una considerazione che vogliamo fare riguarda l'inopportunità 
della scelta di una data contemporanea al Skob di Parigi: l'Italia e di 
conseguenza (o SMAU stanno assumendo un'importanza sempre 
maggiore neU'ambito europeo, di conseguenza d sarebbe sembrato 
quanto mai opportunochc gli organizzatori della mostra pariginae di 
quella milanese si fossero accordati in modo da evitare lo scomodo 
accavallamento. SMAU e Sicob hanno aperto i battenti insieme, c 
solo la maggior durata del Sicob può aver consentito la visita di 
entrambe le rassegne: ma. ahimè, dal 26 al 29 c'era anche il Data Show 
di Tokyo, ammesso poi che non si voglia tenere in considerazianc 
l'interessante PCW Show dì Londra (contemporaneo a sua volta allo 
SMAU). Come intreccio non c'è male: sembra un libro giallo. 

SICOB 

L'edizione autunnale del Kcob si è svolta a Parigi dal 19 al 28 
settembre. Purtroppo, soprattutto a causa delle sovrapposizioni dì 
cui riferì to sopra, cui si aggiunge la presentazione Data General (One) 
avvenuta appunto nella capitale francese, la nostra visita al Sicob è 
stata quest'anno particolannente breve, un pomerìggio scarso. L'im- 
pressione che abbiamo riportato è per la verità che l'importante 
rassegna abbia un po' rìseniiio dell'edizione primaverile, svoltasi per 
la prima volta quest'anno in maggio e di cui vi abbiamo riferito nel 
numero di giugno. Ci è sembrato di notare un'afTluenza di pubblico 
minore di quella cui eravamo abituati, ma è probabilmente una 
nostra impressione dovuta al fatto cheli 20. giorno della nostra visita, 
era una delle tre pomate riservale agli addetti ai lavori: gli organizza- 
tori. d'altra parte, ci hanno dichiarato che il successo è stato buono 
come di consueto. Rinnoviamo quanto già espresso parlando delio 
SMAU, a proposito dell'inof^riuna contemporaneità delle due 
rassegne, entrambe di elevalo interesse a livello europeo. 

DATA SHOW 

La visita di una mostra in Giappone non è un viaggio, è un'avven- 
tura almeno per chi non conosce il giapponese. Nel prossimo numero, 
comunque, lutto sulla più importante mostra di computer di Tokyo. 
O. almeno, tutto dò cIk è staio possi bile capi re fra un ideogramma e 
un katakanu. 

SIM-HI.Fl-IVES 

Tanta gente, tanto successo per la mostra e... per noi. Ve ne parla 
Corrado Ciuslozzi a pagina 24. 


Tre papnedi Maurizio Bergami luileper quella che probabilmente 
è la più importante mostra inglese, organizzata da quella che è 
probabilmente la |nù importante rivista inglese. A partire da pagiita 


MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984 


17 




Bit Computers: più tre 

Continua l'espansione della Bit Computers: 
quello che si può ormai considerarci! più grande 
computer shop d'Italia sì è arricchito a Roma di 
altri tre punti di vendila. 

Giovanni Coviello, direttore marketing, spie- 
ga che la dislocazione è stata scelta in modo che 
nelle varie zone della città ci siano dei "negozi di 
quartiere", quindi una struttura agile e dinami- 
ca facilmente accessibile airutenie. con un cen- 
tro di servizi distaccalo (Mostacciano. poco 
fuori del Grande Raccordo Anulare) per l'assi- 
stenza e il software. 

Presso i punti vendita Bit Computers. che a 
questo punto sono 5 a Roma e 3 nel Lazio, sono 
disponibili i prodotti Apple. HP. IBM (PC). 
Apricot e Victor, per l'utenza hobbystica e pro- 
fessionale. I tre nuovi negozi sono in ViaTusco- 
lana 3SO,'350a. Via Nemorense 14/16, Viale fo- 
rno 333/335. 

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Via Flavio Dimnzianu Ili. mi45 Roma 



Data General One 

Con una delle piùcoreogranchc presenta- 
zioni di tutti i tempi (Tour Eiffel. Laser, 
Muliivision. nebbia artificiale e moquette 
gigante) la E)ata General ha fatto ingresso 
nel mondo dei micro con questo stupendo 
portable: MS-DOS. 64 K di ROM. da 128 a 
512 K di RAM e. soprattutto, un display 
LCD da 25 x 80 colonne (ovviamente grafi- 
co) e uno o due microfloppy incorporati da 
720 K ciascuno. Poco meno di sei milioni e 
mezzo con batterìa rìcarìcabile c un micro- 
(loppy, poco più di otto e mezzo con due 
microfloppy. Non èsupereconomico. ma bi- 
sogna tener conto della classe e del tipo di 
prodotto. 


PC line: 

una linea di prodotti per il PC IBM 

LaTelcom ha acquisitola distribuzione esclu- 
siva per l'Italia della gamma di prodotti per il 
PC IBM della IDE Associates. 

La linea completa della IDE, denominata ap- 
punto PC line, comprende: 

— memorie di massa rotanti, costituite da una 
serie di dischi rigidi da 5. 10. 20 e 40 Mbyte, 
eventualmente combinati con un disco rìmuovi- 
bileda 5 M che può fungere da unità di back-up: 

— schede per la costituzione di reti locali; 

— schede per comunicazioni in grado di emula- 
re il terminale 3278; 

— schede multifunzione. richiedibili in varie 
configurazioni, con funzioni di l./O, di CLOCK 
e per l’espansione della memoria fino a 384 
Kbyte; 

— schede grafiche, che consentono di ottenere 
una risoluzione massima di I024x I024conuna 
tavolozza di 4096 colori. 

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Datatronic compra Victor 

Per porre fine a tutte le voci che negli ultimi 
tempi erano circolate riguardo alle sortì della 
Victor, la Harden, che distribuisce j prodotti 
Victor in Italia, in occasione dello SMAU ha 
invitato la stampa specializzala ad un incontro 
con Mais Gabrìelson. presidente della Daiairo- 
nics. la società svedese che di recente ha acquisi- 
to la maggioranza delle azioni Victor. 

Dopo aver tracciato un breve profilo della 
Daiatronics, Gabrìelson ha affermato che la sua 
società è profondamente convinta che i compu- 
ter Victor siano in grado di occupare con pieno 
merito una posizione leader nel loro settore, e 
che è intenzione della Datatronics supportarli 
con una politica energica e aggressiva. 

Gabrìelson ha poi annuncialo che il progres- 
so all'interno della Victor non si è mai arrestato 
e che Chuck Peddle (progettista del Victor e del 
microprocessore 6502) e Bobby Taylor sono già 
da tempo entrambi impegnali a sviluppare la 
nuova generazione dì prodotti. 

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S.V.P.T.: hard e soft per il PC IBM 

La S.V.P.T. di Roma annuncia l'ampliamen- 
to della propria dilla: airinlerno di una struttu- 
ra ormai collaudata si è sviluppato il nuovo 
settore soflware-hardware. la cui principale ca- 
ratteristica è la concentrazione dì pacchetti soft- 
ware e moduli hardware tra i più interessanti sul 
mercato intemazionale. 

I programmi, questa é la novilà..sono diretti 
ad un mercato verticale, cioè a ben precise cate- 
gorìe dì professionisti: ingegneri, architetti, bio- 
logi. ma anche a università, centri di ricerca ed 
enti governativi. Notevole successo è facilmente 
pronosticabile anche per le vane interfacce e 
moduli hardware, selezionati tra quelli dalle ap- 
plicazioni più originali ed interessanti. 

Per garantire sempre il servizio migliore la 
ditta romana sì avvale di un'equipe di esperti 
soflware-hardware in grado di risolvere ogni 
dubbio dell'utente riguardante l'uso del soft- 
ware applicativo o l'installazione dell'hardware 

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Via Val Cristfl//(>ia, 3 ■ 00141 Roma 


Ericsson Personal Computer 

La grossa società svedese, forse poco nota 
al pubblico dei micro. ha presentato nella 
splendida cornice di San Remo (a Villa No- 
bel, in omaggio all'illustre connazionale) il 
Personal Computer. 

Nell'ottica della casa, leader nel settore 
del compatibile IBM, il nuovo nato è com- 
pletamente compatibile con il PC della casa 
americana, rispetto al quale presenta alcune 
caratteristiche più evolute; ad esempio la 
grafica gestisce anche la doppia risoluzione 
(320 X 640); i prezzi dovrebbero essere di cir- 
ca un 5% inferiori all'IBM. a parità di confi- 
gurazione. 



18 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 






Grande memoria 

64K RAM 32K ROM 

Basic 

il più veloce e completo, senza 
confronto a questi livelli di prezzo. 

Un assaggio? AFTER e EVERY per 
la gestione degli interrupt. WINDOW 
per aprire fino ad 8 finestre su schermo 


Suono 

3 voci estese su 7 ottave e, soprattutto, 
comandi come SOUND, SO, ENV, 
ENT, invece di ostiche PEEK e POKE 

Schermo 

20, 40, 80 colonne a scelta 

Colore 

tavolozza di 27 colori utilizzabili 


Alta risoluzione 

640 X 200 punti singolarmente 
indirizzabili 

Software 

basta un catalogo che si arricchisce al 
ritmo di due titoli per settimana e che 
già comprende decine di giochi, word 
processor, spreadsheet, PASCAL, 
linguaggio C. ecc.,.? 


Esclusività per l'Italia: 


MICROSTARs 


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Tel. 02/688.76.04 



Stereomania con la scuola di computer 
A Bologna, dall'1 al 4 novembre, appunia- 
nvenlo con l'ormai tradizionale Slercomania- 
Videosuono. mostra di hi-fi, videoregisinizionc. 
Tv color e personal computer. Fra le iniziative 
panicolarmenle interessanti di quest'anno tro- 
viamo una scuola di videoregìstraaone. un 
grande concorsoa premi, la proiezione non-slop 
di video musicali, una rassegna dell'alta fedeltà 
esoterica, una esposizione di hi-fi car diretta- 
mente su auto e una gara di videogioctii, oltre, 
naturalmente, alla scuola di computer in due ore 
di MC. La mostra bolognese mira a superare 
quest'anno il record delle 1 50.000 presenze sta- 
bilito nell'85. grazie al notevole numero di mani- 
feslazioni di indubbio richiamo. 


Data base italiano per MIO 

A cura dello studio del dr. Gino Polsclli, é 
stato messo a punto e viene commercializzato 
da qualche tempo il Geslarc. un data base ad 
indici per Olivetti M20. Il package, opportuna- 
mente proietto e personalizzalo per l'utente on- 
de evitare copie non autorizzale, consente di 
creare c manulenere uno o più archivi su disco 
tramite semplici comandi impartiti da menu in 
lingua italiana. Fra le opzioni disponibili la ta- 
bulatone selezionala ed ordinala, la stampa di 
lettere intestate, la eslrazione/fusione di record 
di più archivi. II prodotto è quindi adatto alla 
gestione di archivi anagrafici, agende elettroni- 
che. schedari, lesti in genere. È previsto il rila- 
sao in futuro di altri pacchetti gestionali com- 
patibili. in modo da creare un insieme di pack- 
age dalla struttura omogenea. 

Ftr „ll,rhn mformaziimi 

Crsiarc - Dr Cim, Politili - Km CoiiUna ■ Arce /Pft I 
Tel 


LEMON Intelligeat PC-EXT, 
un nuovo IBM compalibik 

Un nuovo modello entra a far pane della 
vasta gamma della Belion Electronics, si tratta 
dei LEMON Intelli^t PC-EXT. completa- 
mente compatibile, sia a livello hardware che 
software, col PC IBM. Il PC-EXT i dolalo di 
microprocessore 8088 a 4.77 MHz. 128 di me- 
moria centrale, 64K di ROM e due lloppy disk 
da 3Ù0K ciascuno. Tra le numerose espansioni 
disponibili vi segnaliamo un disco rigido da 10 
Mbyte con controller. 

La Belion ha inoltre ottenuto l'esclusiva della 
distribuzione per l'Italia dell'Otrona 2001. un 
portatile da meno di 9 Kg. anche lui 100°,, IBM 
compatibile. 



Zona Indie E. Fermi - Momehiponr 


Novità BASF 

La BASF ha prerscniato allo SMAU il suo 
nuovo drive a disco fisso, il 6188. 

Si tratta di un modello slim line, in lecnoigia 
Winchester, con una capacità formattata di 12 
Mbyte. La sezione elettronica, dolala di un mi- 
croprocessore con interfaccia (ST-412 ST-506), 
è in grado di assicurare tempi di accesso partico- 
larmente veloci. 

Sempre allo SMAU la BASF ha annunciato 
l'arrivo sul mercato italiano del suo Flexy Disk 
da 3.5". micTofloppy di elevate prestazioni uti- 
lizzabili su tutti i drive Sony. 


20 


Attualmentcèdisponibile solo la versione sin- 
gola faccia High densily. della capacità di O.S 
Mbyte; verso la fine di quest'anno tuttavia sarà 
disponibile anche la versione doppia faccia con 
capacità di 1 Mbyte. 

Ultima novità i cleaning disk, dischetti pulen- 
ti in grado! rimuovere te impurità che si deposi- 
tano sulla testina del drive, disponitàli in versio- 
ne da 8" e da 5.25’'. 

Data Baie 

V.!e Legioni Romane. ! ■ X!47 Milano 


Primo festival 

degli autori di software per il gioco 

Si è concluso, con l'assegnazione di tre premi, il 
primo concorso per autori di video-game non 
competitivi, organizzalo dalla coop. Ma^ Bus 
e svoltosi nell'ambito della Festa Nazionale del- 
rUnilà di Roma. L'iniziativa, tesa a raccogliere 
e promuovere la creazione di software per ^ochi 
su personal computer prodotto da autori non 
professionisti e al di fuori della politica consu- 
mistica del mercato dei video-game, ha visto la 
panecipazione di oltre cento concorrenti quasi 
lutti mollo giovani. I giochi, sviluppali su varie 
macchine, sono stali esposti al pubblico per cir- 
ca una settimana; i visitatori hanno cosi potuto 
provare i vari programmi e per ciascuno compi- 
lare una scheda con un voto e alcuni elementi di 
giudizio. 

Si èquindi selezionata una rosa di dieci giochi 
finalisti che è stata sottoposta al giudizio di una 
giuria presieduta dali'On. Giovanni Berlinguer, 
presidente del comitato organizzatore della Fe- 
sta. e da direttori e redattori delle più diffuse 
riviste italiane del settore; MC è stata rappresen- 
tala da Valter Di Dio. 

La giuria ha deciso di valutare principalmente 
l'originalità del gioco e la capacità di questo di 
stimolare creativamente il giocatore, tralascian- 
do l'eventuale mancanza di una grafica rifinita o 
la scarsa varietà di schemi. Dalla votazione, 
ovviamente segreta, è risultato vincitore il gioco 
SISTEC di Luca Brenlaro di Verona realizzalo 
su T199/4A. Il gioco di Luca consiste nel racco- 
gliere delle noci su una strada cosparsa di buche, 
naturalmente all'inizio del gioco buche e noci 
scompaiono dallo schermo sicché il giocatore 
deve ricordare a memoria le relative posizioni. 
La giovane età dell'autore, quattordici anni, 
non ha impedito di curare sia la grafica che il 
suono, cose che se non Indispensabili, cerio aiu- 
tano molto a rendere il gioco particolarmente 
piacevole. 

Oltre al premio della giuria, consistente m un 
ciclomotore, sono stati assegnali due premi, in 
libri e dischi, ai giochi più votati dal pubblico, 
separalo in pubblico giovanissimo (meno di 14 
anni) e adulto. I giovanissimi hanno volato il 
gioco “La torre incantata" di Enrico De Cillia. 
Udine, in cui un omino deve scalare una torre 
mentre dalfallo di questa piovono! più dispara- 
ti oggetti, che gira su Commodore 64. 

Gli adulti hanno invece preferito il più rìOessi- 
vo "Bionlmi" di Maurizio Panelli. Roma, svi- 
luppato con molta cura su TI99/4A con Ext. 
Basic. Non certo originate come idea, comun- 

Dopo la proclamazione dei vincitori ri è svol- 
to un dibattito con i giovanissimi presenti sul 
rapporto gioco-apprendimenlo-lavoro: il com- 
puter prima nella casa poi nella scuola e inllne 
come strumento di lavoro. 


Compater MSX al SIM 

Ben cinque i computer MSX visti al SIM: 
una situatone completamente opposta a 
quella che si sta verificando io Inghilterra do- 
ve, stranamente, il software c'é già, ma delle 
macchine neanche l'ombra. 

Spectravideo, Sony. Philips. Toshiba e Pio- 
neer sono stali dunque! primi a pungere nella 
nostra penisola; a loro ri è aggiunto quasi 
subito il Canon, che, assente al SIM. era inve- 
ce l’unico MSX allo SMAU. 

Come saprete sia la struttura software che 
quella hardware dei computer MSX sono 



.SprTiraviJeii i'K 72S' Ila una R.A.M ih HU 
Khyte. una laniera mollo esleia completa di 
laaliermo numerico ed im'mierfaccia Centro- 
nics incorporala. Usuo disk driver usa floppy da 

s n4~. 


I conti in tasca ai grandi 

Daiamaiion. la famosa rivista statuniten- 
se. ha pubblicalo come ogni anno la classifi- 
ca delle prime 100 aziende di informaiica 
americane in base al fatturato *83 nel merca- 
to EDP. Al comando delta classifica l'intra- 
montabile casa di Armonk. che con i suoi 
35.600 milioni di dollari (si. proprio 35 mi- 
liardi dì dollari ...) nel settore informalico. 
corrispondenti all'88.6% del fatturato glo- 
bale. mantiene la leadership assoluta. Se- 
guono. assai distanziuie. DEC. Burroughs, 
CDCeNCR. Riportiamo a titolo di cronaca 
I primi venti nomi dell'elenco; rispetto ai 
dati dell'anno precedente sono da notare il 
"sorpasso" di Wang su Honeywell. il balzo 
in avanti di Apple e Commodore ed il "ton- 
fo" di Texas Instruments. 

1983 1962 Azienda lati EDP '63 

(milioni d<$) 

1 1 IBM 35603 

2 2 Digital Equipmant 4.827 

3 3 Burrovgha 4.000 

4 4 Control Data 3.500 

5 5 NCR 3.333 

6 6 Sperry 2 799 

7 7 Hewlan-Packerd 2 496 

8 9 Wang 1 792 

g 8 Honaywell 1 666 

tO 10 Xerox 1200 

11 19 Apple Computar 1084 

12 14 TRW 1.015 

13 16 Tandy 945 

14 29 Commodora SZ6 

15 11 Storage Teclinology 888 

16 15 Data Ganaral 867 

17 12 Texas Inairumanis 850 

18 13 Oaneral Eiaciric 820 

19 17 Automatic Data Proc. 816 

20 — A.T 8 T 807 


MCmicfOComputer n. 34 - ollobre 1984 


identiche: dove i vari modelli si diversiflcaDO 
é, invece, olire che nell'estetica negli accessori 
ed in alcune particolari possibilità di interfac- 
ciamento. Il Pioneer, ad esempio, al SIM dava 
spettacolo in unione con un laser disc. creando 
un fantastico laser game alla “guerre stellari". 

L'arrivo nei negozi dovrebbe avvenire pri- 
ma di Natale per la maggioranza delle macchi- 
ne. Qualche casa ha invece già deciso di aspet- 
tare un po' prima dì lanciarsi nella mischia; tra 
queste quasi sicuramente la l^oneer; secondo 
quanto ci è stato detto la commercializzazione 
avverrà sicuramente ma la data non è ancora 
stata fissata. 




Phihp!: t'C Htm. Ì2K é RAM. e.fpcmJibili 
fino a 128K. laniera in gomma e due slot per 
cartucce ROM. Per i floppy disk usa il formato 
da 3 112". 


Sony Hit Bit 5SP 
<■ 75 P: è disponibile 
in due modelli, che 
si differenziano per 

moria disponibile, 
rispellivamenle di 
32 e SO Khyie. Ol- 
ire al Ba.sic hanno 
incorporato un pro- 
gramma ru ROM 
denominalo Data 
Bank personale, 
una .sorta di piccolo 
database. 




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diamo che tutti 1 prezzi sono IVA esclusa. 


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Commodore: 

allo SMAU i prezzi dei nuovi 

Come annuncialo in occasione dello scorso 
SIM-IVES, la Commodore Italiana ha presen- 
tato il nuovo listino, comprendente sia i nuovi 
che i vecchi prodotti. Tra i nuovi il posto d'ono- 
re spetta al CI 6 e al PLUS 4 (anteprima su MC 
33. pg. 24/25), che costeranno rispettivamenie 
245-000 e 975.000 lire, ovviamente IVA 18", 

Tra le periferiche per gli home non sonoanco- 
ra stati annunciali né il floppy veloce 4SI. né 
quello dedicalo 1542. mentre compare aU'oriz- 
zontc il daiassette per i nuovi: si chiama 1531 e 
costa quanto il 1530. cioè 120.000 lire. 

Per finire le stampanti. La MCS — attenzio- 
ne. non MPS! — 801 è a 7 colori. 80 colonne, 38 
caratteri per secondo, e costa 995.000 lire; la 
DPS 1 101 è a margherita da 17 cps e viene solo 
695.000 lire. Per le serie 6-700 ed 8000 ecco la C 


KID a 10 Mega 

Presentata dalla SIPREL la nuova linea di 
Personal KID. denominata 6400. che espande 
verso l'alto le prestazioni dei modelli precedenti 
pur mantenendo una totale compatibilità con 
essi. Tutti i modelli prevedono monitore tastie- 
ra separali, tastiera a basso profilo con tastieri- 
no numerico e memoria di massa contenuta nel- 
l'unità centrale. La novità maggiore comunque 
riguarda proprio la memoria di massa, che può 
essere costituita da uno o due minifioppy 5" da 
140 Kb o da un Winchester da IO Mb con mini- 
fioppy da I Mb per il backup. Fra le altre carat- 
teristiche della serie; microprocessore 6502, 64 
Kb di RAM. slot di espansione, uscita per moni- 
tor BjN 0 a colori (RGB), sistemi operativi 
DOS. PRODOSoCP/M. Un servizio di upgra- 
dingfomito dalla stessa SIPREL permette all'u- 
tente di crescere con gradualità, passando da un 
sistema a quello superiore senza traumi. 


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Lina sinfonia dalla Lotus 

É stato presentato ufficialmente anche in Ita- 
lia il Symphony, forse il più atteso programma 
di questi ultimi mesi. Prodotto dalla Lotus 
(quella dell'1-2-3, per intenderci), Symphony è 
una sofisticatissima multi-applicazione che 
comprende un word processor, uno spreadsheet 
e un data base, integrati con un communication 
link e un visualizzatore di grafici. Ogni sezione 
del pacchetto é legala alle altre, nel senso che 
ogni entità definita in una di esse può anche 
essere vista dalle altre: una stessa tabella di dati 
può cioè essere condivìsa dal data base, dallo 
spreadsheet e dal word processor. È quindi pos- 
sibile ad esempio trasferire dati da un host cari- 
candoli nel data base, elaborarli con lo spread- 
sheet e piazzare i risultali in un testo editalo col 
word processor; ogni iniervcnioefreiluaiosu un 
ambiente modifica dì conseguenza ed istantane- 
amente i dati degli altri ambienti. WP compreso. 
Inoltre ogni insieme di dati può essere rappre- 
sentato istantaneamente in forma grafica, tra- 
mite diagrammi a barre, a torta e a segmenti, 
con moltissime opzioni. Sì possono inoltre apri- 
re più finestre ìndipendenti sul video, ognuna su 
di un ambiente diverso, così da poter tenere 
lutto sotto controllo e poter intervenire isianta- 
ncamenie ad ogni livello. La filosofia di base è la 
stessa dell'i-2-3, dal quale Symphony chiara- 
mente discende: il nome fa ovviamente riferi- 
mento all'Insieme organico di parti che compon- 
gono questo fantastico pacchetto. Ad ogni mo- 
do 1-2-3 sarà ancora supportato da Lotus, pro- 
ponendosi come alternativa economica del 
Symphony. del quale condivide la potenza ela- 
boraiiva dello spreadsheet e di un piccolo data 

Symphony gira sotto MS-DOS; per ora é di- 
sponibile solo per il PC IBM. ma è previsto il 
rilascio a breve lerminedella versione per l'ACT 
Aprico! e quindi per il DEC Rainbow. seguiran- 
no mano mano rilasci per le altre macchine. 
Sono richiesti almeno 380 Kb dì RAM e due 
floppy o un floppy cd un Winchester; inoltre 
sono interamente sfruttale le eventuali possibili- 
tà di uscite video a colori nel disegno dei grafici. 
La sezione Communications, dotata dì aulodial. 
aulologon e auioanswer. nonché della possibili- 
tà di emulare ì più diffusi terminali sul mercato, 
è attualmente tagliala su misura per i più diffusi 
modem americani, ma sarà presto adattala agli 
standard europei. La distribuzione del pacchet- 
to sul territorio italiano éalfidala a due organiz- 
zazioni: la Sirio Informatica dì Milano per il 
nord, e la NICA di Roma perii centro ed il sud. 


y.le Certosa. N8 ■ 20IS6 Milano 
NICA Diffusione Informalwa s.r.l. 
y.le Parioll. 40 ■ 00197 Roma 


Handic: software per il Plus 4 
Bruciando lutti sul tempo, la casa svedese nel 
suo catalogo dell'autunno '84 annuncia ben 4 
programmi per il nuovo Commodore Plus 4. Si 
tratta principalmente di giochi d'avventura; The 
Muiant Spiders (ragni mutanti). The Shìp (la 
nave) e The Fourth Sarcophagus (il quarto sar- 
cofago). definiti 'gli stimolacervello' (brain sii- 
mulalor). oltre a SSP-Save. Search & Prinl. che 
funziona come un blocco d'appunti. Sul catalo- 
go sono presenti anche 3 nuovi programmi per il 
64, due giochi — ProGolf e Pive Slud Poker, 
oltre ad Imaginaiion. che permette dì creare 
immagini o di sfruttare quelle preprogrammale. 


MCmicrocomputer n, 34 - ottobre 1984 



DATA BASE S.p.A. una delle mag- 
giori organizzazioni per la distribu 
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MCmìcrocomputer al SIM 


COMMODORE 


Notevole il successo riscosso dalla maniresiaTione milanese; secon- 
do l'organizzazione, che cita fonti SIAE, il SIM è stato visitato da 
1 52.000 persone, mentre erano presenti 407 espositori con 4500 ad- 
detti agli stand, oltre 25.000 operatori e 450 giornalisti in rappresen- 
tanza di 227 testate. 

LaTechnimedia. presente in forze, era rappresentata da due sund. 
uno nel padiglione deil'alta fedeltà e l'altro in quello dei computer. 
Nel primo lo stalT di AUDIOuview presentava i nuovi kit e le 
tradizionali iniziative quali b taratura dei registratori a cassette dei 
visitatori. Nel secondo la redazione di MCmicrocomputer al gran 
completo dava vita a due iniziative dal largo successo: la ormai 
tradizionale scuola di computer in due ore c il nuovo esperimento 
denominato “Computer Help”. 

Nello stand di MC per i cinque giorni della manifestazione gli 
esperti della redazione sono rimasti a disposizione dei visitatori per 
discutere con loro di questioni o problemi sia generali che riguardanti 
macchine speciliche. Tre “postazioni” ricavateairintemo delio stand 
permettevano ai visitatori di conversare con la persona desiderata, 
direttamente o su appuntamento. Al “Computer Help" hanno parte- 
cipato Maurizio Bergami, Tommaso Paniuso. Fabio Schiatiarclla e 
Leo Sorge, ognuno in quanto esperto di un particolare computer; ma 
allo stand sono stati quasi sempre presenti anche Corrado Giuslozzi c 
Marco Marinacct. Benché l'iniziativa fosse poco pubblicizzata il 
successo é stalo notevole, tanto che nei giorni di punta si creavano 
piccole code di fronte al bancone. 

Il successo maggiore è comunque andato alla ormai famosisHma 
scuola di computer, sempre gremita sia di partecipanti attivi che di 
semplici uditori. Le lezioni, due al giorno, sono state tenute da 
Corrado Giustoad, mentre l'assistenza a^i allievi è stata assicurala 
dagli altri collaboratori che si alternavano in coppia. Gli allievi 
avevano a disposizione una trentina di computer Apple Ile, coi quali 
potevano seguire ed eseguire ciò che il,., professore (7) spiegava 
illustrandolo su di una lavagna. La scuola ha sempre registrato il 
lutto esaurito, e più di una volta l'aula, pur capiente, si è riempita di 
persone che ascoltavano la lezione anche senza avere una macchina a 
disposizione. Particolare interessante; fra l'ovvia alTluenza di giova- 
nissimi abbiamo notalo anche la presenza di diversi adulti, segno che 
l'interesse per il computer e la voglia di saperne di più non sono 
esclusivi delle generazioni più giovani. Le macchine, come il professo- 
re, rimanevano a disposizione del pubblico anche al di fuori degli 
orari di lezione, per permettere agli allievi di applicare liberamente i 
concetti appena appresi; airorario di chiusura i più perseveranti 
dovevano praticamente essere cacciati dall'aula... Cogliamo a questo 
punto l'occasione per ringraziare la direzione del SIM e la Apple 
Italia, i quali hanno collaborato con noi mettendo a disposizione, 
rispettivamente, l'aula e i computer. 


24 



64,CX)ME RU SE NON CE UHM? 



listini d'affari 


. grafici a colori ... una scrivania ... un archivio 
elettronica professionale 


... giocare al ... avere i dati 

calcio spettacolo per decidere? 


Commodore 64 è il computer più 
venduto nel mondo perché fa tutto, 
e lo fa bene. 

Lo usi con facilità e creatività per 
mille e mille applicazioni; dispone di 
una libreria favolosa di programmi 
pronti, subito utilizzabili e già collaudati. 

Commodore 64 ti aiata nella vita, 
nel lavoro, nello studio. E un amico che 
cresce insieme a te. Ed è totalmente 
affidabile, perché prodotto in milioni 
di esemplari. Con Commodore 64 entri 
nel futuro, tasto dopo tasto. 

Ha una grandissima memoria, 
un sintetizzatore sonoro realmente 


professionale, e produce effetti 
tridimensionali in alta risoluzione 
grafica. È anche un entusiasmante 
videogioco, con un catalogo games 
ogni giorno più ricco. 

Commodore 64 oggi è ancora più 
facile... perché mai un grande personal 
è costato così poco. 

Vai a prenderlo subito. 


Z. Commodore 

■ COMPUTER 




il punto dello situazione 

di Maurizio Bergami 


L incompatibilità tra i vari 
computer presenti sul merca- 
to è sempre stata considerata 
uno dei principali problemi 
de! mondo della microinfor- 
maiica. 

Per cercare di trovare una 
soluzione, la Microsoft ha da- 
to il via. all'inizio del 1983. al 
progetto M SX. definendo una 
standard che permettesse la 
completa compatibilità, sia 
hardware che software, di tut- 
te le macchine costruite se- 
cando le sue specifiche. 

Lo standard MSX 


Lo standard proposto dal- 
la Microsoft è rivolto alla fa- 
scia bassa del mercato, quel- 
la in cui attualmente predo- 
minano la Commodore con 
il 64 e la Sinclair con lo Spec- 

AI momento di stabilire gli 
elementi chiave dell'hard- 
ware la scelta della Microsoft 
è caduta sugli otto bit. Nes- 
suna soluzione tecnologica 
di avanguardia, quindi, ma 
la sicurezza del collaudato e 
diffuso Z 80, in unione ai mi- 
gliori chip di supporto: il 
processore grafìco TMS 
99 ISA, che permette una ri- 
soluzione video di 256 x 192, 
16 colorì e le sprìte, ed il ge- 
neratore sonoro AY-3-8910, 
con tre voci daH'estensione 
di 8 ottave. 

Come linguaggio è stalo 
adottato un Basic esteso, svi- 
luppato naturalmente dalla 
stessa Microsoft, in grado di 
sfruttare completamente tut- 
te le caratteristiche delPhard- 

Anche il connettore per le 
cartucce ROM ed il formato 
e la velocità deH'interfaccia 
cassette sono stati pienamen- 
te specificati, per raggiunge- 
re la compatibilità ricercata. 


Lo standard è stato com- 
pletatoquest'anno con l'arri- 
vo dell'MSX DOS. un siste- 
ma operativo per dischi ba- 
sato sull'MS-DOS ed in gra- 
do di dare al sistema MSX la 
compatibilità sia con i pro- 
grammi CP/M che con i file 
dati MS-DOS. 

Una volta che questi punti 
chiave siano stati rispettati 
rimangono a scelta del co- 
struttore espansione ed even- 
tuali migliorie, a patto però 
che non ostacolino in alcun 
modo l'utilizzo dei normali 
programmi MSX. 

Lo standard MSX ha subi- 
to ottenuto un notevole suc- 


cesso in Giappone dove, a 
detta degli esperti, era pro- 
prio la mancanza di uno 
standard, soprattutto nel 
software, ad impedire al mer- 
cato degli home computer di 
decollare. 

fi basso numero di pezzi 
venduti rendeva infatti im- 
produttivo per le software 
house locali scrìvere pro- 
grammi per i computer giap- 
ponesi. e questo provocava 
una notevole carenza di soft- 
ware. che, a sua volta, non 
favoriva di certo le vendite. 

L'annuncio del progetto 
della Microsoft ha immedia- 
tamente smosso le acque e la 


maggioranza dei grandi no- 
mi deU'industria nipponica 
ha aderito allo standard: a 
tuU'oggi i licenziatari giap- 
ponesi dell'MSX sono diven- 
tati quindici, ai quali si ag- 
giungono due coreani, l'a- 
mcricana Spectravideo e 
l'europea Philips. 

Il mercato giapponese 

La prima apparizione sul 
mercato delle macchine 
MSXèdunque avvenuta nel- 
la terra del sol levante, dove, 
tra la scorsa estate ed il mese 
di marzo, sono state vendute 
circa 100.000 unità. 

Una cifra rispettabile, an- 
che se inferiore a quella pro- 
nosticata di 300.000 pezzi, e 
che comunque rappresenta 
circa ril% dei computer 
prodotti in Giappone nello 
stesso periodo. 

Andando a vedere chi ven- 
de di più troviamo i nomi di 
Sony e di Panasonic, seguiti 
da quelli di Hitachi, Sanyo e 
Toshiba. 

Caratteristica fondamen- 
tale degli MSX giapponesi è 
il largo uso che tutti hanno 
fatto della possibilità dì ag- 
giungere qualcosa alle speci- 
fiche comuni; ogni casa ha 
sfruttato la sua specializza- 
zione in altri settori per dota- 
re i propri modelli di una 
marcia in più. 

Ad esempio il JVC. capace 
di interfaccianì con un video- 
registratore, è abbastanza 
diffuso a livello amatoriale 
come titolatore e generatore 
di effetti grafici dagli appas- 
sionati di video: allo stesso 
modo Io Yamaha è collega- 
bile alle tastiere elettroniche 
prodotte dalla stessa casa ed 
il Pioneer può essere collega- 
to ad un giradischi laser. 

Esaminando i computer 


BLBICO DBI COSTRUTTOKI CHE HAHHO ADERITO 
ALLO STABDARD NSX 

Giappone Aster Internationsl 

Canon 
Fujitsu 

General (Teleton) 

Hitachi 

JVC 

Kyocera (Yashica) 
Xatsuehlta (Panasonic) 
Xltaublshl 
BBC 

Blpx>on Geikkl (Yamaha) 

Pioneer 

Sanyo 

Sony 

Toshiba 


USA 

Europa 

Corea 


Spectravideo 

Philips 


Daewoo Electronics 
Goldstar Co. 


26 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 



MSX. 


MSX solfo questo aspetto si 
può addirittura prevedere 
per alcune di queste macchi- 
ne un avvenire come sofisti- 
catissimi accessori di altri ap- 
parecchi domestici, dove la 
programmabilità sarà un ele- 
mento aggiuntivo gradito, 
ma non determinante per 
l'acquisto. 


Per quello che riguarda il 
software, i titoli in circola- 
zione in Giappone sono già 
più di cinquecento, segno che 
almeno uno degli scopi per i 
quali lo standard è nato, cioè 
quello di permettere all'uten- 
te di avere a disposizione una 
vasta libreria dì programmi, 
é stato raggiunto. 

Per il momento sì tratta 
quasi esclusivamente di soft- 
ware ludico, il che limitereb- 
be gli MSX aU’uso come sofi- 
sticate game machine; tutta- 
via anche il software serio 
sembra essere in arrivo, in- 
parte direttamente dalla Mi- 
crosoft, adesso che è stalo 
sviluppato il sistema a dischi. 

Le previsioni per il futuro 
fatte da tutte le case MSX 
giapponesi sono estrema- 
mente rosee per quello che 
riguarda il mercato interno e 
ci si aspetta un vero e proprio 
boom delle vendite a breve 
scadenza, che porterà l'MSX 
a dominare la fascia di mer- 
cato dei sistemi economici. 

Riguardo alla distribuzio- 
ne all'estero le opinioni sono 


invece abbastanza contra- 
stanti. 

Come abbiamo già detto, i 
costruttori MSX al dì fuori 
del Giappone per ora sono 
molto pochi, quindi l’even- 
tuale successo in America ed 
in Europa sarà strettamente 
legato ajrarrivo dei modelli 
nipponici. 


L'attenzione dei manager 
giapponesi per adesso è ri- 
volta quasi esclusivamente 
verso l'Europa. Il mercato 
americano viene considerato 
troppo rischioso, dato che, 
allo stato attuale, negli Sta- 
tes i computer MSX si rivele- 
rebbero poco competitivi in 
termini di prezzo. E nella no- 
stra vecchia Europa, come 
andranno le cose? 

Gli MSX in Europa 

In Europa, fino ad ora. dì 
MSX si è parlato parecchio, 
ma le macchine in pratica 
non si sono viste. 

Lo Spectravideo 328, pro- 
vato sul numero di aprile, 
non è un vero MSX, anche se 
quasi tutte le sue caratteristi- 
che sono uguali a quelle ri- 
chieste dallo standard. 

Nonostante la Spectravi- 
deo Io propagandasse, in una 
famosa pagina pubblicitaria 
per la quale aveva posato 
nientemeno che Roger Moo- 
rc, come il primo degli MSX, 
lo Spectravideo 328 (e, quin- 


di. anche il fratellino minore 
3 1 8) ha la velocità di trasmis- 
sione deU'interfaccìa cassette 
leggermente superiore, lo 
slot per cartucce ROM più 
piccolo ed un Basic con qual- 
che diversità nell'uso degli 
statement grafici. 

Pur rimanendo un ottimo 
computer il 328 viene quindi 


a perdere quella compatibili- 
tà diretta che è la base stessa 
dello standard, compatibilità 
che invece possiede il nuovo 
modello della Spectravideo, 
il 728. 

La calata degli MSX giap- 
ponesi, ai quali si affianche- 
ranno Spectravideo e Phi- 
lips. avverrà nel perìodo di 
novembre-dicembre, giusto 
in tempo per gli acquisti na- 
talizi. in alcuni mercati che 
faranno da cavia, primo fra 
tutti quello inglese. 

Naturalmente tutti i co- 
struttori si dicono sicuri che 
gli MSX riusciranno in breve 
tempo a conquistare un'am- 
pia fetta del mercato; di ben 
diversa opinione è invece la 
concorrenza, che non vede 
alcun futuro per questo stan- 
dard e afterma di non essere 
minimamente preoccupata 
dal suo arrivo. Si tratta, in 
entrambi ì casi, dì prese di 
posizione scontate, tuttavia ì 
dubbi espressi riguardo alla 
riuscita o meno dello stan- 
dard non appaiono privi di 
fondamento. 


Quello principale riguarda 
la difficoltà dì riuscìrea sfon- 
dare in un mercato già molto 
evoluto, specialmente quello 
inglese, che vede posizioni 
fortissime (al solito Commo- 
dore e Sinclair, ma anche 
Acom) difficilmente attacca- 
bili. 

Anche lo scarso contenuto 
tecnolo^co desta delle per- 
plessità. specialmente in un 
periodo nel quale ì 16 bit so- 
no quasi d'obbligo e già si 
inizia a sussurrare di 32 bit; 
d'altro canto i costruttori 
ammettono apertamente che 
i loro prodotti sono destinati 
soprattutto a chi sì accosta 
per la prima volta, o si è ac- 
costato da poco, alla mi- 
croinformatica, un pubblico, 
cioè, difficilmente in grado di 
apprezzare macchine all'a- 
vanguardia. 

Un segnale abbastanza 
chiaro sulla presa che po- 
tranno avere gli MSX pro- 
viene comunque dalle soft- 
ware house europee, che 
sembrano già avere le idee 
ben chiare: praticamente non 
ce n'é una che non abbia già 
in catalogo qualche pro- 
gramma MSX! 

Qualche riflessione 

Già tra qualche mese si sa- 
prà se l'MSX avrà vìnto la 
sua scommessa europea. 

La nostra opinione è che 
ha tutte le carte in regola per 
farlo, a parte, forse, il prezzo 
non eccezionalmente con- 
correnziale. Se i prezzi delle 
macchine caleranno in tempi 
brevi (e se verrà realizzato il 
progetto di riunire su di un 
unico chip ì tre componenti 
base dell'hardware — Z 80. 
TMS 99 1 8 A e AY-3-89 1 0 — 
ciò potrebbe avvenire in mo- 
do drastico) la piena riuscita 
non dovrebbe mancare. 

Non dimentichiamoci, in 
fondo, la garanzia data dai 
nomi dei costruttori: i giap- 
ponesi sono indiscussi mae- 
stri nell'inondare (con suc- 
cesso!) il mondo con i loro 
prodotti, e quel colosso del- 
l'elettronica consumer che è 
la Philips non è certo da me- 


SPECIFICHE USX 


CPU 

Z80 

Xenoria 

ROX 32K, contenenti l'XSX Basic della 

Microsoft 

RAM nlnino 8K 

Processore Video 

TMS 9918A 

Scherno 

Pomato: 32X24 
Grafica: 256X192 
Colori : 16 

Generatore Sonoro 

AY-8910 

Suono 

3 voci da 8 ottave 

Chip di I/O 

Intel 8255 

Interf. cassette 

f ornato PSK, velocita’ di trasmissione 
1200/2490 baud 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


27 



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Olivetli/Synux SpA Tel. (02) 87 74 44 
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Elisabetta M. Orlandini Micklcwrìght 



Londra, 19-24 settembre '84 

Per la seiiima volta conjecH- 
liva Londra ha ospitato, dal 19 
al 24 settembre, il Personal 
Computer World Shotv. defini- 
to dagli organizzatori, con un 
pizzico di presunzione. "The 
greatesi micro show on earth". 

Nuova la sede: abbandonato 
l'ormai troppo piccolo Barbi- 
can Centre. quest'anno la mo- 
stra ha avuto luogo alTO- 
lympia, non lontano dall'altra 
tradizionale zona fieristica di 
Earì's Court. 

Numerosissimi ovviamente 
gli espositori: c'erano pratica- 
mente tutti, grandi e piccoli. 
Nel mucchio spiccavano però le 
assenze di Imagine e Dragon, 
prime vittime illustri della crisi 
che. negli ultimi tempi, si è fatta 
sentire in maniera pesante. 

Parecchie le novità nel setto- 
re hardware, con in testa l'atte- 
sissimo Enterprise (alias Eta- 
ne). l'Amstradedil Memotech. 

Malta l'attesa per i computer 
aderenti allo standard MSX, 
che stranamente non si son fatti 
vedere. Anche se le macchine 
sono latitanti (pare che l'arrivo 
in massa sia programmato per il 
periodo delle vacanze natali- 
zie). di software ce n'è già in 
abbondanza: praticamente non 
c 'è software house che non ab- 


bia in catalogo uno o più pro- 
grammi MSX! Si tratta indub- 
biamente di un caso più unico 
che raro, che comunque la dice 


lunga de! successo che tutti, a 
parte la diretta concorrenza. 
prono.sticano per que.sto stan- 


Nel settore professionale un 
grande interesse ha invece su- 
scitato il nuovissimo portatile 
della Apricot, dotato di ricono- 
scilore della parola. 

Fiocco azzurro anche in casa 
Acorn. che ha presentato una 
gamma di business computer 
molto promettente. 

Parecchie co.se buone anche 
per quello che riguarda il soft- 
ware, con particolare menzione 
per il Dhase III. versione ag- 
giornata e migliorata de! noto 
programma di archiviazione 
Dhase II. e per il Symphony, 
un'evoluzione del già potentissi- 
mo Lotus 1-2-3. 

Tantissimi i giochi nuovi, con 
una certa prevalenza degli ad- 
venture game rispetta agli arca- 
de. 

Da citare la serie di avventu- 
re della Level 9 e l'incredibile 
Lords of Midnight della Be- 
yond. un 'avventura grafica con 
migliaia di scene in alla risolu- 
zione. ottenute combinando 
astutamente una .serie di ele- 
menti scenografici di base. 

Infine, ma non ci .sarebbe 
nemmeno bisogno di dirlo, ac- 
ce.ssori di tutti I tipi a profusio- 
ne: modem, joystick, monitor, 
.schermi antiriflesso e chi più ne 
ha più ne metta! 


Enterprise 

Dopo un ritardo duralo più di un anne 
sembra che questa sia la volta buona: alla 
Enterprise giurano tutti che il loro compu- 
ter sarà nei negozi per Natale, ad un coste 
di 249 sterline. 



Acorn ABC 

Dopo aver ottenuto ottimi risultali con i 
suoi due home computer, il BBC e l'Elec- 
tron, la Acorn ha deciso di lanciarsi nel 
settore professionale con un'intera gamma 
di macchine, unite dalla sigla comune ABC 
(che originali; é Tacronismo di Acorn Bu- 
sinnes Computer!). 



Il più economico è l'ABC 100, una mac- 
china Z 80 che impiega il classico CP/M; il 
modello di punta, l'ABC 300, ha invece 
come processore centrale il potente, anche 
se poco conosciuto. 80286 costruito dalla 
Intel. Il 300 sarà il primo computer dotato 
del sistema operativo concorrente scritto 
dalla Digitai Research per l'80286; secon- 
do quanto dichiaralo sarà in grado di uti- 
lizzare programmi applicativi scritti sia per 
l'MSDOS che per il CP/M 86. 


PratìCorp per C 64 

La PratiCorp esponeva numeroso soft- 
ware di alta qualità per il Commodore 64, 
sia serio che giocoso. 

Tra le novità più interessanti citiamo il 



Programmable Spreadsheet, un sofisticato 
tabellone elettronico che può essere perso- 
nalizzato daU'utenle e 64 docior, un pro- 
gramma che permette di diagnosticare 
eventuali guasti hardware del C 64. 


30 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


KW Show 


Kempston 

fa concorrenza alla Sinclair 

La Kempston produce una vastissima 
gamma di interfacce per il collegamento 
allo Spectrum di joystick e stampanti, oltre 
che un buon numero di joystick veri e pro- 
pri. L'ultima nata è la Pro Joystick, che 
adotta contemporaneamente lo standard 
Kempston. quello Sinclair ed infine quello 
basato sui tasti del cursore; inoltre permet- 
te di utilizzare le cartucce ROM della Sin- 
clair. 

Una pericolosissima concorrente, quin- 
di, per l'Interface II dello zio Clive, meno 
versatile ed addirittura più costosa. 



Fiuto 

Fiuto è il nome del sistema grafico co- 
struito dalla ditta inglese Research Com- 
puter Graphics, basato su di una scheda 
dotata del microprocessore 8088. 

La versione base costa 550 sterline e per- 
mette di ottenere una risoluzione di 640 « 



576 punti con una scelta di 8 colori. La 
scheda è dotata di un potente software 
grafico di base, contenuto in ROM, che 
permette di disegnare con facilità grafici, 
diagrammi e figure anche complesse. 

Il numero di colorì disponibili può esse- 
re aumentato fino alla bellezza di 1 7 milio- 
ni con le apposite Palette boards. il cui 
costo varia da 299 a 1400 sterline; anche la 
risoluzione può essere aumentata fino a 
1024 « 768 pixel, al costo di 1400 sterline. 

Fiuto può essere interfaccia to a numero- 
si computer, dall'Apple aH'Aprìcot; per il 
Victor e riBM ne esiste anche una versione 
da inserire direttamente in uno degli slot 
interni. 

MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


Sinclair 

In arrivo il primo programma com- 
merciale per il QL. naturalmente dalla 
PSION: un sofisticato programma di 
scacchi dalla grafica eccezionale. 

Contrariamente al solito, infatti la 
scacchiera non viene visualizzata in pian- 
ta. bensi in tre dimensioni. 

Allo stand era in funzione un demo; il 
programma verrà commercializzato ver- 


so la fine di ottobre e costerà meno dì 1 5 
sterline. 

La novità più grossa per lo Spectrum 
era costituita dal LOGO, un linguaggio 
molto usato in campo educazionale, in 
vendita al prezzo non proprio economi- 
cissimo di 34 sterline. 

Con esso la Sinclair spera di migliorare 
la sua penetrazione nella scuola, finora 
dominio quasi esclusivo della Acom con 
il BBC. 



Metti un tigre 
nel computer... 

Dalla fotografia è diffìcile capirlo, ma 
dentro a questa gabbia, che sì trovava allo 
stand della Microvitec, c'erano tre cuccioli 
di tigre ed una graziosa e. succintamente 
vestita domatrice: indubbiamente la trova- 
ta più spettacolare di tutta la mostra. 

La Microvitec costruisce monitor di ot- 
tima qualità; l'ultimo della serie è stato 
espressamente pensato per il QL ed è in 
grado, a differenza di numerosi altri moni- 
tor. di visualizzare tutte le 85 colonnedi cui 
il nuovo Sinclair è capace. 



Creative Sparks 

Questa software house dal ricchissimo 
catalogo altro non è che la famosa Thom 



EMI. che ha deciso di commercializzare i 
suoi prodotti sotto una nuova etichetta. 
Tra ì tanti tìtoli c'è anche Star Wars, tratto 
dall'omonimo film. Purtroppo è disponibi- 
le solo per il Vie 20; in teoria ci sarebbe 
anche la versione per Atari, che però in 
pratica è introvabile. Il gioco costa 6 stcrli- 


Un economico modem 
dalla Protek 

Dalla Protek ecco un modem sufficien- 
temente versatile ma dal costo contenuto: 



31 





60 sterline. Permette due modi di operazio- 
ne: 1200/1200 baud per comunicazioni da 
computer a computer e 1200/75 per acce- 
dere a data base, bullettin boards e via 
dicendo. 

Il modem va collegato al computer tra- 
mite un'interfaccia RS 232; l’opportuno 
software di gestione sarà disponibile per 
Spectrum. Oric. BBC. C 64 ed Electron. 


Psion 

Grosse novità allo stand della Psion. 
.software house impostasi grazie ai suoi 
eccellenti programmi per i computer Sin- 
clair. La prima é la presentazione per 
numerose macchine. dall'IBM all'Apri- 
cot. dei quattro programmi che la stessa 
Psion aveva sviluppato per il QL o. per 
essere più precisi, della loro evoluzione. 
Si tratta di un word processor, un data 
base, un tabellone elettronico ed un pro- 
gramma di grafica, acquistabili separata- 
mente per 175 sterline l’uno (escluso il 
data base il cui prezzo è di 250 sterline). 

La sorpresa più grossa però non è soft 
ma, incredibilmente, hard: si chiama Or- 
ganizer ed è una specie di computer da 
tasca, con un display alfanumerico da 1 6 
caratteri, una tastiera che ricorda quella 
di una calcolatrice ed un'interfaccia RS 
232 incorporata. 

Può utilizzare cartucce ROM da So 16 
Kbyte contenente dati e programmi, ed è 
programmabile in uno speciale linguag- 
gio chiamato POPL. Dispone di 2K di 
RAM interna ed infine può scrivere dati 
in apposite cartucce EPROM. 

Più che un computer portatile, nel sen- 
so che attualmente si dà a questo termi- 
ne. rOrganizer va consideralo come una 
grossa evoluzione delle vecchie calcola- 
trici programmabili tipoHP41C; indub- 
biamente si tratta di un'aggeggio utile e, 
tutto sommato, abbastanza economico 
(meno di 100 sterline), che può essere 
utile in molte occasioni. 



Apricot 

Bellissimo il nuovo Apricot portatile, 
dotato di schermo ad 80 colonne, tastiera 
estesissima, mouse, uscita a colorì per 
monitor esterno, ma soprattutto di un 
incredibile ricognitore di parlato con un 
vocabolario di 4096 parole. 

II signore della fotografia ne stava ap- 
punto dando una dimostrazione, muo- 


vendo il cursore e piazzando cifre all'in- 
terno di un tabellone elettronico in tutta 
tranquillità grazie ad un microfonino che 
assomigliava, semmai, al bastoncino di 
un ghiacciolo. 

Nonostante il forte rumore di fondo 
non c'è mai stato il benché minimo errore 
di riconoscimento da parte del computer. 



Melbourne House 

È arrivato Sherlock Holmes! Stiamo 
parlando della nuova avventura della 
Melbourne, presentala al pubblico pro- 
prio in occasione della mostra, che sem- 



bra già destinata a ripetere i fasti del- 
l'Hobbit. un vero e proprio cultgame per 
i possessori di uno Spectrum. 

Per Sherlock il programmatore Philip 
Mitchell ha potenziato le già notevoli 
possibilità dell'Inglish. ed ora il collo- 
quio con il computer avviene in linguag- 
gio ancora più simile a quello naturale. 

Divertentissimo anche Mugsy. am- 
bientato netrAmerica anni '30. dotalo di 
una grafica veramente strepitosa: pecca- 
to che l'inglese usalo dal programma sia 
slang puro, cosa che sicuramente lo ren- 
derà di difficile comprensione al di fuori 
della Gran Bretagna. 

La Melbourne ha poi annunciato nu- 
merosi nuovi libri, non solo per i solili 
Commodore e Spectrum ma anche per i 
computer MSX. 



Amstrad CPC 64 

Ecco l'Amstrad. del quale vi abbiamo 
già parlato nelle news del mese scorso. 
Tutti lo considerano un sicuro vincente, 
sia per le eccellenti caratteristiche, che 
per la grande quantità di software già 
disponibile. Per lui c’è già anche una rivi- 
sta specializzata; si chiama CPC 464 
User e costa I sterlina. 


32 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 






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La pratica del Commodore 

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Milano - Edizione 1984 
Prezzo: lire 14.000 


La Editsi lancia sul mercato una scric di testi 
di autori francesi che trattano argomenti riguar- 
danti i principali computer diffusi nell'ambito 
domesiicoe piccolo gestionale (64. Apple. Spec- 
trum). Di questa serie fa parte il libro in questio- 
ne dovuto ad un autore di tutto rispetto noto in 
Francia per numerose pubblicazioni: Daniei- 
Jean David, direttore della Commode, rivista 
trimestrale che si occupa di computer Commo- 
dore (e non solo), professore di informatica ge- 
stionale all'università di Parigi e di microproces- 
sori all'ENSAM. specialista del microprocesso- 
re 6502. 

Da tutte queste premesse e da un'esperienza 
accumulata nel corso degli anni nasce un libro 
valido sia sul piano tecnico che didattico. Esso è 
il seguito de “La scoperta del C 64" c tratta 
buona pane dei problemi legati alle periferiche 



del 64 e dalla gestione dei file di cui vengono 
illustrati i comandi di gestione ed i metodi più 
efficaci che permettono lo scambio ottimale di 
dati tra calcolatore ed unità a cassette, stampan- 
te. unità a dischi ed altre periferiche- L'esperien- 


za accademica è sfociata in questo testo nell'in- 
troduzione di numerosi esercizi sparpagliati tra 
le pagine tramile i quali é possibile effettuare di 
volta in volta un'efficace verifica di apprendi- 
mento confrontando le risposte riportate in un' 
apposita appendice. Non mancano cenni sulle 
strutture di dati e sull'hardware per la trasmis- 
sione RS 232. per il collegamento di potenzio- 
metri e joystick alla porta giochi e perla trasmis- 
sione dì dati tra più 64 in maniera asincrona 
utilizzando le tecniche di handshake permesse 
dal chip d'ingresso uscita 6526 contenuto nel C 
64. 

É forse il caso di sollevare qualche appunto 
sul modo in cui nell'opera sono stali tradotti 
alcuni termini tecnici. 1 francesi infatti non con- 
servano immutati i termini importati dalle lette- 
rature tecniche americane ed inglesi (almeno in 
molti casi) ma li convertono nella propria lingua 
madre. Troveremo cosi "bufTer" che in francese 
è convertito in "tampon". tradotto in italiano 
con “lampone”. "Paddle” con "racchetta". 
"Joystick" con "bastoncino", “pin" con "perno" 
ecc. Per fortuna byte e calcolatore rimangono 
invariati e non sì trasformano, alla francese, in 
"ottetto" ed "ordinatore"! 

Tomma.io Panluso 



MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


35 






Programs 

for thè TI home computer 

di Steve Davis 
Eilimre Prenlice-Hult 
ISBN (I-I3-729534-0 
Prezzo S Ì9.45 
Edizione gennaio I9H4 

Sfogliando il libro la prima riHessIone è stala 
la sua evidente destinazione al mercato degli 
utenti americani del TI 99/4A. Banale, direte 
voi. basta vedere che è scritto in inglese: la que- 
stione però é più sottile e risiede nella dovizia di 
accessori richiesti per far "girare" una huona 
metà dei programmi contenuti nel volume. Dei 
circa cinquanta programmi raccolti nel testo, 
più di un terzo richiede l'uso del modulo Exlen- 
ded Basic, sei prevedono l'uso della stampante, 
cinque l'uso del sistema a dischi. Talvolta ven- 
gono anche richieste espansione di memoria. 
RS232. Mini Memory, emulatore di terminale c 
sintetizzatore vocale. Questi programmi sem- 
brano stali scritti apposta per un mercato in cui 
tali espansioni del TI 99/4A sono piuttosto dif- 
fuse. come deve essere appunto il mercato ame- 
ricano. Se possedete qualcuna delle espansioni 
sopra citate troverete nel libro programmi inte- 
ressanti e anche di non facile reperibilità: tutta- 
via chi possiede il computer non espanso si vede 
preclusa la possibilità di usare una buona metà 
dei programmi contenuti nel testo. 

L'impressione di un libro non espressamente 
destinato al nostro mercato è rafTorzuta anche 
da alcuni degli argomenti: troviamo, per esem- 
pio. programmi inerenti la comunicazione con 
banche di dati o con reti locali o nazionali di 
computer, oppure per gestire la propria posta 



elettronica: tutte cose che da noi fanno parte 
ancora della fantascienza. Troviamo anche un 
programma nato apposta per catalogare le cas- 
sette per il videoregistratore casalingo (chissà 
perché proprio le videocassette c non le più po- 
vere. ma da noi più diffuse, cassette audio oppu- 
re i dischi?). 

I programmi sono divisi nella misura di un 
terzo giochi (quasi tulli in TI Basic) e due terzi 
programmi di utilità. Per questi ultimi ci sembra 
che la traccia seguila dall'auiore sia: come l'ho- 
me computer può rendersi utile e risultare co- 
modo in casa nella vita quotidiana. Per esempio 
sono molto frequenti i programmi di catalogo: 
oltre al succitato archivio di videocassette ne 
troviamo altri cinque. Tipico il programma di 


controllo del conto in banca. Non mancano le 
routine di uiiliià come i solili convcriiluri deci- 
mali-csadecimali e viceversa; fra lutti brilla una 
routine in linguaggio macchina per la grafica in 
alla risoluzione (necessaria quantomeno la Mini 
Memory). Per quanto riguarda i guKhi sono 
assenti gli "arcade", l'autore preferisce invece i 
giochi tradizionali come indovinelli, sciarade, 
tarocchi, eccetera. Alcuni dei giochi, ptichi. ci 
sono sembrati francamente banali. I programmi 
non sono molto documentali. Il breve cappello 
iniziale si limila quasi sempre a illustrare le mo- 
dalità di utilizzo del programma e nei listati le 
REM sono assai rare. % assente ogni cenno 
riguardo alle scelte di programmazione, come 
dire un libro di programmi sfornali pronti per 
essere usati. Non si fa cenno ad una eventuale 
cassetta con i programmi preregistrali. 

Fabio Schioliarella 


Programmare in Pascal, 
descrizione formale 
e uso pratico 

di Peter Grogono 
Franco Muzzio & c. Editore 
425 pagine. L. 25.000 

Seconda traduzione daH'omonimo lesto in- 
glese. questo libro si presta mollo bene sia per 
l'apprendimenlo come autodidatta che per uno 
sludioapprofondilodel Pascal anche finalizzalo 
ad un eventuale esame universitario. 

Il libro si dimostra subito particolarmente 
accessibile anche a chi non conosca alcun altro 
linguaggio di programmazione, gli esempi (tutti 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 





:» atri ■ 



in iliiliano i: parlicolarmentc curali) sono scrìtti 
in Pascal puroe non nei soliti dialetti consenten- 
do quindi una sicura eseguibilità su tulle le mac- 
chine dotale di Pascal standard. 

I vari capitoli. daH'ìniroduzione alla pro- 
grammazione, all'uso della ricorsivilà (introdot- 
ta già al quarto capitolo), alle strutture dinami- 
che di dall, procedono sempre per gradi c con 
moltissimi esempi; fino a portare il lettore in 
condizione di capire agevolmente anche usi 
complicali come la gestione delle variabili di 
tipo Pointer. Degno della miglior scuola dì Pa- 


scal il Tatto che Tistruzionc GO TO venga pre- 
sentata nell'ultimo capitolo (dal titolo appro- 
fondimenti): infatti va ricordato che il Pascal di 
N. Wirth non possedeva neppure questa istru- 
zione tanto che molli compilatori Pascal la se- 
gnalano ancora come errore se non ne viene 
dichiarato espressamente l'uso. 

Ricchissime infine le appendici con ì diagram- 
mi di sintassi di tutte le istruzioni del Pascal, una 
implementazione di Pascal (seppure su CDC 
6000) e una serie dì altre letture consigliale. 

11 prezzodi copertina apparentemente elevato 
è ampiamente giustificalo sìa dal contenuto che 
dal numero di pagine, sopraiiuiio se si conside- 
ra la cura che è stala posta sia nella Iraduzìone 
che nei listati dei programmi. 

ValUT Di Dio 


Le periferiche Commodore 

EVM Computers 

Edizioni EVM. Via Marconi 9a, 52025 
Monievarclii lAR) 

426 pagine di cnt 15x21 circa 
Prezzo: lire 25.000 

Dopo alcuni manuali sircuamente tecnici 
(Guida al VIC-20; il SO del Commodore 64) 
dedicati agli home computer della Commodore, 
peraltro abbondantemente basati su letteratura 
straniera, la EVM si ripresenia con un'opera di 
maggiori dimensioni. Moltissimi gli argomenti 
trattali: dal dalassctic C2N ai floppy disk di 



lutti i tipi (dal vecchio 2031 peri Pelai 1540 per 
il Vie. al 1541 eall'8250). alle stampanti (ISIS. 
1525. MPS 801. 802 quelle dei Pel...) per finire 
con le interfacce IEEE 488ed RS-232. come sì sa 
implementate dalla Commodore in modo ano- 

L'impressione c che gli autori abbiano voluto 
realizzare una summa delle loro conoscenze, più 
di riferimento per i tecnici sprovvisti dei vecchi 
manuali che non per l'hobbista: non si spieghe- 
rebbe. altrimenti, l'attenzione concessa alle 
istruzioni delle unità a disco, e neanche le molle 



Il computer VG8000 Philips, 
reolizzolo secondo il concetto 
MSX, offre ampie possibilità di 
collegamento con periferiche ed 
espansioni di memorio Rom, ' 
grazie all architetturo di tipo 
aperto del sistema. 

Do una configurazione bose con 
32 K Rom e 32 K Ram, il sistemo 
si può estendere fino a 
1000 K Ram . 







libri 


IL PERSONAL COMPUTER 
SHARP MZ 700 si trova a: 

Alnundria OLtVlERl QOVEANA SDF • Via S Maria di 


informazioni relative a prodotti ormai fuori 
mercato. La veste grafica. rispetto alle passate 
edizioni, vede un miglioramento estetico sia nel- 
la realizzazione del libro, a fascicoli cucili, che 
nella presentazione delle pagine, non troppo 
dense di sentii e disegni. Il testo è rcdaiiu in 
modo tecnico, con qualche onerosa licenza in 
caso di spiegazioni più approfondite, e può 
quindi risultare faticoso al principiante. 

In conclusione confermiamo la nostra prima 
impressione: questo volume racchiude i manuali 
di molte unità diverse, c fa quindi comodo in un 
laboratorio, sia perché elimina il grande numero 
di opuscoli, sia perché é in italiano, a differenza 
della maggior parte delle istruzioni incircolazio- 

Leo Sorge 


A Z80 Workshop Manual 

di E. A. Parr 
Edizioni Bernard Babani 
The Grampianx 
Sliepberds Bush Road 
London W6 7NF 
184 pagine II x 17,5 cm 
2, 75 sterline 



Sia la casa editrice che l'autore sono già noti ai 
lettori di MC, che ne conoscono le ultime opere, 
il 'Manuale di Lavoro' dello Z80 è stato realiz- 
zato nel luglio 1983. e rappresenta una guida di 
riferimento per colui che. già possedendo le no- 
zioni di base della programmazione e dell'inter- 
facciamento di un qualsiasi microprocessore, 
voglia estendere le proprie conoscenze anche 
allo Z80. 

Le prime 1 6 pagine richiamano alla mente la 
struttura di un microcomputerc i principali ter- 
mini in uso nel linguaggio assembler. Il capitolo 
2 dà una scarsa all'architettura del processore, 
analizzala con il consueto modello software, ma 
interpretala anche dal punto di vista hardware, 
tramite la descrizione di funzioni e sincronizza- 
zioni relative alla struttura hardware. 

Le circa 30 pagine del terzo capitolo espongo- 
no la programmazione con particolare ed effica- 
cissimo risalto dato agii indirizzamenti: il capi- 
tolo 4 riporla la guida ai codici e mnemonici, 
riportata nell'usuale forma tabulare, mentre il 
quinto descrive usi e funzioni di un programma 


assemblatore, onde facilitarne l'uso agli inesper- 
ti. 

E veniamo alla sezione hardware. Dopo una 
breve divagazione sugli argomenti di base del- 
l'interfacciamento (seriale-parallelo. indirizza- 
mento e interruzioni) si considera la connessio- 
ne pratica del pPcon due chip periferici della sua 
famiglia, il PIO e il CTC, mentre la comunica- 
zione seriale tra Io Z80 e l'esterno é affidata 
airUSART 6402 e non al 510 della stessa fami- 
glia: la spiegazione é da cercarsi nell'alto costo 
del SIO, che offre possibilità spesso inutilizzate 
nei comuni sistemi, che non ne giustificano l'a- 
dozione. 

Le conclusioni sono estremamente positive; il 
volumetto, ad un prezzo modico, mette moltissi- 
me informazioni a disposizione dell'uienie che 
abbia un'infarinatura di un qualsiasi assembler 
relativo a microprocessori. Il maggior pregio 
rimane l'estremo grado di omogeneità raggiun- 
to tra hard e Soft, altrove trattali come se fossero 
tra loro incompatibili. 

Leo Sorge 


A Guide to Playìng thè Hobbìt 

di David Elkan 
Edizioni Melbourne House 
Church Yard. Tring 
Herl/ordshire HP2Ì 5LU 
80 pagine 21 x 14 cm 

Uno dei giochi più famosi al mondo é l'Hob- 
bit, forse la migliore avventura mai prodotta. 
Unico problema è la difTicolii, che rende neces- 
sario un lungo perìodo di allenamento prima di 
raggiungere la (ine. Vista la situazione, la Mel- 
bourne ha realizzato un opuscolo che aiuti la 
ricerca. 1 tre capitoli sono dedicali ad informa- 
zioni generali e alle opzioni di HELP nelle 7 
regioni dell'ambiente, ma soprattutto all'analisi 
di ben cinquanta situazioni di gioco. 

Delia prima parte abbiamo apprezzalo so- 
prattutto la metodologia descritta per mappare 
convenientemente zone piuttosto dense di avve- 
nimenti ed incontri. La seconda spiega il sempli- 
ce codice dei consigli forniti in forma crìttogra- 
faia: ogni lettera va cambiata con quella di due 
posizioni precedenti, ad esempio la A diventa C. 

Ben 54 pagine sono poi dedicate al gioco vero 
e proprio: le varie situazioni vengono analizzate 
una per una. con le alternative possibili. Quando 
è il caso viene mostrala anche la schermala rela- 
tiva. c in un paio di occasioni il contrasto é 
scarso. Di questo volumetto, a parer nostro, 
vanno sottolineate almeno due cose. La prima è 
che non viene fornita nessuna soluzione: piutto- 
sto si mette il giocatore in grado di parare le 
insidie che gli si prospettano senza alcun preav- 
viso. La seconda é che finalmente risalta l'incre- 
dibile livello di godibilità del gioco, che può 
essere risolto in un numero elevatissimo di ma- 
niere, econ punteggi a partire dal 50°.o (in questi 
giochi si va a percentuale); sta poi al giocatore 
far più giri, a risultato più o meno acquisito, 
onde raggiungere un punteggio più elevato. 

Abbiamo notato che la stampa del libro è 
avvenuta ad Hong Kong, come è solito delia 
Melbourne, evidentemente per convenienza 


Leo Sorge 





TECNOCOPY SNC - Viti* 
MSP COMPUTERS SNC - V 


BONTADI OSCAR - Piai 
UFFICIO 2000 SNC - VI 




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38 



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Atic Aiac appartiene alla schiera, or- 
mai nutrita, delle avventure animate, ov- 
vero dei giochi a metà strada tra arcade e 
adventure. ma emerge con prepotenza 
dalla massa per la sua entusiasmante 
qualità. 

La trama, a dire il vero, non ha molto 
di originale: si tratta di controllare il soli- 
to omino che vaga nel solilo castello alla 
ricerca dei soliti tesori cercando di non 
fare una brutta fine per via dei solili mo- 
stri- 

Deito cosi sembra ben poca cosa, ma 
la Ultimale è stata capace di utilizzare un 


Le chiavi colorate (che sono soltanto 
una per colore) non servono soltanto per 
aprire le porte sbarrate, ma sono anche 
necessarie per riuscire a concludere l’av- 
ventura quando ci si è stancali di racco- 
gliere tesori, ammesso che si riesca a so- 
pravvivere cosi a lungo. Solo portandole 
tutte e tre davanti alla porla principale si 
può riuscire ad attraversarla e tornare in 
salvo nel mondo esterno. 

Nel castello, ovviamente, si trova un 
po’ di lutto; non solo tesori, chiavi e mo- 
stri di tutti i tipi, ma anche una notevole 
quantità di cibo. Il cibo é necessario per- 


rare ad orientarsi nel castello il meglio 
possibile. Una volta acquisita fumiliarilà 
con i luoghi, la tattica migliore a nostro 
avviso è quella di cercare di aprire il più 
velocemente possibile tutte le pone sbar- 
rate. ammesso naturalmente di riuscire a 
trovarne le chiavi, per poter poi circolare 
.senza problemi. 



soggetto apparentemente banale per cre- 
are uno dei più bei giochi apparsi per lo 
Specirum negli ultimi tempi. 

L'azione si svolge in una specie di va- 
stissimo castello, composto da cinque 
piani, ognuno dei quali dotato di un con- 
siderevole numero di stanze. Piani e stan- 
ze sono connessi fra loro in maniera intri- 
catissima da porte, scale, botole ed addi- 
rittura passaggi segreti. Le porte sono di 
due tipi, quelle normali, che si aprono e 
chiudono in maniera casuale, e quelle 
sbarrate. Queste possono essere aperte 
soltanto con la chiave corrispondente al 
loro colore, e una volta aperte non si 
chiudono più. Anche ì passaggi segreti 
sono dì più tipi ed é possibile utilizzare 
soltanto quelli corrispondenti al caratte- 
re che si è scelto di controllare; gli orologi 
a muro per i cavalieri, le librerìe per i 
maghi e le bolli di vino per i servi. 



che si può facilmente morire di fame 
mentre si vaga per le tante stanze. 

Come si vede nelle schermate l'azione 
viene mostrata dall'alto; la parte destra 
del video viene sfruttata per fornire le 
informazioni essenziali: tempo, punteg- 
gio. gli oggetti raccolti, le vile rimaste e. 
soprattutto un indicatore dì energìa, 
spassosamente rappresentalo da un pol- 
lo che sì scarnifica man mano che le forze 
vengono meno. Se queste arrivano a zero 
si perde una vita e compare subito una 
lapide a marcare il luogo di una cosi pre- 
matura e tragica fine. 

A dilTerenza dei classici arcade Atic 
Atac non richiede solo velocità e riflessi 
pronti, ma anche una buona dose dì stra- 
tegia. Durante le prime partite è impen- 
sabile riuscire a concludere qualcosa; 
conviene invece cercare di sfruttare al 
massimo le vite a disposizione per impa- 



A proposito di chiavi, quella gialla c in 
una posizione alquanto infelice, dui mo- 
mento che si trova in una stanza dotata 
esclusivamente di porle gialle. Sembre- 
rebbe quindi inaccessibile, in realtà ci si 
può arrivare letteralmente piombandoci 
sopra, grazie ad una botola al piano su- 
periore. 

Abbiamo già detto fin troppo; a voi 
scoprire le altre caratteristiche del castel- 
lo e dei suoi contenuti. Una cosa però 
possiamo sicuramente anticiparvela; gio- 
cando ad Atic Atac vi divertirete mollis- 

M.B. 


Produllore; 

VUimate Piar Ihe Carne 
Thr Green. À-iUir de la Zouch 
U'Ieesurikire l.i'fi SJV iCBl 


40 


MCmicrocompjter n. 34 - ottobre 1984 






Su questo gioco la Iniagine è riuscita in 
pratica a costruire il suo impero, impero 
che. come forse saprete, é recentemente 
crollalo in maniera rovinosa, dimostran- 
do che il mercato dei giochi in fondo non 
è poi quella cornucopia che permette an- 
che ai fessi di fare quattrini. Cosi adesso 
la maggioranza delle software house in- 
glesi ha una paura matta di seguire la 
vecchia concorrente nella fossa. 

Lasciamo però stare le vicissitudini del 
mercato inglese per considerare Arcadia 
più da vicino. 

Se si considera che è uno dei primissimi 
giochi per lo Spectrum. bisogna ricono- 
scere che la sua fama è meritala. In so- 
stanza si (ratta di uno shoot'cm up bidi- 
mensionale, niente di eccezionale, quin- 
di, da un punto di vista tecnico. Quello 
che gli conferisce una marcia in più è però 
la perfetta gradazione della difTtcoItà: 
Arcadia è sempre abbastanza impegnati- 
vo da far desiderare sempre la classica 
"partita in più", giusto per vedere se si 
riesce a migliorare il punteggio, e nel con- 
tempo mai cosi difficile da far venire la 
voglia di passare ad un altro gioco. 

Un gioco da provare, se non altro per 
ragioni "sioriche". 

MB. 


Produttore: 

ImaairK Sofn arr 
Marons BuUtimgi. 
Exchange Sireel Easi 
Lhvrpoof L2 3 PN 



Un gioco decisamente originale e di- 
vertente questo Jumpin’ Jack. Pur non 
brillando né per gli elTetti grafici né per 
quelli sonori risulta estremamente piace- 
vole da giocare, dimostrando in pieno 
che non sono solo grafica e musica a 
costituire la bontà di un programma: ci 
vogliono anche le idee buone. 

La trama é molto semplice. Lo scher- 
mo é diviso un una serie di piani, inter- 
rotti da buchi in continuo movimento. 
Questi buchi partono dal piano più alto, 
lo percorrono da sinistra a destra e poi 
scendono allo stesso modo di piano in 
piano; una volta arrivati al piano inferio- 
re cambiano direzione ed iniziano a viag- 
giare verso l’alto. 

Più in basso di tutti sta però Jack il 



saltatore, il quale, approfittando dei bu- 
chi che passano sopra la sua testa, deve 
cercare di salire un piano dopo l'altro per 
arrivare in cima. ^ calcola male le di- 
stanze e invece di centrare il buco sbatte 
la testa perde una vita; lo stesso accade 
anche se dentro ai buchi ci cade. 

Se riesce a passare di schermo la vita 
gli si complica ulteriormente, perché non 
solo deve stare attento a saltare bene ed a 
non cascare mai. ma si ritrova improvvi- 
samente inseguito da strani figuri, il cui 
letale contado va evitalo a ludi i costi. 

M.B. 


Prodi! tiare: 

Marons Buildings. 
Exchange Street Eas 
Unrpaol L2 3 PN 



Un gioco in quadro dimensioni: così la 
Melbourne definisce questo nastro per lo 
Spectrum 48K. La quarta dimensione è 
ovviamente il tempo. Anche se fa pensare 
a qualcosa di molto interessante, questo 
gioco si è rivelato non certo eccezionale. 

L'introduzione é forse la cosa più bril- 
lante del programma: come annunciano 
le scritte sul video vi trovate comoda- 
mente seduti su di un aereo di linea: sullo 
schermo potete osservare il panorama 
fuori dal finestrino: nuvole che passano 
veloci, qualche montagna... 

Improvvisamente il velivolo perde 
quota. Un guasto irreparabile costringe 
il pilota ad un atterraggio di emergenza 
in una zona sperduta, infestala dai terri- 
bili Terror Daktils. 



Con una pistola trovata vicino al relit- 
to iniziate a difendervi dall'attacco, pur 
sapendo che non avete molte speranze: 
solo dopo sei giorni e sei notti (ecco la 
pretesa di quadridimensionaiità del gio- 
co) un aereo verrà in vostro soccorso. 

Il tutto purtroppo assomiglia ad un 
lento space invaders tridimensionale, 
ravvivalo solo nei momenti in cui uno 
degli uccellaccì sì avvicina, permettendo 
ancora una volta di apprezzare la splen- 
dida grafica dei programmi della Mel- 
bourne. 

MB. 


Produttore: 

Melhourne House 

HerifordShùc HP 23 SLV 
V.K. 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


41 




Ultimo nato della serie Sargon, questo 
programma di Dan e Kathe Spracklen ha 
raggiunto una qualità e una velocità di 
gioco realmente eccezionali- Basti pensa- 
re che a livello 8 (1‘ultimo livello in parti- 
ta) impiega in media 10 minuti per mossa 
con un tempo limite di 6 ore e 40 minuti 
per elTetluare 40 mosse (vedi tabella sot- 
tostante). 


Livello 

Shift-1 

Shifl-2 

Shitt-3 

Shilt-4 

Shitt-5 

Shitt-e 

Shifl-7 

Shitt-8 

Shm-9 


Tempo medio Tempo massimo 


1 mossa 


Notevoli cambiamenti sono stati ap- 
portati a questo programma dalla ormai 
mitica versione I. per esempio il Sargon 
possiede ora una biblioteca di aperture 
particolarmente estesa: 52 aperture con 
un totale di 68.000 posizioni. Una tale 
biblioteca non poteva ovviamente risie- 
dere in memoria e trova perciò posto 
sullo stesso disco del programma: non si 
deve quindi togliere il disco dal drive fino 
a che non si decide di smettere. Su disco 
può pure essere salvata (e ovviamente 


ripresa) la partita attuale, ma da’’- che il 
disco del programma è "pieno lome un 
uovo" il Sargon stesso cniede che venga 
sostituito con un altro. Un secondo di- 
sco, che si trova già nella conTezione del 
Sargon, contiene 102 'larlite complete. 
1 5 problemi di matto (da tre a sei mosse). 
5 problemi di apertura. 10 problemi tatti- 
ci (salvarsi da una situazione pericolosa) 
e 10 strategici (migliorare la propria posi- 
zione); infine 5 finali di partita (tra cui il 
classico 3 pedoni contro 3 pedoni). 

Il gioco 

Il Sargon inizia sempre con il nero e a 
livello I . Il prompt è costituito dai due- 
punti e la scacchiera non è visibile. La 
pressione del tasto ESC permette di pas- 
sare dalla pagina di testo a quella in aita 
risoluzione dove si trova la scacchiera 
(disegni di Dmitry Tsimberg), ma cosi 
facendo non si vede più quello che si sta 
scrivendo, una ulteriore pressione del ta- 
sto ESC ci riporta in modo testo. La 
presenza di un messaggio da parte del 
Sargon viene pure segnalata nello scher- 
mo in HGRdallacomparsadiuna picco- 
la clessidra a destra delta scacchiera. A 
proposito di questa bisogna dire che le 
immagini dei pezzi sono leggermente più 
brutte di quelle delle versioni precedenti 
ma finalmente si possono leggere le coor- 
dinate direttamente sul bordo della scac- 
chiera. 

Appena scrivete la vostra prima mossa 
(se giocate col bianco) il disco si mette in 
movimento e il Sargon 111 sceglie una 
delle possibili risposte nella sua bibliote- 
ca delle aperture; effettuata la mossa un 
piccolo asterisco comincia a lampeggiare 
in alto a destra dello schermo. E questa la 
maggiore novità del Sargon III; l'asteri- 



sco infatti ci comunica che il Sargon ha 
cominciato già a pensare alia sua prossi- 
ma mossa e continuerà per tutto il tempo 
che voi impiegate ad effettuare la vostra 
scelta. Questo sfruttamento del tempo 
avversario, sebbene normale tra giocato- 
ri umani è del lutto nuovo tra i program- 
mi per personal computer, e dà alla mac- 
china una riserva di tempo enorme. Se 
infatti giocate a livello 1 il Sargon deve 
rispondere alle vostre mosse in media do- 
po S secondi, ma se tra una vostra mossa 
e la successiva avete pensato per 3 minu- 
ti, avete concesso al Sargon 3 minuti di 
tempo macchina ed è come se giocaste 
quasi a livello 5 anziché 1. 

Per evitare di dover prendere ripetizio- 
ni prima di comprare il programma gli 
autori hanno previsto la possibilità di 
disabilitare questa opzione con il CTRL- 
E (Easy mode) che blocca Sargon per il 
tempo da voi usato per la mossa; questo 
porta in pratica a sedici i livello di gioco: 
otto in Easy più otto in normal. Una 
ulteriore possibilità di blocco del Sargon 
é il CTRL-T (terminate search) che co- 
stringe la macchina ad eseguire la mossa 
migliore trovata fino a quel punto; il 
CTRL-T permette quindi al Sargon di 
giocare anche partite in contemporanea. 

Si può impostare sul Sargon anche il 
livello 9 (infinito), che non è un livello di 
gioco, ma dice al Sargon di continuare a 
cercare una mossa fino a che non si verifi- 
ca una delle seguenti condizioni: 

1 ) la posizione si trova nella biblioteca 
di apertura; 

2) la mossa é obbligata: 

3) Sargon ha trovato un mallo per 
uno dei due giocatori; 

4) é stato premuto il CTRL-T. 

Con il livello 9 si può effettuare lo 
studio di particolari posizioni o il gioco 
per corrispondenza (non è però troppo 
onesto). 

Tra le altre solite opzioni il CTRL-B 
(indietro), il CTRL-O (suggerimento) e II 
CTRL-S (scambio) si fanno notare la 
CTRL-V (verify) che permette a Sargon 
di controllare il gioco di due avversari 
“umani” e di suggerire, se richiesta, la 
mossa migliore; la CTRL-P (stampa del- 
la partita), la CTRL-D (offerta di patta), 
la CTRL-J che permette di vedere quello 
che Sargon sta pensando e la CTRL-Y 
che disabilita la biblioteca di apertura. 

Per lo studio delle partite Sargon ili 
dispone del comando CTRL-A per en- 
trare in modo analisi e immettere i pezzi 
sulla scacchiera in qualsiasi posizione, i 
pezzi si dispongono al solito posizionan- 
do il cursore (frecce 4- e -•) e battendo 
l'iniziale (inglese) del pezzo, il colore di 
default è il bianco che si cambia battendo 
C. La seconda opzione è il CTRL-R (re- 


42 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 



l 


play) che permette dì rivedere una partila 
dairìnizio. 

II CTRL-Q permette l'uscita del Sar- 
gon III elTetluando il Bool del disco che ' 
si trova nel drive I . se questo è il Sargon 
ovviamente si riparte daccapo. Il CTRL- ^ 
N (new) serve invece per iniziare una 
nuova partita. 

y.D.D. . 


Una partila contro Sargon 

Bianco: V.D.D. - Nero: Sargon a livello 
3. Difesa Est-Indiana. I) d4d6; 2)c4 g6; 
3) CD Ag7; 4) Cc3 Cd7; 5) c4 e5: 6) Ae2 
Ce7 (di solito Cf6); 7) 0-0 0-0: 8) Ae3 h6; • 
9) Dd2 Rh7; IO) Cel. (S. ha esaurito la 
biblioteca di apertura e inizia a pensare) 
exd4; 11) Axd4 AxA (peccato. Talfiere 
era la forza deH’arroccol); 12) DxA Cb6; 
13) Tdl Ad7; 14) c5 Cc6! (questi due 
cavalli sono una fortezza); 1 5) De3 dxc5; 
16) Dxc5 Dh4? (a che serve?); 17) CD 
De7; 18) Dc3 Cb4? (ancora mosse regala- 
te!); 19) a3 Cc6: 20) CbS (il pedone c7 è 
detwie), Ae6; 21) Df4 (ancora su c7). 
Ab3! (interessante): 22) Td2 (ad evitare 
Ac2). Cc4; 23) Td3 Aa4; 24) Cxc7 (il B. 
non può difendere cavallo c piedone in 
b2). Cxb2 25) Td2 Ta8, c8; 26) Tal 
DxCc7; 27) DxD TxD: 28) TxCb2 TeS; 
(ancora pari) 29) Cd2 Cd4 (S. ha tre pezzi 
sulla casuc2): 30) Adi AxA: 31)TxA f5; 
32) D fxe4; 33) Cxe4 Td8; 34) RD (deve 
evitare Ce2-t- con perdita della torre). 
Rg7l! (altrimenti: 35) Tb2. d2 Tc7. c4; 36) 
Re3 Cc2 + ; 37) TxC TxC-t-; 38) RxT 
TxTdl;39)Tc7-i- e il nero perde un pedo- 
ne.); 35) Re3 Cf5-f; 36) Re2 TxTdl; 37) 
RxTCe3-i-: 38) Rei Cc2^■: 39) RD Rf8 
(a Cxa3 seguirebbe Ta2 con recupero del 
pedone. Rf8 impedisce Cd6,b6;Ce8-)- e 
pierdila della torre); 40) Cd6 Cxa3; 41) 
Ta2 Re7; 42) Cxb7 Cc4 (inchioda il Cb7); 
43) Tc2 TxC; 44) TxC Tb2 -t- ; 45) Rg3 a5 
(questo piedone é piericoloso); 46) h4 Rd7 
(evita Tc7-t- e la perdita del pedone a); 
47) Rh3 Tb4; 48) Tc3 a4; 49) Tc5 a3; 50) 
Ta5 (questo ferma il piedone a), Tb2?l 
(con 'ni3 le torri restano bloccate e il B. 
ha un piedone in più sulla destra, il Re 
nero non può attraversare la traversa 5 
pier aiutare ì suoi pedoni mentre il Re 
Bianco è libero di muoversi. S. decide I 
allora di abbandonare il piedone A in | 
cambio di una maggiore libertà e quindi | 
di una passibile patta!); 5 1 )Txa3 c si va in | 
finale: il nero dovrà perdere la torre per I 
eliminare il piedone in "e" che arriva in U 
ottava e resta con il Re contro Re e Tor- T 


Productore: 

HarJen Suflvurr - 600 Su/folk Sirerl, 
ImhtII. MAOIkSl. USA 
DtsirllMitore per l'Ililia: 

Audio, Via Cmirihorai. 2 - 20136 Milumi 




Sector Alpha é una battaglia spaziale 
abbastanza classica come idea, tuttavia è 
resa molto attraente dalla tridimensiona- 
lità. 

La zona di gioco è divisa in tre settori, 
sottoposti ad un attacco in massa da par- 
te di astronavi aliene. In ogni settore vi è 
una posizione di difesa fissa, dotata dì un 
numero non illimitato di missili. Il gioca- 
tore deve .sedersi al posto di sparo delle 
postazioni e cercare di abbattere le onda- 
tedi alienìche via via si presentano. Visto 
che non è possibile occupare tre posti 
contemporaneamente, è piossibile attiva- 
re, nelle due zone sguarnite, un sistema di 
autodifesa che provvede automatica- 
mente a fare fuoco. 

Sullo schermo viene presentata .soltan- 
to una parte ristretta del settore interes- 
sato. tuttavia in alto sono presenti tre 
radar, che consentono dì tenere sotto 
controllo sìa la zona attualmente presi- 
diata che le altre due. in modo da pmter 
decidere temjiestivamentc il momento di 
, cambiare zona. Il passaggio da un settore 
.all'altro avviene semplicemente spostan- 
do il mirino con il joystick. 

Riuscire a colpire le astronavi aliene 
non è troppo dilìicile, dato che un siste- 
ma di aggancio automatico picrdona 



eventuali errori di mira; ben più difficile c 
invece riuscire ad inquadrare gli invasori 
nel mirino, a causa della loro elevata ve- 
locità e mobilità. 

Sector Alpha offre quattro livelli di 
dimcollà: è possibile selezionare il livello 
in partenza, e durante il corso del gioco i 
nuovi passaggi avvengono non appena 
sono state distrutte tutte le ondale di 
astronavi nemiche. 

A proposito di queste ultime, non è che 
stiano li buone buone a fare da bersaglio; 
al contrario sparano terrificanti missili 
che è mollo meglio cercare di evitare 
piuttosto che tentare di abbattere. 

È possibile giocare sia con la tastiera 
che con il Joystick; naturalmente il secon- 
do è molto raccomandabile, perché i tasti 
da usare in alternativa sono molto sco- 
modi. 

La grafica é molto bella e curata, inte- 
ressante ma francamente un po' (voluta- 
mente?) fastiodioso l'accompagnamento 
sonoro. 

M.B. 


Produnorc: 

Spi-i lmi'uL--} I USA I 
Distributore per 
COUTKAD S.r.l. 

Piazza Dame 19120 - S7I00 Ueorao 


43 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 







Omega Race é un classico gioco spa- 
ziale in cui una navicella deve difendersi 
dalTattacco di fastidiosi nemici guada- 
gnando punii distruggendoli con le pro- 
prie armi ‘foloniche’. 


Il gioco è fornito dalla Commodore su 
cartridge la quale va inserita in macchi- 
na. come al solito, quando essa é spenta. 
Con la cartuccia inserita, acceso il com- 
puter. compare la scritta di apertura con 
il titolo del gioco e da quel momento in 
poi si susseguono alcune schermate espli- 
cative. La prima illustra le funzioni svol- 
le dai tasti FI. F3. F5 ed F7: i primi due 
servono a predisporre rispettivamente la 
macchina ad accettare i comandi da joy- 
stick o da paddle mentre gli altri selezio- 
nano il colore dello sfondo e delle navi da 
guerra. Anche se non esplicitamente indi- 
cato nella schermata suddetta, svolgono 
delle precise funzioni anche i tasti F2. F4 
ed F8; il primo predispone il gioco a 5 
navi (invece delle normali tre), il secondo 
cambia il colore dei caratteri ed il terzo 
serve ad eliminare i disturbi (fluttuazioni 
del quadro) su alcuni televisori. 

Ma veniamo al gioco. Il modo in cui 
esso si svolge è introdotto dalla seconda 
schermala, che richiama un po' l'intro- 
duzione del film Guerre Stellari, la quale 
racconta come gii abitanti di Omega di- 
ventarono potenti e temuti dai loro nemi- 
ci sviluppando una elTicace tecnica di se- 


lezione dei propri guerrieri. Essi vengono 
mandati fuori dalle mura della città a 
combattere contro dei robot, sempre di 
Omega, che pilotano delle navicelle da 
combattimento con le quali sparano e 


spargono mine qua e là per lo spazio allo 
scopo di annientare il pilota che si sta 
esercitando. È ovvio a questo punto che 
solo i migliori sopravvivono. 

Distruggendo le navi droidi si guada- 
gnano naturalmente dei punti ed il com- 
penso per ogni nave distrutta è indicato 
dalla terza schermata: si guadagnano 
inoltre: una nave a 40000 punti e SODO 
punti per ogni (lottadroide distrutta. Lo 
scenario del gioco non è di grande effetto 
essendo molto semplice e può essere spo- 
stalo sullo schermo nella posizione volu- 
ta per mezzo dei cursori verticale ed oriz- 
zontale presenti sulla tastiera. Nonostan- 
te tutto però cominciando a giocare ci 
troviamo attratti dalla velocità del fuoco 
e dagli effetti sonori che possono tenerci 
incollati alla sedia per parecchio tempo 
compensandoci largamente della cifra 
spesa per l'acquisto della cartuccia. 

TP. 





Questa volta la Commodore è di scena 
con un gioco mollo diffuso nelle sale da 
gioco, la 'Slot Machìne'. 

Fornito su cartridge. esso é molto gra- 
devole con grafica di elevata qualità; ab- 
bondano i colori. Lo svolgimento del 
gioco è facilmente intuibile: inserita la 
cartuccia, per prima cosa, se vogliamo, 
possiamo centrare il disegno che appare 
agendo come al solito sui cursori oriz- 
zontale e verticale dopo di che se premia- 
mo il Casto funzione fi viene avviata la 
partila. Se notiamo fluttuazioni del qua- 
dro possiamo provare ad eliminarle pre- 
mendo il tasto 17. Come dicevamo, pre- 
mendo fi lo schermo del nostro televiso- 
re si trasforma in una slot machine con 
funzioni comandate da tastiera: premen- 
do il tasto ‘C (coin) abbiamo modo di 
caricare la macchina con il numero di 
monete desiderato (fino a cinque) mentre 
la leva che avvia la rotazione dei rulli è 
sostituita dal tasto ‘P' (pulì). Un ulteriore 
tasto. ‘V (view), riporta sullo schermo il 
riassunto delle combinazioni vincenti: si 
possono vincere da 2 a 3000 monete in un 
solo colpo. Sulla destra del quadro com- 
pare disegnato un omino che mima le 
operazioni che noi compiremmo se fossi- 
mo al 'cospetto' di una vera slot machine 
e cioè l'inserimento delle monete e l'azio- 
namento della leva. 

La grafica è molto suggestiva e non ha 
nulla da invidiare a quella delle slot ma- 
chine computerizzate che si incontrano 
oggi in molte sale da gioco. Non manca- 
no naturalmente le solite allietanti musi- 
chette. 

TP. 



MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 








LA FAMIGLIA DEI PERSONAL COMPUTER OLIVETTI 



FRIENDLY&COMPATIBLE 


Questa famiglia di personal compatibili tra loro 
f e con i più diffusi standard intemazionali, non ha rivali 
'§ per espandibilità e flessibilità. Prestazioni che su albi 
diventano opzionali, sui personal computer Olivetti 
I sono di serie. Per esempio M24 offre uno schermo ad 
S alta definizione grafica, ricco di 16 toni 
I 0 di 16 colori e con una risoluzione di 600x400 pixel; 
,f menb-e la sua unità base dispone di 7 slots di 
s espansione, fatto questo che gli consente di accettare 
.= schede di espansione standard anche se utilizza un 
% microprocessore a 16 bit reali (INTEL 8086). 

5 Ma ricchi vantaggi offrono anche tutti gii altri modelli. 


Basti pensare che tutte le unità base includono sia 
l’interfacda seriale che quella parallela. Oppure 
basti pensare all’ampia gamma di supporti magnetici: 
floppy da 360 a 720 KB o un’unità hard disk 
(incorporata o esterna) da 10 MB. y 

La loro compatibilità, inoltre, fa sì che si possa far 
uso di una grande varietà di software disponibile / 
sul mercato. Come, ad esempio, la libreria / ^ 
PCOS utilizzabile anche su M24. Come le 
librerie MS-DOS*. CP/M-86*e / .'V 

UCSD-P System®, utilizzabili sia ^ 


da M20 che da M21 e M24. 


Olivetti 








Il piacere del computer, la prima collana in lingua italiana specificatamente dedicala ai personal computer, si sta arricchendo 
di nuovi libri sulla grafica, sui linguaggi di programmazione diversi dal Basic, sui dettagli maggiormente interessanti dei computer 
in commercio Per conoscere questi nuovi libri, o per acquistare quelli già pubblicali, potete rivolgervi alle librerie o ai computer shop. 
Altrimenti potete compilare la fascetta, ritagliarla e spedirla in viaMakallè. 73-35138 Padova. Potete anche telefonarci allo049/664757j 


cognome 
città 


... Posseggouncomputer .. 



UZZIO 











MCmicrocomputer ha sempre dato 
parecchio risalto al gioco deirOthetlo. o 
Reversi o Reversai che vogliale chiamar- 
lo: nel numero 7 pubblicammo un inte- 
ressante artìcolo teorico di Andrea de 
Prisco e Silvio Cavalcanti che proponeva 
alcuni algoritmi utili per la realizzazione 
di un programma che gioca ad Othello — 
completo di semplici listati per Apple I! e 
TI 59 — mentre nel più recente numero 
29 sempre Andrea de Prisco, eletto com- 
modorìano a vita dopo le ripetute prove 
superate durante svariati Sicob parigini, 
presentai listati per Vie e 64 di un super- 
programma Basic che fa sfracelli. 

In questa sede, invece, vi presentiamo 
un programma commerciale realizzato 
da Dan e Kathe Sprackien e adattato al 
Commodore 64 da Alex Ford, per conto 
della americana Hayden e distribuito sul 
territorio nazionale dalla Audist di Mila- 
no. Supponiamo vi siano note le regole, 
per cui passiamo alle peculiarità di que- 


sto programma. Le varie richieste iniziali 

partono con la domanda: 

nuova partita, cambio disposizione o 

controllo? 

che in inglese è 

new game, change board, or monitor? 
per sapere se si gioca contro il computer e 
dalla tradizionale posizione di partenza, 
oppure se si inserisce una vecchia partita, 
o infine se si hanno due giocatori, possi- 
bilità questa che dovrebbe sempre esiste- 
re sui programmi di qualità. 

A disposizione ci sono tre strategie di 
risposta, per principianti (beginner). 
buoni giocatori (intermediate) o esperti 
(advanced), e per ognuna sono disponi- 
bili nove livelli: il manuale avverte che i 
livelli sono interallacciati, per cui il 5“ per 
principianti vale quanto il 1° dei buoni 
giocatori, e cosi via. per un totale di 18 
livelli effettivi, e non 27 (ma beginner e 
advanced sono completamente scorrela- 
li). In tutti i casi, dal livello 2 ai livello 9 il 


computer fornisce un suggerimento, det- 
to Kibitz. I 

il manuale d'istruzioni è chiaro, anche j 
se in inglese: citiamo qualcuna delle pos- li 
sibiliti del programma. In qualsiasi mo- [ 
mento è possibile cambiare livello, pre- ' 
mendo SHIFT -f il numero dei nuovo! 
livello, che viene mostrato sulla linea di li 
stato, l'ultima in fondo alla pagina video 
(che può essere scambiata con le ascisse / 
della scacchiera, in lettere, tramite la | 
pressione di FS); è anche possibile inizia- i 
re una nuova partita, ma questo tasto è j 
un po' maledetto, poiché si tratta di F7 i 
che sta tanto vicino ad FS, per cui spesso ! 
per disattenzione abbiamo azzerato la j 
partita. ^ 

Un'altra cosa fondamentale è la possi- [ 
bilità di cancellare le mosse, sìa le proprie 
che quelle del computer, con Fllj 
{=SHIFTh-FI), il che permette un’ec-^ 
celiente verìfica del proprio livello. Per 
finire citiamo la possibilità di osservare 
tutte le mosse della partita, sia le proprie 
che quelle deH'avversarìo, sotto forma di 
coordinate. 

Un’opzione simpatica, ma che è co- 
munque possibile cancellare, è che le va- 
rie pedine sorridono se si sta vincendo e si 
rabbuiano nel caso contrario; alcune mu- 
sichette di stampo classico allietano alcu- 
ni istanti del caricamento. 

Ricordiamo il concorso Pergioco ab- , 
binato al Reversai della Hayden: si tratta 
di vincere una partita a schema imposto, 
secondo te modalità e le regole mostrate 
dalle pagine pubblicitarie della Audist. 
pubblicate anche su MC (n. 33, pagg. 1 6- 
17). 

L.S. 


Pnidunon: J 

Hai'den Softwart ■ 600 Sufolk Street. 

Loo-ell. MA0IS53. USA 

DistpInlon per riltSe: i 

1 



MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984 


47 







Il riletto, o tris o tic*iac-toe che dir si 
voglia, in alcune regioni d'Italia è lo sport 
prererito dagli scolari di ogni età. Lo si 
preferisce alla battaglia navale, della 
quale è molto meno visibile... aH'inse- 
gnante. ma anche al quadratino, strike 
and ball e giochini simili. Tempo fa un 
ragazzo italiano. Stefano Polidori, aveva 
realizzato una versione tridimensionale 
del filetto, su scacchiera a 4 piani quadra- 
ti sempre 4 x 4, e la aveva dotata del pro- 
gramma per far giocare un Apple II. Ora 
ne abbiamo la versione per CBM 64. uni- 
tamente ad alcuni altri programmi. 

La Federaz.ione Italiana di Giochi per 
Computer ha annunciato la promozione 
ed il patrocinio di tornei individuali e a 
squadre basali sul TRITTT per CBM 64. 
Sono già aperte le iscrizioni al primo di 
questi tornei: per partecipare basta man- 
dare alla sede della Federazione, in Lar- 
go dell'Olgiata IS. Isola 68.00123 Roma 
Olgiaia. una cartolina postale con le ge- 
neralità ed il recapito telefonico del can- 
didato. Nel torneo 30 persone sfideranno 
contemporaneamente un solo TRITTT; 
mediante eliminatorie a difficoltà cre- 
scente verrà eletto il vincitore, che riceve- 
rà in premio un programma per il Com- 


modore 64 e un abbonamento annuale a 
MCmicrocomputer. 

Dal punto di vista deirutente non c'è 
nessun problema. Unitamente alla scac- 


chiera tridimensionale vi viene consegna- 
lo un dischetto, contenente il gioco (nelle 
versioni per uno o più giocatori, che pos- 
-sono essere anche 30!). un programma 




48 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 







dimostrativo più uno di Cambio Dati, 
dd quale parleremo più avanti neH'arti- 
colo. Il supporto contiene anche alcuni 
file di dati che vengono chiamati auto- 
maticamente dai programmi principali. 
Si consiglia di caricare dapprima il pro- 
gramma dimostrativo, per familiarizzar- 
si con l'uscita grafica; poi bisogna ri- 
spondere ad alcune domande che servo- 
no ad inizializzare il programma (uno o 
più giocatori? difTicoità — da 1 a 8 — ?) 
ma la più interessante é senza dubbio 
quella che chiede se l'avversario è un uo- 
mo o un computer. I due casi sono total- 
mente diversi; nel primo caso TRITTT 
gioca seguendo dei semplici criteri gene- 
rali, mentre nel secondo analizza in mo- 
do esaustivo l’albero della partita, per 
trovare la strategia più potente, e per 
rispondere può impiegare anche un'ora. 

Una caratteristica interessantissima 
del programma è che si adegua al gioco 
dell'avversario, memorizzando i dati del- 
le ultime partite (max 30) nelle locazioni 
esadecimali da 3000 a 3EFF. per cui dan- 
do STOP/RESTORE e memorizzando 
in un file i dati di quella zona di memoria 
si può dare al programma un'esperienza 
passata (tipo i replicanti di Biade Run- 
ner). 

^ durante una partita si vogliono 
cambiare i dati iniziali lo sì può fare pre- 
mendo STOP/RESTORE e caricando il 
citato programma Cambio Dati. 

Come al solito riportiamo le nostre 
esperienze di gioco, raccolte nei pochi 
giorni precedenti la prova. Partendo da 
zero, con un paio di giorni dì applicazio- 
ne siamo riusciti a battere il quarto livel- 
lo. ma l'autore del programma — nonché 
inventore della scacchiera — ha detto che 
non era un gran risultato. Noi ne siamo 
molto soddisfatti, ma siamo consci del 
fatto che il nostro non è un exploit inter- 
nazionale... L.S. 


Nei reportage dalle varie mostre ed 
esposizioni che si tengono oltreoceano vi 
avevamo già parlato della attuale ten- 
denza del mercato americano, che vede le 
più grosse case costruttrici dì consolle 
per videogiochi produrre software non 
solo per i propri modelli, ma anche per 
quelli della concorrenza. 

Il tutto con notevole vantaggio dell'u- 
tente. che si trova cosi a disposizione un 


Niente paura però, perché c'é anche 
l'Eroe, impersonato da tale Mario (cosa 
non farebbero gli italiani per una donna), 
di professione muratore, che, incurante 
del perìcolo, abbranca un pesante mar- 
tello e sì lancia su per le scale del palazzo 
al salvataggio della sua bella. 

Arrivare fino in cima però é rischioso, 
perché il quadrumane, tutt'altro che inti- 
morito. inizia a lanciare in testa a Mario 



numero molto più vasto di titoli, tra l'al- 
tro di qualità molto elevata. 

Di questa situazione iniziano a sentirsi 
gli effetti anche qui in Italia, tanto che 
siamo in grado di presentare ai fortunati 
possessori del TI 99/4A (magari loro non 
condividono tanto la scelta dell'aggetti- 
vo...) nientedimeno che Donkey Dong! 

Badale bene signori, è prorpìo lui, non 
una delle tante copie ma proprio l'origi- 
nale. il fantastico, il divertentissimo arca- 
de che mamma Atari ha pensato di tra- 
sferire dalle sale giochi direttamente a 
casa nostra. 

Per chi non conoscesse ancora Donkey 
Dong (sacrilegio!) vale la pena di presen- 
tare brevemente la trama. 


ogni sorta di cose: dai barili ai proiettili 
infuocati; ce la farà il nostro prode a 
salvare la fanciulla? 

Beh. la risposta naturalmente risiede 
nella vostra abilità col joystick. 

Il Donkey Dong del TI 99/4A regge 
molto bene il confronto con l'originale 
da sala. La grafica è eccellente e sfrutta a 
fondo l'ottimo processore video del com- 
puter Texas; mollo buono c anche l'ac- 
compagnamento musicale. 

Stranamente il gioco funziona esclusi- 
vamente con i joystick: naturalmente il 
supporto di memorizzazione é la cartuc- 
cia ROM. 

MB. 


Produnore: 


Dunque, c e la fanciulla in pencolo 
(aiuto!!!) perché il mostro, nel nostro ca- 

Produllore: 



so un grosso e peloso scimmione, l'ha 

P.O. ho.x 6l6f? Surmvvale. CA 

Sracchiera più programma: L. W.OOO + lt'A 


rapita e la tiene prigioniera in cima ad un 

DislributDrc per l'Italia: 


palazzo. 



MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 




AM500PC 
A conosceria c'è 

IBMCompatib 



Vediamo perchè c'è da guadagnarci. 

AM-500 è il nuovissimo PC 
Workstation IBM compatibile (ma ad 
un prezzo che gli altri non possono 
permettersi). 

Opera in MSIDOS utilizzando tutti i 
programmi da scrivania: dal LOTUS 
1-2-3 al WORDSTAR, dal SUPERCALC 


al VISICALC. dal PFS FILE ai Data 
Base, all OPEN ACCESS... 

Utilizza la maggior parte delle opzioni 
standard: grazie agli slot disponibili ci 
si può servire delle schede IBM PC e 
compatibili per potenziare la memoria, 
comunicare con I mainframe, 
aggiungere grafica ad alta risoluzione 



ed altro ancora. 

AM-500 PC Workstation intelligente 
diventa anche terminale di un sistema 
multiutente quando è necessario 
collegare da 2 a 40 utenti... e non è 
tutto. Vuoi saperne di più, come 
rivenditore, o come utilizzatore? 
Telefonaci o scrivici. 


ALPHA MICRO 

SHR s.r.l. Distribuzione esclusiva per l’Italia 
via Faentina 175/ A - 48700 Fornace 
Zarattini (RA) - tei. 05441463200. 


5 

I 




Casio FP-6000 

di Corrado Giuslozzi 


Forse vi rìcorikrele la prova del CASIO 
FP-IIOO apparsa sul numero 30 di MC. 
della scorso maggio. Bene, nell'aperiura de- 
Finivamo quella macchina "modello di pun- 
ta" delia linea di personal Casio. Non aveva- 
mo però fallo i comi con i giapponesi, i quali 
cento ne pensano e... ulireitante ne fanno: e 
quindi eccoci, dopo solo cinque mesi, a par- 
lare nuovamente di Ca.sio con una macchina 
che ha hen diritta di spodestare l'FP-lìOO 
dal trono... almeno fino all'uscita della pros- 
sima novità. Scherzi a parte, in effetti non 
crediamo che l'FP-6000. questo è il. suo nrt- 
me. si renda presto obsoleto: è anzi una 
macchina assai attuale, allineala alla recen- 
te linea "16 hit + MS-DOS" f ricordia- 
mo che l’FP-IIIIO aveva una .struttura 
"Z80 + CPÌM"). De! modello precedente 
con.serva. migliorale, diverse cose: le note- 
voli capacità grafiche, la modularità, l'otti- 
mo Basic. Si tratta quindi di una macchina 
a.s.sai inieres.sanie. le cui caraneristiche 
principali possono essere cosi sintetizzate: 
CPUH086con clock a 8 MHz ecoprocesso- 
re matematico 8087 opzionale: 256fC di 
R.4M espandibili fno a 768 K: grafea a 
600 X 400 pixel singolarmente indirizzahili 
in 8 colori: Basic con screen-editor. rappre- 
sentazione dei numeri in BCD. gestione di- 
retta della grafica e deirinierfaccia RS-232: 
disponibilità di unità a dischi da 5.25" 
(320K>. da 8" H200A': o ifinchesier 


I lOM i: interfacce RS-232 e IEEE-488. A 
costo di svelare subito le conclusioni della 
prova diciamo subito che questo nuovo Ca- 
sio ci è piaciuto mollo: fra l'altra lutti quei 
difettucci che avevamo annoialo nella pur 
positiva prova dell'FP-l 100 sono completa- 
mente scomparsi. Ma non diciamo altro, per 
non togliervi il gusto di leggere la prova di 
una fra le più interessanti macchine di questi 
ultimi tempi. 

Descrizione esterna 


L'FP-6000. comel’F'P-l 100. ha una strut- 
tura modulare: ma mentre i moduli che 
costituivano l'FP-liOO erano orizzontali, 
quelli dell'FP-6000 sono verticali, una so- 
luzione un po' inconsueta ma non per que- 
sto priva di una sua validità estetica. 

Ogni box è un parallelepipedo di circa 
12x30x38 cm (Ihp), con carrozzeria di 
metallo plastificato color crema: il frontale 


reca nella pane superiore una maschera di 
plastica grìgia e. in basso a destra, l'inter- 
ruttore di accensione realizzato con un 
grosso pulsante quadrato di colore giallo. 
Fessure di aerazione sono presenti tutt'in- 
tomo alla base e sulla faccia superiore del 
mobile. Ogni modulo viene ovviamente 
personalizzato a seconda della funzione: 
l'unità centrale dispone sul frontale del 
connettore per la tastiera, mentre le unità 
floppy presentano gli slot di inserimento 
dei dischi: tutte le connessioni avvengono 
sul retro. 

Il numero di moduli presenti in un'in- 
stallazione dipende, ovviamente, dal grado 
di espansione del sistema: nel caso più co- 
mune saranno due. l'unità centrale ed una 
unità a dischi, ma a questi si potrebbero 
affiancare in seguito un Winchester e una 
expansion box. dì cui parleremo meglio in 
seguito. Ovviamente serve un monitor, che 
si può scegliere monocromatico o a colori. 


62 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 







Diciamo a queslo punto che il sistema in 
prova comprende l'unità centrale FP- 
6000. il doppio drive da 5,25" FP-6021 edii 
monitor a colori FP-6002. e passiamo ad 
esaminarlo più da vicino. 

L'unità centrale, dal peso approssimati- 
vo di 8,5 kg. presenta sul frontale solo la 
presa micro-DIN per la tastiera e l'inter- 
rutlore di accensione che si illumina a mac- 
china accesa. Sul retro troviamo tutti i con- 
trolli e le ulteriori connessioni; due dip- 
switch di configurazione, le uscite per la 
stampante (parallela Centronics) e per i 
monitor (B/'N e colore), un potenziometro 
di regolazionedel volume dell'altoparlante 
interno, tre slot di espansione e la presa a 
vaschetta lEC per il cordone di rete. Sul 
primo dip-switch si deve impostare la 
quantità di RAM presente nel sistema, 
mentre il secondo serve a configurare l’u- 
scita video in funzione delle caratteristiche 
del monitor in uso. Nei tre slot si possono 
inserire altrettante schede, da scegliersi fra: 
RAM addizionali (256K per scheda), in- 
terfacce RS-232. lEEE-488 o Centronics, 
controller per floppy e per Winchester e 
addirittura una breadboard, sulla quale gli 
"smanettomani" incalliti potranno as.sem- 
blare circuiti custom. Notiamo che una 
interfaccia Centronics è già incorporata 
nel sistema e quindi non è necessario com- 
prare la relativa scheda. Uno dei tre slot 
viene comunque occupato da una scheda 
controller per i floppy, che viene fornita di 



presente un dip-switch che informa il siste- 
ma sul tipo di unità collegata, dato che la 
stessa scheda gestisce sia i drive da 5,25" 
che quelli da 8". singoli o doppi. La RAM 
può essere espansa di uno o due passi da 
256K; con due RAM-board inserite, però, 
tutti gli slot sono occupati, e quindi per 
inserire ulteriori schede si deve ricorrere 
all'expansion box. Il fissaggio della scheda 
nella propria sede è assicuralo da una cop- 
pia dì vili che garantiscono una connessio- 
ne sicura senza perìcolo di falsi contatti o 
movimenti pericolosi. 

La tastiera è veramene molto bella: er- 
gonomica a basso profilo, leggera e poco 
ingombrante, con cavo spiralato e piedini 
posteriori retrattili per inclinarla. Dotazio- 
ne e disposizione dei tasti seguono quello 


che è ormai lo standard per le macchine in 
MS-DOS: dodici tasti funzione, tasti di 
movimento cursore, tastierino numerico 
separato. In più troviamo due tasti (Alt e 
Graph) che permettono rispettivamente di 
attivare il modo alternativo di impostazio- 
ne dei caratteri (ne parleremo più tardi) e 
di accedere al set di caratteri semigrafici, 
due tasti di inserimento/cancellazione ca- 
rattere. l'Enter ed il segno meno duplicati 
sul tastierino numerico. Altre cose che bal- 
zano agli occhi sono la distinzione funzio- 
nale dei tasti mediante i colori e le grandi 
dimensioni del tasto Return. Sul retro tro- 
viamo un piccolo tasto di reset, opportu- 
namente eollocato in modo da evitare 
pressioni accidentali. Il cavo, molto fiessi- 
bìle, raggiunge alla massima estensione cir- 
ca due metri di lunghezza. 

L'unità a minifloppy. dal peso di 8 kg. 
supporta uno o due drive da 5,25" doppia 
faccia doppia densità. I dischetti sono for- 
mattali secondo lo standard MS-DOS (9 
settori per traccia, 512 byte per settore) ed 
hanno quindi una capacità di 320K l'uno. 
Su! frontale del contenitore sono presenti i 
drive (slim-line)con relativi led. mentre sul 
retro si trovano solo il cavo di connessione, 
fisso, e la presa lEC per il cordone di rete 
staccabile. 

Il monitor è da 12” con schermo antiri- 
fiesso: pesa circa IO kg e viene fornito as- 
sieme ad un pratico supporto orientabile 
dalle ampie possibilità di movimento: ‘JO 





MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


53 





gradi nel piano orizzontale e 25 in quello 
verticale. Sotto la cornice frontale, legger- 
mente spostali verso destra, sono presenti 
due potenziometri di regolazione di lumi- 
nosità e contrasto, mentre sulla cornice 
stessa è ben visibile il "solito" interruttore 
dì accensione quadralo giallo. Su] retro si 
trovano il connettore d'ingresso del segna- 
le video, la presa lECdi rete ed il controllo 
del sincronismo vcriicalc: alcuni fori per- 
mettono di accedere con un cacciavite ai 
irimmer di taratura di uso meno frequente. 
(I cavo fornito ha una lunghezza dì ci rea un 
metro e mezzo, e quindi non pone alcun 
problema di installazione. 

Passando alle unità che non fanno parte 
del sistema in prova, spieghiamo innanzi- 
tutto la funzione del box di espansione. 
Abbiamo detto che l'unità centrale possie- 
de tre slot per l'inserimento di schede addi- 
zionali. che però si riducono in partenza a 
due in quanto l'interfaccia per i (loppy de- 
ve sempre essere presente. L'expansìon 
box serve per l'appunio ad aumentare il 
numero degli slot disponibili per ulteriori 
espansioni. Ècostituitoda un cabinei iden- 
tico alla CPU sul retro del quale si trovano 




5 slot: il collegamento con l'unità centrale 
però occupa uno dei tre slot di quesl'ulti- 
ma. per cui il guadagno netto che si ottiene 
è di 4 slot. In pratica con l'expansion box 
inserita si ottiene un sistema dotato di ben 

6 slot disponibili, senza coniare quello oc- 
cupato dairìnterfaccìa per i floppy: anche 
installando due schede RAM e un'inter- 
faccia per il Winchester rimangono ancora 
larghe possibilità di espansione, conside- 
rando che un'uscita stampante è già incor- 
porata nel sistema e non ha bisogno di 
essere installata a parte. 

L'unità a floppy da 8” comprende due 
drive doppia faccia doppia densità; ogni 
disco ha una capacità di 1.2 Mbyte. Può 
essere collegala aU'interfaccia dischi forni- 
ta con l'unità centrale previa configurazio- 
ne della scheda tramite l'apposito dip- 
switch visto in precedenza. Il Winchester, 
infine, ha una capacità di IO Mbyte, e va 
acquistalo assieme alla relativa interfaccia: 
è possibile però installare un secondo drive 
coflegandoio in daisy-chain al primo, e 
quindi senza comprare una seconda inter- 
faccia (ma va elTetiuato un semplice inter- 
vento hardware sul primo drive). 


Casio FP-ómi 

L’interno 


Quattro viti a croce bloccano la lamiera 
ad LJ che funge da coperchio e da pareli ai 
vari cabinet, l'apertura dei quali è pertanto 
assai semplice. All'interno dell'unità cen- 
trale troviamo una costruzione molto ordi- 
nata e razionale. La parte inferiore è occu- 
pata dall'alimentatore e da una ventola per 
la circolazione forzata dell'aria (accorgi- 
mento che ci lascia sempre soddisfatti); la 
parte superiore è invece dedicata all'elet- 
tronica suddivisa in sezioni verticali, con 
due mother-board da un lato e gli slot di 
espansione dall'altro. La costruzione è as- 
sai solida e compatta. Sulla scheda princi- 
pale dell'unità in nostro possesso si nolano 

10 zoccolo libero per l'8087 ed. invece, 
quelli tutti occupati della RAM video; il 
sistema viene fornito con 32K espandibili 
(è il nostro caso) a 96K. 

Anche la costruzione dell'unità a mini- 
floppy è basata su due piani: in basso l'ali- 
men latore con relativa ventola ed in alto la 
scheda di interfaccia ed i due drive. Qui lo 
spazio libero é parecchio, ed il contenitore, 
destinato a contenere dispositivi più in- 
gombranti, sembra piuttosto vuoto. La co- 
struzione é pertanto assai pulita: i due dri- 
ve Mitsubishi, di ottima fattura, sono fis- 
sati l'uno all'altro, racchiusi da una griglia 
metallica di protezione e saldamente avvi- 
tati allo chassis. Lo smontaggio é assai 
facile, grazie alla razionalità deH'ussem- 
blaggio e all'uso di connettori rapidi. 

11 .sistema operativo 

Il sistema operativo deH'FP-6000 è 
l'MS-DOS release 2.1 1 con qualcosina in 
più: Casio infatti ha rimaneggiato alcuni 
dei comandi esterni dell'MS-DOS per 
adattarli al suo hardware o comunque mi- 
gliorarli. Ad esempio sono stati riscrilli i 
programmi di copia di un disco (Dl- 
SKCOPY), di comparazione fra due dischi 
(DISKCOMP).di inizializzazionedi un di- 
sco (FORMAT per i floppy, HDINIT per 
il Winchester). Oltre a ciò. sono stati anche 
creati nuovi comandi per scopi particolari; 
ad esempio il comando MODE che confi- 
gura gli attributi del monitor e delle porte 
RS-232. o Tulility FDCONV che permette 
la conversione a formato MS-DOS di di- 
schetti registrati suU'FP-l 100 o su altri si- 
stemi Casio (utile per permettere migrazio- 
ni indolori verso l’FP-6000). 

Fra le altre cose interessanti troviamo il 
file FONT.SYS, che contiene e carica al- 
l'atlodel boot il font di caratteri del video e 
della .stampante (appositi file contengono 
tavole addizionali, ad esempio FON- 
TASC.SYS contiene la tavola dei caratteri 
ASCII); i device driver OPTLIST.SYS 
(per la stampante opzionale) e OP- 
TAUX.SYS (per la RS-232), da caricarsi 
tramite il CONFIG.SYS se necessario: e 
LOADCG.COM, che trasferisce alla 
stampante (purché Casio) un set di caratte- 
ri alternativo. 

Altre utility, queste opzionali, compren- 


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MCmicrocomputer n. 34 - ollobre 1984 




iaUra è una RAM da 2Só'%bylt. ^ p pa pv g pa pa i/ I I PP ■ 


dono un convertitore di file in formato 
IBM-PC (FEKTONVIl). un sorl/merge di 
uso generale (SORT86), un emulatore 
IBM 3780-3741 per comunicazioni BSC 
(RJE86). cd un emulatore di terminale 
IBM 3270 (CICS86). Insomma. il buon 
vecchio (?) MS-DOS è stato abbastanza 
rimaneggiato, tanto che la casa lo chiama 
addirittura CASIO MS-DOS- Il lavoro mi- 
gliore è però stalo fatto col Basic, come 
vedremo nel prossimo paragrafo. 

Terminiamo notando che il dischetto di 
sistema fornito con la macchina compren- 
de, oltre all'MS-DOS completo di tutti i 
comandi esterni sia standard che Casio, 
anche i prodotti! Microsoft MASM (ma- 
cro assembler per 8086/7/8). LINK (lin- 
ker), LIB (gestione di librerie di moduli 
oggetto), CREF (generatore di cross-refc- 
renceper moduli assemblati con MASM)e 
DEBUG (debugger per moduli oggetto), 
ossia lutto quanto serve per programmare 
in Assembler e per gestirsi seriamente i 
moduli oggetto generati da MASM o da 
qualunque compilatore di linguaggi ad al- 
lo livello: indubbiamente una cosa mollo 
interessante. 

Il Basic C-86 


Il Basic fornito con l'FP-6(X)0 si chiama 
C-86 e non è il “solito" Microsoft ma mol- 
lo. mollo di più. Chi ha presente la prova 
dell'FP-l 100 si ricorderà che anche quella 
macchina possedeva un Basic non Micro- 
soft. denominato C-82. dalle caratteristi- 
che veramente fuori dal comune; bene, il 
C-86 é ancora meglio! In pratica è il vec- 
chio C-82 al quale sono stati aggiunti pa- 
recchi comandi in più e dal quale sono stati 
eliminati tutti quei difettucci che avevamo 
annotalo in occasione della prova dell'FP- 
1100. Il risultato è un interprete eccezio- 
nalmente versatile e polente, oltreché pia- 
cevole da usare. Descrìverlo in dettaglio è 
assolutamente impossibile (il Reference 
Manual consta di circa 370 pagine...), ma 


cercheremo di dare un'idea delle sue carat- 
teristiche e dell'incredibile dotazione di co- 
mandi di cui dispone. 

Certamente la caratteristica più curiosa 
del C-86 Basic è quella di poter mantenere 
in memoria più programmi contempora- 
neamente: fino a dodici, per la precisione. 
L'utilità di questa funzione, presente in 
tutti i sistemi Casio, non è ben chiara, però 
visto che c'è, ogni tanto la si adopera. Sono 
possibili un gran numero di operazioni fra 
i vari programmi, quali spostamenti da 
un'area all'altra, passaggi dì controllo in- 
crociati e così via; Tistruzione PROLIST 
elenca la situazione delle aree lìbere ed oc- 
cupale da programmi, con relative occupa- 
zioni in byte. Ogni area di programma può 
essere protetta con una password; in que- 
sto caso il programma protetto non può 
essere listato, modificato o rìnumerato. 
non può essere spostato da un'area all'al- 
tra. non può essere salvato su dischetto in 
formalo ASCII e mantiene la protezione se 
viene salvalo in formalo binario. Si può 
anche assegnare una "master password" a 
tutte le aree contemporaneamente, anche 
assieme a password “locali": in questo ca- 
so si inibiscono anche l'istruzione PRO- 
LIST, il funzionamento in modo Trace, il 
salvataggio su dischetto e il passaggio al 
Monitor. T ulte le variabili definite nei vari 
programmi sono mantenute in un'area co- 
mune, ed in tal modo ogni programma può 
accedere alle variabili degli altri. L'istru- 
zione VARLIST fa stampare l'elenco delle 
variabili presenti in quest'area (e quindi 
usate almeno una volta da uno dei pro- 
grammi) indicandone nome e tipo. 

Le quantità numeriche vengono rappre- 
sentate in formalo BCD, il che significa 
maggior precisione nei calcoli; e se le nove 
cifre significative delle variabili in sìngola 
precisione vi sembrano poche sappiale che 
sono disponibili anche variabili in doppia e 
addirittura quadrupla precisione; ben 29 
cifre significative, con esponente da -99 a 
-t-99. Anche la dotazione di funzioni mate- 


matiche é di tutto rispetto: d sono le fun- 
zioni trigonometriche dirette ed inverse, 
nonché quelle iperboliche anch'esse dirette 
ed inverse; i logaritmi decimali e naturali; 
l'esponenziale e la radice quadrala; le fun- 
zioni di troncamento, arrotondamento, se- 
gno. valore assoluto; c tutte sono applica- 
bili a variabili di qualunque precisione, 
fornendo il risultato in accordo con il tipo 
dell'operando. Sono inoltre disponibili le 
conversioni dì tipo, il generatore casuale e 
addirittura la costante predefìnila PI (pi 
greco), anch'essa in singola, doppia o qua- 
drupla precisione. Si può scegliere se lavo- 
rare con angoli espressi in radianti, in gradi 
sessadecìmalì o in gradi centesimali e sono 
disponibili le conversioni numeriche fra le 
basì decimale, ottale ed esadecimale. Esiste 
poi una partedeU'inlerpreteche. ricevendo 
in ingresso coppie di numeri, provvede a 
mantenere automaticamente aggiornate 
alcune variabili predefinite con i valori del- 
la somma, delta somma dei quadrali e della 
somma dei prodotti incrociali dei valori 
passali; perché? ma per poter calcolare, 
sempre automaticamente, le statistiche di 
base per dati bidimensionali: media, va- 
rianza. deviazione standard nonché coeffi- 
cienti della regressione lineare e cocfTicien- 
te di correlazione. Insomma. ci sembra che 
ci sìa pure più di quanto serve per un uso 
normale.'.. 

Altro punto di forza del C-86 è la grafi- 
ca: l'interprete mette a disposizione ben 2 1 
comandi grafici, ognuno ricchissimo di op- 
zioni e parametri. Citiamo a caso le possi- 
bilità di definire le dimensioni dello scher- 
mo. suddividerlo in più pagine o piani, 
impostare sistemi dì riferimento qualun- 
que ottenendo scalature automatiche in 
coordinate vìdeo: tracciare punti, linee, 
rettangoli pieni e vuoti, cerchi pieni e vuoti, 
campire aree chiuse con colore pieno o con 
pattern di pixel definibili a piacere. I colori 
disponìbili contemporaneamente sono ot- 
to scelti fra quindici (in realtà sono otto in 
versione alla/bassa luminosità), e possono 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


55 


aw f P-6lXHI 



essere assegnali sia al (esco che alla grafica 
le pagine di lesto possono essere presentate 
separalamenle o assieme, e si possono defi- 
nire finestre neU'una o neirallra. Si può 
anche far scrollare il testo airinlerno della 
finestra lasciando immutato quello fuori, e 
si può scrivere in qualunque locazione del- 
lo schermo, con qualsiasi colore, in positi- 
vo o in negativo. Alcuni modi di gestione 
della grafica sono possibili solo alla massi- 
ma espansione della RAM video, ma an- 
che con ì soli 32K di base le possibilità sono 
ancora moltissime. Notiamo che oltre alle 
immagini il C-86 può produrre anche suo- 
ni; si può infatti comandare il generatore 
ddl'FP-òOtK) con un semplice sotiolin- 
guaggio musicale che permette di imposta- 
re non solo le note ma anche lo stile di 
esecuzione, il tempo, la tonalità... e un sac- 
co di altre cose. 

Altra caratteristica del C-86 è la gestione 
degli interrupt; si può definire il comporta- 
mento del programma (con istruzioni ON 
...GOSUB) in caso di interrupt generati 
dalla pressione di un tasto funzione, dal- 
l'arrivo di dati sulla linea di comunicazione 
e perfino da un allarme impostato sul timer 
interno. 

Fra le altre caratteristiche inusuali citia- 
mo alla rinfusa la pre.sen/a di una funzione 
che informa sull'occupazione del disco e di 
istruzioni che consentono l'I O fisico su 
disco a livello di settore: delle istruzioni di 
gestione degli errori, della WHILE- 
WEND e della sostituzione al centro di 
una stringa: ed infine di funzioni come 
VARPTR che ritorna l'indirizzo di memo- 
na al quale comincia la variabile passata 
come parametro. DEFCHRSclie permette 
di definire nuovi caratteri e FILECOPY 
che esegue automaticamente la copia di un 
file. E non abbiamo citato la completa ge- 
stione della RS-232. l'uso dei tasti definibi- 
li. il funzionamento in modo terminale... 

Comunque non possiamo non notare 
che il C-86 è dolalo di un potente screcn 
editor che semplifica enormemente impo- 


stazione e correzione dei programmi. Per 
modificare una linea basta portarvi sopra 
il cursore con gli appositi tasti, apportare 
le correzioni necessarie anche per mezzo 
dei tasti di in.serìmento e cancellazione, e 
premere Return. 

Insomma, il C-86 è uno degli interpreti 
più completi che abbiamo mai visto: non 
per niente occupa circa un centinaio di 
Kbyledi RAM! 

L tilizza/ionc 


incominciamo queste note di utilizza- 
zione con una questione puramente esteti- 
ca: secondo noi la soluzione dei moduli 
vcrlicaii é gradevole, anche se forse può 
creare dei problemi di installazione in 
quanto il sistema risultante è fortemente 
asimmetrico. Crediamo che con quattro 
moduli (CPU. floppy. Winchester e I O 
bo.K) la cosa migliore sia dedicare al siste- 
ma un tavolo a parte; con due soli si riesce, 
con un po' di buona volontà, a fare abba- 
stanza posto sulla propria scrivania "gene- 
rai purpose".... Consigliamo comunque di 
affiancare i nunjuli su di uno stesso lato del 
monitor, tipicamente il destro, perché di- 
stribuendoli simmeiricanienle dalle due 
parli si finisce immancahilmenlc per creare 
una configurazione ‘‘ad altare" a nostro 
parere decisamente bruttina. Il trasporto, 
nonostante gli ingombri certamente non 
trascurabili delle varie parli, é abbastanza 
agevole, e l'installazione del sistema è assai 
semplice. 1 connettori dei cavi di cui sono 
dotati le unità sono di ottima qualità, ro- 
busti e dotati di viti per assicurare contatti 
sicuri: peccalo .solo che non siano stan- 
dard. il che obbliga ad acquistare quelli 
(costosi) della Casio; il problema non sor- 
ge coi dischi o fexpansion box. dato che 
ogni unità é dotata del suo cavo non stac- 
cabile. ma con le uscite delie varie interfac- 
ce. Centronics di sistema compresa. Alme- 
no in questo caso ci sarebbe piaciuto un 
connettore standard, forse meno affidabile 


ma più comodo. All'accensione il sistema 
esegue per prima cosa un completo self- 
chcck della durata di circa trentacinque 
secondi. Vengono testate la RAM di siste- 
ma e quella aggiuntiva (a passi di 64K per 
volta) la RAM video e la tastiera; per ogni 
controllo superalo viene stampato un pic- 
colo rombo sul video. 

Se al termine lutto é andato bene si pas- 
sa ad eseguire il boolslrap deil'MS-DOS. 
altrimenti vengono emessi degli opportuni 
messaggi di errore. Questa procedura vie- 
ne e.seguila anche in seguilo ad un hard- 
resct impartito con l'apposito tastino: si 
può comunque effettuare un più semplice 
soft-resei premendo i tasti CTRL -t- Del. e 
reffctlo è solo quello di rilanciare il boot- 

Durante l'uso abbiamo apprezzato mol- 
to il supporto del monitor che grazie alle 
ampie possibilità di orientazione fa perdo- 
nare il notevole ingombro dei video. La 
tastiera è di ottima qualità: precisa e silen- 
ziosa permette una digitazione veloce assai 
comoda. In particolare ci è piaciuto il gros- 
so tasto di Return, raggiungibile con sicu- 
rezza dal mignolo in ogni situazione. Il 
tasto Graph non ci sembra cosi utile, men- 
tre il tasto .All è decisamente simpatico: 
serve a generare il carattere ASCII corri- 
spondente al numero che si imposta men- 
tre lo si tiene premuto. Un po' come la 
funzione CH R$ del Basic, solo che funzio- 
na sempre (anche in ambiente MS-DOS) e 
non si limita a "rappresentare" il carattere 
ASCII ma lo emette fisicamente come se si 
fosse impostato sulla tastiera. Per evitare 
errori, inoltre, funziona solo usando il la- 
stierino numerico, e non con le cifre poste 
sulla tastiera normale. Un'ulteriore fun- 
zione viene invece svolta da questo tasto in 
C-86 Basic, dove ad ogni lettera della ta- 
stiera è associata un'istruzione dei linguag- 
gio: premere la lettera assieme al tasto Alt 
equivale appunto allo scrivere quell'istru- 
zione. Ad esempio premendo Alt + E com- 
pare la scritta ELSE, premendo Alt-l-G 


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MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


Casio FP-6<HHI 



Due l'simpi Mie postiHliràg'a/itlieM Casio FP-6(miraiiiJaidemoJnrniiiasswnK 



viene fuori GOTO c cosi via; indubbia- 
mente una funzione molto utile per rispar- 
miare battute, visto che oltretutto ogni as- 
segnazione può essere modificata per adat- 
tarla alle proprie esigenze. 

E visto che siamo in tema, continuiamo 
a parlare del C-86; vogliamo in particolare 
notare come siano state superate tutte 
quelle piccole mancanze delfinterprete C- 
82 che annotammo nella prova deUTP- 
1 100. Ad esempio le variabili (finalmente) 
vengono cancellate dal NEW e dal RUN, 
continuando però a mantenere i valori du- 
rante l'editing del programma. Non vi è 
più bisogno di installare" il dischetto con 
l'istruzione MOUNT. in quanto la OPEN 
provvede a farlo automaticamente prima 
di allocare il file richiesto. L'interprete non 
dà più errore eseguendo O'O ma risponde 
correttamente il valore 1 . ed inoltre é possi- 
bile rispondere con il solo Return ad una 
INPUT, e non viene segnalalo errore ma 
viene assunto Oo la stringa nulla a seconda 
dei casi. Infine sp>ecincando un'istruzione 
CIRCLEnon viene eseguila un'ellisse (co- 
me accadeva in certi casi a seconda delle 
scalaiurc del video) ma il sistema provvede 
a compensare automaticamente la dispari- 
tà di densità fra gli assi ottenendo sempre 
un cerchio. Oltre a ciò non possiamo non 
notare il miglioramento sostanziale di pra- 
ticamente tutte le istruzioni, ognuna delle 
quali prevede almeno un paio di opzioni. 
Tanto per fare un esempio, la semplice 
ERE esiste in ben 6 versioni, in base all'ar- 
gomento; FRE(O) ritorna la dimensione 
totale dell'arca variabili. FRE(I) quella 
dell'area di testo. FRE(2) quella dello 
stack di sistema. FRE(3) il valore totale dei 
primi tre. FRE(4) quella della sola area di 
variabili numeriche e FRE(" ") quella del- 
la sola area di variabili stringa. La metico- 
losità con cui è stato progettato questo 
interprete ci lascia insomma ammirati. Ad 
onta della sua complessità dobbiamo dire 
che è anche abbastanza veloce: il ciclo vuo- 
to da I a 10000 viene eseguito in cinque 


secondi con indice intero ed in otto con 
indice reale (variabili in doppia e quadru- 
pla precisione non possono essere usate 
come indice di un FÒR). mentre il nostro 
mini-benchmark di riferimento gira in 27 
secondi, allineandosi sulla media delle 
macchine di questa classe. Per finire il di- 
scorso sul Ba.sic dobbiamo citare l'enorme 
utilità dello screen editor e lodare l'ampia 
disponibilità di funzioni matematiche e 
statistiche. La quadrupla precisione merita 
invece un piccolo commento: non serve 
quasi mai. perché oltretutto rallenta molto 
i calcoli e aumenta l'occupazione di memo- 
ria, ma.— sapere che c'è è molto rassicu- 
rante; è come avere un salvagente da ado- 
perare in caso di necessità. Una nota anco- 
ra: il C-86 è purtroppo incompatibile con 
l'8087. per cui bisogna scegliere funo o 
l'altro all'atto dell'acquisto; sarebbe stato 
bello avere entrambi, ma d'altronde non si 
può avere tutto nella vita... 

Per quanto riguarda la grafica, riman- 
diamo alle immagini deil'anicolo: 600 x 
400 punti sono veramente tanti, ed i colo- 
ri disponibili sono molto belli, grazie al- 
l'ottima qualità del monitor. Fra ì demo in 
dotazione ve n'è qualcuno veramente ap- 
passionante. per la ricchezza delle immagi- 
ni. la complessità dei movimenti delle figu- 
re e la rapidità della presentazione, che 
avviene oltretutto con musica di sottofon- 
do; per realizzare funzioni cosi sofisticale, 
però, il programma in Basic fa un grande 
uso di sottoprogrammi in linguaggio mac- 
china. 

Per il resto, problemi durante l'uso non 
ce ne sono stati anche nel funzionamento 
per diverse ore consecutive (ringraziamo le 
ventole poste nelle varie unità, oltretuito 
molto silenziose). Fra i programmi appli- 
cativi abbiamo avuto modo di vedere solo i 
classici Wordstar (release 3.30) e Super- 
cale. ma l'importatore ci ha assicuralo del- 
la prossima disponibilità di altri pacchetti 
fra cui qualcuno originale. I manuali forni- 
ti sono molti e assai completi: quelli del- 


l'MS-DOS sono gli originali Microsoft in- 
tegrati da un manualetto di note Casio, 
mentre quelli di sistema e del Basic sono 
interamente Casio. Ci sembrano fatti ab- 
bastanza bene, anche se in alcune pani (es. 
descrizione delfenvironment grafico) sono 
forse un po' sfuggenti: sono comunque in 
traduzione a cura dell'importatore italiano 
(noi abbiamo avuto le versioni inglesi), per 
cui ipotizziamo che con l'occasione venga- 
no resi più chiari laddove serve. 

Conclusioni 


Bene, al termine della lunga chiacchiera- 
la tiriamo giù qualche conclusione. Indub- 
biamente questo Casio si situa mollo mol- 
to più avanti del suo predecessore FP- 
1 100: interprete C-86 a parte (anche il C-82 
era molto potente), è la struttura stessa 
della macchina ad essere più aggiornata; 
8086 e MS-DOS oramai sono uno stan- 
dard accettato e, sotto molti aspetti, insu- 
perato. Oltre a ciò la macchina ci è sembra- 
ta ben pensata e ben fatta, solida e affidabi- 
le. 

E veniamo ai prezzi. Un sistema con 
2S6K di RAM di sistema (il minimo). 96K 
di RAM video, monitor a colori e un dop- 
pio minifioppy viene a costare poco meno 
di sette milioni e mezzo. IVA esclusa: un 
altro milione e mezzo è richiesto per am- 
pliare al massimo la RAM di sistema. Pos- 
sono forse sembrare un po' alti, ma consi- 
derando le prestazioni offerte in cambio ci 
sembra che il sistema li valga senz'altro. 
Certo, non ha senso comprarsi l'FP-6000 
per fare solo la contabilità: ma utenti del 
settore tecnico-scientifico dovrebbero con- 
siderare l'FP-óOOO fra i candidati di una 
scelta. Non dimentichiamo che può gestire 
RS-232 e IEEE -488. e funzionare come 
terminale per collegamento con host o 
banche dati. E. infine, che è compatibile 
con il PC IBM, del quale è parecchio più 
potente. Insomma. ci sembra proprio una 
macchina degna di considerazione. MC 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 


57 




ZX MICRODRIVE 


ZX MICRODRIVE PER SPECTRUM 

Lo ZXMicroitrìve amplia la possibilità dello ZXSpectium io quei 
settori, come quello della didattica e delle piccole ap- 
plicazioni gestionali, dove i necessaria una veloce ri- 
cerca del le iDrormaziofti memorizzate su un 
supporto magnetico. 

Ogni cartuccia per Microdrive può contenere da un n 
nimo di 8Sk byte a lOOk byte. Il caricamento di un pt 
gramma da 48k byte avviene in circa S secondi. 

Altre caratteristiche sono i comandi di "LO AD, SAVE e VERI- 
FY" per la memorizzazione, il caricamenlo, e la verilìca dei pro- 
grammi. Il comando "FORMAT" per l'inizializzazione delle car- 
tucce. Il comando "CAT" per ottenre sul video la Usta dei Ules 
contenuti nella cartuccia, con l'indicazione delio spazio Ubero di- 
sponibile. Comando di "AUTO-RUN" per il caricamento. 

N.B 

Per collegare gli ZX Microdrive allo ZX Speelrum è necessario 
utilizzare l'interfaccia I. 

L'interfaccia può gestire contemporaneamente linoa 8 ZX Micro- 
drive per un totale di 640 k byte. 

CARTUCCE M/D SUPPORTI MAGNETICI 
PER ZX MICRODRIVE 

Confezione da 2 e 4 pezzi. 


CARTUCCE M/D 


SINCLAIR ZX SPECTRUM 


SINCLAIR ZX SPECTRUM 

Lo ZX Spectrum, abbatte definitivamente la barriera fra Home e per- 
sonal computer, e riunisce le due tipologie del computer e dei video- 
game. Infatti ad una memoria e ad un sistema operativo da Personal 
Computer affianca i colori, l'animazione, e il software ricreativo 
ed educativo tipico dei videogame e degli Home computer più evoluti. 
Il tutto, naturalmente, ad un prezzo significativamente inferiore a 
quello di una semplice consolle per videogiochi. 


PRESENTA: 


GP 50 S STAMPANTE AD IMPATTO 

Piccola e compatta, realizzata con standard professionali, ottima per usi obbi- 
stici, la stampante GP SO S è una stampante ad impatto con matrice di stampa 
5x8. 35 caralterì/sccondo, 32 colonne, incorpora una inlerfaccia diretta per 
Sinclair ZX81 e SPECTRUM, densità caratteri 12 CPL grefica. alimentazione 
carta a frizione, completa di alimentatore esterno. 

Stampa un originale ed una copia. 

Set di 96 caratteri ASCII. 

Dimensionr 




INVr.ùFACE 4 


ZX 

INTERFACE I 





in 'i /•-•fr-.’ i! "moìf/o ' 
"n'fnìr r unHmprssa impèptoìWa: per 
osili og' 2 '‘^fo illustrato verrebbe voglia di 
scrivete colonne colonne (l'ì /t;- ' 
cath'i e applicativi, tante sono le possibi- 
lità offert-t dal sistema. 

Bisogna rinunciare, invece, e attenersi al- 
le caratteristiche fondamentali, alle spe- 
c^ichK itrciiiche, 

È giusto che sia cosi, anche se “16k, li . .>■ 
lori, 44 tasti” non dice affatto quanto sia 
entusiasmante e coinvo^ente avere in ca- 
sa un Sinclair/ 


MONITOR A COLORI 10” 
“TUTTO ITALIANO” 

Un display ad alla risoluzione professionale dal de- 
sign molto curato nelle linee e finiture, particolar- 
mente indicato per l'utilizzo con gli home e personal 
computer per le sue dimensioni ed il prezzo conte- 

Questo monitor prevede un ingresso con segnale 
PAL composito più il segnale audio. 

Dimensioni: 270x285x370 oim. 


ZX INTERFACE I 

Indispensabile per il collegamento del ZX Microdrive. 

Incorpora una interfaccia RS 232 e unsistema di collegamento in rete locale; si connette alla porte po- 
steriore dello ZX Speelrum permettendo comunque il collegamento di altre espansioni periferiche 
dello ZX Spectrum. La interfaccia seriale RS 232, standard industriale universalmente adottalo, per- 
mette il collegamento fra lo ZX Speelrum cuna amplagammadi periferiche edi altri computer dolali 
della medesima interfaccia. Grazie altaRS 232 è anche possibile trasmettere dati sulla linea telefoni- 
ca utilizzando un modem. Tutte le immagini contenute in uno schermo video possono essere trasferi- 
te in circa 3 secondi e il protocollo di collegarunto permette a ogni stazione della rete di specincare 
quali sono le suzioni Irasmiuenti e riceventi. È inoltre possibile ditTondere un messaggioa ogni ZX 
Speelrum collegato alla rete realizzando un interessante sistema di broadcasting. Ogni Sinclair ZX 
Speelrum può agire come unità di servizio per altri ZX Spectrum della rete pilotando una stampante 
ZXoqualsiasi altra periferica collegala tramile la interfacciaRS232. Ogni ZXSpectrum può inviare e 
ricevere files dagli altri computer della rete sfruttando al massimole possibilità olTerte dallo ZX Mi- 
crodrive. La rete può essere costituita da 2 a 64 Spectrum. 

ZX INTERFACE 2 

È ruitima novità in casa Sinclair per lo ZX Spectrum. Permette di utilizzare le nuovissime ZX ROM 
cartucce software di nuova concezione e di minime dimensioni. È previsto il collegamento per due 
JOYSTICK di tipo standard *9 poli D". 

Con le nuove ZX ROM il programma è immediatamente caricato e pronto all'uso, 


GP SOO AS 
STAMPANTE 
AD IMPATTO 


JOYSTICK 

COMMAND 

“TRIGA” 


SINCLAIR ZX SPECTRUM 

• Grafica a 256x192 punti-schermo. 

• 24 linee di 32 caratteri. 

• 8 colori indipendenti per testo, sfondo, riquadro. 

• Comandi di suono modulabili in frequenza e durata. 

• Vera tastiera multifunzione con maiuscole e minuscole. 
Tutti i tasti con funzione di ripetizione. 

• Compatìbile con teletext. 

• Alta velocità LOAD e SAVE: 16k byte/100 audi. 

• Funzioni VERIFY e MERGE per programmi e archivi. 

• BASIC Sinclair esteso con funzioni a 1 tasto; 
controllo di sintassi. 

• Ampio software su cassetta. 

• 16 k byte ROM 

Versione da 16 k RAM e da 48 k RAM. 


Il tuo Spectrum è preziosissimo: difendilo con 
GARANZIA”! Rebit Computer, distributore per 
prodotti SINCLAIR, ha messo a punto la nuova 
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torizzato e richiedi la ‘^UPER GARANZIA”; oltre ad 
una perfetta assistenz a ed alla certezza del valore 
del tuo autentico SPECTRUM, avrai dei vantaggi 

immediati. 

Per questo uno SPECTRUM senza la “SUPER 
GARANZIA” è solo un mezzo SPECTRUM! 


GP 500 AS 

STAMPANTE AD IMPATTO 

Dal piacevole design e ad un prezzo incredi- 
bilmente contenuto, la GP 50^ AS i una 
stampante ad impatto con matrice di stam- 
pa 5x7, 50 caratteri/secondo, 80 colonne, 
incorpora una interfaccia Seriale RS232C che 
consente il collegamento diretto alla ZX INTER- 
FACE I SINCLAIR dello SPECTRUM. 
Caratteri normali ed espansi, grafica, alimentazione 
della carta a trattori (moduli continui) larghezza 
9'3/6. Stampa un originale ed una copia. 

Sei di 96 caratteri ASCII e 44 caratteri e simboli. 
Dimensioni; 315x114x447 mm. 


“ALLA SCOPERTA 
DELLO ZX SPECTRUM’ 



Stampanti per Spectrum 

ZX Printer 
Alphocom 32 
Seikosho GP*50S 

di Maurizio Bergami 


Nnnosianie lo Spectrum mn disponga, in 
versione base, di un 'interfaccia Centronics o 
RS 232. non ci sono grossi problemi per 
utUi::are una stampante in unione a! piccalo 
computer Sinclair, vista che il mercato ab- 
bonda di interfacce esterne che permettono 
di ovviare a questa lacuna. U problema, sem- 
mai. é di natura economica, dal momento 
clic qualsiasi stampante da HO colonne costa 
assai più dello stesso computer e che. quindi, 
ben pochi hobbisti possono permettersene 

La comodità di avere su carta listati e 
risultati di elaboracioni appare tuttavia pra- 
ticamente irrinunciabile e. data la popolari- 
tà dello Spectrum. era qua.si impossibile che 
nessuno escogitasse qualche soluzione paco 
costo.sa al problema della stampante. Im- 
possibile. appunto, tant’è vero che attual- 
mente sono disponibili ben tre stampantine. 
una delle quali costruita dalla stessa Sin- 
clair, collegabili direttamente al connettore 
posteriore dello Spectrum ed accomunate 
dal basso costo, di molto inferiore a! mezzo 
milione. 

Uno sguardo generaie 

Come abbiamo detto le stampantine (il 
diminutivo é dovuto più che alle caratteri- 


stiche tecniche, alle piccole dimensioni) so- 
no tre. 

Quella Sinclair, chiamata ZX Printer, 
non solo é la più vecchia, ma anche la più 
piccola e la più economica. Proprio di re- 
cente la ditta dì Cambridge ha deciso di 
cessarne la produzione, nonostante ciò ab- 
biamo scelto di inserirla in questa prova 


perché, dato l'elevato numero di unità in 
circolazione, è rintracciabile con facilità 
sul mercato dell 'usato per cifre intorno alle 
centomila lire. Oltretutto non ci sono pro- 
blemi di reperibilità sia per tutte le parti di 
ricambio che per la speciale carta metalliz- 
zata che impiega, Il rischio di doverla but- 
tare presto per un guasto o. peggio, per 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 



mancanza di carta, è quindi inesistente. 

La seconda stampante per Spectrum a 
fare la sua comparsa è stata l'Alphacom 
32, nata negli States per soddisfare le esi- 
genze di un mercato che, pur apprezzando 
i computer Sinclair, proprio non ne voleva 
sapere della precaria e rumorosa ZX Prin- 
ter. Dopo aver ottenuto un buon successo 
oltreoceano ha fatto il percorso inverso a 
quello dello Spectrum approdando in Eu- 
ropa, dove è diventata ancora più popolare 
della ZX Printer, 

L’ultima stampante del gruppo é quella 
che porta il nome più illustre: Seikosha. 
Delle tre è la più costosa ma anche la più 
simile ad una stampante grande, dal mo- 
mento che é ad impatto e lavora con carta 
comune. 

Come é facile capire dal prezzo, nessuna 
di queste tre stampanti può entrare in com- 
petizione con un modello classico, non so- 
lo per le prestazioni ma anche per il forma- 
to ridotto della carta; in compenso, prima 
di iniziare ad esaminarle in dettaglio, vor- 
remmo citare subito la loro caratteristica 
più importante, tale da farle preferire in 
alcuni casi a molte stampanti ben più gros- 
se e costose. Ci stiamo riferendo al fatto 
che queste mini-stampanti permettono dì 
riprodurre direttamente tutto il set di ca- 
ratteri dello Spectrum. compresi quelli ri- 
definibili. e di ottenere l'hard copy del vi- 
deo attraverso il comando Basic COPY. 
T utte cose che sarebbero si ottenibili anche 
con una normale stampante grafica, ma 
soltanto attraverso apposite e. tutto som- 
mato. abbastanza complicate routine in 
linguaggio macchina. 

ZX Printer 

La caratteristica che colpisce di più della 
ZX Printer è senza alcun dubbio l'ingom- 
bro contenutissimo: è tanto piccola da far 
dubitare che possa mai funzionare sul se- 

Esteticamente non sapremmo come de- 
finirla: indubbiamente ha una linea perso- 
nalissima. magari non bella ma sicuramen- 
te .simpatica. Esternamente presenta un 
unico comando, un pulsantino che aziona 
il motore, permettendo l'avanzamento del- 
la carta. 

Il collegamento al computer avviene tra- 
mite un connettore da 21 -1-21 poti, che va 
inserito sul bus posteriore dello Spectrum. 
In realtà il numero di contatti dì quest'ulti- 
mo è leggermente superiore (28 + 28). ma 
va ricordato che la ZX Printer può funzio- 
nare anche con il predecessore dello Spec- 
trum. lo ZX 8 1 . il cui connettore posteriore 



era appunto dotato dì un numero inferiore 
dì contatti. 

Anche se un'apposita tacca impedisce 
posizionamenti errati, la cosa rimane ab- 
bastanza fastidiosa perché obbliga a ri- 
muovere la stampante nel caso si vogliano 
adoperare altre interfacce esterne dotate 
del connettore classico a 28 + 28 poli. 

Il cavo di collegamento è molto corto, 
inferiore ai dieci centimetri. Una lunghez- 
za superiore purtroppo compromettereb- 
be il funzionamento della stampante, dato 
che le linee che portano i segnali sono 
sprovviste di buffer e quindi soggette a 
captare disturbi di tutti i tipi. 

Sul retro della stampante trova posto il 
rullo di carta, che va inserito su un oppor- 
tuno supporto plastico. Rimuovendo que- 
sto supporto è possibile osservare II cap- 
stan che trascina il (mini)modulo contì- 
nuo. Anche con un'occhiata superficiale è 
facile rilevare che la carta è di un tipo tutto 
particolare: sì tratta infatti di carta metal- 
lizzata. dall'inconsueto colore argenteo. 

Ad una carta cosi strana corrisponde 
poi una tecnologìa dì stampa altrettanto 
singolare. I caratteri vengono formati da 
una scric dì puntini neri, come accade con 
le stampanti ad aghi, solo che. in questo 
caso, l'ago è uno solo ed il .segno sulla carta 
viene ottenuto grazie allo scoccare di una 
scintilla che fa evaporare lo strato metalli- 
co superficiale, facendo apparire quello 
sottostante, di colore nero. 

Per evitare di far tornare indietro l'ago 
una volta arrivato alla fine della carta, la 
Sinclairè ricorsa allo stratagemma di mon- 
tare due aghi equidistanti su di una cin- 
ghietta mossa sempre nello stesso verso, in 



Foio : - Ih 


MCmicfocomputer n. 34 - ottobre 1984 


61 





modo che. finita una linea, lo siilo successi- 
vo sia subito pronto ad iniziare la seguente. 

Il metodo è molto ingegnoso, ma pre- 
senta due grossi difelCì. Il primo è costitui- 
to dalla notevole quantità di polvere nera 
prodotta dalla bruciatura della carta, che 
in breve tempo imbratta tutta la stampante 
e provoca un di.screto scadimento nella 
qualità di stampa. 

Il secondo problema deriva dalla grande 
sensibilità di tutto il sistema ad eventuali 
imperfezioni del meccanismo di trascina- 
mento. Dal momento che questo meccani- 
smo é tutt'altro che perfetto, dato che la 
ZX Printer è stata progettata in base a 
criteri di rigidissima economia, già dopo 
qualche ora di funzionamento è facile che 
la stampa inizi a diventare un po' tremo- 

Un rimedio tuttavia esiste, ed è quello di 
procedere con frequenza alla pulizia di tut- 
te le parti accessibili della stampante, con 


una speciale cura per il capstan sopra men- 
zionato. 

Già che ci siamo vogliamo anche pro- 
porvi una piccola ma utile modifica al si- 
stema di supporto del rotolo di carta. Nor- 
malmente questo è sostenuto solamente da 
due tappetti di plastica; unendoli con un 
tubetto ricavato da una vecchia penna a 
sfera, come si vede in foto 3, il lutto assume 
una stabilità decisamente superiore. 

Una cosa che invece ci sentiamo di scon- 
sigliarvi vivamente è quella di aprire la ZX 
Printer per procedere ad una pulizia del- 
riniemo oppure semplicemente per curio- 
sare. Vi conviene contentarvi delle foto 4 e 
5 dove potete vedere sia reletlronica. basa- 
ta sulla solita ULA Ferranti, che l'inge- 
gnoso sistema di stampa. 

L'avvertimento è basato soprattutto 
sull'esperienza, poiché il modello in nostro 
possesso, dopo essere stato smontato per il 
servizio fotografico di questa prova, si è 


Slumpanri per Speclrum 

messo da solo in pensione rifiutandosi di 
funzionare oltre. 

Probabilmente è stata la classica goccia 
che fa traboccare il vaso, dal momento che 
in più di un'anno di onoralo servizio la 
nostra povera ZX Printer era stata sotto- 
posta ad ogni sorta di sevizie, ma. in ogni 
caso, rimontarne una è un lavoro abba- 
stanza delicato. 

La tragica conseguenza è che siamo in 
grado di mostrarvi degli esempi di stampa 
solamente per l'Alphacom e la Seikosha; 
col capo cosparso di cenere (cenere di carta 
metallizzata, naturalmente!) siamo co- 
stretti a rimandarvi ai listati dei primi nu- 
meri della rubrica del software Spectrum. 
che venivano eseguiti appunto con la ZX 
Printer. 

In ogni caso se la stampante è pulita a 
dovere, la qualità di stampa è più che sulTì- 
cìenle. La carta argentala peggiora un po' 
la leggibilità rispetto alla normale carta 
bianca; in compenso in fotocopia risulta 
più chiara dell'originale. 

La rumorosità é inversamente propor- 
zionale alle dimensioni, cioè elevatissima. 
Come faccia, piccola cosi, a fare tutto quel 
baccano, è un vero mistero! 

Alphacom 32 

Da una stampante fracassona ad una 
decisamente più discreta. L'Alphacom 32 è 
infatti una stampante termica e. come tale, 
piuttosto silenziosa. Rispetto a quella me- 
tallizzata della ZX Printer, la carta termica 
presenta numerosi vantaggi: innanzitutto è 
bianca, quindi la stampa è più leggibile, e 
poi é molto più economica, costando quasi 
la metà dell'altra. Anche se la Alphacom 
raccomanda, com'é ovvio, di impiegare 
soltanto carta termica di propria produ- 
zione, in pratica va benissimo qualsiasi ro- 
tolo adatto per stampanti termiche da qua- 
ranta colonne, reperìbile in quasi tutti i 
computer shop. 

L'aspetto dell'Alphacom 32 è molto pia- 
cevole. e l'accostamento con lo Spectrum 
perfettamente riuscito. Pur trattandosi di 
un prodotto economico, non sembra co- 
struito pensando esclusivamente al rispar- 
mio, e dà un'impressione di robustezza e 
funzionalità. 

Il coperchio di plastica trasparente ha 
solo il compito di tenere in posizione il 
rullo di carta, che non è fissato a nessuna 
parte della stampante. I due pulsanti sulla 
destra permettono di far avanzare la carta 
e di selezionare le condizioni di ON e OFF 
LINE. Se si mette la stampante on line 
tenendo contemporaneamente premuto il 
pulsante di avanzamento si attiva un auto- 
test. che consiste nella stampa alternala di 
righe di 8 e di I. 

L'alimentazione non è più prelevata dal 
computer, bensì affidata ad un trasforma- 
tore esterno, piuttosto pesante. Questo è 
(come sbagliarsi?) sprovvisto di interrutto- 
re di accensione; ciononostante bisogna 
evitare di lasciarlo permanentemente colle- 
gato alla rete. 


62 


MCmicfocomputer n. 34 - ottobre 1984 





II cavo di collegamento è di poco più 
lungo di quello della ZX Printer, obbligan- 
do in pratica l'utente a disporre la stam- 
pante immediatamente alla destra del 
computer. Viste le dimensioni dell'Alpha- 
com. più ingombranti, anche se sempre 
contenute, rispetto alla stampantina Sin- 
clair, un cavo di maggiore lunghezza 
avrebbe fatto decisamente comodo. Il tra- 
sformatore. almeno, non dà problemi di 
collocazione, perché sia il cavo di rete che 
quello diretto alla stampante sono più che 
adeguati. 

Il connettore di collegamento al compu- 
ter è di ottima qualità, con una serie di 
molle che garantiscono un contatto sicuro; 
purtroppo anche lui é a 22-1-22 poli invece 
che a 28 + 28, 

AH'intemo la Alphacom rivela una puli- 
zia notevole; l'elettronica, peraltro molto 
ridotta, è sistemata su un circuito stampa- 
to grande quanto tutta la stampante. I 
componenti sembrano tutti dimensionati 
con generosità, il che fa ben sperare per 
quello che riguarda raffidabilità dell'ap- 
parecchìo. La meccanica costituisce un'u- 
nità a sé stante, che si rimuove con estrema 
facilità dopo aver sfilato i due conduttori 
flessibili chiaramente visibili nelle fotogra- 
fìe. 

In sostanza si tratta di una costruzione 
mollo curata, inusuale per un prodotto 
così economico. 

Dal punto di vista operativo non c'è in 
pratica nulla da osservare; una volta colle- 
gata ralimentazione e premuto il tasto di 
on line l'Alphacom è pronta a stampare 
senza la necessità di alcun intervento di 
manutenzione, a parte ovviamente la sosti- 
tuzione della carta all'esaurimento del ro- 
tolo. 

Della qualità di stampa potete farvi un'i- 
dea osservando il listato 1. che contiene 
anche un cerchio ottenuto tramite l'hard 
copy del video. 

Un momento: più che un cerchio sembra 
un ellisse! Infatti questa strana distorsione 
deH'immagine, che viene "stirata" in senso 
verticale, è una caratteristica tipica dell' Al- 
phacom e non un'imperfezione dell'esem- 
plare utilizzato per la prova. Lo stesso di- 
fetto Io presenta, stranamente, anche la 
Seikosha. mentre la ZX Printer ne è immu- 
ne. Francamente non ci sembra una cosa 
troppo grave, per delle stampanti destinale 
ad un uso hobbistico. 

Ben più fastidiose è il fatto che la carta 
termica invecchiando sbiadisca (ci voglio- 
no dei mesi, beninteso) ma di questo l'Al- 
phacom non ha decisamente colpa. 

Seikosha GP SOS 

Delle tre stampanti in prova la Seikosha 
GP SOS é quella che più assomiglia ad un 
modello "vero", vuoi perchè la tecnologia 
di stampa è quella classica a matrice di 
punti, vuoi perché scrive su carta normale, 
vuoi, anche, prché le dimensioni, nono- 
stante siano ancora lontane da quelje di 
una stampante ad 80 colonne, fanno pen- 
sare un po' di meno ad un giocattolo. 

MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


Esteticamente è molto riuscita se la si 
considera da sola; leggermente meno 
quando la si affianca allo Spectrum, sia per 
il colore, che. secondo noi, stacca troppo, 
che per l'aspetto un po' massiccio che con- 
trasta con il ridottissimo ingombro del 
computer. 

Come abbiamo appena detto si tratta di 
una stampante ad impatto, che scrive su 
carta comune (indifferentemente modulo 
continuo, ovviamente non perforato, o fo- 
glio singolo) e che. quindi, dispone del suo 
bravo nastro inchiostrato. 

Questo è chiaramente visibile sollevan- 
do lo sportellino dì plexiglass che protegge 


l'interno dalla polvere. Rimuovendo il na- 
stro si può poi passare ad esaminare la 
testina e parte della meccanica. Effettiva- 
mente sì tratta di una vera e propria stam- 
pante tradizionale, anche se rimpicciolita 
nelle dimensioni, costruita con abbondan- 
za di robuste parti meccaniche. 

Continuando l'esame esterno si nota la 
manopola di avanzamento della carta, 
operazione che nella Seikosha è manuale e. 
sul retro, l'interruttore di accensione e la 
presa per l'alimentazione, proveniente an- 
che in questo caso da un alimentatore 
esterno. Subito a fianco esce il cavo, al 
solito cortissimo che termina nel connetto- 



1» per Spii irum 



re di collegamento al computer, questa 
volta del tipo 28 + 28 poli. 

Airintemo del contenitore spicca la se- 
zione elettronica, nella quale risaltano al 
centro la Eprom che contiene il generatore 
di caratteri, e .sul lato, un curioso circuito 
ibrido. 

In generale l'impressione che si ottiene 
esaminando la GP SOS è quella di avere 
davanti una stampante progettata e co- 
struita con gli stessi criteri adottati p>er i 
modelli più grandi, e che costa di meno 
semplicemente perché è più piccola e non 
perché sia nata all'insegna del risparmio. 

La qualità di stampa è molto buona, 
certamente la migliore dei tre modelli in 
prova; ne potete avere un esempio grazie al 





listato 2. nel quale si riscontra lo stesso 
difetto già menzionato per l'Alphacom. La 
rumorosità é però molto elevala, superiore 
anche a quella della ZX Printer, ma c'era 
da aspettarselo per una stampante ad im- 
patto. 

Conclusioni 


È molto semplice; sono tutte e tre stam- 
panti caratterizzate da un ottimo rapporto 
prezzo/prestazioni, e rappresentano un'ot- 
tima risposta alle richieste di tutti quei 
compuleromani squattrinati che non pos- 
sono permettersi una stampante ad 80 co- 
lonne. 

Eh no. — dice - così é troppo facile, 
non hai detto niente... insomma, io quale 
mi compro? 

Ahi. ahi. il discorso sì complica un po', 
comunque cercheremo di dare qualche 
consiglio. Innanzitutto bisogna osservare 
che. pur essendo tutte stampanti economi- 
che, il divario di prezzo tra la ZX Printer e 
le altre due è abbastanza sensibile. 

La slampanlina Sinclair é dunque una 
scelta obbligala per chi dì soldi proprio 
non ne ha. ma é anche fortemente racco- 
mandabile a chi la stampamela usa poco e. 
quindi, vuole investire il meno possibile 
per acquistarne una. 

Chi invece ha necessità di usarla spesso 
farebbe probabilmente bene ad orientarsi 
verso l'Alphacom. che presenta il grande 
vantaggio di essere silenziosa e abbastanza 
rapida (70 caratteri al secondo contro i 30 
di Seikosha e ZX Printer). 

La GP SOS di poco più costosa di que- 
st'ultima. va benissimo invece per chi non 
si limita ad utilizzare la stampante per li- 
stali o risultati di elaborazioni; la stampa 
su carta comune le conferisce una versatili- 
tà notevole (pensate, ad esempio, alla pos- 
sibilità di stampare etichette autoadesive 
utilizzando l'apposito modulo contìnuo), 
che però si paga in termini di rumorosità e 
lentezza. MC 



64 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


Per la sete dlsoft 




Il PC-EXT è II nuovo grande personal della serie LerrKin. 

È un 16 bit compatibile al 100% con il PC-XT'della IBMr 
I sistemi operativi sono MS-DOS’2.0 e CP/M 86*: ciò significa utiiizzare 
package di gestione, multiplan, Wordstar trattamento testi, visicalc, 
D base II per archivi,... Sono implementabili I linguaggi 
COBOL, FORTRAN, AOA, PASCAL BASIC. 

Unità centrale, schede funzione, disk drive sono contenuti in un unico 
mobile; la tastiera è esterna in modo da consentire 
il posizionamento più favorevole, 
li design di tutti gli elementi è stato particolarmente curato. 


ItNiOH Intè//£^nt 

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l.'argomeiiio principale relativo ai com- 
puter CoinmoiloiT è la loro completa inai- 
municuhilitù con i lormaii vlamluril. In que- 
st'nttka, dopo aver smosso le acque negli 
ultimi numeri i XIC J2. routine in LM per 
uscita parallela compatibile con In standard 
Centronics: MC 33. caro Centronics per 
fìasy Script - ma anche per .sfruttare la 
routine citata), torniamo .sull'argomento 
descrivendovi un'inierfacceiia americana, 
vista e cut turata allo scorso CES di Chicago 
(reportage su MC 32. pag. 33). La ea.sa 
produttrice è la Cardco. che produce diverse 
.schede (in inglese card, appunto) per l'ICe 
64. 

Direte voi: ecco il. solilo programmino con 
cavo che ci viene millantalo come il non plus 
ultra della tecnica. Einveceno. signori, per- 
chè la Cardcosi inserisce sid bus Commodo- 
re. quello con lo .spinotto DIN pentapolare, 
ed esce compatibile Centronics! 

Per pnire precisiamo che la Cardco co- 
struisce due interfacce di questo tipo: la no- 
.sira, che è il modello B.più iinagrajìca I con 
lutti e 512 i caratteri Commodore), il mo- 
dello A. Dato che i nostri problemi risiedono 
proprio nell'illeggibiliiù dei famosi caratteri 
.speciali, è evidente che ci siamo iniere.ssati a! 
modello B. 


Cardco 

Interfaccia Centronics per VIC e 64 

di Leo Sorge 


Cosa fa 


Innanzitutto precisiamo i termini in gio- 
co. Dal bus Commodore escono tre segna- 
li: l'atlention (ATN), il clock (CLK) c la 
linea seriale dei dati (DATA). La trasmis- 
sione dei bit, che potrebbe anche prescin- 
dere dall’ATN. viene regolala nel tempo 
da diversi segnali di clock; un primo avver- 
te che stanno per arrivare i dati: un sccon- 










_ _ 












- 

- TUTTI 

I CODICI DI CONTROLLO — 












CAR. CODICE 

FREMERE FUNZIONE 


ECCO I 

COLORI CBM 


L 

(HM> 

19 

HOME 

HOME 






tB 

(SO 

147 

SH+ HOME 

CLR 






II 

(CR> 

29 

CUR. 1 

CUR , DES 

CAR. CODICE 

PREMERE 

^UNZIONE 

U 

<CL> 

157 

SH+CUR. 1 

CUR. SIN 






c 

(CD> 

17 

CUR. 2 

CUR, GIU' 

■ 

(BK) 


SH+1 

NERO 

» 

(CU> 

145 

SH+CUR. 2 

CUR. SU 

a 

(UH) 

5 

5H+2 

BIANCO 






'■t 

(RD> 

2B 

SH+3 

RnSSO 1 







(CY) 

159 

SH+4 

CYAN' 



- ALTRE 

COSE UTILI — 


M 

(PU> 

15& 

SH+5 

PORPORA 






ii 

<QN} 

30 

SH+6 

VERDE 


CAR. CODICE 

PREMERE FUN 

ZIOME 

3 

(BL> 

31 

SH+7 

BLU 






ni 

(YL> 

158 

SH+B 

giallo 

R 

(FI) 

133 

FI 

FI 

in 

(OR) 

129 

CBM+i 

ARANCIO 


(F2> 

137 

SH+Fl 

F2 

R 

<BR} 

149 

CBM+2 

MARRONE 

■ 

(F3) 

134 

F3 

F3 

& 

(LR> 

150 

CBM+3 

ROSSO 2 

II 

<F4> 

13B 

SH+F3 

F4 


(GU 

151 

C8M+4 

GRIGIO 1 

R 

(F5> 

135 

F5 

F5 

ri 

(Q2> 

152 

CBM+5 

GRIGIO 2 

II 

(F6) 

139 

SH+F5 

FS 

II 

<LQ> 

153 

CBM+6 

VERDE 2 

g 

(F7) 

136 

F7 

F7 


(L8> 

154 

CBM+7 

BLU 2 


(FB> 

140 

SH+F7 

FB 


(Q3) 

155 

CBM+e 

GRIGIO 3' 

■ 

(RV> 

16 

CTL+ 9 

RV SI 






■ 

(R0> 

146 

CTL+ 0 

RV NO 


Figura I - Esco la rappresenlazhne dei rodici di cimirollo seconda la Cardco. La cosa è mollo utile, ma preseala alcuni inconvenienli: ad esempio le linee di slampa .si allangami 
sntLSuralamenle. se ad ogm earaiiere grapco ne sosliiuiamo ben 41 Come riferimento usate la tabella analoga pubblicata su MC 33. nelVatticolo "Corttc digitare j programmi 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 



do ne scandisce la successione. La necessa- 
ria alimentazione è ovviamente fornita 
dall'Interno, per cui sul connettore non so- 
no presenti i soliti 5V nominali. 

Un circuito che renda paralleli i dati si 
chiama registro a scorrimento, e prende il 
nome dal fatto che l'ultimo bit entrato spo- 
sta il precedente, facendolo cosi scorrere: 
l’arrivo deirultima informazione automa- 


Produnore: 

Cardco Ine. 

m Malhewson. Wiehila. Ks. 67214 VSÀ 


ticamente porta alla trasmissione contem- 
poranea di tutti i dati, su un opportuno 
numero di conduttori tra loro paralleli. Per 
far funzionare il nostro circuito avremo 


dunque bisogno di un temporizzatore 
(CLK). di una linea di ingresso (DATA) e 
ovviamente deil'alimentazione, che viene 
prelevata dal connettore per il registratore 
a cassette senza occuparne le linee. 

I caratteri speciali 

Con riferimento alta figura 1, ecco il 


1000 

1001 

1002 

1003 

1004 
1003 
1090 
1100 
1200 
1210 
1220 
1230 
1240 
1230 
1260 
1270 
1280 
1290 
1300 
1310 
1320 
1330 
1340 
1330 
1360 
1370 
1400 
1403 
1410 
1420 
1430 
1440 
1430 
1300 
1310 
1320 
1330 
1330 
1380 
1390 
1593 
1600 
1603 
1606 
1607 
1610 
1630 
1640 


1630 


REM tmnnfuutur********** 

REM *** 330A.TOOL PER C64 *** 

REM *** USIAMO ! CODICI *»» 

REM **» DI CONTROLLO *** 

REM r»%ntt*t**«u***tt*t*t*t 

PRINTCHR0M47) 

OPEN 3,4 

PRINT'fCDICOSA VUOI 
PRINT"(CDHCD) <C>»CARRIAQE RETURN 
PRINT" <L>«LINE FEED 
PRINT“ <F>«F0RM FEED 
PRINT' <G>«INIZI0 CAR. GRANDI 
PRINT' <U>*FINE CAR. GRANDI 
PRINT- <N>»CAR. PICA STANDARD 
PRINT- <E>»CAR. ELITE STANDARD 
PRINT- <C>»CAR. CONDENSATI 
PRINT- <H>»CAR. PICA CORRISP, 

PRINT- <Q>«CAR. ELITE CORRISP. 

PRINT- <8>»CAR, CORSIVI 

PRINT- <P>«CAR. PROPORZIONALI 
PRINT- <U>-SOPRASCRITTE 
PRINT- <D>«SDTTOSCRITTE 
PRINT- <X>»INIZI0 SOTTOLINEATO 
PRINT- <Y>-FINE SOTTOLINEATO 
PRINT- (CD>-PER STAMPARE PREMERE S- 
GET AftIFAf«"“THEN1400 
IF A$«-S-THEN GOTO 1380 
IFAf»“C-THENA»13iQOTD1320 
1 FA$b-L-THENA«10!GOTO1520 
IFA*b“F“THENA« 12:QOTO1320 
IFA**-G-THENA"14lQOTO1920 
IFAf--U-THENA«20!GOTD1520 
REM 

A-ASC (A*> ! PRINT#3, CHRi (27) CHRf ( A) i QOTO1330 
REM 

PRINT#3,CHR$(A) 

GOTO 1200 
PRINT CMRf(I47) 

PRINT- (CDHCDHCOXCDHCDHCDHCDXCDHCD) (CD) - 
PRINT-(CDHCD){CD}(COHCDHCO>(CDHCDHCD)<CO>' 
PRINT-<UN TASTO PER RIPARTIRE> 

PRINT CHRf( 19) 

PRINT- (CDXCDXCD)(CDXCDXCDXCDXCDXCDXCD> - 

PRINT-(CDXCDXCOXCDXCDXCDXCDXCDXCDXCD>' 

PR1NT-<SHIFT PER IL MENU > 

IFPEEK(633)«1THEN1200 

IFPEEK(197)»64THEN1630 

INPUT- (HM)CHE LINEA- jL* 

PRINT#3,Lt 

PRINTCHR*(147) IGOTO1600 




modo in cui vengono rappresentali i codici 
di controllo: il listato usato è lo stesso ap- 
parso nello scorso MC33in “Come digita- 
re i programmi Commodore", ma stavol- 
ta. in luogo degli astrusi simboli grafici su 
sfondo nero, produce delle scritte tra pa- 
rentesi graffe. Vediamoli categoria per ca- 
tegoria. Dei I6co!ori. IO vengono indicati 
con delle lettere significative (BK «black. 
nero: CY =cyan. ciano: YL = yellow. gial- 
lo. e cosi via), mentre gli altri 6 sono o toni 
più pallidi di colorì già esistenti (valga per 
tutti LR = light red, rosso pallido) oppure 
le tre tonalità dì grigio, indicale con Gl. 
G2 e G3. Per il controllo dello schermo si 
ha che 

HM = home. in alto a .sinistra: 

se = screen clear. pulizia schermo: 
e .seguono i controlli del cursore. 

Delle altre cose segnaliamo che RV sta 
per reverse, e RO per reverse off. 

Conclusioni 


L’interfaccia in nostro possesso è di im- 
mediato uso, dato che non necessita di nul- 
la. né hard né soff. È ovviamente compati- 
bile con l'Easy Script e con qualsiasi pro- 
gramma che prevede un’uscita su carta 
non grafica. Al prezzo americano (qualche 
decina di dollari) si tratta di un indubbio 
affare per tutti coloro che vogliano utiliz- 
zare periferiche standard. MC 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 



THIN] 

CASO F 


Il super capace bu 


In fatto di business computers, la capacità di 
memoria non basterebbe mai. 

È essenziale quindi poter disporre già di una 
notevole capacità dì base assieme ad una 
grande cspandibilità, per poter essere 
sempre al passo con le esigenze crescenti 
deH'azicnda. Casio vi invita u 'pensare in 
grande' e vi propone il modello top della 
gamma Personal Computers, il nuovo 
FP-6000 S. dotato di un'unità centrale con 
microprocessore a 16 btl/8 MHz, 
compatibile 8086. 

La capacità di memoria centrale è di 
256 Kbytes standard, espandibile fino u 768. 
E, anche in questo caso, rFP-6000 S è senza 
concorrenti. 

La combinazione processore a 16 bit e R.\M 
da 2S6 a 768 Kb consente l'elaborazione 
veloce di una massa davvero imponente dì 
dati o testi. Ma non è tutto. Anche la gralka 
dell'FP-6000 S è eccezionale: su monilor da 
640v400 pixel à possibile lavorare con 16 
colori in- 120 combinazioni con funzione 
mulli-screen (fino a 12) e una RAM video di 
32 Kb standard espandibili a 96 Kb. 

Veloci e sofisticale analisi e presentazioni di 
idee complesse vengono cosi rese possibili 
in rappresentazione gralìca anche in 
sovrapposizione con la normale elaborazione 
test). Le applicazioni scicntilichc, cosi come 
quelle siaiisiiche o di supporto alle decisioni 
manageriali vengono esaltate 



datrimmediaiezza della pagina grafica. 

Con rinserimenio del co-processore 
aritmetico 8087 è in grado di fornire ad 
altissima velocità elevate prestazioni nel 
campo matematico, tecnico e scientifico. 
Negli stessi settori è poi di utilità unica 
l'eccezionale accuratezza di calcolo 
aritmetico decimale (fino a 24 cifre in 
display) con precisione estesa a risultali di 
ben 29 cifre (± 9.9999....X 10 ^ 99). 

Le prestazioni senza confronti 
dell'FP-6000 S sono poi ottimizzate 
daU'enorme flessibilità del sistema che offre 
applicazioni virtualmente illimitate: 
il potente C86-Ba$ic in dotazione 
(compatibile con il C82-Basic degli FP 
!0(X)/Il00. gli altri modelli della gamma 
Casio) è solo uno dei linguaggi d'alto livello 
(Basic, Fortran, Cobol. Pascal. Lattice •‘C, 
ecc.) disponibili con il sistema operativo 
standard MS-DOS. 



Il sistema operativo viene rornilo completo 
di Utilities quali FB CONV. (convertitore 
CP/M - MS/DOS e viceversa) copia logica, 
copia nsica. ed altre routìnes per la comodità 
della gestione del sistema. 

Completano questa gamma l'FP SORT 86 
(Sorl/Merge), l'FP RJE 86A (emulatore 
IBM 3780 c 3741 per applicazioni di Remote 
Job Entry) l'FP CICS 86A (emulatore 


Specifiche tecniche 


CPU 8086 compalibilc (SM Hz). 

IPL ROM 8 Kb 


Memoria RAM 2S6 Kb. espandibile fino a 
768 Kb (in C86-BASIC si hanno . 
disposizione da I IO -635 Kbi 
(Video: RAM 33 Kb. espandibile 
lino a % Kb) 


Tastiera Professionale a 94 tasti 


Monitor. l2"monocfomalieo)640x4(Xlpixcls|/ 
12" eoion (640 s4(X) pixels) 


Inlerfii'cia Parallelo Ceturomes I. grafieu 

slunpinle 2. caraticre 


LniU A disco nsso. Il) MB e 2(1 MB 

Hird-DKI. per unita (mas-.imn 2 unita) 


liniU 320 Kbxl (S"'A) 320 Kbx3 (5"'0 

Flopp.v Disk 1.2 MBx2 (8~) 1.2 MHs2 


RS-232C .Asincrono 150-9.600bns/ 

interfaccia Sincrono 1200 - 19200 bps 

seriale 


Dimensioni CPU l20(Llx375 lP)x303(Ai 
e pesi mm/8 5Kg 

Tastiera 452(Llx2(KllP)s38lAi 
mm/2.0 Kg 

Mominr 3IU(L|x.W9(P)x30X(A) 
mm/7.UKg 


IBM 3270 per OfTìce Automation. con 
utilizzo del sistema FP-6000 S come 
terminale intelligente on-line). 

Per guanto riguarda il software applicativo 
sono disponibili, oltre a lutui la produzione 
esclusiva sviluppata sui modelli FP-1000/ 
1100, nuovi pacchetti gestionali, didattici e 
grafici che fanno deH'FP-6000 S un versatile 
sirumenlu d'avanguardia di sicuro interesse 
per i più svariali settori. 

Packages scientifici sono già sviluppati dalle 
più importanti università italiane, olire ad 
applicazioni specialistiche nel campo medico 
chirurgico- 

Infine la compatibilità e la possibilità di 


KBIG. 


P-6000S 


sìness computer. 



ai6-ut 


operare con sistemi operativi tra i più diffusi 
permette di poter usufruire di un'altra vasta 
gamma di softwares già operanti su altri 
sistemi. 

Una gamma elevata di periferiche (davvero 
unica nella sua classe) consente poi di 
rendere il più possibile aderente alle 
esigenze dell'utente la configurazione del 
computer: 

- 2 configurazioni di monitor, a fosfori verdi 

- 4 unità floppy-disk; da un drive singolo 
(320 Kbyte. 5"'/.) a 2 drive da 320 Kbyte, 
2 drive da 1.2 Mega (S.'/O. 

2 drive da 1,2 Mega (8" convertibile in 
IBM 34/36, ecc.). 

- hard-disk da IO o 20 Mega con unità di 
back-up 

- schede di interfaccia oltre allo standard 
(Centronics): RS-232 (c IEEE 488) 

- vari tipi di stampanti, tra cui; 

• ad aghi 80 col. 160 cps 

• ad aghi 132 col. 160 cps 

• a margherita 80 col. 4 passi di scrittura, 


Il personal computer Casio FP-60(X) S, 
grazie alle sue eccezionali caratteristiche di 
velocità, precisione, capacità grafica e 
scientifica, si pone al top della gamma 
Clasio, ideale trait d'union tra Personal c 
Micro Computers. 

Grazie al favorevolissimo rapporto prezzo/ 
prestazioni, è lo strumento ideale per le 
applicazioni gestionali, anche in situazioni di 
rapido sviluppo imprenditoriale, c per 
l'Office Automation t(uale terminale 
intelligente. 


E il prodotto tecnologicamente più avanzato 
del colosso mondiale dell'elettronica che - 
34 anni fa - ha 'inventato' la moderna 
calcolatrice, stimolando una rivoluzione di 
cui ancora oggi si stenta a 'capire' le 
proporzioni. 

L'enorme affidabilità dei suoi prodotti - 
in Italia - è garantita dalla Diiron, azienda 
leader nella distribuzione di consumer 
electronics. 


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concorrenti. 

Viale Certosa, 138 Milano - Tel. 02/3085645 (5 linee rie. aut.) 




Hisoft PqscqI 

per Spectrum 


di Maurizio Bergami 


Un computer sen:a programmi, .ti dice, è 
(/uasi come un'automobile senza le ruote. 
Da questo punto di vista lo Spectrum è un 
calcolatore quasi perfetto, disponendo di 
una libreria software vasti.csima ed economi- 
ca. che comprende non solamentegiochi. ma 
anche programmi decisamente poco usuali 
per un home: word processar, spreadsheet, 
database, numerosi linguaggi in alternativa 
al Basic residente e tanti altri utilissimi pac- 
kage. 

La qualità di questi prodotti, poi, è in 
generale molto elevata, tanto da far dimen- 
ticare qualche volta che lo Spectrum costa 
meno di mezzo milione. 

In queste pagine vogliamo dunque presen- 
tarvi uno di questi programmi, e precisa- 
mente un nuovo linguaggio di programma- 


zione. Dopo il Forili , provato il mese scorso . 
ecco la volta del Pascal, il famosissimo lin- 
guaggio ideato da! professor Niklaus Wirth. 
che ha avuto in questi ultimi anni una straor- 
dinaria diffusione. 


Il Pascal prodotto dalla Hisoft è una 
versione estremamente completa del Pa- 
scal descritto nello standard di Jensen e 
Wirth. 

L’unica vera omissione è quella relativa 
ai nie; una mancanza purtroppo obbligata, 
dato che la memoria di massa a cassetta 
non permetterebbe altrimenti. Per adesso è 
possibile solamente salvare su nastro delle 
variabili tramite la procedura TOUT. ma 
la Hisoft ha già in cantiere una nuova ver- 


sione che, grazie ai microdrive, permetterà 
l'uso dei file sequenziali. 

Secondo quanto dichiarato dal manuale 
il compilatore occupa circa I2K. lasciando 
cosi ampio spazio per il programma finale: 
questo naturalmente sullo Spectrum 48K. 
dato che la versione inespansa, con i suoi 8 
kbyte di RAM libera (gli altri 8 sono occu- 
pati in permanenza dalla pagina grafica) 
non consentirebbe nemmeno di caricare il 
linguaggio. 

Nella versione attuale il Pascal Hisoft 
viene fornito su cassetta: l'uso dei micro- 
drive è comunque previsto e si può effet- 
tuare con facilità una copia del compilato- 
re su microcartuccia. Il tempo di carica- 
mento è comunque piuttosto breve anche 
da nastro ed il vantaggio offerto dai micro- 
drive è soprattutto in termini di comodità 
d'uso, incomparabilmente superiore ri- 
spetto alle cassette audio. 

Il manuale fornito con il compilatore é 
(cosa rara) molto completo: consta di una 
settantina di pagine, che descrivono tutte 
le caratteristiche della specifica versione 
del Pascal. Anche in questo caso non si 
tratta di un tutorial, e chi non conosce già il 
linguaggio dovrà necessariamente procu- 
rarsi uno dei tanti eccellenti libri dedicati 
alla programmazione in Pascal, molti dei 
quali sono in lingua italiana. 

Al manuale è imputabile, purtroppo, 
una certa mancanza di chiarezza, dovuta 
principalmente ad una eccessiva concisio- 
ne: chi è abitualo solamente al Basic potrà 
incontrare una certa difficoltà nel com- 
prendere il modo esalto di sfruttare a pieno 
le possibilità offerte dal compilatore Hi- 
Soft. 

L’uso 


Il compilatore è registrato su nastro in 
due parti: la prima è il solito, brevissimo, 
caricatore in Basic, mentre la seconda è 
costituita dal compilatore vero e proprio e 
daU'editor. entrambi interamente in lin- 
guaggio macchina. 

Al termine del caricamento compaiono 
sullo schermo alcune domande relative alla 
scelta della RAMTOP e dello spazio da 
riservare alla tavola dei simboli: a meno di 
esigenze particolari conviene rispondere 
semplicemente premendo ENTER, in mo- 
do da assegnare un opportuno valore di 
default. 

A questo punto sìa il compilatore che 
l’editor vengono rilocati dopo la tavola dei 
sìmboli e l'esecuzione passa all'editor. 

L'editor fornito assieme al compilatore 
è dì linea, proprio come quello standard 



72 


MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984 




dello Speclrum, ma mollo più completo e 
versatile. Dispone infatti di una lunga serie 
di comandi che permettono di editare co- 
modamente il testo e che comprendono tra 
l'altro la numerazione e la rìnumerazione 
automatica delle linee, la possibilità di can- 
cellare blocchi di istruzioni e Tutilissimo 
FIND, che ricerca una stringa specificata 
airintemo del programma. 

Naturalmente i comandi Pascal vanno 
digitali per esteso, non essendoci niente di 
simile ai sistema di "single key entry" ca- 
ratteristico del Basic Sinclair: intelligente- 
mente i programmatori della Hisoft hanno 
mantenuto il caratteristico click che ac- 
compagna la pressione di ogni tasto, utilis- 
simo per evitare false battute, fin troppo 
facili con la perfida tastiera dello Spec- 

Terminato l'editing del programma si 
può procedere alla fase della compilazione, 
che avviene direttamente in ambiente edi- 
tor con il comando diretto C. Volendo si 
può far partire la compilazione da una li- 
nea diversa dalla prima, semplicemente 
specificandone il numero. 

Se il compilatore incontra errori sintatti- 
ci si ferma producendo un apposito codice 
e mostrando sul video la linea responsabi- 
le. A questo punto è possibile editare la 
linea in questione o la precedente oppure, 
ancora, continuare la compilazione. I codi- 


Prodonorc: 

HISOFT 

lì Goost<Krt. Cheddingian 
Leighlon Buzzard, Btds 
Tei. 102961 66S99S 

2S surline 


ci di errore sono molli, 70 per la precisione, 
in ogni caso troppi per riuscire a ricordar- 
ne il significato. 

Sarebbe molto meglio se il compilatore 
stampasse i messaggi, invece dei semplici 
codici, ma prima di criticare troppo la scel- 
ta della Hisoft bisogna tenere presente che 
ciò permette di risparmiare più di un kbyte 
di preziosa memoria. 

Se non ci sono errori, invece, viene pro- 
dotto il listalo del programma con gii indi- 
rizzi in memoria di ogni linea e l'indirizzo 
finale. 

Terminata le fase di compilazione si può 
far girare immediatamente il codice ogget- 
to. cioè il linguaggio macchina prodotto 
dal compilatore, rispondendo affermativa- 
menle alla domanda "Run 

Il programma può essere compilato an- 
che usando il comando T, che. a differenza 
di quello appena esaminato, effettua un 
salvataggio su nastro al termine della com- 
pilazione. Il programma viene salvato co- 


me blocco a sé stante, che non necessita del 
compilatore per poter girare. Per impiega- 
re successivamente il codice oggetto basta 
caricarlo in memoria con un LOAD " " 
CODE e mandarlo in esecuzione con un 
RANDOMIZE USR 24068. 

Naturalmente è possibile salvare su na- 
stro anche il programma sorgente, usando 
il comando P,n,m,s. che registra su cassetta 
(o microdrive) le linee d irogramma com- 
prese tra n e m. In questo caso per ricarica- 
re il programma è necessario avere già in 
memoria il compilatore e l'editor. 

Caratteristiche 


Essendo stato progettato in generale per 
i computer dotati di Z80 e non specificata- 
mente per lo Spectrum, il Pascal Hisoft 
non supporta direttamente né il suono né 
la grafica del blackbox Sinclair. 

Questo significa soltanto che non sono 
disponibili direttamente dei comandi per 
disegnaresullo schermo ad alta risoluzione 
o per azionare l'altoparlantino, non che le 
due cose siano impossibili. 

Il manuale riporta infatti alcune proce- 
dure in linguaggio macchina che permetto- 
no di ottenere sia una sorta di BEEP che i 
comandi grafici PLOT e LINE. Inoltre, 
con l'attuale release, viene fornito un com- 
pleto package grafico tipo turtle. 



MCmicfocompuler n. 34 - otiobre 1984 


73 



Hisofi Pasca! per Spedrum 



In generale viene spiegato come si può 
riuscire a sfruttare in ambiente Pascal le 
routine della ROM. cosa questa che farà 
felici i programmatori più smaliziati. 

Tra le procedure a disposizione dell'u- 
tente che permettono di sfruttare le parti- 
colari caratteristiche della macchina usata 
ci sono anche le fatidiche PEEK e POKE, 


anche se il loro funzionamento è legger- 
mente diverso da quello classico. 

La POKE non si limita a modificare una 
sola cella di memoria, ma è capace di scri- 
vere un'intera espressione a partire da un 
certo indirizzo. La PEEK. dal canto suo. 
può leggere piùcelle di memoria consecuti- 
ve e fornire il risultato direttamente nel 


tipo specificato. Ad esempio, se a partire 
dall'indirizzo 5000h ci fossero i valori SO. 
61. 73. 63. 61. 6C. che in codice ASCII 
corrispondono ai caratteri P. a. s. c. a. I . la 
linea WRITE (PEEK(SSOOO). ARRAY 
(1..6) OF CHAR)) darebbe come risultato 
proprio "Pascal". 

Conclusioni 


A dispetto della sua economicità. la qua- 
lità del software della Hisoft. ed in partico- 
lare quella di questo Pascal, é eccezional- 
mente elevata. 

Si tratta di un prodotto altamente pro- 
fessionale. per il quale le 25 sterline richie- 
ste (poco più di sessantamila lire) sono una 
cifra veramente irrisoria. 

I limiti del Pascal Hisoft sono imposti 
quasi esclusivamente dalla macchina, ed in 
particolare dalla mancanza dei floppy 
disk; l'arrivo dei microdrive è comunque 
un miglioramento e la versione attuale (re- 
lease 1.6). pur non permettendo ancora di 
utilizzare file sequenziali, è caratterizzata 
da un'estrema comodità d'uso. 

Sicuramente un acquisto consigliabile, 
che permette tra l'altro allo Spectrum di 
essere impiegato come supporto domestico 
a tutti i (numerosissimi) corsi di program- 
mazione universitari e non che hanno 
adottato il Pascal come linguaggio fonda- 
mentale. MC 



74 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


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Finestre sul vìdeo in Basic con PC IBM 


Le nuove generazioni eii sojhvare integra- 
lo. realizzalo specifìcamenie per le macchi- 
ne !6 hit. fanno largo uso ilei sistema di 
visualizzazione per finestre, consistente nel 
creare più output di formata e contenuto va- 
riabile. visualizzabili contemporaneamente 
sul monitor con una gerarchia che permette 
di vedere il documento "che sta sopra" e 
nello stesso tempo di controllare parte dei 
documenti .witosianii. 

Viene cosi a cadere un 'altra caratteristica 
storica de! microcompuler e cioè la rigidità 
del formato di uscita alfanumerica. 


Fino a cinque anni fa si disquisiva sulla 
convenienza di utilizzare un formato di 16 
righe per 64 colonne del TRS80. un formato 
di 24 righe per 40 dei! 'A pple ll.oun formato 
24 per 80 tipico dei terminali dei mainframe 
e derivante dal formato delle vecchie schede 
meccanografiche che cosi venivano sostitui- 
te teoricamente da una riga di monitor. 

H formato 24 per 80 è quindi più profes- 
sionale ma é sicuramente esuberante in caso 
di maschere per l'input di pochi dati o insuf- 
ficiente in caso di lavoro su gran mole di 


dati, come ad esempio nell'uso di un foglio 
elettronico. 

Un altro elemento di disagio si ha quando 
si considera anche l'uscita. su stanipanle che 
a sua volta può avere i più svariati formati. 

E quindi anche i più costosi sistemi di 
videoscrittura ricorrono a trucchi, come lo 
secoli laterale e la numerazione delle colon- 
ne. per uniformare l'uscita su monitor con 
quella della stampante. Con la diffusione dei 
monitor graftei e con il loro uso anche nel 
Soft di base oltre che in quella applicativo il 
vincolo de! formato non é più cosi rigido: si 
lavora con le finestre, ognuna delle quali 
lavora con un proprio formato e un proprio 
contenuto e ognuna delle quali si può aprire 
e chiudere a piacimento. 

La funzione finestra è ad esempio presen- 
te nel PCOS Basic deil'Olivetti M20 ed è 
anche molto potente in quanto con comodi 
comandi di linguaggio genera le operazioni 
di aperturalchiusura. dimensionamento e di 
uso di questa o quella finestra. 

La gestione delle finestre va quindi fatta a 
livello di .sistema operativo o a livello di 
linguaggio interprete. La gestione tramile 
suhrouiine in Ba.sic è possibile, ma a causa 
della sua lentezza può essere limitata a po- 
che finestre che lavorino contemporanea- 
mente. 

Cosa si può fare in Basic 

L'argomento che trattiamo è proprio 
questo; vedremo, usando un IBM PC, co- 
me da Basic si possono usare, creare fine- 


IBB REM CinqueF'S9ine 
1 IQ CLS : REM tlain 

120 READ XI, Y1 , X. Y,At X2-Xl*Xiy2-Yl*Y 
130 IF Xl=0 THEN END 
140 GOSUB 20O:G0SUB 300:GOTO 120 
200 REM Csatruziane Cornice 

210 FOR X-X1*1 TQ X2-1:L0CATE Yl.Xs FRINT CHR» (196) : NEXT X 

220 FQR X-X1*1 TO X2-l:L0CATE Y2,X: PRINT CHR* ( 196 ) s NEXT X 

230 FQR Y=Y1-M TQ Y2-U1.0CATE Y,X1: PRINT CHR* ( 179 >! NEXT Y 

240 FQR Y=Vl-t-l TO Y2-tlLaCATE Y.XZt PRINT CHR* ( 1 79 1 s NEXT Y 

250 LOCATE Yl.XljPRINT CHR» (218) ! LOCATE Y2,X2sPRINT CHR*(217) 

260 LOCATE Y2.XliPRINT CHR* ( 192) i LOCATE Yl.X2iPRINT CHR* ( 191 ): RETURN 
300 REM Scrittura 

310 FOR X=Xl + l TQ X2-1SF0R Y=Y1-*1 TO Y2-HL0CATE Y.XiPRINT CHR»(A) 
320 NEXT YiNEXT XiRETURN 
400 REM 

410 DATA 1,2,40, 13,49 
420 DATA 10,4.40,18,50 
430 DATA 30,6,30.17,51 
440 DATA 50,1,30.20,52 
450 DATA 22,0.40,11,53 
460 DATA 0.0. 0,0.0 





78 


MCmicfocomputer n. 34 - ottobre 1984 


IBfi} REM creazione di una -finestra 

110 CLS: Xl>2St yi>l: X0*‘S4: Y0-12iB«-STRINGS (B0,32) 

120 A*="MCmicrocomputer"i X 2 =X 1 ■^X 08 V 2 =Y 1 -»Y 0 «GOSUB 300 
130 REM spostamento 

140 LOCATE 24,liPRINT " immetti cod. "5 
150 I»=INKEY»; IF 1*="” THEN 130 

160 ON VAL(IS> EOSUB 210,220,230,240,150,250,260,270,280 
170 GOTO 150 

200 REM Parametri Spostamenti 

210 Yl»Yl-»2i Xl»Xl-3:GOSUB 300:RETURN 

220 Y1«Y1*2«G0SUB 300»RETURN 

230 Yl=Yl-»2l Xl = Xl-*-3lQOSUB 300:RETURN 

240 Xl=Xl-3tG0SUB 300iRETURN 

250 Xl=Xl-»3sG0SUB 300»RETURN 

260 Yt=Yl-2l X1=X1-3:G05UB 300JRETURN 

270 Yl«Yl- 2 sQ 0 SUB 300sRETURN 

2S0 Yl=Yl-2l Xl=Xl-f3sG0SUB 300«RETURN 

300 REM cornice 

310 X2»Xl-fX0i Y2'=Yl-fYO 

320 FOR X-X1-»! TD X2-1«L0CATE Yl,Xi PRINT CHR* < 196} t NEXT X 

330 FOR X-Xl-H TO X2-1:L0CATE Y2,X: PRINT CHR$ C 196 )! NEXT X 

340 FOR Y-Yl-^1 TD Y2-1;L0CATE Y,X1: PRINT CHR* ( 1 79) 1 NEXT Y 

350 FOR Y-Yl-M TO Y2-lsL0CATE Y,X2« PRINT CHR» < 1 79) 1 NEXT Y 

360 LOCATE Y1,X1:PR1NT CHR» (21 B> : LOCATE Y2,X2iPRINT CHR*(217) 

370 LOCATE Y2,Xl!PRINT CHR* ( 192) : LOCATE V1,X2:PRINT CHR»(191) 

360 REM cancellazione 

390 FOR Y=Y1-H TO Y2-1SL0CATE Y,Xl*ltPRINT LEFT* ( B*. X0- 1 ) : NEXT Y 
400 REM scritte 

410 FOR Y=Y1-H TO Y2-lsF0R X=Xl-»2 TO X2 STEP IB 
420 LOCATE Y.XsPRINT A*:NEXT XsNEXT YiRETURN 





Sire, memorizzarle, spostarle sul video, 
combinarle con altre, ecc. 

Come noto il Basic è estremamente po> 
lente nella gestione dei dati sotto forma di 
stringa e quindi le modalità di manipola- 
zione dei dati da visualizzare e/o già visua- 
lizzali sono molteplici. 

Le istruzioni di cui l'advanced Basic di- 
spone e che possono essere utilizzale nei 
vari problemi che ci si presentano sono: 

— tutte le funzioni di stringa 

— la funzione di posizionamento su video 
LOCATE Y,X 

— la funzione di lettura da una posizione 
sul video A = SCREEN (Y.X) che cioè, 
legge il codice ASCII presente in quella 
posizione del video 

— A = PEEK (LOC) che fa la stessa cosa 
in quanto legge il codice ASCII del caratte- 
re presente nella cella LOC della memoria. 
Se LOC è una locazione interna alla video 
memory l'A corrisponde al carattere visua- 
lizzato. 

Inoltre il BASIC del PC comprende un 
set di 256 caratteri, di cui molli grafici, 
ciascuno dei quali è visualizzabile in 11 
modi differenti: per leggere anche la moda- 
lità di visualizzazione dal video occorre 
quindi leggere due dati, carattere visualiz- 
zato e modalità di visualizzazione. In fase 
di scrittura si risparmia in quanto la moda- 
lità di visualizzazione se è comune a più 
caratteri può essere fornita una sola volta 
(si pensi alia riga titolo, scritta con caratte- 
re intenso). 

Anche per memorizzare il contenuto 
delle varie finestre si possono seguire varie 
strade. Quella di memorizzare i dati in ma- 
trici numeriche rettangolari il cui elemento 
rappresenta il codice del carattere ASCII 
corrispondente, 0 di memorizzare diretta- 
mente il carattere come siringa, oppure si 
può rendere stringa un'intera riga della fi- 
nestra 0 se del caso più righe, ecc. 

In questo ultimo caso si ha la massima 
velocità di scrittura e la massima economia 
della memorizzazione. 

Le possibilità sono tante e vanno scelte 
in funzione degli scopi precisi che si voglio- 
no raggiungere. 

Utilizzando il PC IBM, ma questo vale 
anche per gli altri microcomputer che han- 
no set di caratteri comprendenti caratteri 
grafici, sì può trattare come stringa un 
qualsiasi insieme di caratteri anche grafici 
e quindi una intera vìdeata. ad esempio, 
può essere memorizzata in un vettore 
VS(2S) in cui il singolo elemento VS(I) è 
una stringa di 80 caratteri. 

In questa maniera si rinuncia a memo- 
rizzare la modalità di visualizzazione che 


MCmicrocomputer n, 34 - oilobre 1984 


79 



può essere memorizzata a parte con altri 
sistemi. 

Va inoltre detto che nessuna deile moda- 
lità di visualizzazione viene riportata .su 
carta facendo l'hard copy del vìdeo su 
printer (inverso, lampeggiante, sottolinea- 
to. intenso, ecc.) e qualcuna non può essere 
neanche riprodotta in fotografia (ad esem- 
pio il lampeggio). 

I programmi 

Passiamo ad esaminare i programmi di- 
mostrativi a corredo delTarticoio, Sono 
tutti realizzati con un PC IBM. utilizzalo 
in modo alfanumerico. 

Anche questa volta il discorso é genera- 
lizzabile e trasferibile su qualsiasi altro 
computer, si tratta dì utilizzare altri set di 
caratteri, altre istruzioni di localizzazione e 
di visualizzazione, altri formati video, ma 
tutte le problematiche e le soluzioni tecni- 
che sono facilmente trasferibili. 

Programma cinquepagine 

Il programma serve per valutare refllca- 
ciadi un sistema a finestre e la leggibilità di 
ciascuna di esse. 

Innanzitutto è indispensabile utilizzare 
delle cornici per ciascuna llnesira: queste 
possono essere realizzate con gli opportuni 


caratteri grafici. Il problema della sovrap- 
posizione tra le cornici potrebbe essere ri- 
solto con una subroutine che utilizzi altri 
caratteri speciali. Ma il gioco non vale la 
candela in quanto la routine di riconosci- 
mento sarebbe molto più pesante a fronte 
della visualizzazione di qualche carattere 
di cui non si sente assolutamente la man- 
canza. 

Il programma ha una MAIN routineche 
legge i DATA e richiama le due subrouii- 

DATA sono: 

XI, Yl coordinate del vertice in alto a 
sinistra della finestra, 

X, Y larghezza ed altezza della finestra. 
A carattere da visualizzare nella specifica 
finestra. 

Utilizzeremo anche negli altri program- 
mi questo sistema di costruzione delle llne- 
stre. 

Le variabili X2. Y2 sono le coordinate, 
calcolale dal programma, del vertice in 
basso a sinistra. 

Programma sposta 


Questo programma utilizza un'unica fi- 
nestra contenente un certo messaggio, che 
viene spostata in giro per il video semplice- 
mente utilizzando le otto direzioni del ta- 


.stierino numerico. Dopo le iniziaiizzazioni 
(righe 100- 120)c'é la routineche gestisce 
lo spostamento delle finestre (righe 
1.10-^280). 

Premendo un tasto dei lastierino nume- 
rico la finestra si sposta nella direzione 
voluta cancellando quello che viene coper- 
to dalla nuova posizione e lasciando sco- 
perto il resto. 

La cancellazione è la routine di riga 380 
e la scrittura è quella di riga 400. 

Ovviamente la routine di riempimento 
può essere sostituita con una qualsiasi del- 
le altre viste negli altri programmi. 

Programma pagina I 


Il secondo programma si svolge in quat- 
tro fasi successive. 

La prima fase consiste nella creazione di 
un istogramma (da riga 100 a riga 250) in 
un modo ripreso da programmi pubblicati 
nei numeri scorsi. Attorno a questo isto- 
gramma viene tracciala una cornice (da 
riga 260 a riga 330) utilizzando alcuni ca- 
ratteri grafici. 

II tutto viene memorizzalo in una matri- 
ce di interi di dimensioni pari a quella della 
finestra, prelevando il codice ASCII di cia- 
scun carattere visualizzato. 

La terza fase è la visualizj'a/ione caratte- 
re per carattere in una posizione differente. 
In sostanza i parametri passati alle istru- 
zioni SCREEN (Y.X) c LOCATE (Y.X) 
difTeriscono di fattori di spostamento 
X3.Y3. Questo sistema è lento in quanto 
lavora carattere per carattere .sia in lettura 
che in scrittura ed inoltre usa per ciascun 
carattere i due byte che servono per un 
numero intero. 

L'ultima fase consiste nella memorizza- 
zione in un file sequenziale (chiamato 
PAG. I. DAT) delle dimensioni della ma- 
trice e del suo contenuto, in modo da per- 
mettere la lettura e la visualizzazione an- 
che da altri programmi. 

Programma misto 


Scopo del programma è quello di visua- 
lizzare più pagine realizzate ciascuna con 
una modalità dilTerente. 



80 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 



S NT-2sB*>STRIN6*(E 
a READ R»:SOSUB 17C 


I iL*=STRING»<a0, 196) iCLS:FOR !=l TQ ^ 
tiGOSUB laesFOR L-1 TO NR 
r LiGOSUB 190:NEXT I : GOTO 210 


a LT*FX-8iY2-yO*FV-li »2-X0*FX:NR-FY-2iLF 
5 LOCATE YO.XBlCOLOR 0.7SPRINT CHR*(221) 
— — - ì: RETURN 




CHRS(222>iiCOLOR 7 
a REFI scrittura riga 

a LOCATE YO+L.XOlPRINT CHR» < 179) i LEFT* (R»*B». LR) I CHR$ ( 179) IRETURN 

a LOCATE Y 2 .X 01 PRINT CHR» ( 192) s LEFT» <L*. LR) | CHR» <21 7> s RETURN 
a REI1 programma di lettura e visualizzazione files seq. 
a BOSUS ^OOiOPEN "PAG1.DAT" FOR INPUT AS *1 
a INPUT »1,Y0.X0:FOR Y-0 TO VOiFQR X=0 TO X0i INPUT «l.CX 
a LOCATE Y-fS. X*25: PRINT CHR»1CX): NEXT XiNEXT YiCLOSE »1 
a BOSUB 3001OPEN "PAG2.DAT" FOR INPUT AS #1 

a POR V-1 TO 14:INPUT «1,A«ILDCATE l»V,6tPRINT A«sNEXT VlCLOSE MI 
a GOSUB 300JOPEN "PAG3.DAT" FOR INPUT AS MI 
a INPUT *1,AS:L0CATE 12,1:PRINT ASsCLOSE HI 
a I»=INKEY»lIF I»«"- THEN 290 ELSE CLSs END 
1-1NKEY»1IF I*-"'- THEN 300 ELSE RETURN 


310 REFI data 


1, VENDITA e 


I DATA 
9 DATA 
9 DATA 
9 DATA 


a thisifma pnt sempHn per n 


La modalità più semplice è quella di in- 
serire caratterìsliche e contenuto di una 
fmeslra direttamente all'interno del pro- 
gramma con le istruzioni DATA. 

Le caratteristiche, che vengono ovvia- 
mente lette da apposite istruzioni di 
READ, sono: 

NP numero della pagina; 

FX, FY dimensioni della finestra; 

XO . YQ posiz-ione del vertice in atto a 
sinistra; 

TS titolo della finestra; 

Il contenuto viene letto con un loop di 
lunghezza pari al numero delle righe, che 
cosi vengono lette una per una. 


La visualizzazione di ciascuna llnesira 
cosi immagazzinata avviene in tre fasi 
successive; 

tìtolo (righe 140-160), 
corpo del testo (righe 170-180) 
ultima riga (righe 190-200) 

La cornice viene disegnata contestual- 
mente in ciascuna fase. 

Olire a due pagine cosi realizzate il 
programma MISTO visualizza tre altre 
pagine provenienti dai file sequenziali, e 
abbiamo visto prima in che modo vengo- 
no costruiti. 

PAG. 1 DAT contiene una finestra co- 


struita carattere per carattere (righe 220- 
240); 

PAG. 2 DAT contiene una finestra co- 
struita riga per riga (righe 250-260); 

PAG. 3 DAT contiene una finestra co- 
stituita da un solo carattere (righe 270- 
280) 

Per far avanzare il programma occorre 
premere un tasto qualsiasi (riga 290) e 
così pure per farlo finire (riga 300). 

È evidente lo scopo dimostrativo di 
tale programma in quanto non ha senso 
"collezionare" un insieme di modi diffe- 
renti di risolvere lo stesso problema. 

Programma pagina 2 


Il programma consiste nella realizza- 
zione. eseguita al solito modo, di un isto- 
gramma. inserito al solito modo, in una 
cornice (righe 200-220). 

L'utilizzazione degli istogrammi oriz- 
zontali comporta, sul vìdeo alfanumeri- 
co. il vantaggio dì una maggiore defini- 
zione (fino ad oltre I SO gradini) in quan- 
to rende possibile anche l'uso del mezzo 
carattere CHR$(22I). 

Cioè se il dato da visualizzare ha for- 
mato intermedio tra due colonne, con il 
mezzo carattere si evidenzia tale gradino 
intermedio. 

Nella parte finale (righe 230-240) viene 
costruito un vettore di stringhe AS( V)cui 
corrisponde riga per riga rislogramma. 

Questo viene prima visualizzalo di 
nuovo in maniera veloce, trattandosi di 
poche stringhe, e poi viene memorizzato 
nel file sequenziale PAG. 2 DAT come 
sequenza di stringhe, anche questa volta 
in vista di una loro utilizzazione successi- 



MCmicrocompuler n. 34 • ottobre 1984 


81 




Programma pagina 3 


Il programma consiste nella creazione 
di una finestra che rappresenta una scac- 
chiera (righe 100-190) c nella composi- 
zione di una stringa A$, comprendente 
tutta la finestra (200-210). nella sua ripe- 
tuta visualizzazione (220-230) eseguita 
per vedere se ha funzionato e nella me- 
morizzazione della stringa nel file se- 
quenziale PAG 3. DAT (240-250). 

È una esasperazione dei concetti pre- 
cedenti. Si ha la massima economia di 


memoria e la massima velocità di visua- 
lizzazione, ma é ben raro che una intera 
finestra possa essere contenuta in un'uni- 
ca stringa. 

Gli ultimi due programmi 

Non hanno uno specìfico significato 
pratico nè alcun aspetto grafico, ma rap- 
presentano delle utility. 

Il primo (SUGIU di fig. 14) espone un 
metodo, abbastanza elementare, per ot- 
tenere lo scroll di un lesto più lungo del 



Figura 13 - Pagina 3 - Oa'pui w . i*». Qur.ua è un un,ra 
siringa, canitnrnie imiamenir anclir ilei laraiirn "a 
raro", f iiainiJi può essere miuilit^aia solo a sinislra sul 
vuleo. 




formato video, su e giù per il video. 

Il lesto è costruito in modo random 
(righe 120-130). 

Vengono visualizzale 22 righe per vol- 
ta; premendo U scorrono in su e premen- 
do D scorrono in giù. 

La riga 140 contiene una istruzione ne- 
cessaria per lo svuotamento del buffer di 
tastiera da eseguire prima deirimmissìo- 
ne del codice U/D. 

Infatti poiché questo avviene via IN- 
KEY5, un'eventuale sporcizia del buffer 
potrebbe infastidire il programma. 

La routine di visualizzazione (righe 
190-200) fa vedere le 22 righe indicate dal 
contatore P. 

L’ultimo programma serve per indica- 
re la locazione di memoria che definisce 
la window ottenibile via SW sul PC IBM. 
POKE&H005B.YI - Y1 ideniifica il nu- 
mero di righe da tenere fisse in alto sul 
video durante lo scroll; 

POKE &H005C.Y2 - stesso discorso per 
le righe in fondo alla pagina; 

POKE &H0029.X • in questo caso ri- 
mangono bloccate le colonne a partire 
dalla X-ma fino alla 80-ma 

Il programma gioca un po' con le fine- 
stre facendoci scorrere un loop di conteg- 
gi (riga 170). Poi. prima di finire mette le 
cose a posto (riga 160). MC 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 




Jkjfph /k, MùcwlMk 

lutti Imipefi un wedmd 

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CORSI DI BASIC APPLESOFT 




Imzìunio in questo numero unii niiuvii se- 
rie ili articoli riguardami i microprocessori 
ed in particolare il popolarissimo ZHO. 

Cerclierenio di spiegare ne! miglior modo 
possibile l'oncL'iii in alcuni casi anche piutto- 
sto complessi, ri volgendoci principalmente a 
quei lettori le sono tanti...) che sì .stanno 
avvicinando al mondo dei computer e voglio- 
no .saperne qualcosa in più. 

Non di rado infatti .si acquista o si riceve 
in regalo un personal computer e lo si (sal- 
to-) utilizza quasi escliisiranienie come vi- 
deogame. senza creare nulla di "proprio". 

Si può diventare super-esperti nella di- 
struzione di alieni, senza però nemmeno pre- 
occuparsi di coiu>.scere quello che c 'è effelli- 
vameme "dentro" al nostro personal. 

Parecchi, per fortuna, dopo un po ' deside- 
rano saperne qualcosa in più: armati di cac- 
ciavite aprono il proprio l ompuier-scalola 
nera, trovando una miriade di componenti 
elettronici, per lo più circuiti integrali di 
grosse dimensioni, a 40 se non a 64 piedini. 

Per conoscere questi complessi circuiti 
occorre un po ' di buona volontà di apprendi- 
mento, qualche cognizione di algebra hook'- 
ano. un minimo di cono.scenze di elettronica 
e soprailutio questa serie di articoli. .. 

Il microprocessore 

Innanzi tutto diamo una generica spiegu- 


di Pierlui(!i Panunzi 
prima parte 

zinne del termine: per microprocessore si 
intende un circuito comprendente un com- 
plesso insieme di elementi e funzioni logi- 
che completamente programmabili, al cen- 
tro delle quali c'é un'unità di calcolo e di 
supervisione. Gli enormi progressi della 
tecnologia hanno permesso in questi ultimi 
anni di raggruppare tutte queste funzioni 
in un solo circuito: in più la programma- 
zione comporla cosi enormi polenzialità. 
che solo dopo un attento studio si possono 
apprezzare e sfruttare in pieno. 

in sostanza il microprocessore (e d'ora 
in poi ci riferiremo allo Z80) e costituito da 
un insieme di registri ad 8 o 16 bit. un'unità 
logico-aritmetica (ALU). un circuito di de- 
codifica e lemporizzazione c dei buffer di 
interfaccia con il mondo esterno (fig. l). 

In parole (molto) povere l'unità logico- 
aritmetica é quella che si occupa di eseguire 
un certo tipo di operazioni (somme, sottra- 
zioni. confronti, and. or, shifi. operazioni 
di input oulput. ecc.) "su" operandi che 
possono essere contenuti nei registri inter- 
ni oppure nella memoria esterna: il tutto al 
rigoroso scandire di un clock e con la con- 
temporanea ricezione ed emissione di op- 
portuni segnali da e verso il mondo ester- 

Anche se a prima vista può sembrare 
strano, lo Z80 da solo, anche se corretta- 
mente alimentato, non fa niente: necessita 


di parecchi circuiti ad esso collegati. 

Innanzitutto ha bisogno di un circuito di 
lemporizzazione (clock); poi una certa 
quantità di memoria con relativi circuiti di 
selezione ed interfacciamento, nonché di 
un certo numero di porte di interfaccia 
vera e propria "verso di noi", attraverso 
una tastiera, un display, un tubo a raggi 
catodici con relativo controllore, ecc. (fig. 
2 ). 

Ecco che senza accorgercene abbiamo 
descrìtto la struttura interna di un personal 
computer... 

Abbiamo parlato di memoria: lo Z80 
necessita di un certo numero di celle (a 8 
bit) per immagazzinare i dati elaborati (fi- 
noa 64kbytedi RAM), nonché di un certo 
numero di celle contenenti il programma 
da eseguire (alcune decine di kbyte di 
ROM o EPROM). 

Ed é proprio in questi kbyte di EPROM 
che risiede quello che si è soliti chiamare il 
software di base o meglio il firmware del- 
l'appiarecchio. 

In sostanza questi termini si rircnscono 
all'in.sieme di routine, subrouiine. tabelle 
varie, messaggi, che permettono il funzio- 
namento di tutto il sistema: tali routine per 
l'appunto sono tutte in linguaggio macchi- 

Ecco che per capirne il significato ed il 
tipo di operazioni che compiono, bisogna 


84 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


Bus Bus 



'ALVI, un eireuUo di decodifica islru:iimi e dì conirolh, buffer di inler/accia con componenii rsrerni. 


imparare a lavorare in un linguaggio nuo- 
vo. f>en diverso ad esempio dal Basic: il 
linguaggio macchina. Bisogna cioè impa- 
rare ad armeggiare con siringhe di 8 bit W 
(0 e 1 ) oppure con valori csadecimali. sfrut- 
tando le caralterisliclie di un linguaggio 
simbolico, l'asscmbler. Ancora meglio si 
trutta di lavorare con un linguaggio a "bas- 
so livello", strettamente vicino alla costitu- 
?ione fisica della macchina (l'hardware). 
ottenendo programmi strettamente dedi- 
cati e velocissimi. 

Rassicuriamo subito i lettori; l'assem- 
bler si impara più facilmente di quanto si 
possa credere e le soddisfazioni che se ne 
ricavano ripagano ampiamente i necessari 
sforzi preliminari. 


Struttura dello Z80 


Abbiamo detto che lo Z80 po.ssiede al 
suo interno alcuni registri; facendo riferi- 
mento alla figura 3. vediamo che esistono 
due "set" di registri "gemelli" (chiamali 



Figura 2- Schema di immiema con Z30 formalo da. un alimenlaiore ed un clock, lo Z80 con buffer esumi, i&ie banchi di memoria I KAM e ROMìEPHOM I, una porla di 
InputiOuiput ( PtOì. circuiti di selezione e decodifica indirizzi. 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


8 bit 

8 b 




8 kif 

g b;^ 


FLA& 

A 




A' 


PttIMAZI 

B 

C 




e 



secowwzi 


D 

E 




D 


E 



» 





" 1 ^ 


lé bit- 





\6 b 





16 







IX 





ly 





1 

R 





PC 





SP 



Figura 3 - 1 rfgislri drilo ZSO I 

dhida 

omir 

gruppi 

principali, seco 

ndari. 

/ ulllilà generale. 


principali e secondari) più qualche altro. 

In particolare abbiamo questi due sei 
formali ognuno da: 

-- un accumulatore (A) ad 8 bit 

— tre coppie dì registri a 16 bit (BC. DE. 
HL) ognuna delle quali scindibile a sua 
volta in coppie di registri ad 8 bit. arrivan- 
do cosi a 6 regi-stri (B.C.D.E.H.L). 

Come si può notare in figura, pratica- 
mente "abbinato" all'accumulatore c'c 
uno speciale registro ad 8 bit contenente i 
"flag" o segnalatori, che indicano l'avve- 
rarsi di certe condizioni durante il funzio- 
namento e dei quali ci occuperemo in se- 
guilo. 

Per quanto riguarda gli altri registri ab- 
biamo: 

— una coppia di registri indice a 16 bit 
(IX. lY) 

— una coppia dì registri ad 8 bit (R.I) 
dedicati a particolarissime funzioni c dei 
quali non ci occuperemo molto presto 

— un registro a 16 bit chiamato Program 
Counier (PC), che contiene memorizzalo 
istante per istante l'indirizzo di memoria 
dell'istruzione che lo Z80 sta eseguendo 

— un registro a 16 bit rappresentante lo 
Siack Pointer (SPI che conosceremo nelle 
prossime puntale. 

Un esempio 

Prima di entrare ne! vivo dell'assembler 
cerchiamo di capire qual è la ftiosolla im- 
posta dal microprocessore; volendo com- 
piere una certa operazione vediamo che 
cosa succede aH'intemo e all'esterno dello 
Z80. Come primo esempio prendiamone 
uno facile facile, un’operazione (banalissi- 


ma) di caricamento del contenuto di una 
certa cella di memoria nell'accumulatore. 

Innanzitutto questa cella di memoria 
avrà un certo indirizzo, che per esempio 
poniamo pari a 100: il suo contenuto (8 bit) 
avrà un valore qualsiasi compreso tra 0 e 
255; è proprio questo valore che desideria- 
mo ‘‘estrarre" dalla cella e depositare nel- 
l'accumulatore. 

Per far eseguire alio Z80 tale operazione, 
esso dovrà trovare ad un certo punto del 
programma l'istruzione: 

LD A, (100) 

della quale andiamo subito a vedere il si- 
gnificato. 

Innanzitutto "LD” indica che ci si riferi- 
sce ad un'operazione di caricamento (Lo- 
aD), del quale dobbiamo precisare la cella 
di partenza e quella di arrivo. Net nostro 
caso la cella “sorgente" è quella avente 
indirizzo 100, mentre la "destinazione" è 
l'accumulatore (“A"). 

L'istruzione LD A. (100) significa perciò 
"carica (LoaD) l’accumulatore (A) con (,) 
il contenuto della cella di indirizzo l()0 
{“( 100)“)". Abbiamo sottolinealo che a noi 
interessa il “contenuto" della cella 100 e 
ciò è stato indicato “simbolicamente" met- 
tendo il valore deH'indìrizzo tra parentesi 
tonde. 

Se non avessimo messo le parentesi 
(“LD A, lOO”) avremmo indicato tutt’ai- 
tra operazione: quella di immettere neU’ac- 
cumulatore il "valore” 100. 

Nel primo caso si parla di operazione 
con riferimento alla memoria, mentre nel 
secondo caso si tratta di un cosiddetto “ca- 
ricamento immediato". 

Già da queste due semplici istruzioni 


vediamo quella che è la struttura di una 
generica istruzione in assembler. Essa è 
formata da una prima parte chiamata “Op 
Code" (Codice Operativo) che rappresenta 
un comando; nel nostro caso è LD cioè 
"carica”. La seconda parte dell'Istruzione 
prende il nome di “Operand” (Operando) 
ed indica appunto qual è o quali sono gli 
operandi sui quali o per mezzo dei quali 
viene eseguita l'operazione. 

Vediamo perciò ora altri esempi di ope- 
razioni simili a queste già viste, che pren- 
dono il nome di "istruzioni di trasferimen- 
to” e che coinvolgono come sorgente e/o 
destinazione uno dei registri ad 8 bit pri- 
mari e cioè A.B.C.D.E.H.L. 

Possiamo inventarci così una serie di 49 
istruzioni difTerenti. tante quante sono le 
possibili combinazioni di tali registri presi 
a coppia: abbiamo cosi ad esempio LD 
C,D come pure LD H.Bed anche LD B,A. 

Tra l'altro sono previste istruzioni del 
tipo LD A, A. oppure LD E.E apparente- 
mente inutili (ma nemmeno tanto “appa- 
rentemente'’....), ma evidentemente esi- 
stenti solo per il gioco delle varie possibili- 
tà. 

Andando avanti possiamo applicare 
quanto visto per l'accumulatore agli altri 
registri ad 8 bit (gli ormai noti B.C.D. 
E,H,L): si possono infatti caricare valori 
immediati in Cali registri (ad esempio LD 
E. 5 oppure LD B.O), ma NON si possono 
caricare direttamente j contenuti di loca- 
zioni di memoria (ad esempio NON esiste 
l'istruzione LD D. (408)). 

Viceversa, tornando aH’accumulatore, è 
possibile inviarne il contenuto ad una cella 
di memoria con un'istruzione de! tipo: 

LO (5558).A 

che significa, come oramai abbiamo già 
capito, “carica nella cella di indirizzo 5SS8 
il contenuto dell'accumulatore". 

C'è subito da notare che in questo caso 
l'uso delle parentesi tonde è dettato dalla 
regola dì indicare i contenuti di celle di 
memoria tra parentesi: a differenza però 
del primo caso visto, eliminando le paren- 
tesi tonde non otteniamo una nuova istru- 
zione. 

Infatti un'ipotetica LD 44. A non avreb- 
be alcun senso logico: ancora nessuno è 
riuscito a porre il contenuto dell'accumu- 
latore in un "valore”... 

Concludiamo perciò con questi primi 
esempi la puntata iniziale; nella prossima 
daremo un'occhiata ai vari tipi di indiriz- 
zamento possibili con il set di istruzioni 
dello Z80. 

Daremo presto, tra Tallro. un risvolto 
pratico al discorso, riferendoci ad una 
macchina basata su Z80. MC 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 



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CORSI DI BASIC APPLESOFT 




Porlo più FORTH 


di Raffaello De Masi 


Cominciamo 
a programmare 

Finora ahhUmio imparalo a ilc/ìiiirc nuo- 
re parole uiilizzaniln le uoril .e : . La cosa 
era molto .semplice, /acile e rapida ed ha 
permesso al solilo programmatore in Basic 
della domenica I ed anche a ipiello più e.sper- 
lo/ di scoprire un modo più eccihmie o. 
almeno, più comodo di programmare. Tutto 
ciò va hene finché .si la.scia aece.so il compu- 
ter ma quando lo sispvgne e si dovrà riutiliz- 
zarlo in un secondo tempo si ricono.sce la 
necessiiéi di salvare, in qualche modo, le 
nord già definite e compilate. .Anzi, potrei’- 
he e.s.sere ancora più utile .salvare una copia 
del lesto delle parole f il codice .sorgente i nel 
caso, mollo probabile . di dover e.seguire mo- 
dilìclie alle fa.si operative ed. eventualmente, 
eseguire una rieompilazione. 

Per quest'ultimo caso lutti i .sistemi 
FORTI! comprendono un programma od 
utility varie destinale a modilìclle del lesto. 
Questo programma non ha .specifiche ben 
determinate e varia da .sistema a sistema ma 
con.sente di operare sul codice .sorgente, .se 
ancora disponibile. Per Usuo it.so. che va dal 
semplice utilizzo delle frecce di. spostamento 
del cursore fino a n ord i F. S. T. E. TILL. 
ecc. ! clic eseguono operazioni ben precise, è 
opportuno rifarsi ai singoli manuali d'u.so. 

Ciononostante rimane il problema della 
conservazione di quanto si è redatto e compi- 
lato. Poiché, in genere, il FORTH viene 
/ornilo come un programma in l.M da cari- 
care da disco e le nuove parole, dopo la 
compilazione, entrano a far parte, a tutti gli 
effetti, del linguaggio sie.s.so. un metodo ab- 
bastanza ovvio, una volta eseguila la reda- 
zione e la compilazione di una nuova word, è 
quello di .salvare tutta il linguaggio su disco 
a fine operazione. Ciò. evidentemente, por- 
terebbe a terribile con/u.sione dopo poche 
.sedute, ed all'accumulo di tanto di quel ciar- 
pame che il .sLsiema andrebbe in tilt dopo 
poco tempo. Inoltre il linguaggio ste.s.so. on- 


de evitare rivendite non autorizzate, è ven- 
duto generalmente cbiii.so ed incopiabile: 
ancora, questo metodo non con.senic il. salva- 
taggio del codice .sorgente, ben più chiaro, 
utile, e .signi/ìcativo del codice oggetto. Ci 
deve essere, periamo, un metodo migliore 
per memorizzare t no.siri dati e le nostre 
word. Inoltre, /inora, abbiamo utilizzato il 
nostro computer .solo culcuUitor-like. vale a 
dire come e.secutore di ordini da tastiera, 
anche se ruf/inaii c complessi. Un computer 
è perù utile soprattutto perché elabora dati 
con programmi già e.sisienti. .A ciò risponde 
quanto diremo ade.s.so. 

La memoria a disco 

Qualsiasi sistema FORTH ha in pratica 
la necessità di disporre di una memoria a 
disco. Come Leo Scanlon. nei suo interes- 
sante libro -FORTH PROGRAM- 
MING", che rappresenta davvero la bib- 
hia del Ibrlhista, dice, sebbene il linguag- 
gio FORTH possa ben esistere senza una 
memoria a disco, è altrettanto vero che c 
ben dilTicilc pensare le due cose divise. In 
effetti, l'u.so della memoria a disco é para- 
gonabile. usando refricace esempio del pu- 
pillo di More. Leo Brodic, ad un archivio a 
tamburo. In pratica basta girare il cilindro 
(il dischetto) per reperire, in un tempo ra- 
gionevolmente breve, l'informazione desi- 
derata, vale a dire leggere o scrivere infor- 
mazioni diverse. Tale precisazione è im- 
portante in quanto consente al dizionario 
di ricevere nuove word sia dalla tastiera, 
come abbiamo fatto finora, sia da un disco 
su cui tali word erano già state memorizza- 
le. Vale a dire che è possibile conservare su 
disco le nostre definizioni ed utilizzarle 
quando ci servono e. ancora, cancellarle 
quando non ci occorrono più. 

Ma procediamo con ordine: i dischetti 
sono divisi in unità, chiamate blocchi. Il 
numero di blocchi di possibile inserimento 
sul dischetto è diretta funzione della con- 
formazione del sistema e va generalmente. 


per floppy da 5" l 4. da XO a .''4(1 a seconda 
del tipo di densità e faccia di regi.sirazionc. 
Ogni blocco contiene 1024 informazioni 
elementari ocaratteri (valca dire I Kbyic) 
ordinale in 16 linee di (>4 caratteri ciascuna 
(altre conformazioni adottano misure di- 
verse) cosi che un blocco copre lutto uno 
schema o screen (ricordate questa parola, 
la useremo mollo in seguilo!). Ogni blocco 
vuoto si presenta come nella figura I . vale 
a dire compitstn da 16 righe (da 0 a 15) 
destinate ad accogliere ordini diversi. Ge- 
neralmente per prassi consolidala la riga 0 
c riservata ai commenti. Questi (vedi tlg. 1 ) 
vanno inseriti ira parentesi tonde la prima 
delle quali separala dal lesto dutt'ìniman- 
cabile spazio. I commenti possono essere 
lunghi quanto si vuole e espandersi su di- 
verse righe utilizzando volta per volta le 
parentesi necessarie. La parentesi di chiu- 

cessariamente .separata dal lesto. 

Riprendiamo per un momento la se- 
quenza della fìlu.strocca iililiz/ata il nume- 
ro scorso ed immaginiamo di volerla tra- 
sformare in programma (l'ig. 2) da conser- 
vare ed utilizzare alla bisogna. È iniporlan- 
le. per far que.slo. imparare ad utilizzare 
una nuova struttura. Il computer ed il di- 
sco, anzi, per la precisione, gli screen cd i 
block hanno come aree di frontiera i cosid- 
detti block buffer, anch'essi ampi 1024 
byte. Essi funzionano da veri e propri ma- 
gazzini, consentendo scambi da e per la 
tastiera, il monitor e la mcniorni di massa. 

Alcuni .sistemi Forlh possiedono diversi 
block buffer, altri non nehannopiùdidue. 
Caricare un blocco è mollo semplice: basta 
individuare il numero e battere questo se- 
guilo da LOAD. In ogni sistema esiste un 
identificatore, che contiene il numero del 
hliKco presente in memoria ed un flag di 
stalo indicante se il blocco eventualmente 
presente in memoria è stalo modificato do- 
po il caricamento. 

Al momento del LOAD. il master Forth 
controlla il programma in memoria. Se il 
programma da caricare è già presente in 
qualche buffer viene restituito mimediata- 
mente il messaggio OK. In caso contrario, 
il sistema Forlh controlla il llag dell'ultimo 
buffer caricato in memoria e, nel caso que- 
sto evidenzi cambtamenii o sovrascriliure. 
il blocco viene riscritto su disco prima che 
quello da caricare sia effettivamente trasfe- 
rito in memoria. Questa tecnica evita per- 
dila di dati per cancellazione o sovrascrit- 

Se però vogliamo creare un programma 
originale ed immagazzinarlo su disco, oc- 
corre eseguire una serie di operazioni che 
possono essere cosi riassunte: 

- ripulire tulli i block buffer 

- selezionare lo screen destinalo ad acco- 
gliere il programma 

• battere relTeiiivo programma 

- copiarlo su disco 

- richiamare il programma dal disco. Que- 
sta operazione consente la compilazione 
delle word presenti nel programma ed il 
loro inseriniento nel dizionario 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 



ESTRATTO DEL CATALOGO GENERALE 



iul > 


33 a 


tictlici 


: GIOWNNI ; 

! PRinOUERSO Oh, che bel castello " CR ; 

: SECONDOVERSO msrcondi ronderà " CR s 

; TERZOUERSO . " marcondj ronda ' " CR f 

: PRIMftSTROFA PRIMQyERSD SECONDDVERSQ PRIMOVERSO TERZQVERSO ; 

: NICOLA : 

: QUARTOVERSO . " e’ piu’ bello il nostro “ CR ; 

: SECONDASTROFA QUARTOVERSO SECONDOVERSO QUARTOVERSO TERZOVERSO j 
! FILASTROCCA PRIHASTROFA SECONDASTROFA 5 


qualsiasi momento, dà un elenco completo 
delle word compilate, ivi eomprc.se anche 
quelle specillche del linguaggio (requircd 
vvords). Se si vuole evitare Tinutile elencoo 
di lutie le parole, ma si vuol solo sapere se 
una determinata word esiste già in diziona- 
rio. basta eseguire: 

wwwwwww 

dove wwwwwww rappresenta il nome del- 
la word ricercala. Se questa esiste avremo 
il solito messaggio OK allrimenli avremo 
raltretianio usuale? preceduto dalla paro- 
la non trovata. In più. in caso positivo, 
viene aggiunto, in TÒS Tindirizzo (in deci- 
male) della word. 


Un programma può essere lungo più di 
unosereen. La tecnica di deposito è sempre 
la stessa; rmilo uno screen si usa quello 
successivo. Per caricare invece un pro- 
gramma presente, ad esempio, nei blocchi 
17. 18 e 19 occorre eseguire: 

17 LOAD 18 LOAD 19 LOAD 
E però possibile ottenere lo stesso risul- 
tato inserendo, alla fine di lutti gli screen 
da caricare consecutivamente, tranne l'ul- 
timo. la word; 

Questa word avvisa il sistema operativo 
di caricare e compilare anche il blocco se- 
guente. 


piu HIKIH 

Un'altra preziosa utility, che va posta 
dopo la word precedente é la 
, S 

Questa interrompe rinierprelazione del- 
lo sereen fino alla fine, È mollo utile per 
separare definizioni da commenti alla line 
dei programmi. 

Ancora, rallretianlo utile word 
n INDEX 

causa il listing della sola prima riga del 
blocco n. Se si é avuta l'accortezza di riser- 
vare la prima riga per commenti esplicativi 
del programma, appare più che chiara la 
uliliià di tale parola. 

Ad esempio, se non si ricorda in quale 
blocco tra il 20 ed il 2Ì é sialo immagazzi- 
nato un certo programma basta battere 
20 21 22 23 INDEX 

per listare sullo schermo le prime righe di 
tali blocchi. Pratico, no? 

Con quello che abbiamo finora dello 
dovrebbe essere chiaro cd agevole redigere, 
salvare ed uiilizzare un programma. Per 
questa volta basta; la prossima tocchere- 
mo un argomento delicato, molto interes- 
sante. estremamente dibaltuilo da Korihi- 
sii e non. c che forse rappresenta il vero 
tallone d'Achille dì questo linguaggio, dal- 
le tante prerogative entusiasmanti 

E aspettiamo sempre le vostre lettere 
con i commenti e le richieste di chiarimenti. 
Prima 0 poi. faremo una pau.sa nella nostra 
trattazione per dedicare una puntala ad 
ulteriori spiegazioni sugli argomenti che ci 
avrete segnalalo. MC 


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di Tommaso Pantuso 



Alcune nozioni 


Memorizzare è un lermine abhasianza 
generico e significa sosianzialmenie "con- 
servare delle informazioni da qualche parte" 
da cui possono essere prelevale a! momento 
opportuno. Un numero telefonico può ad 
esempio essere... tenuto a niente memoriz- 
zandolo in qualche angolino del nostro cer- 
vello oppure può essere trascritto sulle pagi- 
ne di una agenda telefonica: una canzone la 
troviamo conservala su nastro magnetico o 
su disco e possiamo riascoltarla in qualun- 
que momento se in possesso del riproduttore 
adeguato. 

Nel campo dell'elettronica digitale, ciò 
che può essere conservato è rappresentato 
da una informazione binaria. Sul significato 
di "informazione binaria" abbiamo insisti- 
to molto in diverse date ed in diverse sezioni 
della rivista ma riteniamo che una breve 
rivisitazione di qualche nozione fondamen- 
tale giovi ai nostri lettori: gli esempi saranno 
i solili, che rivelano sempre la loro efficacia. 


Tutti i circuiti digitali funzionano ba- 
sandosi su un'informazione elementare 
{hit) che è costituita dalla presenza o dal- 
l'assenza di tensione in un certo punto del 
circuito. Le condizioni possibili sono quin- 


di solamente due e possono essere assunte 
strutturalmente in maniera mutuamente 
esclusiva; questo significa praticamente 
che nello stesso punto di un circuito ed al 
medesimo istante può es.sere presente una 
tensione (che per comodità supporremo 
positiva) o può non essere presenta una 
tensione e naturalmente le due condizioni 
non possono verificarsi contemporanea- 



Possiamo convenzionalmente chiamare 
condizione logica I o stato logico I la pre- 
senza di tensione in un certo punto ed in 
contrapposizione definiremo condizione 
logica Q a stato logico (f l'assenza di ten- 
sione nel medesimo punto. La figura I 
schematizza quanto descritto. Combinan- 
do insieme le varie condizioni logiche pre- 
senti in diversi punti di un circuito, possia- 
mo ottenere deile informazioni più com- 
plesse che chiameremo parole digitali, vedi 
la figura 2. 

Nelle macchine sequenziali quali i com- 
puter. lo scopo degli elementi che costitui- 
scono la memoria del sistema è quello di 
conservare dei gruppi più o meno grandi di 
parole digitali rappresentanti un insieme di 
dati a cui è possibile accedere ogni qual 
volta lo si desideri. Cominciamo con lo 
spendere qualche parola sul concetto di 
indirizzo e di indìrizzabililà della memoria 
di un computer guardando più da vicino i 
computer supportati da microprocessori. 
Essi contengono uno spazio di memoria in 
cui si possono scrivere e leggere dei dati. In 
tale spazio vengono scritte e rilette le infor- 
mazioni che compongono il programma 
che la macchina dovrà elaborare oppure i 
dati utili all'esatto svolgimento del pro- 
gramma stesso. A questa memoria, che 
potremo chiamare working stare, la mac- 
china accede a velocità abbastanza elevata, 
diciamo dai 2S0 nanosecondi ai 2 microse- 
condi. per prelevare e conservare dati che 
possiamo supporre essere, senza perdite di 
generalità, insieme di otto bit, cioè otto di 
quelle informazioni elementari a cui accen- 
navamo sopra, unite a formare una parola 
digitale che prende il nome di byte. 




93 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 



£ ..nihmunJ,. mii.TOi- r'U inlormiziimi hinurn- .-hnìi-man (A//- /H.iMumri Mh- puruh’ iUiilali 

in qw.ui ligyru. tempri- uni letempiii titilli inierrullori. e rapprtwnlalu hi panila hmimii Olili. 


figura : - 

La memoria di cui stiamo parlando può 
essere pensata composta da un certo nu- 
mero di locazioni adiacenti, ciascuna im- 
mediatamente accessibile perché dotala dì 
un elemento unico che la contraddistingue: 
tale elemento prende il nome di indirizzo. Il 
tutto può essere schematizzalo come nella 
figura 3; in essa la memoria é rappresenta- 
la da un insieme di caselle, ciascuna delle 
quali contiene una parola che può essere 



A questo punto l'osservazione più inte- 
ressante da fare su un tipo di “magazzino" 
cosi costituito é che. una volta specificato 
l'indirizzo, il tempo che si impiega per de- 
positare un'informazione o prelevarla nel- 
la singola cella, cioè il tempo di accesso, è lo 
stesso qualunque sia la locazione su cui 
vogliamo operare. É proprio questo il pun- 
to su cui abbiamo voluto far convergere le 
nostre quattro chiacchiere, abbiamo volu- 
to cioè evidenziare un concetto mollo im- 
portante e cioè quello di accesso casuale 
alla memoria. A questo proposito possia- 
mo definire come memoria ad accesso ca- 
.sualc quella memoria in cui. una volta spe- 
cificato l'indirizzo a cui si vuole accedere 
per prelevare o per depositare un'informa- 
zione. il tempo impiegato è lo stesso qua- 
lunque sia la locazione indirizzata. 

Una memoria non ad accesso casuale 
può essere ad accesso seriale. L'esempio 
più immediato è rappresentato dal nastro 
magnetico su cui conserviamo dei dati o 
dei programmi; intuitivamente si com- 
prende che un dato che si trova all'inizio 
del nastro viene letto prima di uno che si 
trova a metà od alla fine e lo stesso dicasi 
per una operazione di scrittura. Per una 


a semiconduttore che hanno determinato 
una svolta molto importante nella riduzio- 
ne delle dimensioni e del costo di un com- 
puter. 

Le memorie a semiconduttore 


Esse sono sostanzialmente di due tipi; 
memorie a leiiuralscriiiura e memorie ii .so- 
la leliura. 

Quelle del primo tipo vengono comune- 
mente denominate RAM o rwidom-access 
memory che letteralmente si traduce me- 
moria ad accesso casuale: in esse i dati pos- 
sono essere sia scritti che letti a seconda del 
tipo di operazione che viene selezionala. 

Quelle del secondo tipo hanno nomi di- 
versi dipendentemente dal modo in cui i 
dati vengono “scritti" in esse aU'origine e 
sono: ROM o rcad aniy memory {memoria 
a sola lettura); PROM o programmahlc 
readonìy memory (ROM programmabile); 
EPROM o erasahle programmahle reati 
oniy memory (PROM cancellabile); EA- 
ROM 0 eleiirlcally ulierahle read oniy me- 
mnry (ROM alterabile elettricamente). 

La prima cosa da notare è che anche le 
memorie del secondo tipo illustralo, come 
quelle del primo tipo, sono ad acce.sso ca- 
suale nella funzione che svolgono: il tempo 
di lettura è lo stessa qualunque sia hi loca- 
zione in cui si vuole leggere una volta che 
ne è stato specificalo l'indirizzo. Come al- 
tra cosa diciamo che. benché non specifica- 
to, anche la ROM é naturalmente pro- 
grammabile solo che la programmazione, 
a differenza delle altre memorie a sola let- 
tura. è effettuata durante il priK-esso di 
costruzione (programmazione per ma- 
scheraiura). Le ROM sono generalmente 
utilizzate quando se ne ha necessità per 
grossi quantitativi essendo il costo dì av- 
viamento della produzione notevolmente 
elevato. 

Molto meno incidono sul costo di un 



ripescata indirizzando il sistema verso di 
essa. L'indirizzo può essere assegnato in 
questo modo; se numeriamo le caselle rap- 
presentanti le righe della matrice così otte- 
nuta con numeri crescenti e le colonne con 
lettere progressive dell'alfabeto, cosi come 
si fa nel gioco della battaglia navale, ogni 
locazione risulta ben specificala dall'Incro- 
cio di due qualsiasi degli elementi di identi- 
ficazione (lettera e numero). In altre parole 
con "locazione Al" intenderemo sempre 
indicare la prima casella in allo a sinistra, 
con "locazione CS" la terza casella della 
terza fila e cosi via in maniera inconfondi- 
bile. 


memoria di questo genere il tempo di ac- 
cesso può essere solo un tempo di ucce.s.so 
medio nel senso che se il nastro dura ad 
esempio 100 secondi, avrà un tempo di 
accesso medio di 50 secondi (vedi figura 4). 

Come detto in precedenza, una macchi- 
na di calcolo si appoggia per effettuare il 
proprio lavoro interno su una memoria ad 
accesso casuale a cui accede velocemente 
mentre per la manipolazione di grosse moli 
di dati utilizza una memoria cosiddetta a 
medio lermine quale ad esempio un'unità a 
dischi. 

Senza divagare oltre vogliamo ora .sof- 
fermarci sulle memorie ad accesso casuale 


circuito in piccola serie le PROM. La fun- 
zione é sempre quella di memorie in cui si 
può solamente leggere una volta program- 
mate. ma hanno un corso di programma- 
zione dilTerente dalle ROM, Quando una 
PROM "vergine" esce dalla fabbrica ogni 
sua locazione può essere assimilata ad un 
circuito come quello rappresentato in figu- 
ra 5a. In tuie circuito le lampadine sono 
originarianicnlc tutte accese c possiamo 
idealizzare che esse rappresentino la parola 
Il 1 1 1 1 1 1. Se ora premiamo il primo, il 
secondo, il sesto e l'ottavo pulsante otter- 
remo di bruciare j rclulìvi fusibili c quando 
lutti I pulsanti saranno rilasciati, la parola 


94 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


MCmnrofacili 


11111111 




che leggeremo sarà 0011 1010. Nelle 
PROM vergini, ogni locazione contiene 
una parola formata da tutti “1" ed “alle 
spalle" di ogni ”1 " c’è un inicrofusihile in- 
tatto. Bruciando i microfusibili voluti, con 
procedimento che discuteremo più avanti, 
otterremo di trasformare gli ”1" in "0”. e 
quindi di programmare te varie locazioni 
nel modo opportuno. Naturalmente ab- 
biamo dato una descrizione molto somma- 
ria che comunque può essere utile come 
primo approccio a questo tipo di memorie 
dando una rudimentale idea sul modo in 
cui esse vengono programmate. 

Più avanti nella nostra descrizione tro- 
viamo le EPROM che hanno la prerogati- 
va di poter essere cancellate e riprogram- 
mate se necessario. Brevemente diremo 
che le EPROM non contengono microfusi- 
bili da bruciare ma si avvalgono per la 
programmazione di una tecnica che per- 
mette di modificare in maniera quasi-per- 
manente la struttura interna del compo- 
nente in modo da ottenere nelle locazioni 
desiderate le opportune parole binarie. Ta- 
li componenti possiedono sul contenitore 
una finestra di quarzo la quale, se sottopo- 
sta per un certo periodo di tempo ad illumi- 
na/ione di raggi ultravioletti, permette la 
cancellazione di tutte le informazioni con- 
tenute nella memoria mettendola nelle 
condizioni di poter essere riprogrammata. 

Come ultimi elementi, tra quelli da noi 
indicati, ci sono le EAROM simili alle 
EPROM ma con la differenza che possono 
essere cancellate molto più facilmente e 
cioè applicando una tensione, detta lensio- 
ne di cancellazione, su un apposito piedino 
del dispositivo. 

Non richiedendo sul contenitore la pre- 
senza della finestra di quarzo, esse risulta- 
no meno costose delle EPROM. 

Un'altra differenza sostanziale tra le 
memorie RAM e tutti i tipi di ROM de- 
scritti è che le prime mantengono l’infor- 
mazione memorizzata fintantoché sono 
alimentate, cioè finché è presente tensione 
nel circuito mentre le altre conservano l’in- 
formazione anche se non alimentate. 

È bene aggiungere ancora per quel che 


riguarda le RAM che queste possono esse- 
re di due tipi e cioè statiche o dinamiche-, 
sono entrambi dispositivi "volatili” nel 
senso specificato sopra, solo che i primi, 
cioè le memorie statiche, non danno più 
problemi nel mantenimento dell’informa- 
zione una volta che quest'ultima è stata 
memorizzata in esse mentre le RAM dina- 
miche tenderebbero a perdere i dati, anche 
con la corrente attaccata, se questi ultimi 
non fossero periodicamente rinfrescali in 
memoria ad intervalli dì circa 2 millisecon- 
di. Un ciclo di rinfrescamento (refreshing) 
in pratica conferma di volta in volta dati in 
memoria che altrimenti scomparirebbero. 
Sembrerebbe a questo punto più conve- 
niente utilizzare nei propri progetti delle 
RAM statiche e se questo è vero da un 
punto di vista costruttivo, lo è un po’ meno 
da un punto di vista economico costando 
le memorie statiche molto di più rispetto a 
quelle dinamiche. Inoltre le singole celle di 
una RAM dinamica sono costruttivamen- 
te meno complesse ed occupano, diciamo 
cosi, meno spazio aH'inlemo del chip su cui 


viene fabbricata la memoria ed in propor- 
zione, a parità di dimensioni del chip, se la 
memoria è dinamica, essa contiene circa il 
doppio delle informazioni rispetto ad una 
memoria statica. Proponendoci di tornare 
a parlare più in detta^io in altra occasione 
dì questo argomento, approfondiamone 
un altro a cui abbiamo accennato più volte 
nel corso dell’articolo. 

Programmiamo una memoria 

Abbiamo parlalo di memorie e della lo- 
ro programmazione ma non abbiamo an- 
cora bene specificato che cosa significhi 
programmare una memoria e quali siano le 
operazioni da svolgere per ottenere tale 
scopo. Per rimanere nello stile dell'artìcolo 
cercheremo di spiegare queste cose con 
semplici esempi ed in modo non mollo 
rigoroso in maniera tale che possano essere 
alla portala di chiunque. 

Riferendoci per generalità ad una me- 
moria a lettura / scrittura, cominciamo col 
dire che la programmazione di una memo- 


MDTDrDTOrDTOrQrCh 



PRIMA PAROLA 


OTTAVA PAROLA 


MCmicrocompuler n. 34 • ottobre 1984 


ria consiste sostanzialmente nella memo- 
rizzazione di dati aH'intemo di essa. 

Supponiamo dì avere a disposizione per 
i nostri esperimenti una ipotetica RAM 8 
X 8; questo significa che disponiamo di un 
dispositivo capace di conservare 8 parole 
digitali ciascuna composta da 8 bit (vedi 
figura 6). Naturalmente, anche se non 
esplicitamente specificato, non é detto che 
le memorie debbano necessariamente con- 
tenere sempre parole da un byte (8 bit) ma 
possono contenere anche parole di altre 
dimensioni. Come potrete semplicemente 
verificare, la nostra RAM contiene 64 cel- 
lette elementari ognuna delle quali é capa- 
ce di contenere uno solo dei bit costituenti 
l'informazione digitale. Se vogliamo con- 
servare la parola ”00101 101" nella prima 
fila di otto cellette elementari, dovremo 
naturalmente conservare il primo bit. uno 
"0” nel nostro caso, nella prima cella della 
prima fila; il secondo bit, un altro zero, 
nella seconda cella sempre della prima fila: 
il terzo bit, un "I" questa volta, nella terza 
cella e cosi vìa fino al completamento della 
fila che corrisponde al completo inseri- 
mento del dato in memoria. Possiamo im- 
maginare di compiere, sempre nella nostra 
ipotetica memoria 8 x 8, le seguenti ope- 
razioni per raggiungere il risultato descrit- 
to (si faccia riferimento alla figura 7): per 
prima cosa poniamo il dato da memorizza- 
re sugli otto terminali di ingresso dati dopo 
di che premiamo per un attimo il pulsanle 
contrassegnato dal numero I (7a); compiu- 
te tali operazioni ci ritroveremo nelle con- 
dizioni della figura 7b. cioè con il dato 
memorizzato nella prima fila. Come tra- 
spare da quanto detto, l'ingresso dei dati é 
unico mentre la fila in cui lo si vuole con- 
servare viene selezionata dal pulsante pre- 
muto. Una fila di otto bit prende il nome di 



D-D-D-D-D-D-D-D 



registro di memoria: la nostra memoria 
possiede quindi otto registri. Per effettuare 
una operazione di lettura possiamo imma- 
ginare che ogni qual volta noi premiamo 


USCITA DATI 



fieiim s - l 


'irta RAM 


un pulsante, sui terminali di "uscita datC' 
compaia la parola contenuta nel registro a 
cui corrisponde il pulsante. Riguardo alle 
considerazioni elettriche per il momento vi 
basti sapere che in ogni cella si può imma- 
ginare contenuto un circuito simile a quel- 
lo della figura I con l'interruttore che apre 
il circuito, (togliendo cosi tensione dai capi 
della lampadina) in corrispondenza ad uno 
"0" posto sull'ingresso dati della memoria 
e che lo chiude in corrispondenza ad un 
"1" logico. 

Per essere leggermente più rigorosi dia- 
mo una occhiata alla struttura schematiz- 
zala in figura 8 la quale rappresenta la 
nostra RAM 8 x 8 in maniera abbastanza 
simile alle memorie reali. 

Le operazioni di lettura e di scrittura 
sono pressappoco le seguenti: per la scrit- 
tura si pone per prima cosa il dato che 
vogliamo registrare sui terminali di "in- 
gresso dati"; poi si pone sull'ingresso indi- 
rizzi l'indirizzo del registro in cui si vuole 
memorizzare il dato posto sui terminali di 
"ingresso dati". Questa volta la fila di celle 
su cui vogliamo agire è identificala indirei- 
tamenle da un numero binario di Ire bil. 
Con tre bit si possono ottenere otto diverse 
combinazioni e precisamente 

0 000 4 100 

1 001 S 101 

2 010 6 HO 

3 Oli 7 HI 

ciascuna delle quali, grazie ad un apposito 
decodificatore, identifica un registro diver- 
so. 

A questo punto per poter effettuare la 
scrittura non ci resta altro da fare che pro- 
vocare la adeguala variazione di livello sul 
terminale "scrittura" mandandolo ad 
esempio dal livello "0" al livello "l" (cioè 
da 0 volt a -1-5 voli). 

Per rileggere il dato le operazioni sono 
analoghe e cioè bisogna selezionare il regi- 
stro da cui si vuol leggere ponendo l'ade- 
guala combinazione sull'ingresso degli in- 
dirizzi e poi abilitare adeguatamente il ter- 
minale di “lettura" per veder comparire in 
uscita il contenuto del registro selezionato. 

Un'ultima considerazione vogliamo far- 
la sul terminale "selezione del chip": esso 
serve, quando in un circuito siano presenti 
più chip di memoria, a selezionarne uno in 
particolare, abilitando appunto il termina- 
le in questione ponendolo nella opportuna 
condizione logica. Si tenga ancora presen- 
te che quando le linee di indirizzo aumen- 
tano molto, i terminali di ingresso ed uscita 
dati vengono tenuti in comune ed è una 
adeguata logica di controllo che discrimi- 
na quando essi sono ingressi o quando 
sono uscite. 

Per quanto riguarda la scrittura nelle 
ROM programmabili dairulcnle (PROM, 
tPROM ecc.)essa avviene sostanzialmen- 
te nello stesso modo che in una RA M solo 
che. dopo aver specificato dati ed indiriz- 
zo. si manda su un apposito terminale un 
impulso ad elevala tensione, tipicamente 
intorno ai 25 volt, per ottenere la memoriz- 
zazione permanente. Iè€ 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


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Le basi del 

Data Base 

Data Base Management System: 
le fasi della realizzazione 

di Andrea de Prisco 

Conlinua il nostro piccolo viaggio nel montio elei Data Base. 

Dopo aver introdotto il concello di dolo, 
leggermenie più esleso di quello adoperalo generalnmile in Basic, 
in questo numero analizzeremo un po' più da vicino 
le tre fasi della reedizzazione di una buse di dati 
presso una qualsiasi azienda. 

con particolari riferimenti all'esempio della biblioteca già visto il mese .scorso. 


Seconda parte 
Raccolta dei requisiti 

Si parte dai Bisogni degli Utenti: dò che 
I comniiilenlì della Base vogliono auloma- 
tiMare. Generalmente le basidi dati vengo- 
no installale in posti dove già esiste un 
sistema informativo: combinazione di ri- 
sorse umane e materiali c di procedure or- 
gani/yate per la raccolta, archiviazione 
elaborazione e scambio dell'informazione. 
In mento all'esempio della biblioteca, gli 
addetti ai prestiti e consultazioni maneg- 
giano informazione anche senza l'ausilio 
di computer. L'insieme di schedari, regi- 
stri. gli elenchi (cartacei) di tutti gli utenti 
sono "informazione" allo stesso modo dei 
milioni 0 miliardi di bit sparsi su una unità 
a dischi rigidi. Non bisogna mischiare le 
due cose. Quando salta fuori il computer, 
si parla di sistema informatico, come soi- 
loinsicme di sistema informativo, finaliz- 
z.ato al trattamento automatico dell'infor- 
mazione. 

II primo vero e proprio passo verso l'au- 
lomazione é la Raccolta dei Requisiti: in 
questa fusesi analizzano le procedure (ma- 
nuali) già esistenti, estraendo il comporta- 
mento che dovrà avere il sistema da realiz- 
zare. l-a buona riuscita di questa fase sta 
tutta nella abilità di chi la cura. Si tratta di 
compiere vere e proprie indagini sul com- 
portamento della attività non automatiz- 
zala: scoprire cosa effeilivamcnie vale la 
pena di far fare a un computer, quali nuove 
priKedure inserire, di cosa il futuro utente 
della base di dati avrà bisogno ed altro. Il 
tutto interrogando gli “omini" del luogo 
(gli addetti, per intenderci) che di solito 
sono un po' restii a dare informazioni. Es- 
senzialmente per due molivi: primo, l'inna- 
ta paura della macchina che fa cose da 
uomini: in secondo luogo chiunque ha ben 


imparato il suo mestiere difTicilmente svela 
isuoi trucchi. E cosi la prima cosa da fare è 
familiarizzare coi dipendenti della società 
committente ... 

Raccolti tutti i requisiti, il passo succes- 
sivo è estrarre da questi: 

• Le categorie di dati che andranno trat- 
tati dal sistema informatico. 

• Le condizioni che devono soddisfare i 
dati perché siano significativi. 

• Le procedure aziendali da aulomaliz- 

• Parametri quantitativi sul volume di 
dati da trattare. 

• Grado di privatezza e sicurezza dei 
dati. 

Per quanto riguarda il primo punto c'è 
ben poco da dire. Di solito i dati trattati dal 
sistema informatico sono direttamente 
ereditali dui sistema informativo già esi- 
stente. con al più nuove classi, se necessa- 
rie. a causa di inserimento di nuove proce- 
dure non contemplate precedentemente. 

Il secondo punto riguarda i co.siddelli 
vincoli di integrità: opportune specifiche 
alte a rendere quanto più signiricaiivi e 
reali i dati mantenuti. Tanto per fare un 
esempio, un vincolo di integrità potrebbe 
essere il controllo sulla data di riconsegna 
di un libro, necessariamente successiva a 
quella di prestilo. Sembrerebbe una cosa 
inutile, ma serve, insieme agli altri vincoli 
descrivibili, a minimizzare possibili errori 
fra i dati. 

il terzo punto va analizzato ponendo 
l'attenzione su cosa devono fare le varie 
procedure più che sul come farlo. È solo 
nella fase di realizzazione vera e propria 
che verranno descritti i funzionamenti. 

Per quanto riguarda i parametri quanti- 
tativi sul volume di dati, la cosa che biso- 
gna maggiormente considerare é il loro 


tasso di crescita e la frequenza di atti vazio- 
ne delle procedure aziendali. In alcuni casi, 
la mole di dati iniziali è solo una frazione 
dei dati effettivamente usati in seguito dal- 
la base. 

L'ultimo punto riguarda la privatezza e 
la sicurezza dei dati. Più che ad una biblio- 
teca proviamo a pensare a una banca, e a 
che cosa potrebbe succedere se i dati non 
fossero abha.slanza al sicuro. Cosa direste 
se un giorno andando in banca dovessero 
comunicarvi che non .sanno più quanta 
avete in deposito? 

Sicurezza tanto contro inconvenienti in- 
volontari. quanto contro quelli a carattere 
piraleggiante. 

Compresa accidentale mancanza di elet- 
tricità. sul più bello di una modifica alla 
base di dati. 

Progetta/ione 

Dopo la fase di raccolta e definizione dei 
requisiti, si passa al progetto concettuale 
della base di dati. 

Purtroppo non e.sistc un'unica definizio- 
ne di progetto concettuale: uno dei pumi di 
accordo é che il progetto non sia troppo 
orientato ad aspetti realizzativi, ma sia 
usalo essenzialmente per verificare la con- 
gruenza con i requisiti specificati, nonché 
come mezzo di comunicazione non ambi- 
guo tra i progettisti e con il committente 
della base di dati. 

Vengono partoriti i vari schemi, tra cui 
quelli che mettono in luce le associazioni 
tra dati. 

È que.sto il punto cardine di lutto il di- 
scorso: il vero passo in avanti portato dal- 
l'introduzione sul mercato dei sistemi di 
gestione per basi di dati è la possibilità di 
agire simultaneamente su più insiemi di 


MCmicfOComputer n 34 • ottobre 1984 


dati, correlali tra loro. Con i normali sisie- 
mi di archiviazione, dò non era possibile. 
L'insieme o era unico, o la corrcla/ione Ira 
insiemi di dati doveva essere realizzata dal 
programmatore a livello di software. La 
domanda comunque resta sempre: perché 
organizzare dati in più insiemi e correlarli 
tra loro? 

Tanto pcrcambiarc. il motivo principale 
è niinimi/atarc la ridondanza, ossia ripeti- 
zioni di dati (di informazione) con ovvio 
spreco di memoria. Oltre a questo, una 
migliore organizzazione degli stessi per- 
mette di sfruttare facilmente nuove proce- 
dure non utilizzate precedentemente- Per 
chiarire meglio questo concetto, facciamo 
un ulteriore esempio. Immaginiamo di vo- 
ler costruire una mini base di dati su un 
insieme di indirizzi e numeri telefonici dei 
nostri conoscenti, sparsi un po' in tutta 


Italia, ma con ovvi picchi nella nostra città. 

Ogni registrazione (elemento registralo) 
sarà composta dai seguenti campi: 

Cognome 

Recapito 

N. Civico 

Telefono 

Prefìsso 

C.A.P. 

Città 

È chiaro che se conosciamo 50 persone a 
Bergamo. 25 a Chicli e 30 a Callanissetla. 
nel nostro insieme di dati la sequenza Cit- 
là = Bergamo. C.A.P. = 24100. Prefis- 
so =035 sarà inutilmente ripetuta 50 volle, 
cosi come per Chicli e Callanissetla e loro 
relativi C.A.P. e Prefissi. 

Se scomponiamo il nostro insieme di in- 
dirizzi in due insiemi. Località e semi-indi- 


rizzi, potremo risparmiare un po' di me- 
moria (nel riquadro i coniicmi). L'insieme 
dei semi-indirizzi sarà composto dai se- 
guenti campi: 

Nome 

Cognome 

Recapito 

N. Civico 

Telefono 

SiglaCittà 

Mentre l'insieme delle località, dai campi. 
SiglaCittà 
NomeCiltà 
Prefisso 
C.A.P. 

Per ogni conoscente di Bergamo basterà 
specificare BG. nel campo SiglaCittà. Per 
quelli di Chicli e Callanissetla. nspeiiiva- 
mcnlcCH eCL- Il nostro insieme di locali- 
tà sarà composto da soli tre elementi: 
SiglaCittà = BG 
NomeCitlà = Bergamo 
Prefisso = 035 
C.A.P. = 24100 

SiglaCittà=CH 
NomeCitlà = Chicli 
Prefisso = 0871 
C.A.P. = 66100 

SiglaCiltà=CL 
NomeCitlà = Caltanisscila 
Prefisso=0934 
C-A-P. = 93100 

La correlazione tra dati è rappresentata 
dal comune campo SiglaCittà nei due in- 
siemi. Nella costruzione della Base di Dati, 
si specifica che SiglaCittà non è normalissi- 
mo campo, ma un puntatore aU'insieme 
Località. Automaticamente, il sistema, ad 
ogni interrogazione suH'indirizzo di un de- 
terminalo conoscente, ricostruirà l'cnnu- 
pla completa, agendo su tuU'edue le classi, 
restituendo: 

Nome 

Cognome 

Recapito 

N. Civico 

Telefono 

SiglaCittà 

NomeCiltà 

Prefisso 

C-A.P- 

Come si può notare, pur avendo rispar- 
miato un bel po' di spazio, non abbiamo 
rinunciato a nulla, anzi, abbiamo anche 
l'informazione circa la sigla automobilisti- 
ca. 

Per quanto riguarda l'aspetto procedu- 
rale. se abbiamo conoscenti in tutta Italia 
(forse a questo punto è meglio parlare di 
clienti di qualche ditta, per essere più reali), 
organizzando in questo modo i dati, po- 
tremmo usare Tinformazione in nostro 

MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


Qualche calcolo 

Ncirurlicolo di questo mese e su quello del 
numero scorso è stalo più volte ripetuto che 
orgum/zundo dati in più classi (se c il caso, 
anche compiendo scomposizioni) c possibile 
rispurmiure un po' di spazio su disco. L'esem- 
pio trattalo riguarda un indirizzario: la classe 
degli indirÌ7.zi c stala suddivisa nelle due classi 
Semi-indirizzi c Città: 


SEMI 


INDIRIZZI 





! CITTA’ ! 

I ! 


La classe Città contiene Nome. Prefisso. 
C.A.P. c sigla automobilislica di tulle le città 
italiane (o solo di alcune, volendo). La classe 
dei Semi-indiriz/i. per ogni persona, nomo, 
cognome, recapito, telefono e sigla della città 
in cui abitano. 

Inutile dire che se dobbiamo inserire un 
indirizzo di qualeuno che non abiui in città, 
nulla ci vieta di inventarci cx-novo sigle auto- 
mobilistiche (un paio di caratteri del nome). A 
noi imercs-sa risparmiare spazio, non fare a 
tulli i costi qualcosa di giuridicamente corret- 

rucciumo qualche calcolo: supponiamo di 
dover registrare 80 indirizzi di Roma. S di 
Viterbo. 4 di Firenze, .t di Modena. Essendo 
cosi limitato l'insieme di città usate, inserire- 
mo nella classe Città soliamo Roma. Viterbo. 
Firenzee Modena. Per ogni Città, stimiamo di 
adoperare 1 8 byte (2 per la sigla. 7 per il nome. 
4 per il prefisso. 5 per il C.A.P. I- In tutto 72 
byte occupali dalla classe Città. Per ogni Se- 
mi-indirizzo ci serviranno 10 byte per memo- 
rizj'iirc il nome, 10 per il cognome. 15 per la 
via. 3 per il n. civico. 7 per il telefono e 2 per la 
sigla della città in cui si abita. 

In tutto fa: 

(RO-i-5-l-4-(-3) X (IO-l-IO-l-l5-l-3-t-7-l-2) = 
4324 byte occupati dalla classe Semi-indirizzi; 
sommando a questi i 72 byte dell'ultra classe fa 
4396 byte per memorizzare la nostra piccola 

Proviamo ora a calcolare lo spazio che 
avremmo occupato senza la suddivisione nelle 
due classi. Per ogni registrazione ci servono IO 
byte per il nome, 10 per il cognome. 15 per la 
via. 3 per il n. civico. 7 per il telefono, 4 per il 
prefisso, 7 per la città e 5 per il C.A.P.. In lutto: 
(80-I-S-I-4-I-3) X (10-I-I0-I-I5-I-3-I-7-I-4-I-7 
-f5) = 5612 byte 

... delti anche 1288 byte butiaii (30"„). 
quanti cfrellivamenlc se nc sprecano per mc- 
moriz.zare inuiilmemc in più 79 volle Roma. 
79 volte 06. 79 volle 00100 ecc. ecc- 


100 



possesso per conoscere ad esempio il 
C-A.P. di qualche ciità senza necessaria- 
mente ricorrere a qualche elemento che 
abita li. 

Rcaliz/a/ione 


Dopo la definizione dei vari schemi, del- 
le classi di dati che useremo, delle varie 
procedureche saranno utilizzate con la Ba- 
se di Dati, inizia la vera e propria fase di 
realizzazione. È solo in questo momento 
che entrano in hallo le caratteristiche speci- 
fiche del sistema di gestione per basi di dati 
da noi utilizzalo. L’ultimo passo dipende 
cioè dallo specifico linguaggio adottato. 
Come già anticipato nel numero scorso, un 
SGBD c paragonabile a un potentissimo 
linguaggio di programmazione, partico- 
lurmcntc orientato al trattamento dei dati. 
Gli operatori disponibili sono a decine, e 
tulli dalla potenza incredibile. La fase di 
realizzazione, dopo aver eseguito una buo- 
na raccolta e definizione dei requisiti c un 
buon progetto concettuale, diventa la più 
facile delle tre operazioni. 

Il programmatore (quasi) non deve far 
altro che tradurre in un linguaggio più pre- 
ciso quanto partorito nelle due precedenti 
fasi. Oggi, installare una base di dati non 
vuol dire organizzare informazione su me- 
moria di massa. Niente problemi di Sorl 
(ordinamento), raccolta, verifica e recupe- 
ro dei dati: a tutto questo pensa il sistema. 
Anzi, la tendenza attuale è proprio quella 
di ottenere l'iodipendenza delle applicazio- 
ni dall'organizzazione fisica e logica dei 
dati. Indipendenza fisica vuol dire che .se 
un sistema é Data Base non dovremo mai 
sentirci limitati da come vengono organiz- 
zali fisicamente su disco i dati. Se vogliamo 
trattare rinformazione in un determinato 
modo, il sistema non deve impedircelo. 

L'indipendenza logica é un po' più com- 
plicala da spiegare e allo stesso tempo an- 
che più difficile da garantire. In parole po- 
vere. dopo aver progettalo e realizzato una 
Base di Dati secondo uno schema logico, 
modifiche a questo non devono ripercuo- 
tersi anche sui programmi applicativi (pro- 
cedure) già scritte. 

Sempreehé le modifiche non siano radi- 
cali. 

Meno parole ... 

Con gli elementi in nostro possesso, pos- 
.siamo divertirci un po' a simulare l'instal- 
lazione di una Base di Dati presso una 
biblioteca. La prima operazione che com- 
piremo è quella dì definire le categorie di 
dati da trattare. Immaginiamo che possa 
usufruire della biblioteca qualsiasi cittadi- 
no dotato di regolare documento di rico- 



noscimento. È possibile consultare qual- 
siasi libro o pubblicazione c prendere in 
prestito per un limitalo numero di giorni 
(diciamo al più 10 gg.) solo un soltoinsìc- 
medel materiale in possesso della bibliote- 
ca. Ciò per evitare che te.sti di particolare 
interesse siano non disponibili per la con- 
sultazione. Inoltre, se un lesto non é pre- 
sente. l'utente può lasciare una prenotazio- 
ne che blocca il testo al momento della 
riconsegna per 24 ore. tempo massimo 
concesso per il nuovo ritiro, .senza che altri 
glielo "rubino". 

Tra i vincoli che imporremo: ogni utente 
non può prendere in possesso più di Ire 
libri e non gli vengono più concessi prestiti 
se precedentemente ha riconsegnato un li- 
bro con più di due giorni di ritardo. 

1 dati che iralteremo riguardano i mate- 
riali in possesso della biblioteca, la lista di 
lutti gli utenti che consultano o prendono 
in prestito libri o pubblicazioni, tulle le 
prenotazioni e l'insieme dei materiali in 
prestito. La situazione è mostrala in figura 
I ed èia stessa vista nel numero scorso, con 
la sola aggiunta dei nomi delle associazioni 
tra oggetti di classi diverse. 

Di maggiore rilevanza è curare l'aspetto 
procedurale: quale sarà il comportamento 
della basedi dati una volta funzionante. Le 
principali operazioni che verranno svolle 
saranno appunto quelle inerenti prestili, 
consultazioni e restituzione dei materiali. 
Oltre a queste, la possibilità di conoscere la 
lista dei libri che dovrebbero essere resti- 
tuiti in giornata (di ogni libro prestato si 


conosce la data di restituzione), la lista 
degli utenti ritardatari, i lesti maggiormen- 
te richiesti ed altro. Inutile dire che il siste- 
ma dovrà auiomutìcamcnle stabilire se 
concedere o meno un prestilo. In altre pa- 
role, oltre a sapere se il libro sia o no pre- 
sente tra gli scalTali. deve controllare i 
quattro seguenti vincoli; 

• Il testo è tra quelli prestabili. 

• L'utente non ha più di due testi già in 
prestito- 

• L'utente non é un rilardalario. 

• Il lesto non è stalo già prenotato da 
qualcuno (o la prenotazione è scaduta). 

Ai momento della riconsegna, il sistema 
esegue le due seguenti operazioni: 

•Toglie il testo dalla classe dei Materiali 
Prestali. 

• Controlla che non siano passali più di 
l2giornidalladaiudi consegna (altrimenti 
segnala l'utente nella cla.ssc come utente 
ritardatario). 

Per questo mese ci fermiamo qui. Sul 
prossimo numero vedremo come sia possi- 
bile realizzare una tale base col modello 
semantico dei dati sfruttato dal Basic-mi- 
calanto e dai linguaggi SGBD deirullima 
generazione. Teniamo a ricordarvi che il 
Basic-micalanio. seppur inventato di sana 
pianta per mostrare come si operi su insie- 
mi di regi-sirazioni. non dilTerisce mollo dai 
sistemi dì gestione per basì dì dati oggi in 
commercio: il suo uso é particolarmente 
adatto a noi (Basic-dipendenti) maledetta- 
mente abituati ai numero linea e ai GOTO. 


MCmicrocompuier n, 34 - ottobre 1984 


101 


Vferbatim 



Datalife 



Diablo i 







1 



Stampanti ' 


EPSON 1 GRn^TEC 

Computcrs ^Bi ( 


p Stampanti Plotters / Digitizers 


datasouth 


Olympia 


StampantP 


Terminali Video 


Stampanti a margherita 


SCEUIE OBBLIGAIE 
PERCQMBIIIAZIQNI 
VraCENTI. 


Per ulteriori informazioni e per conoscere l’indirizzò del 
RIVENDITORE più vicino, rivolgersi a TREPIU’ 





di Maurizio Bergami 

Le variabili di sistema 


bassa dello schermo ed il colore di BORDER. 

Ecco il significato degli otto bit che la compongono. 



I primi tre sono per l'INK della i-ona bassa dello schermo: i 
secondi Ire invece per il colore di PAPER della slessa zona, colore 
che è uguale a quello di BORDER. Infine gli ultimi due bit 
controllano rispettivamente il BRIGHT ed il ELASH sempre del 
lower scrcen. 

Con questa variabile é quindi possibilemodificarei colori delle 
zone dello schermo interessale con una semplice POKEc addirit- 
tura avere le linee di input lampeggianti o più luminose. 

Ecco come si può fare; 

POKE 23624, a- <colore di BORDER> + <colore di INK > . CLS 
perottenere gli effetti di FLASHe, oBRIGHTbi.sognaaggiunce- 
re 128 (FLASH ile o 64 (BRIGHI 1), 

Proviamo un esempio tanto per chiarire le idee: supponiamo di 
volere un BORDER blue, per le righe di input, un INK magenta. 

I colori corrispondenti a blu e magenta sono l e 3. quindi 
dovremo fare: 

POKE 23624, 8-t 3: CLS. Cioè POKE 23624, 11 CLS 

purtroppo il colore del bordo rimarrà invariato lino alla successi- 
va pressione di un tasto quai.siasi; perchè i Ire colori cambino 
contemporaneamente conviene allora far precedere la POKE da 
un BORDER appropriato (BORDER I m questo caso). 

II programmino che segue permette di giocare un po' con 
BORDCR per provare varie combinazioni di colore. 


Cominuiumo il nostro "rìaggin". iitiziaio il mese scorso, all'iii- 
lento lidie variahiU di sistema dello .‘>yJÉ’[7r«Hi. 

Le variahiU di sLstema, tu ricordiamo per dii avesse perso la 
pianala precedente, .sono delle celle di memoria dove il computer 
memorizza i dati di cui ha bisogna per liaizionare corrctiamenie: ad 
esempio il valore della RA,\fTOP. i colori di BORDER. INK e 
PA PER. l'indirizzo al gitale inizia U programma Basir e mollissime 
altre informazioni. 

2.3621/2 PF*C 

Contiene il numero della linea di programma in corso di esecu- 


10 INPUT "LOUItf »Cfttft INK ? '■ 

; LowmK 

00 INPUT "Low«r tcr««n paper ? 
Loupaper 

30 LET va L«8« lowpapcr -f Loitfin K 
40 INPUT "FLASH ? (a/n) "jfl 
50 INPUT "'BRIGHT 7 ta/n) 

60 IF f*»"'a" THEN LET vaL«vaL + 

1S8 

70 IF bt*""a" THEN LET wai«vai.+ 
64 

80 BORDER Lowpapar; POKE 03604 


2,3623 SIBPPC 

Contiene il numero dello statemeni in esecuzione, ovviamente 
all'interno della linea sopra menzionata. 

Sin questa variabile che la precedente sono di ben poca utilità 
per il programmatore. L'unico uso che ci viene in mente è in 
unione ad ERR NR per forzare dei me.ssaggi di errore. Come 
ricorderete, qucsl'ultima variabile contiene il numero corrispon- 
dente al messaggio di errore che viene stampalo sullo schermo, 
meno I. Nel caso di un errore 7 (RETURN without GOSLIB) 
ERR NR conterrebbe quindi il numero 6. Se non si verificano 
errori (repori 0 OK) contiene invece 255. 

Per ottenere un dclerniinalo messaggio di errore basta allora 
POKare in ERR NR il numero voluto, ricordandosi di sottrarre 
l. e poi assicurarsi che il programma termini senza errori. 

Il modo più semplice è probabilmente questo: 

POKE 23610, < CODICE ERRORE - 1 > GOTO 9999 9999 REM 

La linea ha il solo scopo di impedire che il GOTO produ- 
ca il messaggio 0 OK. 

In questo modo. però, nel messaggio di errore comparirà il 
numero di linea 9999. Per forzare ancoe il numero di linea si 
possono appunto sfruttare PPC’ c SUBPPC: se N è il numero di 
linea desiderato basta trasformare la linea 9999 in 
9999 POKE 23621. N - 2S6-INT (N/256), 

POKE 23622, INT (N/256): 

POKE 23623, <numero di stalement> 


23624 BORPRCR 

Questa viiriabile controlla gli aitrihuli di colore della parte 


2-3625/6 KPPC 

Contiene il numero delia linea sulla quale si trova il cursore. 
Modificando il valore di EPPC da programma non si ottiene 
alcun effetto visibile, però può ugualmente servire nei programmi 
nei quali occorre spesso modificare una linea (ad esempio per 
cambiare una funzione delìnibile). Posizionando il cursore al 
punto giusto nel corso del programma sarà possibile editare la 
linea semplicemente premendo EDIT all'arresto delfesecuzione. 

2.3627/8 VARS 

È il puntatore alla zona di memoria nella quale sono contenute 
le variabili del programma Basic. Il manuale riporta, al capitolo 
24, il modo in cui esse sono codificale in quest'arca. 


2,3629/.3fl DF-ST 

Contiene l'indirizzo in memoria della variabile che viene asse- 
gnata con un LEI- Se la variabile è già csisienle allora DESI 
punta alla sua posizione nell'area variabili, altrimenti punta all'i- 
nizio del suo nome nell'area di programma. 

In 10 LET A = 0. ad esempio. DESI punterebbe all'indirizzo 
della lettera A (ovviamente solo se la linea non fosse stata già 
eseguita in precedenza). 

Si può sfruttare DESI per trovare l'indirizzo di una variabile 
numerica in questo modo: 

10 LET A-0 
20 LETAMA 

30 PRINT PEEK 23629 256 • PEEK 23630 


MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984 


103 


236.15/6 PROG 

L'indirizzo iniziale del programma Basic; punta al primo dei 
due byte che contengono il numero di linea della prima linea di 
programma. Senza microdrive collegatiquestoindirizzoò23755- 
POKando in entrambi questi byte il numero Osi ottiene una linea 
iniziale che non é possibile né editare né cancellare e nella quale si 
pu(S inserire qualche messaggio di copyright. Per far ciò prima si 
scrive la linea normalmente, mettendo il messaggio ad esempio 
sotto l'orma di REM. poi: 

POKE n , 0 - POKEn + 1,0 

dove n - PEEK 23635 + 256 • PEEK 23636 

Naturalmente questa forma di proiezione è cITicacc solo fino 
ad un certo punto, perché basta cambiare un'altra volta il nume- 
ro della linea sfruttando le stesse informazioni per renderla nuo- 
vamente cdilabile. 

Dal momento che la zona variabili, della quale abbiamo già 
parlato, risiede in memoria esattamente sotto l'area Basic, é 
possìbile conoscere molto semplicemente quanto spazio occupa il 
programma con la linea: 

LET lunghezza = PEEK 23627 4 256 • PEEK 23628 - PEEK 

23635 - 256 • PEEK 23636 : PRINT "Il programma Basic occupa" 
lunghezza; "byte" 

2.1637/8 NXTLIN 

L'indirìz/o della linea di programma successiva a quella in 
esecuzione. Èuiile soprattutto a chi è solilo inserire suhrouline in 
linguaggio macchina in linee REM (pessima abitudine, questa, 
almeno sullo Spectrum.* Sullo ZX tfl era molto più efficace, ma 
sul fratellino minore dello Spectrum. tra le altre cose, il program- 
ma iniziava ad un indirizzo fisso in memoria). 

Si fa cosi: 

9900 LET A = USR (PEEK 23637 + 256 • PEEK 23638 + 5) 

9910 REM . ... (linguaggio macchina) 

Aggiungendo una linea 9920 RETURN si ottiene una subrou- 
line in L M richiamabile da Basic semplicemente con un GOTO 
9‘XK). 

236.19/40 DATADD 

E un puntatore all'ultimo elemento dell'ultima lista di DATA 
Iella (il carattere di ENTER oppure la virgola). Se non é siala 
ancora eseguita alcuna istruzione di READ (oppure dopo un 
RESTORE od un RUN) punta al byte che precede immediata- 
mente l'area Basic, cioè il CHRS 12K (80 h) che marca la fine della 
zona di ehannel ini'ormalion. 


2.1641/2 LINE 

Punta alla zona di memoria che risiede dopo quella destinata 
alle variabili e che contiene le linee (oi comandi) in fase di editing. 

Grazie a questa variabile si può calcolare sia Io spazio occupa- 
lo da programma e variabili sìa dalle variabili solamente: basta 
sottrarre airindìrìzzo che contiene, quelli puntati da PROG u da 
VARS (naturalmente dopo che il programma abbia girato alme- 
no una volta). 

LETprogrvar = PEEK 23641 256 • PEEK 23642 - PEEK 23635 - 256 • 

PEEK 23636; PRINT "Programma e variabili occupano" ' progvar : 
byte " 

LETvar = PEEK 23641 + 256 ■ PEEK 23642 • PEEK 23627 - 256 • PEEK 
23628 PRINT "Le variabili occupano" ' var ; "byte" 


23641/2 LINE 

Punta alla zona di memoria che risiede dopo quella destinata 
alle variabili e checontìene le lìnee (oi comandi) in fase di editing. 

Grazie a questa variabile si può calcolare sìa lo spazio occupa- 
lo da programma e variabili sia dalle variabili solamente: basta 
sottrarre aH'indirizzo checontìene. quelli puntati da PROG o da 
VARS (naturalmente dopo che il programma abbia giralo alme- 
no una volta). 

LETprogrvar - PEEK 23641 -i- 2S6 • PEEK 23642 - PEEK 23635 - 256 • 
PEEK 23636 PRINT "Programma e variabili occupano" ' progvar : 
"byte " 

LET var = PEEK 23641 + 256 • PEEK 23642 • PEEK 23627 - 256 • PEEK 
23628 PRINT “Le variabili occupano" ' var ; "byle" 


2.1658 FLAGS2 

Il bit .Idi questa variabile segnala se le maiuscole sono attiva te; 
in altre parole se si è o meno in condizione di CAP.S LOCK. 

Per selezionare da programma le maiuscole si può quindi fare: 
POKE 23658, 8 
per tornare alle minuscole: 

POKE 23658. 0 

Ciò implica, naturalmente, che gli altri hit siano a 0: dì solito è 
cosi, ma in qualche caso le due POKE possono provocare qual- 
che strano elTello collaterale. Per essere sicuri di non aver proble- 
mi conviene allora controllare prima il contenuto di (-'LAG.S 2 
con una PEEK. 


2.3659 DF SZ 

Contiene il numero di linee (di solilo 2) della parte ba.ssa dello 
schermo, riservata normalmente all'INPUT cd ai messaggi dei 

I vecchi possessori di uno ZX 81 avranno già pensalo alla 
possibilità di ridurre DF SZ a zero per poter ulilizziirc anche le 
ultime due linee: chi ci ha provato avrà constatato come il sistema 
obietti violentemente al tentativo rispondendo con un blocco al 
quale non si può rimediare se non scollegando ralimcniazione (c 
perdendo lutto il contenuto della RAM). 

Quello che provoca il blocco dello Spectrum non é tuttavia 
risiruzione POKE 23659. 0. che effettivamente permetterebbe di 
scrivere nella venliduesima e vcntilrecsima linea, ma il fallo che 
appena il sistema operativo prova a scrivere qualcosa in quella 
zona (ad esempio il classico rcporl 0 OK al termine dell'esecuzio- 
ne) non trova più lo spazio disponibile e va in crash. 

La soluzione al problema è quella di riportare DF .SZ alla 
normalità con un POKE 23659.2 subito dopo aver elTetiua togli 
opportuni PRINT- Inoltre occorre evitare che lo Spectrum tenti 
di scrivere qualcosa nelle ultime due linee mentre DF SZ vale 
ancora 0: questa possibilità sì verifica se sì ferma il programma 
con un BREAK, se lo schermo si riempie e lo Spectrum prova a 
chiedere "Scroll?" e co.si via. 

Da notare che PRINT AT accetta solo numeri di linea fino a 
22. quindi PRINT AT 23. ... non funziona; si può in ogni caso 
aggirare il problema e riuscire a scrivere direttamente sull'ultima 
linea con PRINT AT 22.31 '. 

Ecco un brevissimo programma dimostrativo: 


le POKC 83669,0 
20 FOR i»Z TO 23 
30 PRINT i 
40 NEXT i 

60 PRUSE 1: PAUSE 0 
60 POKE 83669,8 


11 l'atto che il sistema si blocchi quando DF SZ vale Oc si prova 
a fermare l'esecuzione con un BREAK mette a disposizione del 
programmatore un metodo semplice per la proiezione dei pro- 
grammi. usalo anche da alcune software house professionali, 
come la Melbourne House in Hungry Horaee. 

Basta infatti aggiungere al programmino Basic che carica lo 
SCREENS introduttivo ed il programma vero e proprio in lin- 
guaggio macchina la linea l POKE 23659.0. In questo modo, se si 
prova a dare il BREAK per riuscire a vedere quale indirizzo é 
contenuto nella linea -. RANDOMIZE USR <ind. > (o simila- 
re) che manda in esecuzione la parte in L M. il sistema si blocca 
senza scampo. 

I furbi, però, possono sempre caricare la parte Basic con un 
MERGE che impedisce l'aulorun dei programmi, ed esami- 
narsi il listalo in tutta comodità. 

Terminiamo questa chiacchierala su DK SZ osservando che 
esiste un modo molto più semplice di scrivere nelle ultime due 
linee dello schermo: ricordando che lo sircam 1 (vedi la puntala 
precedente, variabile STRMS) è connesso al ehannel K (parte 
inferiore dello schermo), basta fare PRINT 5 1; ... 


104 


MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984 


Olire alla maggiore praticità questo secondo metodo ha il 
vantaggio di non provocare crash indesiderali. 

23662/3 01.DPPC 

Contiene il numero di linea alla quale salta, dopo un BREAK. 

il comando CONTINllE; 

23663 OSPPC 

Numero dello statement al quale salta CONTINUE. aH'inler- 
no della linea sopra menzionala. Sia questa variabile che la 
precedente possono essere usale in fase di debugging per far 
ripartire un programma, dopo un BREAK, alla linea ed allo 
statement desiderati: un semplice GOTO ... non permetterebbe di 
selezionare anche lo statement. 


2.3670/1 SEED 

Contiene il seme per la generazione dei successivo numero 
casuale. Subito dopo l'accensione vale 0 e può essere modificato 
con l'istruzione RANDOMiZE <numero> o semplicemente 
con RANDOMIZE. Nel primo caso in SEED viene memorizzalo 
il numero specificato, altrimenti II contenuto dei primi due byte di 
FRAMES. Ogni volta che viene usala la funzione RND. SEED 
viene modificato in base alla formula; 

SEED (75 ■ (SEED - 1) mod 65537 - 1 

il valore prodotto da RND altro non è se non SEED diviso per 
655.36. 

23672/3/4 FRAMES 

È un contutore del tempo trascorso dal momento dell'accen- 
sione. misurato in cinquantesimi di secondo. Può essere usato 
come timer, ncordando però che il conteggio viene arrestato in 
tKcasione di operazioni di SAVE. LOAD e BEEP. 

Abbiamo già parlato di FRAMES in TulloSpcclrum di marzo; 
in quella puntala, alla quale vi rimandiamo per un'analisi detta- 
gliala delle possibilità offerte da questa variabile, sono presenti 
alcuni programmi dimostrativi che permettono di u.sare lo Spec- 
irum sia come orologio che come cronometro. 


2.367.V6 IDG 

Contiene Tindirizzo del primo dei caratteri grafici definibili 
(all'accensione vale 32600 per lo Spectrum 16 K e 65368 per il 48 
K). E lo stesso numero ottenibile con USR "a", espressione 
pcrfellamcnle equivalente a PEEK 2.3675 -i- 256 • PEEK 23676. 

POKando UDG con un valore più altosi possono guadagnare 
un po' dì bytes dì memoria, fino ad un massimo di 168: bisogna 
però ricordarsi di spostare successivamente la RAMTOPal valo- 
re POKalo meno I , Raramente, tuttavia, ci si trova cosi a corto di 
memoria da dover impiegare anche i bytes riservali ai caratteri 
ridefinibili. 

È più utile invece fare il contrario e predisporre in memoria più 
di un set di caratteri grafici, selezionando quello desideralo al 
momento di usarlo. 

Per ogni set di UDG é necessario riservare 168 byte. 

Una piccola nota per quello che riguarda il salvataggio degli 
UDG su nastro: in numerosi programmi i caratteri grafici vengo- 
no richiamali dal programma principale con un LOAD CO- 
DE; conviene invece usure l'istruzione LOAD "" CODE USR 
"a" che. anche se è un po' più lunga, permette di leggere i 
programmi senza problemi, qualunque sia la versione di memo- 
ria con la quale sono stali registrati. 


2.3677/8 COORD.S 

Non si tratta di una variabile a due byte quanto di due variabili 
separate, che contengono rispcllivamenie le coordinate X e Y 
deirullimo punto ploltalo. POKE 2.3677.X ; POKE 23678.y posi- 
ziona il cursore grafico alle coordinate x.y ma, a differenza di 
PLOT x.y non accende il punto specificato. 


2.3679 P POSN 

Contiene il valore 33 meno il numero di colonna al quale 
apparirà il successivo carattere (non sullo schermo ma sulla 
stampante). Modificare la variabile con una POKE non provoca 


tuttavia un cambiamento della posizione di LPRINT se non si 
modifica contemporaneamente anche PR CC (vedi sotto). 

2.3680 PR CC 

Contiene il byte meno significativo dell'indirizzo del printer 
buffer al quale andrà il successivo carattere da stampare: in altre 
parole contiene 23269 + il numero della colonna da stampare. 
POKando PR CC si può cffeitivamente modificare la successiva 
posizione di stampa, purché si modifichi contemporaneamente 
anche P POSN. altrimenti il sistema non riconoscerà la fine della 
linea in modo corretto. 


2.3681 

Il manuale dice di questa variabile che non è usala: in realtà 
essa contiene il numero 91. cioè il byte allo deH'indirizzo del 
printer buffer. Può essere impiegala per usi propri, ad esempio 
per passare dei parametri ad una routine in linguaggio macchina, 
a patto di non usare contemporaneamente la stampante. In 
questo caso, infatti, il sistema operativo ripristinerebbe automa- 
ticamente il vecchio valore. 


2-3684/5 DE CC 

Indiri/.zo dell'attuale po.sizione di PRINT all'interno del di- 
splay file. Modificare questa variabile per cambiare la posizione 
dì stampa épiulloslocomplicato. a causa della singolare organiz- 
zazione del display file dello Spectrum. 

Se la posizione di PRINT é Y.X allora si ha; 

DF CC - 204$ • INT (Y/8 + 8) t (Y - 8 • INT (Y/8) ) • 32 + X 

2-3688/9 S POSN 

Anche in questo caso non si tratta dì una variabile a due byte 
ma di due variabili; la prima contiene 33 meno l'attuale colonna 
di stampa, la seconda contiene 24 meno l'attuale riga di stampa. 
La prima delle due risulta molto utile durante la stampa di frasi 
per evitare che una parola venga spezzata alla fine di una riga: 
basta confrontare la sua lunghezza con il valore contenuto in 
2.3688 meno I. 

Il contenuto di 2.3689 può invece essere sfruttato per ripuli- 
re automaticamente lo schermo prima che appaia la scritta 
"scroll IF PEEK 23689 = 3 THEN CLS 


23692 SCR CT 

Contiene il numero di linee, più I. che verranno automatica- 
mente scrollate prima che compaia il classico prompt in fondo 
allo schermo. Normalmente vale I (cioè il prompt compare appe- 
na lo schermo è pieno), ma può essere portato fino a 255. 

Inserendo un'istruzione di POKE 23692.255 in un punto ese- 
guilo spesso dal programma, in modo che SCR CT non raggiun- 
ga mai il valore I. si ottiene uno scroll automatico. 

I possessori di ZX 81 passali allo SFKX'trum spesso si lamentano 
della mancanza, su quest'ultimo, dell'istruzione SCROLL. che 
produceva lo scroll di una sìngola linea verso l'ulto. Lo stesso 
risultato si può ottenere grazie ad una routine presente in ROM. 
Provale questo programmino: 

B PRINT PT 10,® 

10 POR i al TO 10 
20 RRNDOHXZE USR 35S2: PRINT R 
10 . 0 ; 

30 PRINT i 
40 POR Jal TO 100 



la routine delia ROM viene richiamala dall'islruzione RANDO- 
MIZE USR 3528; il PRINT immediatamente successivo (si noti 
il ;) serve ad evitare che lo scroll sia di due linee. 

Un po' meno utile è la possibilità di far comparire a volontà la 
scritta "scroll in ogni caso si fa cosi; RANDOMIZE USR 
321.3. 


MCmicfocompuler n. 34 • ottobre 1984 


105 


23693 ATTR P 

Contiene i colori permanenti di IN K e PAPER; inoltre segnala 
le sìIiia7Ìoni (sempre permanenti) di FLASH c BRICHT. 

Ecco il signiricuto dei vari hit: 



I primi ire bitcontengono il colore di INK espresso in binario; i 
secondi tre quello di PAPER, infine i bit 6 e 7 vengono settati 
rispettivamente in conditone di BRIGHT I e FLASH 1. 

Per selezionare i vari colori dello schermo si può quindi usare 
una singola POKE in questo modo: 

POKE 23693,8 • < colore di PAPER > + < colore di INK> 

per ottenere gli elTelti di FLASH ero BRIGHT bisogna sommare 

al valore da POKare 128 e o 64. 


23695 ATTR T 

Contiene i colori temporanei, quelli cioè specificati nei singoli 
statement di PRINT. Normalmente vale 56. 

Modificarne il valore non ha alcun elTeuo visibile. 


2.3696 MASK T 

È l'equivalenie di MASK P per i parametri temporanei. Come 
nel caso di ATTR T. modificarne il valore non serve praiicamen- 

23697 P FLAG 

Contiene 8 flag usa 
significalo: 

per la stampa sullo schermo; eccone il 

hit 7 

bit 6 

hit 5 

hit A 

bit 3 

bit 2 

bit 1 

biro 




qicàl. 

' 





1 p'nrcn r « 

LCT V« i.«a«p«ptr +inii 

INPUT ::fu0|h_ 7_ ci/n) . f • 


IP ThEN LET V*I.SV«U 

POKE 23693, V«l: CL6 


23694 MASK P 

Questa variabile permette alio Spectrum di sapere quali attri- 
buti usare nella stampa sullo schermo quando viene specificato il 
parametro 8. che (vedi pagina 1 1 1 del manuale) ha il signi ficaio di 
"Irasparenlc". 

II significato dei bit che la compongono é riportato nella figura 
sotiosianie 



Normalmente, quando è specificato INK 8 i bit 0. 1 e 2 sono 
lutti e tre settati; analogamente per bit 4. 5 e 6 quando viene 
specificato PAPER 8. 

Sellando solo alcuni dei hit che compongono questi due grup- 
pi. è tuttavia possibile limitare refTeiio di "trasparenza" a solo 
alcuni dei colori primari (blu. rosso e verde). 

Nella tabella che segue sono riportale le corrispondenze bit co- 
lore. oltre ai valori da POKare in MASK P per ottenere un 
determinalo enèlio: segliefTeili desidera ti sono più di uno si deve 
usare la somma dei rispettivi valori. 



in pratica questi llag controllano le funzioni OVER 1. INVER- 
SE I. INK 9 e PAPER 9. Perognunacisonodueflag. per indicare 
se si tratta di un effetto permanente o temporaneo. 

La tabella che segue permette di conoscere i valori da inserire in 
P FLAG. per ottenere uno degli effetti sopra citali, senza dover 
ricorrere al corrispondente statement Basic; anche in questo caso 
SCSi vogliono attivare più funzioni contemporaneamente bisogna 
sommare i corrispettivi valori. 



Que.sia variabile, che il manuale dichiara non utilizzabile, do- 
vrebbe in realtà servire per il controllo da parte dell'utente degli 
iniorrupi non mascherabili. La routine relativa è infatti presente 
in ROM a partire daH'indirizzo 0066 h. ma un bug la rende 
inutilizzabile. L'arrivo di un interrupl non ma.scherabile ha infin- 
ti il solo effetto di provocare un restart del sistema quando NMI 
ADD ha il valore!), mentre in teoria, avrebbe dovuto generare un 
salto aH'indirizzo puntalo da NMI ADD (sotto la condizione 
NMI ADD <> 0). 


23730/1 RAMTOP 

Punta al byte che precede la zona dei caratteri grafici. Abbas- 
sandone il valore si può riservare un'arca di memoria per even- 
tuali routine linguaggio macchina. Dal momento poiché il NEW 
non ripristina il vecchio valore, si possono immagazzinare in 
quella zona anche dati da passare al programma che si carica 
successivamente. MC 


106 


MCmicrocompuier n 34 - oilobre 1984 




DISPONIBILE 


PC ALPHATRONIC 


BIBLIOTECA PROGRAMMI ALPHATRONIC 

Contabilità generale: Partitari - Situazione contabile • Registri IVA - Denunce e allegati annuali IVA. 
Contabilità semplificata: Registri IVA • Riepiloghi periodici - Situazione contabile - Elenco clienti e fornitori 
Paghe e stipendi; Cedolino - Quadrature - Elaborazioni mensili - Servizi annuali, 

Amministrazione condominiale: Ripartizione - Acconti - Spese - Fornitori 

Magazzino e fatturazione: Gestione preventivi; conferma d’ordine, bolle in automatico con fatturazione 
(immediata, differita, accompagnatoria) in codice alfanumerico - Listino - Giornale - Inventari valorizzati: prezzi 
di acquisto - Inventari valorizzati; prezzi di vendita - tratte e ricevute bancarie - Statistica di vendita. 

Legge 373; Calcolo e progettazione delle dispersioni termiche di un edificio. 

Programmi di utilità: Cross-reterence - Dump memorta/disco - Routine in assembler - Auto-index. 
Gestione Periti Inlortunistica: gestione tempario ed emissione automatica perizie, stampa 
inviti, stampa parcelle e fatture, situazione pagamenti con assicurazioni, ricerca su archivio storico. 
Gestione Aziende Vitivinicole: gestione prodotti iniziali e finali, emissione bolle e fatture - vuoti 
e cauzioni - aggiornamenti e stampa registri. 

Mercati Ortofrutticoli: Gestione partite, ordini, fatture, clienti, fornitori, stampe riepilogative di fine giornata, 
trasmissione dati per studi commerciali. 

Ottici e Lenti Corneali: Gestione archivio clienti con prima e successive prescrizioni. Gestione magazzini: Lenti 
corneali - Ottica - Materiali - Sbozzi e semilavorati. Statistiche. 

Ingegneria in regime sismico • Data Base - Text editor - Mailing lisi - Alberghi 
Case di spedizionieri e trasporti • Controlli numerici - Laboratori analisi 
Collegamento HP-3000 come terminale Intelligente - Gestione assicurazioni - Medicaldata 
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Disponibili schede di tipo: Parallela - Grafica ad alta risoluzione - Seriale - Orologio - Eprom Programmer 


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L’RS 232 del VIC 20 (e del 64) 


Uno fra gli Mandarci di trasmissione più 
diffusi nel campo delle comunicazioni é 
forse lo standard di fatto RS 232. 

Noi abbiamo già esaminato questo siste- 
ma di comunicazione in generale in un arti- 
colo apparso sul numero 32 di MC ed a 
quest'ultimo si può fare riferimento per 
ulteriori chiarimenti. Oggi daremo qualche 
informazione sulla uscita RS 232 presente 
sul Vie che è praticamente identica a quel- 
la del C 64 c sul modo in cui essa può essere 
utilizzata dall'utente. 

Senza entrare troppo nei dettagli comin- 
ciamo col dire che tramite una porta RS 
232 si possono inviare dei dati in maniera 
seriale. Questo signiftea che un byte non 
viene trasmesso inviando contemporanea- 
mente in u.scita gli otto bit che lo compon- 
gono ma ciascuno di essi è inviato separa- 
tamente. In altre parole gli otto bit da tra- 
smettere vengono posti in un registro e da 
qui prelevati uno per uno per essere tra- 
smessi. 

Questo modo di operare permeile di ri- 
sparmiare selle linee per effettuare la tra- 
smissione; infatti dato che cia.scun bit è 
prelevato sequenzialmente, per effettuare 
la trasmissione seriale basta utilizzare una 
sola linea su cui far veicolare tutta finfor- 
mazione. Di fatto quindi per effettuare una' 
comunicazione seriale bastano tre fili: uno 
per la trasmissione, uno per la ricezione ed 
uno di massa. 

L'R.S 232 fissa, oltre al modo in cui deb- 
bono essere trasmessi I dati, il tipo di con- 


nettore. un Cannon a 25 poli, con la confi- 
gurazione dei terminali del connettore 
stesso relativamente ai segnali che veicola- 
no attraverso essi e le proprietà elettriche 
di tali segnali; vediamo quali sono tali pro- 
prietà. Come ormai saprete benissimo, tra- 
smettere delle informazioni consiste nel co- 
municare al ricevente due distinti livelli di 
tensione che rappresentano lo "zero” e 
r"uno" binari- Nell’RS 232 lo stato logico 
I è rappresentato da una tensione più ne- 
gativa di -3 volt (fino a -25 volt) e lo stalo 
logico 0 da una tensione più positiva di 3 
volt (fino a -t-25 volt). E comunque abba- 
stanza consueto utilizzare per i due stali 
suddetti le due tensioni di - 1 2 volt e -f i 2 
volt rappresentanti rispettivamente l'I e lo 
I). 

Rd ora veniamo al VIC 

Come già detto, il VIC (o il C 64) è in 
grado di comunicare con l’esterno tramite 
lo standard RS 232 sia nel modo più sem- 
plice. cioè impiegando tre linee, due per I 
dati ed una di massa, che in maniera più 
complessa mediante l'utili/zo. olire alle li- 
nee indicate, di ulteriori linee tra cui quelle 
dì handshake e quelle dì controllo. Il primo 
modo di trasmissione potremo chiamarlo 
-THREE LINE INTERKACE" ed il se- 
condo "X LINE INTERFACE". 

Normalmente per effettuare una tra- 
smissione e ricezione seriale viene impiega- 
to un chip specializzato il quale provvede 
alle opportune codifichc aggiungendo al- 


l'informazione i bit di START. STOP e di 
PARITÀ in trasmissione ed operando gli 
opportuni controlli sulle parole ricevute 
rivelando eventuali errori. 

In origine anche sul VIC doveva essere 
presente uno di questi chip specializzali. 
rUART 6551 della MOS Technology 
(UART sta per Universal Asynchronous 
Transmiiier and Receiver: Riceirasmetii- 
tore Universale Sincrono-Asincrono) ma 
pare che Tiniegraio in questione non sia 
stato messo a punto in tempo debito, cioè 
in tempo per f uscita del VIC 20 sul merca- 
to ed in virtù di ciò la Commodore dovette 
risolvere in altro modo il problema dell'RS 
232. Si pen.sò allora di simulare via soft- 
ware. sotto la gestione del sistema operativo 
della macchina, tutte le funzioni del 6551 ed 
I risultati sono stati .soddisfacenti al punto 
da indurre i costruttori ad impiegare tale 
sistema anche sui Commodore 64. 

Naturalmente un mezzo fisico di input 
output è sempre necessarioe quello utilizza- 
to nel Vie 20 è il VIA 6522 (Adattatore 
Versatile d'interfaccia), integralo su cui ab- 
biamo ampiamente discusso in queste pagi- 
ne (nel C 64 è presente un CIA 6526). Co- 
munque per chi non ci ha seguito negli scor- 
si articoli diciamo che il circuito integrato in 
questione possiede due porle parallele bidi- 
rezionali le quali vengono utilizzate perl'in- 
gresso'uscitj parallelo di parole di otto bit; 
le porle vengono configurate come ingressi 

0 come uscite agendo su di un apposito 
registro chiamato appunto REGISTRO 
DIREZIONE DATI ed i dati stessi venao- 
no depositati nel REGISTRO D'INGRÈS- 
SO USCITA. Due linee mollo importanti 
possedute dal VIA in questione sono quelle 
per i segnali di handshake; da una vengono 
inviali tali segnali c sull'altra vengono rice- 
vuti cd opportunamente analizzati. Non ci 
soffermeremo oltre sulle moltissime possi- 
bilità di questo integralo (che come già det- 
to abbiamo analizzalo abbastanza a fondo 
in altra sede); accenniamo semplicemente 
ad un altro registro in esso contenuto che si 
rivela mollo utile per cffciiuare delle tra- 
smissioni seriali e precisamente lo SHIFT 
REGISTER che provvede ad inviare in 
uscita, serializzati, i dati posti in esso sotto il 
controllo di un clock esterno o del clock del 
sistema sies-so. Chiudiamo questa breve pa- 
rentesi sul 6522 evidenziando una difficoltà 
che sorge prelevando direllamenie dalle 
uscitedì tale integrato i segnali pcrl'RS 232. 

1 livelli di lensionechc l'integrato in questio- 
ne invia sui propri terminali sono 0 volt per 
lo stato logico "0" e -t-5 voli per lo stato 
logico "1" e lo stesso dicasi per i livelli di 
tensione applicabili in ingresso. Ora. richie- 
dendo lo standard RS 2.32 per funzionare 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


109 


correllamente anche dei livelli di lensione 
negativi rispetto alla massa, i terminali del 
VIA non potranno e.ssere direttamente col- 
legati ad una periferica che usa il sistema di 
comunicazione RS 232 ma devono essere 
fatti passare attraverso un'apposiia inter- 
faccia che adatti le caratteristiche elettriche 
dei due sistemi sia in ingresso che in uscita. 
In altre parole lo stalo logico "0" in uscita 




sudò non vogliamo però soffermarci più di 
tanto. Come seconda cosa (figura 2) ce 
bLsogno di un dispositivo che abbia come 
ingresso i livelli TTL provenienti dalle linee 
del VIA e come uscita i livelli RS 232 com- 
patibili. questo in trasmissione. In ricezione 
è invece necessario un dispositivo che elTct- 
lui il processo contrario c cioè trasformi i 
livelli RS 232 in livelli TTL compatibili che 
vanno benissimo per il 6522 (6526). Anche 
la trasformazione dei livelli di lensione non 



dal VIA deve essere trasformato in una len- 
sione maggiore di + 3 volt mentre allo .stato 
logico '■ I " deve corrispondere una lensione 
inferiore a -3 volt. Queste condizioni non 
sono comunque molto dilTicili da ottenere. 
La prima cosa di cui si ha bisogno (Opra 
1 ). è una tensione negativa ed una positiva 
rispetto a massa le quali possono e.ssere 
ricavate per mezzo di un’alimentazione 
esterna od in modo appena appena più 
complesso manipolando opportunamente 
le tensioni che la macchina stessa fornisce: 


presenta eccessivi problemi e può essere ef- 
fettuata mediante l'utilizzo di transistor o di 
amplificatori operazionali. Riteniamo co- 
munque che il modo più elegante sia quello 
di utilizzare dei circuiti integrali specializza- 
ti allo scopo quali gli MC 1488 ed MC 1489 
della Motorola che sono rispettivamente 
dei convertitori di livello da TTL ad RS 232 
e da RS 232 a TTL. Per ulteriori chiarimenti 
si guardi la figura 3. 

A questo punto, supposto presente lo sta- 
dio di interfaccia descritto, vediamo in qual 


I registri del 6551 ed il canale seriale 

Abbiamo dello che non potendo dispor- 
re deU'integraio 6551. i progettisti della 
Commodore hanno emulalo le funzioni da 
quest'ultimo svolte avvalendosi del soft- 
ware e con il mezzo fisico di ingresso/usci- 
ta rappresentato da uno dei 6522 contenuti 
airinlerno del VIC (6526 per il C64). Le 
fondamentali funzioni di invio e ricezione 
dati neH'inlegrato "vero" sarebbero siale 
controllale da due registri: il REGISTRO 
DI CONTROLLO ed il REGISTRO DI 
COMANDO. Nelle attuali condizioni tali 
registri sono sostituiti da due locazioni di 
memoria RAM della macchina e su di essi 
si opera da programma per configurare il 
sistema secondo le proprie esigenze e ve- 
dremo fra poco come (sia per il VIC che per 
il CM). 

Il registro di controllo deH'apparenlc 
6551. detto lo PSEUDO REGISTRO DI 
CONTROLLO, è rappre.sentalo dalla lo- 
cazione di memoria S0293 (659 decimale) 
mentre lo PSEUDO REGISTRO DI CO- 
MANDO è rappresentalo dalla locazione 
di memoria $0294 (660 decimale). Prima 
però di utilizzare questi registri vediamo 
un attimo come viene inviato serialmente 
un carattere. 

Una delle prime cose da stabilire é la 
velocità di trasmissione della parola. Dob- 
biamo in pratica controllare quanti bit al 
secondo è in grado di ricevere la periferica 
a cui vogliamo collegarci (oppure a che 
velocità invia essa stessa le informazioni). 
La velocità con cui vengono scambiate in- 
formazioni si misura in BAUD che teorica- 
mente è definito come l'inverso della dura- 
ta deH'unttà o dell'impulso più corto di 
ciascun carattere. 


110 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


Se questa definizione può sembrare 
complicala "arroiondatela" a quesi'altra: 
BAUD RATE = numero di bit al secondo 
che vengono trasmessi. Per fare un esem- 
pio, se utilizziamo una telescrivente che 
funziona a IO caratteri al secondo ed ogni 
carattere è composto da 1 1 bit. essa in un 
secondo sarà in grado di manipolare IO 
caratteri x II bit per ogni carattere = HO 
bit per secondo o. per dirla in altro modo. 
1 IO BAUD- 

Katto ciò possiamo fissare il numero di 
bit componenti la parola (esclusi per il mo- 
mento i bit di controllo); sul canale RS 232 
il Vie (C 64) può inviare da 5 ad 8 bit per 




biamo inviare II carattere lOOOIOl ed ag- 
giungiamo un bit di parità pari esso diven- 
ta lOOOIOll mentre se vi aggiungiamo un 
bit di parità dispari esso diventa 10001 010; 
la macchina ricevente sa se il numero di hit 
che riceverà contiene un numero di "r' 
pari 0 disparì e contandoli potrà rilevare 
un eventuale errore di ordine pari che sì sia 
verificato durante il tragitto del dato. An- 
che le operazioni dì parità si effettuano 
mediante la manipolazione di uno dei regi- 
stri a cui abbiamo accennato. Tali registri 
controllano inoltre il modo di trasmissio- 
ne. cioè se cs.so debba essere FULL DU- 
PLEX 0 HALF DUPLEX. Nel primo mo- 




roie nel secondo modo, se un terminale che 
sta ricevendo un'informazione si trova nel- 
la neces.sità di dover a sua volta trasmette- 
re. esso deve aspettare che l'informazione 
che sta ricevendo sia terminata prima di 
poter avviare la sua trasmissione. Nel pri- 
mo modo invece quest'ultima operazione 
può e.ssere effettuata in un qualunque mo- 
mento. Dopo tutte queste parole facciamo 
un esempio concreto; supponiamo di voler 
inviare un carattere in cpdice ASCII; esso 
sarà composto da 7 bit (figura 4). Se il 
carattere è ad esempio il decimale 65 che in 
binario è 1000001 . il treno di impulsi, dopo 
aver aggiunto due bit di STOP ed uno di 
PARITÀ DISPARI avrà la forma indicala 
in una delle illustrazioni deU'articolo. Non 
ei resta ora che spiegare in dettaglio le 
funzioni de! REGISTRO D! CONTROL- 
LO e di quello di COMANDO ed in segui- 
lo dare un esempio su come essi possano 
essere programmati. 

Gli pseudo registri del 6551 


ufjiD n tifoso 


"UT 


PldlT* STOP STOP 


hltur.i •! - Lsrmpio <li mxin del caruiirrr IIHICOflI in minio < 
ripowéaliwllohunalranmionedaallouhauoel'iimndii 
torauere 0 cui urne ut letnmir ogg^mmo m hu di parila un 
iiueslo uno due! Dopo i hil di Miip la linru lama alla m, 

p.irola In altri termini, in base al codice di 
trasmissione scelto, risulta definita la lun- 
ghezza della parola da inviare. Bisogna a 
questo punto porre nel carattere che stia- 
mo man mano definendo dei bit. uno o 
due. detti bit di STOP che permettono a chi 
riceve di stabilire il momento in cui é termi- 
nato uno dei caratteri trasmessi e sta per 
incominciarne un altro; anche questa è una 
delle operazioni che si effettuano program- 
mando uno dei due PSEUDO REGISTRI 
del 6551. A questo punto, sempre nel ca- 
rattere che vogliamo spedire dobbiamo ag- 
giungere un bit tramite il quale chi riceve 
possa stabilire se durante il percorso qual- 
che disturbo impulsivo ha modificalo il 
carattere inviato o se esso viene ricevuto 
cosi come è stato inviato: tale bit prende il 
nome di bit di PARITÀ. Si deve decidere, 
prima deU'apposizione di questo bit se la 
parità debba essere di tipo pari o dì tipo 
dispari alTìnché la macchina ricevente pos- 
sa effettuare correttamente le operazioni dì 
controllo. Per maggiori delucidazioni sul 
controllo dì parità si consulti l'artìcolo 
"Spediamo i bit" apparso su MC numero 
32. Sull'argomento diciamo comunque 
brevemente che raggiungere un bit di pari- 
tà pari rende il numero di “ 1 ” contenuti nel 
carattere inviato in numero pari mentre 
aggiungendo un bit di parità disparì, il nu- 
mero di "1" contenuti nel carattere diventa 
dispari. In altre parole, se ad esempio dob- 


do i dati vengono trasmessi e ricevuti con- 
temporaneamente sulle apposite linee 
mentre nel secondo si effettua la ricezione 
alternandosi alla trasmissione. In altre pa- 


Cominciamo dalla descrizione dello 
pseudo registro di CONTROLLO simula- 
to dalla locazione di memoria S0293 che 
equivale in decimale al registro 659. 

Tale registro (figura 5) è ad otto hit (che 
d'ora in poi numereremo da 0 a 7) e ciascu- 
no dì essi possiede una funzione specìfica 
abilitando operazioni diverse a seconda 
che si trovi in condizione logica " 1 " od in 




dallo pKuih regiuro 


RE(m>TKO ùl CONTfKOLLO 


MCmicrocomputer n, 34 - ottobre 1984 


111 


~ >^XIX 




(3=3 LINEE 
•^ = X LINFE 

0 = F\)LL ì>onex 
A ' HfìLF Ù<J RLE % 




o--Pfì^m oiifi&ìLiTfirf) 
i : PtìkITtì /)%un/)Tfì 


00 

: PfìKnn 

RtìAl 

OY 

s Ppunf) 

j>ii>RaAi 


= B/T 0i 


l CONTAOLLO DI PRAtTf) 


- %!T 01 

Pfikn/> 0 \ Ol^AòlLITRTO 


REGISTRO ùl COMRSÙO 




condizione logica "O"; esaminiamo lali 
funzioni in dettaglio. 

Bit 7: determina il numero di bit di stop 
che devono essere introdotti nella parola 
che si -Sta trasmettendo. Se si trova in con- 
dizione I vengono introdotti 2 bit di stop 
altrimenti ne viene introdotto uno solo, 
Bit 6-5: stabiliscono il numero di hit da 
cui deve essere costituito il carallcre invia- 
to (ad esempio 7 bit per il codice ASCII) 
secondo le seguenti modalità: 

00 parola di 8 bit: 

01 parola di 7 bit: 

10 parola di 6 bit: 

1 1 parola di S bit: 

Bit 4: non utilizzato. 

Bit 3-2-I-0: regolano la velocità di tra- 
smissione come indicalo di seguito: 

0001 50 baud 

0010 75 baud 

0011 no baud 

0100 135 baud 

OIDI 150 baud 

0110 .300 baud 

01 1 1 600 baud 

1000 1200 baud 

IODI 1800 baud 

1010 2400 baud 


Altre combinazioni per velocità fino a 
19200 baud non sono implementabili sul 
Vie, 

Veniamo ora alla descrizione delle fun- 
zioni svolte dallo pseudo registro di CO- 
MANDO allocato a 50294 (660 decimale) 
dipendentemente dallo stato dei suoi bil 
(figura 6). 

Bit 0: definisce il tipo di interfaccia. Se 
tale bit si trova a 0 il modo di trasmissione 
è a tre linee mentre se si trova ad I la 
trasmissione avviene su più linee (X LINE 
INTERFACE): 

Bil 3-2-1: non utilizzati: 

Bit 4: stabilisce il tipo di duplex. Se è a 0 
viene abilitata la trasmissione in FULL 
DUPLEX mentre se si trova ad I quella in 
HALF DUPLEX: 

Bil 5: stabilisce se nella parola debba 
essere o no applicata la parità. La condi- 
zioneO di tale bit esclude! bil di parità nella 
parola inviala mentre la condizione I per- 
mette l'apposizione di bil di parità con le 
modalità regolate dai bit 7 e 6 che analiz- 
ziamo di seguito. 

Bit 7-6: valgono le seguenti condizioni a 
seconda delle combinazioni implementate 

00 parità dispari 


01 parità pari 

10 I inviato sistematicamente, controllo 
di parità disabilitato 

1 1 0 invialo .sistematicamente, controllo 
di parità disabilitalo. 

A questo punto, cioè dopo aver descritto 
gli pseudo registri, esaminiamo come 
esempio un'applicazione teorica. Suppo- 
niamo di dover inviare una parola di 7 bit 
con 2 bit di stop ed alla velocità di 300 
baud: le condizioni volute si ottengono po- 
nendo il bil 7 del registro in questione ad I: 
il numero di bit da cui deve essere formata 
la parola è deciso dui bil 6c 5chc in questo 
caso assumeranno la combinazione 01 : in 
ultimo, la velocità di trasmissione è deter- 
minata dalla combinazione 01 10 dei bit 3- 
2-1-0. Il contenuto del bil 4 del registro di 
controllo é irrilevante quindi possiamo 
considerarlo 0. Affiancando l'insieme di 
condizioni determinate e considerando il 
bit 4 a zero, otterremo la parola binaria di 
8 bit lOIOOl IO che in decimale equivale ai 
numero 166; è questo il numero che dovrà 
essere contenuto nella locazione 659 per 
.sortire l'elTetto desiderato. In maniera 
analoga si agisce sul registro di comando 
scegliendo in maniera adeguata le varie 
opzioni per ottenere le altre modalità di 
trasmissione desiderate. Se ad esempio non 
vogliamo nessun controllo di parità porre- 
mo i bit 7-6-5 del registro in questione a 
zero; se desideriamo comunicare in half 
duplex e a tre linee porremo il bit 4 ad uno 
ed il bit 0 a zero. Il contenuto dei bit 3-2-1 è 
irrilevante quindi potremo considerarlo 0. 
La parola binarla risultante nelle condizio- 
ni descritte è OOOIOOOO che equivale a 32 
decimale. 

Uso del canale RS 232 


Non ci resta che impiegare qualche pa- 
rola sul modo in cui trasmettere e ricevere 
dati sul canale RS 232. 

Una volta stabiliti i contenuti del regi- 
stro di controllo c del registro di comando, 
la sintassi dei comandi è simile u quella 
usata per la gestione dei file (OPEN. 
PRINT5.INPUTS. GETìE.CLOSE,CMD). 

La forma esatta per l'apertura c la se- 
guente: 

OPEN nf.2.0 CHRS(ctrl) + CIIR$(cmd) 
dove "nrèil numero di file logico: "etri" è 
il contenuto del registro di controllo e 
"cmd" il contenuto di quello di comando. 
Lo stesso file viene chiuso da CLOSE nf. 

1 dati possono e.ssere trasmessi per mez- 
zo del "PRlNTiT e ricevuti con "GET5" 
cosi come avviene per un qualunque file. 
Riservandoci di ritornare suH'argomenlo 
con qualche esempio esplicativo vi diamo 
appuntamento al prossimo numero. 4AC 


112 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 



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COMMODORE 64 

16 K di ROM 

n Basic e il Sistema Operativo: come funzionano 

di Andrea de Prisco 

Dopo aver parlato di grajìca, suono e disco, 
questo mese daremo un'occhiata a/l'ìiilerno del 64. 
ponendo particolare attenzione all'archilellura del sistema 
e al /itnzionamenio dal punto di vista .software. 

Il tutto come introduzione ai pros.simi articoli, 
in cui presenteremo un tool t .4DP che con le sue 511 e più istruzioni 

permetterà un uso molto .semplificato delle periferiche Commodore: 
Disco. Plotter e le stampanti MPS Hdi e MPS !<t)2. 


Smancttnmania 


Il Commodore ft4 potrebbe essere elelto. 
senza troppi sforzi, il computer da smanet- 
latore per eccellenza. Grazie alla sua archi- 
tettura. e per come c sialo partorito da 
mamma Commodore, si presta mollo bene 
a nioditlche di vario genere, da quelle hard- 
ware a quelle di livello più morbido, soft- 
ware. È una macchina aperta, come si suol 
dire. Lo testimonia anche il fatto che tutte 
le -sue effettive caratteristiche non stino di- 
rettamente utilizzabili da tastiera o da Ba- 
sic. ma in alcuni casi è necessaria una sera e 
propria cultura sugli inlerrupt e esperienza 
di programmazione in linguaggio macchi- 
na per sfruttarle appieno. 

Basta citare lo scroiling line, l'alia riso- 
luzione. i caratteri mullicolor. nemmeno 
citati sul manuale di istruzione dato col 
computer. Fortunatamente i libri sul 64 si 
contano a decine, non ultima la Program- 
mers Rcference Guide, della Commodore 
stessa, che dà una descrizione abbastanza 
precisa dd 7()"„ della macchina. 

E il rimanente .11)",,? 

Questo è il problema! Andiamo dunque 
a incominciare. 

L'architettura 


il sistema 64. macchina e relative perife- 
riche eollegate. per come c organizjtato ha 
mollo dei computer più seri, i •'veri" com- 
puter. Ciò che manca è una maggiore velo- 
cità di esecuzione, specialmente perquanio 
riguarda i trasferimenti di dati tra le varie 
unita. Probabilmente questa esasperante 
lentezza è dovuta airintcrfacciamcnlo ira 
device secondo un protocollo di comunica- 
zione misto di RS-232 e IEEE-488. Face- 
vano meglio a lasciare il protocollo usalo 
dai Pel: IEEE-488 e basta! 

Punto forte del 64 è invece l'archiietiura 
interna, in parlicolar modo la gestione dei 
video da parte deirintegralo 6567 (o VIC 
II) di cui abbiamo ampiamente parlalo nei 
numeri scorsi. La tendenza attuale nella 
costruzione di un computer è di far fare 



meno roba possibile al microprocessore, 
per lasciarlo dedicare maggiormente ai 
programmi dell'utente. Si provvede cioè a 
organizzare un computer in tante unità 
interagenti più che vedere un solo capo (il 
microprwessore) che fa tutto. Repubblica 
con consiglio dei ministri più che dittatura 
monarchica, in altre parole. 

Il ministro della pubblica visualizzazio- 
ne è il VIC II. quello degli esteri l'integralo 
6526 (si occupa deirinierfacciamcnio con 
rcslerno). Inutile dire che il presidente del 
consiglio è il 6510. il microprocessore. 

In figura 1 è mostrata la mappa della 
memoria del 64, al momento dell'accensio- 
ne. Agendo opporiunanienle su alcuni bil 
del byte I c a livello hard su alcuni conialli 
della porta espansioni, è possibile manipo- 
lare tale configurazione. Tutta la memoria 
è lunga in tutto 64 K byte, quanti ne può 
indirizzare il 6510. Il primo K contiene le 
variabili di sistema, un insieme di informa- 
zioni sullo stato di tutta la macchina. Se- 
gue un altro K di mappa video, la zona di 
memoria immagine di quanto visualizitato 
sullo schermo. Poi abbiamo K byte di 
Ram per mantenere programmi utente e 
relative variabili. Di seguilo 8 K byte di 
memoria a sola lettura (Rom) contenenti 
l'interprete del linguaggio Basic. Trovia- 
mo poi 4 K Ram liberi, dove è possibile 
inserire programmini in linguaggio mac- 
china Di seguilo u questi sono locati ■ 
registri dei processori ausiliari del 64: il 
Vie II. il SII) ll'inicgralo del suono) e i 
due CIA (Coniplex Interface Adapter) che 
gestiscono l'interfacciamento col "resto 
del mondo" e la tastiera. In fondo, altri 8 K 
byte di Rom contenenti il sistema operati- 
vo. un insieme di routine in linguaggio 
macchina. Ci occuperemo per l'appunto di 
quc.sii 16 K byte di Rom, dopo aver parla- 
lo un po' di inlerrupt e di programmazione 
parallela. 

(ìli Intcrrupt 

Tutti (o quasi) gli inlcgrali del Commo- 
dore 64 lavorano in sincronia Ira loro gra- 

115 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


zie iid un orologio interno detto clock che 
ud intervalli di tempo regolari, dell'ordine 
di un milionesimo di secondo, emette un 
impulso. Grazie al cltKk. ad esempio, è 
possibile che più processori accedano alla 
memoria (che può esaudire una sola richie- 
sta di dato per volta) scongiurando perico- 
lose collisioni. Un esempio tipico è quello 
del Vie 11: per visualizzare la schermala .su 
video, deve continuamente accedere alla 
mappa video per sapere appunto cosa mo- 
strare. Questo avviene continuamente. Se 
■Priniiamo" qualcosa, il 6510. tra le latiic 
cose che fa (le analizzeremo meglio in se- 
guilo) riversa nella mappa video i dati 
stampali- La sincronia tra VlC II e 6510 è 
ottenuta proprio riTerendosi continuamen- 
te al clock; il 6567 accede alla memoria 


quando il microprocessore non lo fa. e vi- 
ceversa. Come dire che si sono spaniti il 
tempo. Questo é un caso di programma- 
zione parallela: in uno stesso istante, due 
processi sono in opera; quello relativo alla 
visualizzazione da parte del VIC li e ciò 
che il microprocessore sta. dal canto suo. 
svolgendo. Due processori, due proce.ssi. 

Almeno da quanto risulta dal discorso 
appena fatto. Per la precisione, le cose non 
vanno proprio cosi; c'è un ulteriore livello, 
volutamente non consideralo. Il 6510. seb- 
bene "un" (quantitativamente) processore, 
generalmente esegue in parallelo due pro- 
grammi. Parallelamente, non nel vero sen- 
so della parola: questo ulteriore livello è 
simulalo grazie al meccanismo degli inter- 
rupi. 


Ogni 60-csimodi secondo, al 6510 giun- 
ge un altro segnate: un'interruzione da par- 
te del CIA n. I. A seguito di questa, il 
microprocessore molla tutto ed esegue il 
programma di manipolazione ddl'iiUerru- 
zione. per poi ritornare al programma in- 
terrotto. al termine. Pas.sato un altro 60- 
csimo di secondo, il tutto si ripete. Solo in 
alcuni casi l'inicrru/ione può essere igno- 
rata. ad esempio quando si sia dialogando 
con periferiche esterne e non si vuole per- 
dere tempo. Il sistema operativo questo lo 
fa automaticamente: ogni volta che é invo- 
cata una qualsiasi routine che riguarda 
rinpul'Outpul. il comando SEI (SEI In- 
terrupt disable) rende sordo il 6510 alle 
interruzioni mascherabiii. Al termine della 
routine, il comando CLI (Cl.car Inlerrupi 
disable) nprislina le inicmi/ioni. 

Il programma di manipola/ione delle in- 
terruzioni serve essenzialmente per due 
scopi: scandire la tastiera se è stato premu- 
to qualche tasto e aggiornare l'orologio 
interno (variabili TI e TIS). 

Tulti sanno che il Commodore 64 ha 
l'orologio. La variabile TI. qualsiasi cosa 
si stia facendo (tranne l'LOlé automaiica- 
menle incrementala ogni 60-csimo di se- 
condo. Anche se è in esecuzione un pro- 
gramma Basic. Ciò dimostra che il 6510. 
oltre ad eseguire (tramite interprete) pro- 
grammi Basic, ■■parallelamente'' inercmen- 
ta l'orologio. 

In figura 2 c mostrata la matrice dei 
tasti. 64 in lutto. Per la scansione della 
tastiera sono utilizzali due registri del CIA 
n. 1: uno come Input e uno come Output. 
Un registro Output può essere visto come 
un insieme di H fili elettrici (numerali dal) a 
7) sui quali ci può essere o no presente 
tensione. Un registro di input può ricono- 
scere su <^ali degli K UN è presente una 
tensione. E anche possibile usare un regi- 
stro in pane come input e in parte come 
output. 

Dando uno sguardo alla figura 2. la 
scansione avviene a grandi lince cosi: 

1 ) Sia A = 7. 

2) Si manda tensione al filo A del regi- 
stro Output. 

3) Se nel registro Input è rilevala una 
tensione è stato premuto un tasto della 
colonna A (la riga si stabilisce controllan- 
do nel registro Input quale degli X fili porta 
corrente). Si esce dalla routine. 

4) Sia A = A-l- 

5) Se A5 =0 si toma al punto 2. 

6) Fine. 

Anche la scansione della tastiera è tangi- 
bilmente all'opera, anche se non ce nc ac- 
corgiamo. Prova ne dà la pressione del 
tasto Run'Slop. durante l’esecuzione di un 



MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


/6A di ROM 


programma Basic. Si ferma l'esecuzione, 
quindi il processore se n'è accorio! 

La locazione di memoria 203. contiene 
coslanlcmente il codice del tasto premuto, 
secondo la matrice di figura 2: 
codice = riga + colonna • 8 
ad esempio, il tasto 4 sta sulla colonna I, 
riga 3; il suo codice é 3 + I *8 = 1 1 . 

Digitate il seguente programmino c pi- 
giale qualche tasto: 

10 PRINT PEEK (203) 

20 GOTO 10 

vedrete i codici dei tasti premuti. Per 
risalire dal codice tasto premuto aireffeiti- 
vo codice ASCII, il sistema operativo si 
avvale di 4 tabelle (codice tastiera, codice 
ASCII), rispettivamente per i tasti u.saii 
normalmente, shiftati, preceduti dal logo 
Commodore o da CTRL. La pressione di 
questi tre tasti "prefisso" è segnalala dal 
byte 653. 

L'unico tasto non compreso nella matri- 
ce è il Re.store: logicamente non fa parte 
della tastiera, è diretlamcnlc collegato al 
piedino NMI del 6510. Vedremo più avan- 
ti il suo funzionamento. 

L'accensione c il Reset 


Al momento dell'accensione, prima del 
fantomatico READY, si susseguono al- 
l'inlerno del 64 una serie di operazioni di 
inizializzazione. Lo stesso avviene se si re- 
setta il sistema ponendo per qualche atti- 
mo un piccolo ponticello elettrico Irai con- 
tatti I e 3 della U.ser Port. 

L'ìnìzializzazionc riguarda essenzial- 
mente le variabili di sistema e i vari proces- 
sori ausiliari. Quando il 6510 riceve un 
Reset, blocca tutto ed esegue un apposito 
programma, sullo stile delle interruzioni. 
Le sostanziali (uniche) differenze sono che 
non é possibile mascherare un Reset e che 
al termine non si ritorna al punto interrot- 
to. 

Il programma di Reset essenzialmente 
compie queste operazioni: 

I ) Disabilita le interruzioni (quando re- 
setla non vuol essere disturbalo ...). 

2) Controlla che non siano presenti Car- 
iridge (in caso affermativo il controllo pas- 
sa a questa e ... generalmente appare la 
scritta PRESS PIRE BUTTON!). 

3) Inizializza i registri dei 2 CIA. 

4) Inizializza le variabili dì sistema. 

5) Inizializza il timer delle interruzioni. 

6) Abilita le interruzioni. 

7) Stampa Commodore Basic v2 ecc. 

8) Stampa Ready. 

9) Attende la pressione del [RETURN] 
per eseguire lince Basic. 

Notare che dal passo 6 in poi. è già attiva 
la scansione della tastiera: solo per questo 

MCmicrocomputer a 34 - ottobre 1984 


è lecito il passo 9 che controlla la pressione 
del [RETURN]. 

Il tasto Restore. direttamente collegato 
al piedino NMI del microprocessore, cor- 
risponde anch'esso ad una richiesta di in- 
terruzione, anche se nel 64 è assimilabile di 
più a un "semi-reset". NMI sta per Inter- 
rupl Non Mascherabile. e il nome sottoli- 
nea ['obbligo da parte del 65 10 ad accoglie- 
rlo. 

Ogni volta che tocchiamo il Restore. il 
microprocessore molla lutto ed esegue il 
programma dell'NMI. 

Per questo motivo è sconsigliabile pre- 
merlo mentre é in corso un'operazione di 
1,0. può far perdere tempo e far rompere 
la sincronìa di scambio di segnali tra unità 
e periferica. 

Teniamo a evidenziare che ba.sta preme- 



re solo il Restore per provocare rinlerru- 

È aH'interno del programma di manipo- 
lazione NMI che si controlla che sia pre- 
muto anche il Run'Siop: in caso negativo, 
si ritorna al programma interrotto senza 
riìnizializzare le variabili di sistema. 

Cursore lampeggiante 

Immaginiamo ora di trovarci davanti al 
computer, subito dopo l'accensione. Sotto 
la scritta Ready, il cursore sta lampeggian- 
do. 

Sappiamo che il sistema é in grado di 
riconoscere i tasti premuti, grazie alla scan- 
sione della tastiera, e pazientemente atten- 
de un [RETURN] per eseguire linee Basic. 
Digitiamo: 

10 PRINT "CIAO " 

chiusi gli apici battiamo [RETURN], 
Come arcinoto abbiamo inserito una linea 
Basic in memoria. Analizziamo cosa è av- 
venuto. passo-passo. aH'inlerno del 64. 

Oltre che su video, quando scriviamo 
qualcosa, automaticamente "carichiamo" 

11 buffer di Input, un insieme di 80 byte 
locati a partire da $0200. 512 in decimale. 
Battendo [RETURN], il 64 sa già che ab- 
biamo a che fare con una linea Basic e non 
con un comando diretto. Ciò é importante, 
essendo diverso il comportamento delta 
macchina nei due casi. Ritorniamo alla no- 
stra lìnea 10. 

Inizia la fase di tokenizzazione: per ri- 
sparmiare spazio in memoria le parole 
chiave del Basic sono trasformate in codici 
a un solo byte. 

In figura 3 è riportata la lista delle parole 
riservale del Basic con relativi codici To- 
ken. Chiaramente, tutto ciò che non é sta- 
tement Basic, occupa un byte per ogni ca- 
rattere, secondo la codifica ASCII. 

Per la tokenizzazione il sistema operati- 
vo usa una tabella locala a partire dall'in- 
dirizzo hex SA09E. dove sono elencate in 
ordine tutte le parole chiave. 

Trovalo l'opportuno spazio, la linea (lo- 
kenizzala) viene trasferita in memoria. 
Supposto che era la prima linea battuta, 
verrà inserita a partire dali'indirizzo deci- 
male 2049. Se avevamo già in memoria 
qualcosa, il problema era un po' più grave, 
essendo necessario creare lo spazio per in- 
serire la nuova linea nella posizione corret- 
ta- 
li lutto si conclude saltando al pezzetti- 
no dì interprete Basic che implementa l'i- 
struzione CLR. Infatti, inserendo una li- 
nea, si perde il contenuto di tutte le variabi- 
li. 

117 


Proviamo ora a digitare RUN.ea batte- 
re nuovamente [RFTLIRNI. 

Siamo nel caso di comando diretto, an- 
ch'esso posto nel Basic input buflera parti- 
re dalla locazione 512. Per uniformità di 
comportamento, sebbene sarebbe super- 
fluo dal punto di vista logico, anche i co- 
mandi diretti vengono prima tokeni//aii e 
poi eseguili. A lokenizzazione avvenuta, è 
invocata un’altra routine, della Execule 
Slatemenls: non fa altro che prelevare un 
codice loken e passare il controllo al pez- 
zettino di interprete Basic che implementa 
l'istruzione 

Anche per questo scopo è usata una ta- 
bella. al codice token è soUratto 1 28 e som- 
malo 40972 e 40973 per ottenere i due byte 


dove é conservato l’indirizzo di partenza 
del pezzettino di interprete che implementa 
ristruzionc da eseguire. 

Quando si esegue un list. bisogna ricon- 
vertire i codici loken nelle relative stringhe- 
comando. 

Per far questo è nuovamente utilizzala la 
tabella delle istruzioni locata a SA09E: da- 
to il codice token. sottratto ad esso 1 28. si 
ottiene la posizione relativa nella tabella. 

Tutte le parole chiave sono separate tra 
loro usando l’ultimo carattere del nome 
shiftato. 

In figura 4 é mostrato come un program- 
ma Basic occupa la memoria. La locuzione 
2048. la prima disponibile, deve contenere 
sempre 0, pena messaggi di errore al primo 


Run o New dato. Segue la prima linea 
inserita, a partire quindi dalla locazione 
2049. 

I primi due byte di ogni linea, sono il 
puntatore alla linea successiva, e conten- 
gono una coppia di zeri se la linea é vuota. 
Sono usali dal sistema per ripescare più o 
meno velocemente una linea Basic diversa 
dalla prima o dalla successiva (mollo fre- 
quente quando avviene un salto). 

I successivi due byte contengono il nu- 
mero linea, codificato in binario, parte 
ha.ssa nel primo dei due byte c parte alla 
nell’altro. Di seguilo é posta la linea Basic 
tokeniz.zata. Come terminaiore é u.sato lo 
0. 

Adiacenti al programma Basic, sono po- 
ste le variabili usale. Per questo motivo, 
quando si inserisce una nuova linea, per 
evitare di perderne qualcuna è meglio per- 
derle tutte. 

Sembrerebbe un dLscorso strano, ma dal 
punto di vista informatico regge perfelta- 


L'ADP Basic 


Nei prossimi numeri, vedremo come é 
possibile manipolare l’interprete Basic per 
aggiungere, nuovi comandi direttamente 
eseguibili da tastiera o da programma. 

Come esempio verrà presentato un po- 
tente Tool di istruzioni per facilitare l’uso 
delle periferiche Commodore; Disco. Plot- 
ter. MPS 801 c MPS 802- Qualche nome in 
anteprima? 

CAT 

DSAVE 

DLOAD 

BSAVE 

BLOAD 

DISKNAME 

FLASH 

RANCE 

PAGING 

USING 

OUT 

LPRINT 

HCOPY 

MOVE 

DRAW 

CHARSIZE 

COLOR 

e tante altre 

A proposito; ADP Basic sta per Advan- 
ced Disk Printers Basic e non per Andrea 
de Prisco Basic, come (.- e forse hanno 
ragione) i maligni potrebbero pensare (!). 



MCmicfocompuler n. 34 - ottobre 1984 


Monitor Cabel. 


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RGB; PAL/RGB. 
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Elenco del software disponibile 
su cassetta o minifloppy 


Per ovviare alte difficoltà 
incontrate da molli lettori 
nella digitazione dei listati 
pubblicati nelle varie 
rubriche di software sulla 
rivista, da alcuni mesi 
MCmicrocompuler mette a 
disposizione i programmi più 
significativi direttamente su 
supporlo magnetico. 
Riepiloghiamo qui a fianco i 
programmi disponibili per le 
varie macchine, ricordando 
che i titoli non sono previsti 
per computer diversi da 
quelli indicati. 
Il numero della rivista su cui 
viene descritto ciascun 
programma è riportato 
nell'apposita colonna: 
consigliamo gli interessati di 
procurarsi i relativi numeri 
arretrati, eventualmente 
rivolgendosi al nostro 
Servizio Arretrati 
utilizzando il tagliando 
pubblicato in fondo alla 
rivista. 


Per l'ordinazione inviare Timporlo (a 
mezzo assegno, c/c o vaglia postale) 
alla Technimedia srl. Via Valsolda 
135. 00141 Roma. 


Le cassette utilizzate sono Busf C-60 
Compusetle II; i miniOoppy sono 
Basf singola faccia singola densità. 


Codice 

Titolo programma 

MC n. 

Prezzo 

Note 

APPLE II ! 

DA2/00 

Shape Tablet 

22 

15000 


DA2/01 

Motopiuro 

26 

15000 


DA2/02 

4DEBUG 

28 

15000 


DA2/03 

EDIT f INPUT 

29 

15000 


DA2/0A 

Basic modulare 

34 

15000 


CCm)D0RE 6A ! 

C6A/01 

Briscola 

25 

17000 


C6A/02 

Serpentone 

29 

17000 


C6A/03 

Othello 

29 

17000 


C6A/0A 

Chase 

33 

17000 


C6A/05 

Spreadsheet 

34 

30000 


CCWODORE VIC-20 ! 

CVC/01 

VIC-Maze 

19 

17000 

Config. base 

CVC/02 

Pic-Man 

23 

17000 

Conflg. base 

CVC/03 

Briscola 

25 

17000 

Config. base 

CVC/OA 

Grand Prix 

28 

17000 

Config. base 

CVC/05 

Frogger 

26 

17000 

RAM: almeno + 3 K 

CVC/06 

Invàderà 

29 

23000 

RAM: + 16 K 

CVC/07 

Othello 

29 

17000 

RAM: + 16 K 

CVC/08 

SKI 

31 

17000 

Config. base 

CVC/09 

VIC-quiz 

32 

17000 

RAM: almeno + 8 K 

CVC/10 

Zlgurat 

33 

17000 

Config. base 

DVC/01 

EXMA 

27/28 

15000 

RAM: ■» 16 K 

SINCLAIR SPECTRUM ! 

CSS/01 

TRIUB 

28 

17000 


CSS/02 

SCT di caratteri 

27/29 

17000 


CSS/03 

Grafica TREDIM 

29 

17000 


CSS/OA 

Ippica 

30 

17000 


CSS/05 

Grsqshic-Comp 

32 

17000 


CSS/06 

Macchina del tempo 

34 

17000 


TEXAS TI-99/AA ! 

CT9/01 

Macchina del tempo 

27 

17000 


CT9/02 

Simon 

29 

17000 


CT9/03 

Babilonia 

30 

17000 


crg/OA 

Labirinto 30 

31 

17000 


CT9/05 

Piramide di lunnuh 

33 

17000 

Extended Basic 

CT9/06 

Scrabble 

34 

17000 


Nota: 





l'iniziale del codice e' C per le cassette, D 

per i minifloppy 


120 


MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984 





di Y'alter Di Dio 



Basic modulare 

ili Tiliii Cosumiini - Pescara 

l -Il liiifiiuiggio. per permcilere iiiui huona 
progrummaiimc. ikte necessvrUmieiile pre- 
seiiiurc un complelo sci di istruzioni sirullii- 
raic im allo livello di inodidariià, in modo 
da poter dividere i programmi in un prò- 
graminu principale e una serie di sollopro- 
grummi paramelrid. 

/ soitoprogrammi rendono più facile e l'i'- 
locc la realizzazione di un programma: inol- 
tre i programmi risultano più eomprensihiii 
c lucili da modilìcare. 

Come dello, un programma presenta una 
.serie di soiioprograinini paramelrid. / pa- 
rametri dichiarali in un sniioprogramma .so- 
no detti formali, quelli che compaiono nelle 
chiamate sono detti attuali I o e ffettivi /:na- 
luralmenie ci deve essere corrispondenza ira 
di loro, .sia nel numero che nel tipo. 

Per quanta riguarda le altre variabili, 
quelle dichiarale nel programma principale 
sono delle globuli mentre quelle dichiarale 
nel soUoprogramma .sono delle locali. 

Quindi in un sattoprogramma vi possono 
cs.sere Ire tipi di variabili: i parametri for- 
mali. le variabili locali e le variabili globali. 

I parametri lormali sono di due tipi: valo- 
re e variabile. Nel primo caso viene a.s.segna- 

10 al parametro formale il valore del para- 
metro aiitiale. che quindi deve essere iin'e- 
spre.s.sione: nel .secondo caso, invece, tramile 

11 parametro formale si agisce direliamenie 
sul parametro attuale, che quindi deve e.ssere 
una variabile. 

Vii esempio per chiarire tulio quello detto 
Jinora: due muirid po.s.sono es.sere visualiz- 
zale con una .sies.sa routine passando la ma- 
irice e le dimensioni. Bisogna però fare ai- 
lenzione: in ca.so di parametro formale va- 
riabile. se .si eseguono delle operazioni su di 
esso .si perde il valore originale. 

In pratica, in questo modo, .si aggiungono 
comandi a quelli già e.sislenii: quindi .si po.s- 
sono preparare biblioteche di routine, ad 
esempio per operazioni con matrici, che pos- 
sono essere riutilizzate in qualsiasi momen- 


Questo programma è disponibile 
su cassetta presso la redazione. 
Vedere l'elenco 
dei programmi disponibili e 
le istruzioni per l'acquisto a pag. 120. 


to. La modularità, unita alla possibilità da 
parte di una routine di richiamare se stessa, 
permette la ricor.sivitù, mollo utile per deter- 
minale applicazioni. 

[| Basic 


Visti questi vantaggi, si è cercato di por- 
tarli sul Basic ed infatti oggi sono presenti 
diversi Basic strutturali, che però devono 
essere divisi in due tipi ben distinti. 

Da una parte i compilali, che sono com- 
pleti sia per la strutturazione che per la 
modularità, però perdono il vantaggio es- 
senziale del Basic, cioè la praticità; dall'al- 
tra i non compilali, che .sono strutturati ma 
non risolvono il problema della modulari- 
tà. Quindi, anche se questi ultimi migliora- 
no nettamente il Basic, i soitoprogrammi 
non sono completamente indipendenti, 
con tutte le conseguenze negative che que- 
sto comporla. 

Il metodo che descriviamo risolve lutti i 
casi di variabili locali e parametri formali 
valore e variabile, sia per le variabili sem- 
plici che per gli array; quindi è possibile 
avere un Basic strutturato e modulare sen- 
za bisogno di compilazione e. per giunta, 
sfruttando l'organizzazione attuale delle 
variabili. 

La chiamata di una generica routine per 
il display di una matrice potrebbe avere 
questo aspetto: 

50 .... 

55 GOSUB MAT-DISPLAY(A.M.N) 

60 .... 

300 ROUTINE MAT-D1SPLAY(VARAA():P,Q) 

305 VAR l.J 

310 POH 1 = 1 TO P 

315 POH J = 1 TO Q 

320 PRINTTAB(6-|J-1)-H);AA(I,J); 

325 NEXT J 
330 PHINT 
335 NEXT I 
340 RETURN 


È evidente la maggior chiarezza del lista- 
lo e la completa indipendenza di un sotto- 
programma dal programma principale. 

Prima di andare avanti, abbiamo ritenu- 
to utile stabilire una convenzione per snel- 
lire il discorso. Le variabili locali e i para- 
metri formali valore li indicheremo con la 
sigla LOC. mentre con la sigla VAR ci 
riferiremo ai parametri formali variabile. I 
primi sono iraltali insieme perché consi- 
stono entrambi nella inizializzazione di 
nuove variabili, con la differenza che nei 
secondi viene ripre.so un valore. Invece nei 
caso VAR non c'è nuova occupazione di 
memoria. 

Metodo teorico 


A questo punto un rapido richiamo alla 
gestione delle variabili in Applesoft. Ci so- 
no due zone: una per le variabili semplici e 
un'altra per gli array. In pagina zero ci 
sono tre puntatori: lomem. che punta all'i- 
nizio della zona variabili semplici, il punta- 
tore inizio array e il puntatore l'ino array. 
Quando viene inizializzaia una variabile 
viene posta in coda a quelle del suo tipo. 

Vediamo ora il metodo usato. Innanzi- 
tutto c'c bisogno di uno stack per il quale 
verrà utilizzata pag. 3; vedremo poi cosa vi 
verrà immagazzinato. Vediamo ora come 
realizzare i casi LOC e VAR visti prima. 

Caso LOC 


Per risolvere lutti i casi bisognava trova- 
re un sistema per rendere dinamica l'allo- 
cazione statica delle variabili. 

Ecco come si procede per le variabili 
semplici; alla partenza del programma vie- 
ne spostato in avanti LOMEM. lasciando 
una certa zona libera (vedi fìg. I); non è 
necessario che questa zona sia molto gran- 
de. perché viene occupala e rilasciata ad 
ogni entrala e uscita di routine. 

Se per chiamate successive dovesse iK- 
cuparsi tutta, un controllo provvederà a 
.spostare le variabili in avanti per aumentar- 
la. Quando si inizializzano delle variabili 
tipo LOC. queste vengono poste davanti a 
LOMEM. questo spostalo all'indietro e lo 
spostamento immagazzinalo nello stack. 

In questo modo, quando il Basic scorre 
le variabili, troverà prima le locali; se ve ne 
erano altre con lo stesso nome rimarranno 
temporaneamente nascoste. All'uscita dal- 
la routine ci sarà un rilascio di memoria. 





MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


121 



122 


MCmicrocomputer n 34 - oltonre 1984 


APPLE 


spostando LOMEM in avanti per quante 
sono stale le variabili iniziali/zatc. 

Per quanto riguarda gli array il metodo é 
identico ma. ad ogni ìnizializzazione. biso- 
gna prima spostare m avanti quelli già esi- 
stenti per fare spazio. Quindi il metodo 
pt'lrebbeessercvelocizzatosesi modificas- 
se all' indietro la lettura degli array da parte 
del Basic (vedi fìg. 2). in modo che i nuovi 
array LOC sarebbero accatastati in coda a 
quelli già presenti, rendendo il tempo ne- 
cessario indipendente dalia lunghezza de- 
gli array giù dimensionali. 

Caso V.AR 

Occupiamoci ora del caso VAR. Il pa.s- 
saggio di un parametro variabile si olliene 
sostituendo il nome del parametro formale 
al nome del parametro attuale, cioè della 
variabile globale su cui si vuole agire. 

In questo modo, di volta in volta, si 
potrà agire dairinterno di una routine sul 
parametro attuale desiderato. Ad ogni so- 
stituzione viene immagazzinato nello siack 
prima il nome del parametro formale e poi 
quello del parametro attuale- Il numero di 
byte occupati nello siack per tutte le sosti- 
tuzioni è uguale perciò al numero dei para- 
metri pas,sati per quattro. 

Un ulteriore problema che bisognava ri- 
solvere era quello che si presentava se tra le 
variabili globali, davanti alla variabile da 
passare, ve ne era già qualcuna con lo stes- 
so nome di un parametro formule, di cui 
non avrebbe picrmesso la lettura. Questo 
problema è. stato risolto sostituendo al pri- 
mo byte del nome della variabile che inter- 
feriva un codice (livello di chiamata) in 
modo tale che il Basic non la riconoscesse c 
quindi la ignorasse. 

In questo modo si risolve il problema 
delle variabili che interferiscono e ci si può 
spingere a più livelli ritrovando poi in usci- 
ta tulle le informazioni nel modo più o|v 
poriuno per ripristinare la situazione ini- 
ziale. 

Tulle questo sostituzioni devono essere 
immagazzinate nello siack. I codici utili 
sono 64 (65 è il codice ASCII della A), 
raddoppiabili considerando anche i nega- 
(ivi; quindi la massima profondità di chia- 
mala é più che sufficiente per qualsiasi tipo 
di programma. 

Il procedimento è identico sia per le va- 
riabili semplici che per gli array. 


Il programma 

Innanzitutto alcune puntualizzazioni. 

La realizzazione del metodo teorico è 
stata fatta con routine in B.ASIC. dato il 
carattere puramente dimo.slralivo del pro- 
gramma. Quindi le chiamate e le dichiara- 
zioni dei sotloprogrammi non potevano 
essere come quelle definitive viste nell’in- 
troduzione. ma si è dovuto ricorrere a 
qualche espediente. Comunque ciò che si 
voleva dimostrare rimane invariato, in 
quanto si può vedere come le routine siano 
completamente indipendenti dal program- 
ma principale. 

Per non appesantire troppo il program- 
ma non abbiamo preso in considerazione i 
controlli come ad esempio quello necessa- 
rio nel caso VAR per evitare lo scorrimen- 
todi tutti gli array. Inoitreabbìamo tenuto 
comodi due casi dei quattro possibili: ca.so 
LOC per le variabili semplici, caso VAR 
per gli array. Di conseguenza nella routine 
fattoriale viene utilizzata una variabile glo- 
bale. cosa non necessaria .se Timplcmema- 
zione fosse stata completa. 

Il programma si divìde in due pani: le 
routine del sistema, che devono essere sem- 
pre presenti e. da linea 2000. il programma 
dimostrativo con le sue subroutinc. 

Lo siack è in pagina 3: dato che i primi 
due byte sono riservali ad altro, in cfTelli 
iniz-ia dalla locazione 770. 

Alla partenza il .sistema sposta in avanti 
LOMEM di 256 byte, in modo che ci sia 
spazio per accatastare fino a 36 variabili di 
tipo LOC. e inizializza le variabili del siste- 
ma: poi salta al programma principale. 

Il programma principale richiama le 
routine passandogli i parametri: all’ingres- 
so della routine c’é la dichiarazione dei 
parametri formali e delle variabili locali, 
nella stringa VLS. Poi si richiama il siste- 
ma. in particolare la routine entrata, che 
provvede a fare tutto quello che abbiamo 
visto prima in teoria. Al ritorno, .se c’erano 
dei parametri valore, vengono ripresi. Pri- 
ma di uscire dalla routine viene richiamato 
dì nuovo il sislcmu che ripristina la situa- 
zione di ingresso. 

Ci sono delle regole da rispcilarc per la 
chiamala e per la forma delle routine. 

Pcr quanto riguarda la chiamala le rego- 
le sono: 

1) la stringa PA$, che contiene i nomi 
degli array da passare, non deve contenere 


INIZIO VERSO PI LETTURA IDEALE 
LOMEM ARRAY < O 

i I -■ l“"'T~ 


VKRS" PI LETTURA ARRAY ARRAY LOC. 




spazi e i nomi delle variabili devono essere 
separati da virgola. 

2) I valori devono essere a.sscgnali a va- 
riabili iniziami per K. che dovranno essere 
riuliliz.7.ate nella routine. 

Per quanto riguarda le routine le regole 
sono: 

I ) la stringa VLS deve contenere nell’or- 
dine prima la dicitura VAR;, poi il nome 
delle variabili con le regole di PAS. la sbar- 
ra. la dicitura LOC:. i nomi delle variabili 
con le solile regole. Per separatore dei no- 
mi delle variabili si può usare anche il trat- 
tino, che conviene usare per chiarezza per 
separare nel caso LOC i parametri formuli 
dalle variabili locali. Se c presente solo uno 
dei casi LOC o VAR non bisogna usare la 
sbarra. 

2) Subito dopo devono essere ripresi i 
valori passali mettendo i parametri valore 
formali uguali ai corrispettivi Kn. 

Conclusioni 

I I metodo proposto .sfrutta al massimo il 
BASIC già presente, in modo che sia suffi- 
ciente un programma esterno per renderlo 
modulare. Infatti, come visto, il metodo 
agisce uH’enlrata e all'uscita di una routine 
mentre perii resto il BASIC agisce normal- 

Potendo modificare alcune routine del 
BASIC (come avevamo visto prima per il 
Irallamcnto degli array. ma ce ne sono 
delle altre) il metodo potrebbe essere anco- 
ra miglioralo. 

Comunque, anche per questo metodo, ci 
sono delle velocizzazioni, come ad esempio 
immagazzinare nello slack. per il caso 
VAR. la locazione del nome sostituito in 
modo che in uscita la risuslilu/ione dei 
nomi delle variabili avverrà direllamenle 
per indirizzo di memoria. 

Non si è preso in considerazione il caso 
parametro formale funzione. Dato che le 
funzioni sono tenute tra le variabili (rap- 
presentano l'ullimu combinazione di 
ASCII positivi c negativi), il passaggio di 
una funzione come parametro c possibile 
ed equivale in pratica al caso VAR 

Concludendo, abbiamo visto come la 
modularità sia possibile su un linguaggio 

Questo programma, come dello prima, 
é stato realizzato principalmente come di- 
mostrazione pratica del metodo teorico. 
Comunque può essere anche utilizzato per 
fare vostri programmi; basterà raggruppa- 
re tutte le variabili del sistema in modo che 
inizino per una stessa lettera, ad esempio S. 
In questo mixJo durante i programmi si 
dovrà solo fare attenzione a non usare va- 
riabili iniziami per S e K, che come abbia- 
mo visto servono per passare valori. 


MCmicrocompuler o 34 - ottobre 1984 


123 


QUOTAZIONI 


CENTRO 

ASSISTENZA 

SPECTRUM 



Computers Apple compatibili 


Lemon II 64K 706.000 

Lemon II 64K con Z-80 799 000 

Lemon II 64K con Z-80 compatto, con 
unità a disco incorporata 1.299.000 

Mouse lA 64K 649.000 

Mouse IC 64K con Z-80 754.000 

Mouse HA 64K tastiera separata 845.000 


Mouse IIC 64K con Z-80 tastiera separata 972.000 
Altri computers 

Sharp MZ-721 con registratore e programmi 


in omaggio 529.000 

Specirum 16K 276 000 

Spectrum 48K 369.000 

Dragon 32K 419.000 

Oragon 64K 589.000 

Commodore telefonare 

Alan 800XL con tavoletta grafica telefonare 

Sanyo MBC 550 128K, hires, colore, drive 
da 160K. 16 bit, MS-DOS, eco. (è la cosa 
piu bella e conveniente che potete 
trovare alla SUMUS!) 2 099.000 

Aquarrus 126.000 

ZX-81 84.000 

One 1 48K 338.000 

Spectravideo telefonare 

Olivetti MIO 24K 1.399.000 


Accessori Apple II 0 compatibili 
Sistema grafico a colori per penna ottica. 


corredato di un completo programma 
applicativo 335 000 

Modem/accoppiatore acustico 259.000 

Joystick professionale metallico 37.000 

Modem per linea telefonica con 
auto/answer 126.000 

Disk drive standard 5" 1/4 338.000 

Disk drive slim 388.000 

Base a snodo per monitor 12" 35.000 

Programmatore di eprom (2716/32/64) 99 000 

Inaterfaccia RS-232 con cavo 79 000 


Buffer di stampa 16K 209.000 

Scheda di espansione +128K 350.000 

Scheda A/D 125.000 

Scheda PAL (per TV) 99.000 

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Eccovi come tulli ì mesi ut solilo appiiniu- 
melilo con il safiiyare per il VIC hmatuci 

! programmi che vi proponiamo guesio 
mese sono due: il primo permeile di gestire i 
curaileri del VIC come degli sprile e sarà 
mollo appresalo da chi ama ideare dei vide- 
ogame menire il secondo è un gioco che vede 
due astronavi darsi baituglia nello spazio. 


Vie SPRITE 

di .Uassimo Guido 

Taverneiie di Ciimiana ITO) 

Mi chiamo Massimo Gaido. studio du 
perito elettronico a Torino c da circa un 
anno sono entrato nel mondo afTascinante 
della micro-informatica. Dopo aver com- 
prato un Vie 20. ho trovalo in MCmicro- 
computer una fonte di informazione com- 
pleta e varia che. oltre ad ottimi giochi 
presenta programmi potenti come Math- 
Pack. Basai ed Othello. Entusiasta della 
vostra rivista, ho deciso di spedirvi questo 
mio lavoro sviluppato so di un VIC 20 e 
scritto completamente ih linguaggio mac- 
china. 

Si tratta di un supporto software per la 
programmazione di giochi di movimento 
capace di gestire il movimento di 9 caratte- 
ri. senza creare alterazioni nella pagina 
grafica di sfondo. Ho chiamato questo 
programma VIC Sprite in analogia agli 
sprile gestiti sul CBM 64. 

Il programma 

Le prime tre righe contengono delle 
istruzioni di REM ed un certo numero di 
punti e servono ad occupare lo spazio di 
memoria nel quale verrà memorizzato il 
programma in LM composto da tre routi- 
ne. Alla lìnea IO vi è la modifica del punta- 
tore di inizio memoria, byte 4.1 e 44. che 
viene aggiornato alla locazione seguente 
l'ultimo punto della linea 2 ottenendo cosi 
la cancellazione delle prime tre righe del 
listato ed una zona di memoria libera in 
testa al programma. Con la linea 20 vengo- 
no letti i dati, con la 30 vengono trasforma- 


ti da esadecimale in decimale (con un salto 
alla riga 1000) ed in seguito memorizzati 
nelle opportune locazioni. La linea 40 pre- 
dispone la routine di Inizializzazione dei- 
l'interrupt all'inizio della routine di gestio- 
ne degli sprite. La linea 50 fa in modo che 
la routine di gestione po.ssa eseguire i salti 
necessari per il suo funzionamento a se- 
conda della memoria di cui dispone la 
macchina. La linea 60 forza nel bulTer di 
tastiera il comando LOAD RUN che ser- 
ve per caricare un eventuale programma di 
gioco. 

Gestione degli Sprite 

Ad ogni sprite sono dedicati 10 registri 
rappresentati da 10 locazioni di memoria. 
Al primo sprite corrispondono le locazioni 
di memoria da 673 a 682, al secondo quelle 
che vanno da 683 a 692 e cosi via di 1 0 in 10 
fino alla locazione 762. Que.sti 10 registri 
svolgono le seguenti funzioni: 

Registro ii. I e n. 2 ■ sono locazioni ri- 
servate alla routine di gestione e corrispon- 
dono ai byte 673 e 674 per il primo sprite. 
683 e 684 per il secondo e cosi via. 

Registro n. 3 - contiene il valore del ca- 
rattere di sfondo che si trova sopra o sotto 
lo sprite a seconda della priorità che ad 
esso viene assegnata. Corrisponde al byte 
675 per il primo sprite. al byte 685 per il 
secondo ecc. 

Regisiron.4 - contiene il codice del co- 
lore del carattere di sfondo che sì trova 
sotto 0 sopra lo sprite a seconda della sua 
priorità: corrisponde al byte 676 per il pri- 
mo sprite. 686 per il secondo ecc. 

Registro n. 5 - contiene il valore del 
byte basso della posizione dello schermo 
nella quale si trova lo sprite: byte 677 per il 
primo .sprite e cosi via di 10 in 10. 

Registro n. 6 - contiene il valore del 
byte alto della posizione dello schermo nel- 
la quale si trova lo sprite; corrisponde al 
byte 678 per il primo sprite e co.si via. 

Registro n.7 - se tale registro contiene 1 
lo sprile viene visualizzalo mentre se con- 
tiene 0 lo sprile è invisibile. 

Registro n. M - determina la priorità 
dello sprite sullo sfondo: il contenuto di 


tale registro può variare da 0 a 9. Quando 
due 0 più sprite si sovrappongono si vedrà 
quella a priorità più elevata. Il valore 0 nel 
registro in questione fa si che lo sprite sia 
visibile su uno spazio mentre viene nasco- 
sto da ogni altro carattere. 

Registro n. 'V - deve contenere il codice 
dello sprite (carattere) che verrà impresso 



LOCPZIONI Ù5-BTE DALLO 
òPR\T£ U. i 


673 

RlSERVOffl 

i 

fa'M 

RISERVATO 

i 

6 75 

VALORE PEL cfl«flrT£RE 
SOPRA 0 Sotto lo 

spRire 

3 

676 

COLORE DELCARATTeRE 
SOPRA 0 SOTTO LO 
.6PRITE 

M 

67T 

BTTE BASSO DELLA 
POSIZIONE DELLO 
SPRITE SULLO SCHERMO 

5 

67 ò 

ÒTTE ALTO DELLA 
POSIZIONE DfLLO 
SPRITE SULLO SCHERMO 

6 

673 

SPRITE VlSUflUlZZATfl 
0= SPRITE INVISIBILE 

7 

630 

PRIORITÀ' -f-r-3 
-Ih- 3 PASSA SOPRA 

0 passa sotto 

8 

68^ 

CODICE DELIO SPftlTf 
DA VISUALIZZARE 

9 

682 

COLORE DELLO SPRITE 
4 -r 

io 




MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


125 


sulli) schermo. È chiaro che si possono 
visualizzare sprite definiti dairuiente nella 
memoria RAM. 

Rcnisiro n. IO - determina il colore del- 
lo sprite e può avere un valore compreso 
tra (I e 15. 

L^o del prui’raninia 

II programma presentato è adatto per 
essere inserito in una catena di overlay. Si 
può ad esempio memorizzare la schermata 
iniziale, poi VIC Sprite e per ultimo il pro- 
gramma di gioco. In quesl'ullimo si può 


attivare la roulincdi gestione con una SYS 
Il dove 

Il = PEEK(43) + PEEK(44) » 256-96 

La stessa routine si disattiva con SYS IR 
dove 

IR = PEEK(43) + PEEK(44) * 256-55 

Si presti attenzione al fatto che la routi- 
ne di gestione utilizza alcune locazioni di 
memoria come puntatori che quindi non 
dovranno essere modificate da un eventua- 
le programma di gioco. Le locazioni in 
questione sono 251. 252. 253. 254. 784. 
785. 


In chiusura colgo loccasionc per porre 
una domanda a proposito del programma 
Oihello: in linea 870 vi é una POKE 
25600 + 1, qualcosa .... ma con un VIC + 
I6K la memoria non finiscealla locazione 
24575? Nel programma non vi sono istru- 
zioni PEEK che leggono in quellarea di 
memoria: é una svista di Andrea De Prisco 
oppure sono necessari 24K di espansione? 


Il programma inviato dai nostro lettore 
risulterà molto utile per ehi si diletta nella 


1201 

1202 

1203 

1205 

1206 

1209 
120B 
120II 

1210 
1212 
1214 
1216 
1219 
121B 
121C 
121F 
1221 
1223 
1226 
1228 
122R 
1221) 
122F 
1232 
1235 
1238 
123E 
123C 
123F 
1241 
1243 
1246 
1248 
124R 
124C 
124F 
1250 
1253 
1255 
1257 
125R 
125C 
125E 
1260 
1263 
1266 
1268 
126R 
1261) 
I26F 
1271 
1274 

1276 

1277 


R2 00 
18 

£H RI 02 
69 FF 
85 FE 
ED R2 02 
65 FD 
85 FC 
R0 00 
ED R3 02 
91 FE 
18 

ED RI 02 
69 FF 
35 FE 
ED R2 02 
65 FE 
35 FC 
ED R4 02 
91 FE 
BD RS 02 
9D RI 02 
BD R6 02 
9D R2 02 
18 

ED RI 02 
69 FF 
85 FB 
BD R2 02 
65 FE 
85 FC 
E1 FB 
9D fì4 02 
18 

BD RI 02 
69 FF 
85 FB 
BD R2 02 
65 FD 
85 FC 
E1 FB 
9D R3 02 
BD R7 02 
C9 00 
F0 20 
BD RS 02 
C9 00 
F0 2E 
ED R9 02 
91 FE 
18 


I RI 02 


PHR 

CLD 

LDX 

CLC 

LDR 

RDC 

STA 

LDR 

RDC 

STR 

LDV 

LDR 

STR 

CLC 

LDR 

RDC 

STR 

LDR 

RDC 

STR 

LDR 

STR 

LDR 

STR 

LDR 

STR 

CLC 

LDR 

RDC 

STR 

LDR 

RDC 

STR 

LDR 

STR 

CLC 

LDR 

RDC 

STR 

LDR 

RDC 

STR 

LDR 

STR 

LDR 

CMP 

EEQ 

LDR 

CMP 

BEQ 

LDR 

STA 

CLC 

LDR 


#$00 

$82R1>X 

#$FF 

*FB 

$02R2.X 

$FD 

*FC 

#$00 

$02R3.X 

$02fil.X 

#$FF 

$FB 

$02R2.X 

$FE 

ÌFC 

$02R4,X 

<$FB),V 

$02R5>X 

$02R1.X 

$02R6.X 

$02R2jX 


$02Rl.X 

#$FF 

$FB 

$02R2>X 

$FE 

$FC 

<$FB).V 

$02R4.X 

$02RÌ.X 

#$FF 

SFB 

S02R2.X 

$FD 

$FC 

$02R3-X 

$02R7.X 

#$00 

$128R 

$02R8.X 

#$00 

$129F 

$02R9.X 

<$FB>.V 

$02R1;X 


;h 

;x 

;8 

J2+ 

r/.ì 

;=#" 

;i4 



.. fl 
i'/.i 
;i+ 
;a$" 


;n 

;l 

il. 

;14 

;8 


127R 

127C 

127E 

1281 

1233 

1285 

1288 

128R 

12SB 

128C 

12SD 

123E 

128F 

1290 

1291 

1292 

1293 

1294 
1296 
1298 
129B 
129C 
129F 
12R2 
12R4 
12R6 
12R7 
12R9 
12RR 
12RC 
12RF 
12B1 
12B4 
12B6 
12B8 
12BB 
12BC 
12BE 
12C1 
12C2 
12C4 
12C6 
12C8 
12CR 
12CC 
12CE 
12D0 
12D1 
12D2 
12D3 
12DS 
12D8 
12DR 
12DD 
12DE 


69 FF 
35 FB 
BD R2 
65 FE 
85 FC 
BD RR 
91 FB 
E8 
E8 


E0 59 
10 03 
6C 10 
68 

4C BF 
BD R3 
C9 20 
F0 CE 
18 

98 E1 
78 

R9 01 
8D 14 
R9 12 
8D 15 
R2 5R 
R9 00 
9D RI 
CR 

D0 Ffl 
RE 38 
CR 

86 FD 
R9 93 
85 FE 
E0 0F 
F0 04 
E6 FE 
E6 FE 
58 
60 


8D 14 
R9 Efl 
8D 15 


02 

02 


03 

ER 

02 


03 

03 

02 

02 


03 

03 


RDC 

STA 

LDR 

RDC 

STA 

LDR 

STA 

INX 

INX 

INX 

INX 

INX 

INX 

INX 

INX 

INX 

INX 

CPX 

EPL 

JMP 

PLR 

JMP 

LDR 

CMP 

BEQ 

CLC 

BCC 

SEI 

LDR 

STR 

LDR 

STR 

LDX 

LDR 

STA 

DEX 

ENE 

LDX 

DEX 

STX 

LDR 

STA 

CPX 

BEQ 

INC 

INC 

CLI 

RTS 

SEI 

LDR 

STR 

LDR 

STA 

CLI 

RTS 


#$FF 

$FB 

$02R2.X 

$FE 

$FC 

$02RR.X 

t;$FB)/V 


#$59 

$129E 

C$0310) 

$ERBF 

$02R3>X 

#$20 

$1271 

$128R 


#$01 

$0314 

#$12 

$0315 

#$5R 

#$00 

$02R1^X 


$12B8 

$0238 


$FD 

#$93 

$FE 

#$0F 

$12D0 

$FE 

$FE 


#$BF 

$0314 

#$ER 

$0315 


~ir 

y.i 

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14 

I 


I 

I 

I 


.0# 
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; I 

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j 

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j 
& I 
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y.it 



126 


MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984 


vie 


2 REM.. 


10 IM=PEEKi4‘li*256*PEEK(43^ t1t1»IMt264 P0KE44 . tlM/256 P0K£43.m-IHT<t1M/256^»25e 
20 PORI=IMTOIt1*50e RERDfi* IFR*=''»"THEH40 
30 &Oaj81000 POKEI.H NEXT 

40 POKeimir0-I(1'INTat1/'256>»25& P0KEin+173,It1/2S6 
50 I(1=in*4 P0KE735, in.'256 P0KE784, JM-IHT' IMX256 j»256 

60 P0KE198.7 P0KE631.76 POKE632.207 P0KE633. 13 P0KE634 .82-P0KE635. 2J3 P0KE636.13 


110 DftTFiFB,18.IlD.Fll.02.69.PP.85.FB.BIi,R2.02,S5.FE.e5.FC.BIl.M4.02.91.FB.BD,(=l5.O2. 
90 

120 DflTRRl.e2.BD'Fl6.02.£<II.R2.e2. 18.BD.m.02.6B.FF,8S.FB.BD.F12.e2-6S-FE.8S.FC.Bl' 
FB 

130 DFiTfl9L.ft4.02,I8,BB.fll.02.69.FF-85.F6.BD-a2.02.65.FIl-85.FC.Bl-FB.9D.fl3-02,BD. 


140 BFITFie2,C9.e0.Fe.20.BD>08-02.C9.0e.F0,2E>BD.FI9,e2.91.FB. 18.BD.R1 >02.69<FF.85> 
FB 

150 IlFiTRBD.R2.02.65.FE.85.FC.BI<>nFi>02.31.FB.E8/E8.E8.E&.E8^E3.Ee.ES^E&.Ed;E0,S9. 


180 IiFITFI86.FB.fì9.S3.85.FE.E0.OF.F0,04.E6,F£.E6.FE,S3,6e 
190 DflTfl78,fì9.BF.8D,14-03-fl9,ER-8S. 15.03.58,60.» 

1000 fi»flSC<fi»J-48 B=l3SCfRI0HT*<0*. 10-48 N=B«7*' B>9;*16»<Fl+7*< fi>9) ) RETURH 


creazione dì giochi. Gli sprile (così li chia- 
ma il nostro amico) non .sono altro che i 
caratteri rappresentati sulla tastiera del 
computer per i quali è possibile program- 
mare il movimento per mezzo del pro- 
gramma proposto. Naturalmente possono 
anche essere dellniii dei caratteri dall'uien- 
le secondo le sue esigenze. 

Ogni spritc è manipolato tramite IO lo- 
cazioni di memoria ed il numero comples- 
sivo degli sprile di cui si può usufruire è 9. 
Nella llgura di pag. 1 25 riportiamo la map- 
pa dei dieci registri che controllano il pri- 
mo degli elementi in questione: il secondo 
gruppo di registri comincia dalla locazione 
68.1 decimale e cosi via per 9 blocchi conse- 

Lo spritc può essere reso visibile od invi- 
sibile a seconda del valore (0 o 1 ) contenu- 
to nel registro 7 ed inoltre incontrando un 
altro caraiicre vi passerà sopra o sotto a 
seconda della priorità posseduta. 

Riguardo alla posizione occupala dal 
carattere sullo schermo, essa c controllata 
dai registri 5 e 6 m questi termini: incre- 
mentando il valore del registro 5 da 0 a 255 
otterremo di far muovere il carattere sullo 
schermo di 255 posizioni partendo dallan- 
golo in allo a sinistra. 

\ questo punto per proseguire nello 
spostamento bisognerà azzerare il registro 
in questione e cominciare ad incrementare 
quello successivo memorizzando in esso il 
numero 1. incrementandolo poi con passo 

A conti falli, se P è la posizione in cui 
vogliamo visualizzare lo spnte. a cui corri- 
sponderà un numero di riga NR ed uno di 
colonna NC. dovremo memorizzare nel re- 
gistro 5 il valore P-INT (P 256) x 256 c nel 
registro 6 il valore P 256. 

A questo punto riteniamo che non ci sia 
più niente da dire sulfargomenlo essendo 


10 REM - DEMO SPRITE - 
20 P(»(E36S79.2D 
30 FùR!=lTOe REflDfl$<I) NE!<T 

40 PRINT"3 

50 PRINT”* " 

60 INPUT'TTBPRITE N. ’’,N: PRINT" W 
70 1FN=0THENEND 
80 IFN>9THEN40 
90 R=667+10W.fi^R 
100 F0RI=RT0R+5 
110 PRINTRtCI-R*I) 

120 INPUT" T.V 

130 POKEI.V 
140 NE8T PRINT 

150 F0RI=flT0P+5 PRIMTI,P£EK<I):N£XT 
160 G£TZ*.IFZ$=’’"THEH160 
170 IFN-9THSNEN5 
180 GOTO40 

190 DfiTRPOS.CLO BVT£>.POS.<HI BVTE5 
200 DfiTRV/NV (1 0 0).PRIORITR'(l-9> 
210 DRTRCOD. CRR.. COLORE <1-16V 
rr,,xmnmuulmunfrauv,iiU’rhuk'lim::<aw,hT!l,Spnie 


abbastanza chiaro rurticolo del lettore e 
mollo esplicativo il nostro disegno. 

Del programma riportiamo il listato in 
assembler cd il relativo caricatore in Basic 
oltre ad un programmino che abbiamo im- 
provvisalo per permettervi una verifica di 
quanto esposto. 

Riguardo al quesito posto sul program- 
ma Othello dobbiamo dire che si tratta di 
una svista di Andrea De Prisco (abbastan- 
za comprensibile vista la lunghezza del 
programma!) derivante da un ‘'rimasu- 
glio" di una versione precedente del pro- 
gramma approntata abbastanza in fretta 
per un torneo svoltosi in Francia a cui 
ADP ha partecipalo. La linea non crea 
però problemi perché, come ha notalo il 
signor Massimo Gaido. essa non viene 
considerala durante lo svolgimento del 
programma. 


I Duello siderale 

di nanih Bvrsimi - Panna 
Duello siderale è un gioco per due perso- 
ne: un giocatore gioca per mezzo del joy- 
stick e l'altro utilizzando la tastiera. 

Lo scopo del gioco è di far perdere ener- 
gia all'avversario fino a farlo esplodere 
quando questa diventa inferiore a zero. Per 
usare l'astronave di sinistra si usa la tastie- 
ra premendo ì seguenti tasti: 

per una rotazione antioraria dell'aslro- 

per una rotazione oraria 
■■ o "z" per sparare 
"shilì" per avanzare. 

Il fuoco é rappresentalo da una corta 
raffica. L'astronave destra, come accenna- 
lo. é comandata dal joystick e per questa il 
fuoco consiste in un invisibile campo di 
forza nelle otto posizioni adiacenti l'astro- 
nave. che si manifesta solo quando la navi- 
cella avversaria si trova nella zona interes- 
sata. AH'inizìodel giocosi hanno 300 unità 
di energia e se ne perdono 5 ogni volta che 
si spara e 50 quando si c colpiti; se ne 
guadagnano invece 25 colpendo il nemico. 
Inoltre bisogna stare allenti a non sbattere 
contro gli asteroidi per evitare una fine 
prematura; il numero di questi ultimi può 
essere variato manipolando la linea 99 de! 
programma. 

Le istruzioni per la guida dell'astronuve 
di sinistra sono contenute nelle linee da l(K) 
a 190; in esse J contiene il valore del byte 
197 che legge, tra gli altri, anche ì tasti di 
rotazione e di fuoco. A legge invece il valo- 
re del byte 653 il quale controlla ravvenuta 
pressione del tasto "ShUPT" ed I è sia il 
valore da "pokare" sia l'indice del vettore 
D che contiene l'incremento da dare a PO. 
variabile che contiene l'indirizzo dell'a- 
sironavc. La guida deU'astronave destra é 
contenuta nelle linee da 200 a 332. Stavolta 
J é la somma dei contenuti dei byte 37137 e 
37152 che contengono il valore del joy- 
stick: ho ritenuto questo metodo più prati- 
co che considerare i due byte separatamen- 
te. L'indirizzo della navicella è contenuto 
in PS ed il valore da "pokare" é DS. 

Concludo dicendo che la navicella non 
può emettere il campo di energia stando 
sulla prima o sull'ultima riga. 

Segue il riepilogo delle linee più signifi- 
cative del programma- 
lo crea caratteri 

88 input nomi 

90 iniz.ializ. variabili, dimensiona- 

mento vettori, ecc. 

99 asteroidi 

100 movimento astronave sinistra 

200 movimento astronave destra 

335 scrive e controlla energia 

1000 fuoco astronave sinistra 

3000 fuoco astronave destra 

5(HM) messaggio finale 

l(H«)() scritta d'inizio 


MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984 


127 


vie 20 


Commcnli 

Il gioco proposto "gira” sul VlC ine- 
spanso- Chi possiede un'espansione da SK 
o più e vuole evitare di sfilarla dalla porta 


posteriore della macchina può digitare; 
POKE642.0: POKE643.30:POKE648.30: 
SYS58232 <relurn> 
prima di caricare in memoria il program- 
ma per porre il computer nelle condizioni 


1 REFI CUELLO SICERRLE 
Z REM DI D. BERSRFIl 
3 REFI 

9 GOSUBliSaQd 

10 F0RT»716ST07319 
30 REFIim POKET.fi.NEXT 

30 F0RT»7424T07431 POKET.0 NEXT 

40 DRTRie.SE.Se. 188. 124. 124. 103. 68. 3. 15. 27.E2.S.S. 4. 0 

50 DRTR8. 249. 248. 124.46,124.248.240.0.2.6.62.26. 14.6.2 

60 DRTR6S. 108. 124. 124.188.56.56.16.0.32.96.96.124.216.240.192 

70 DRTR0. 30. 62. 124. 232. 124. 62. 30. 192. 240. 216. 124,96.96.32.0 

80 DRTR30. 19. 57, 107. 65, 86. 105. 30, 68. 170, 17. 0,68. 170. 17.0. 0,0, 0,24. 24. 0.0.0 

82 0RTR16. 16. 16. 56. 166,254.254.238,238.254,254,186.56.16. 16. 16.0. 15.7, 31 . 126. 31 . 

7.15 

84 DRTR0.12e.U2.124.63.124.U2.120,132,98.127.62,52. 184.112,32.32. 112.184.52,62 
.127.98 

86 DRTfil32,4, 14,29 • 44 . 124, 254 , 70, 33, 33, 70, 254. 124,44,29.14,4 

88 INFUT"7'LRVER 1 (I■I■■■■■■DI<:F1RX 6 LETTERE>iniHai" , RS 1FLEN(RS»6T1CM88 

89 INPUT'’7LRVER 2 1I0IIIIIIII«‘ MRX 6 LETTERE'IIUEdll" . B* 1FL£N(BS»6THEFIS9 

90 P0KE36869,255:P0K£36S79, 12 PRINT"T BIF1D<7> 1=0 P0=7944 : PS=7899- POKE650, 128- E 
1=300 

95 D<8J=-22 DU)=-21 D<2)»1 :D(3>»23 Dt4>»22 :D(S;»21 D<6>=-1 -D<7>»-23 DS’ll E2=30 
0 

99 FORV.1TOI0 POKE7702*RNDUJ*434,S HEXT POKE36878.10 

100 J=PE£K(I97)lFJ=é4TF€N125 
110 IFJ=29THENI=I-1 IF1=-1THEHI=7 
120 IFJ»37THENI=1+1 IF1=8TF«KI=0 

125 P0KEPV.32 IFPEEK<PO>O32THEMEl=-100 
13© POKEPO.l 

150 PV=P0:R=PEEK(6S3) 1FR=0THEN190 
160 IFR=1THEHPO=PO+DCI> 

170 IFPO<7702THENPO=PO4484 
180 IFPO>8185THENPO=PO-484 
190 IFJ=30OR-J=33THeHDOSUB:000 
200 Pbl=PS 

210 P0XE37154. 127 J=PEEKC37137)*PEEK<371S2) P0KE37154, 255' IFJ=373THEK295 

220 IFJ«369THEHPS=PS-22-DS=ll OOTO300 

230 IF J»365THENPS»PS+22 ^ DS»12 6070300 

240 IFJ=357THENPS=PS-1 BS=13 ■ GOTO300 

250 IFJ»245THENPS=PS+1 DS=14 GOTO300 

260 IFJ=353THENPS=PS-23:DS=i5 GCITO300 

270 IFJ=349THENPS=PS*21 DS=ló GOTO300 

280 IFJ=237THENPS»PS*23 DS=17 6QTO300 

290 IFJ=241TH£HPS=PS-21 D$=I8 

295 IFPEEK(37137lC100RNDP8>7723RNDPS<8164THEH6OSUB3000 

300 IFPS<7702TF€NPS=P3*4S4 

310 IFPS>8185Tl«NPS=P8--484 

330 P0KEPW.32 IFPEEK<PS)O32THENE2«-10e 

332 POKEPS.DS 

335 PRINT"a 

337 IFEKeORE2<0TKEN5e00 

340 PRINT'aWflt.El" '’B*;E2 GOTO:00 

1 000 P0KE36876 . 250 • P0KE36877 . 252 - E 1«E 1 -5 K=P0*D CI) FORT» 1 T05 : IFI08 1 85ORKC7702THE 
K1040 

1020 IFK=PSTHEHEl»El*3e:£2=E2-50 
1830 POKEIC.IB K=K*DCI) NEXT 

1040 K=PO+Da) FORT=lTO5;lFK>8ia5ORK<7702THENPOKE36877.e:POKE36876.0 RETURN 

1060 P0KEK.32 K=K+D<n NEXT 

1070 POKEPS.DS POKE36077,0-POKE36376.0 RETURN 

3000 E2=£2-5 PÙKE35874,200PCfl<E36375-220 

3001 P=P0 IFPS-l=PORPS+l=PORPS-21=PORPS-22=PORP3-23=PORPS*21=PCftPS»22=PORPS+23=P 
THEH305e 

3020 POKE36874.0 POKE36875,0 RETURN 

3050 P0KEP0.9 F0RT»IT075 NEXT ' PClKEPO, I El»El-50 ; E2=e2*30- P0KÉ3687S. 0 POKE36874.0 
RETlfffN 

5008 IFEK0THEFIPRlNT‘aa*'lHCE "B* POKEPV. 170 
5001 IFE2C0THEFIPRINT"«S»'INCE "R* POKEPS.170 

5010 FORT=15TO0STEP-1 PCKE36377, 200*T»3 PCKE36878.T FORV=1TO50 NEXTV.T POKE198.0 

5011 6ETJ* lFJ*=""THEN5eiI 

5012 PRINT"n" POKE36869.240 PÙKE198.0 PCS<E36877,0 RUN88 

10000 PRIHT"n" 

10001 FOPV=I0TO0STEP-l PÙKE36878.V PDKE36877. 150*V»5 P0KE36S76. 1S0*V*5 F0RT=1T06 
0 NEXTT.V 

10005 PRiNT"«a>r I I r" I i ", 

10010 PR1NT"II II II I I I I 

10020 PRINT"M II I l~ I I I I ", 

10033 POKE36876.0 FORV«15TO0STEP-1 TOKE36878, V P0KE36877, 190*V»4 FORT-1TO30 NEXT 
T.V 

10034 FORT=1TO1000 NEXT 

10035 FORV=10TO8STEP-1 P0KE36878,V PDKE3SS77, 1S0»V*5 P0KE36876. 150»V*5 F0RT=1T06 
0 NEXTT.V 

10640 PRiNT'tìiiuat iKru'iuni r 
10850 PRiFiT' M, 1 1- rat— 1 NHL mr" 

10070 PQKE36876.0 FORV=15TO0STEP-1 PDKE36878.V P0KE36877, 190»V»4 FClRT=lTO30 NEXT 

18080 PRlKT'ana'N TRSTO per INI21RRE “ 

10090 GETJ* IFJ$="'THEN10090 
11000 PCKE36877. 8 RETURN 


in cui si trova quando non è presente alcu- 
na espansione. 

Il gioco si svolge tra due giocatori, cia- 
scuno comandante di un'astronave. Dopo 
il RUN comparirà sullo schermo il titolo 
del gioco e si chiederà, dopo aver premuto 
un tasto, di introdurre i nomi dei due gio- 
catori dopo di che. premendo < return > 
comparirà il campo di battaglia cosparso 
di asteroidi, le due astronavi poste ai due 
iati del teleschermo cd il gioco potrà inco- 
minciare. proseguendo fino a quando una 
delle due navi spaziali non verrà distrutta. 


a = CTRL + 2 
a = CTRL + 5 
a = CLR HOME 
jfl = CRSR VERT. 

H = CRSR QRIZZ. 

Il = SHIFT + CRSR QRIZZ. 
_^=SHIFT + CLR HOME 


A volte dopo aver caricalo il program- 
ma e dato il RUN. può capitare die lastro- 
nave di destra non riuscirà ad essere mano- 
vrala per mezzo del joystick: basterà allora 
arrestare il programma con <run-stop 
restore> e riavviarlo con RUN perché lut- 
to cominci a svolgersi correttamente. 

Gli asteroidi sono [Issi sullo schermo ed 
il loro numero può essere variato agendo 
•sul ciclo di FOR ... NEXT della linea 9^; 
inoltre se durante il suo cammino una delle 
due navi scomparirà da una parte dello 
schermo, essa comparirà dall'altra. 

La trascrizione del programma non do- 
vrebbe presentare problemi; le linee "stra- 
ne" da 10005 a 10030 e da 10040 a 10050 
servono per imprimere sullo schermo il ti- 
tolo introduttivo al gioco, quindi chi non 
riesce a decifrarle può ometterle o sostitui- 
rle con altre di propria creazione. 

Buon divertimento. MC 


Inviate i vostri programmi 

Alcuni lettori ci chiedono come sottopor- 
re I loro programmi a MC. É semplicissimo: 
registrale i vostri lavori su cassetta o disco 
(se il programma c proprio molto corto può 
bastare il semplice listalo: ceno. la cassetta 
non guasta mai...), corredateli dciropportu- 
na documentazione c spedile il tulio alla 
redazione, indicando magari sulla bu.siu la 
rubrica interessata. Tulli i programmi che 
arrivano sono esaminati cd i migliori pubbli- 

Purtroppo non possiamo resliluirc. per 
ragioni organizzaiivc. il maierialc che ci vie- 
ne invialo, anche in caso di mancala pubbli- 
cazione. Ricordatevi che migliore è la docu- 
mentazione. maggiore c la possibilità che il 
vostro lavoro venga pubblicalo. 

Soprattuiio non dimenticale di Indicare II 
vostro nome ed Indirizzo e. se possibile, il 
numero (elefonico. Ah. quasi dimenticava- 
mo: naturalmente è previsto un compenso, 
che varia normalmente tra le 30 e le 100.000 
lire, a seconda della qualità del lavoro invia- 
lo 


126 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 


r 






Via Val Cristallina. 3 - 00141 Roma (Italia) - Tel. (06) 8170841 - Telex 612556 SVPT I 

SOFTWARE E HARDWARE 
PER PC IBM 


SOFTWARE 


C40PL4M 

E un pfogramma ctie permeile, tranvie un digihzer o un mouse, di 
arctirviare, modilicare. ingrandire disegni tecnici Bi-dimensionah con 
una risoluzione che può arrivare Imo a 67.500 punti. 

MCS SYSTEM 325 

La Computer Aided Design a 3 dimensioni sul vostro PC' Accetta 
input da digiiizer o "space labiei" ed una volta disegnato, potete 
ruotare, ingrandire lutto od una parie, traslarlo. cancellare linee, 
inserire commenti lame proiezioni nei 3 assi . 

ENCORE! 

In soli 256KS di memoria un completo sistema di analisi finanziaria 
che rivoluziona il concetto di loglio elettronico' E possiDiie avere dei 
gratici su video e plotter interagendo con il programma m inglese 

OPEN ACCESS 

Sei programmi m uno' £ un insieme integrato di 6 procedure di word 
processing, database relazionale, loglio di calcolo elettronico, grafi- 
ca di istogrammi 3-dimensionali, comunicazioni via modem, analisi e 
pianilicazioni di tempi e costi. E prevista anche una versione m 

DBASE DOOR 

Per gli utenti DBase II' tutti i modelli di stampe, tabulati ottenuti 
mediante la sola descrizione del " reporr desideralo, senza avere più 
bisogno di lavorare col codice DBase li. E possibile lavorare su due 
archivi contemporaneamente e avere totali, subtotali, medie ecc. 

064SE WINDOW 

Per gli utenti DBase II qualsiasi numero di database può essere 
relazionato l'un l'altro attraverso un campo che richiama il o i record 
di un altro database Oltre a cercare, cancellare, aggiungere e stam- 
pare record. DB Window permette di trastenre dai< ad altri Database 
POWER-BASE 

E un database che, oltre ad esplicare funzioni tipiche del genere, 
campi liberi ad accesso muliichiave. strutture ad albero binario, 
tunzioni matematiche Ira campi, ha la possibilità di definire dei 
soMoinsiemi, nell'ambito di ogni record, cui è possibile accedere 
mediante lo zoom, prerogativa unica di questo programma. 
MONEY TRACK 

E un programma particolarmente indicato per tenere traccia di re- 
cord finanziari con una capacità di 99 tondi. 99 volumi d'atfan e 900 
conti da libro mastro: registra fino a 4.000 transazioni per anno 
fiscale suddivisibili in più categorie: altre caratteristiche sono qua- 
dratura del bilancio e del singolo conto 
TECHNICAL INVESTOR 

Il programma e articolalo su diverse procedure che consentono 
ali'uienie di elaborare dati finanziari che può inserire o ricevere da 
altri grandi computer (Dow Jones. The Bouree. CompuServe etc ). e 
possibile inoltre ottenere sullo schermo Imo a 4 grafici contempora- 
neamente dei iisjiiati elaborati 
CHABT-MASTEft 

Per I vostri grafici: questo programma vi oltre la possibilità di avere 
barre, linee o lo "Scaiier Óiagram" Imo a 600 valori da pioitare su 
lucido o carta normale, aggiungendo spiegazioni in qualsiasi punto 
in 8 caratteri diversi, potete persine ruotarlo' 

SIGN-MASTER 

Per creare lesti grafici quante volle avete avuto difficoltà a creare 
tabelle, schemmi riepilogativi con ciire. lettere o graiici'’ Con questo 
programma lo potrete lare perfino su lucido, plolter o stampante 


PMSII 

Realizza una completa analisi ira le vane possibilità di sviluppo di un 
progetto, con i tempi delle varie fasi e le relative spese allo scopo di 
ottimizzare le sequenze di lavoro 

MATCNPOfNT/86 

Grazie a questo sollware potrete far girare i vostri programmi m 
CP/M-86 sul vostro IBM PC senza dover comprare il sistema operati- 
vo vero e proprio. Compatibilita 100%' 

UCSD P-SYSTEM 

Un nuovo compilatore Pascal, il più veloce sul mercato perteilamenle 
compatibile per i vosln file 25% m più di spazio per il vostrodischeiio 
NUMBER CRUNCHER STATISTICAL SYSTEM 
Un programma di analisi slaiistica che svolge tulle le funzioni di 
questo genere di lavoro analisi correlazionale. regressione multipla, 
analisi della varianza è possibile inoltre avere grafici sullo schermo 
ed I dati possono essere regisiral nel database integralo 
PROOFWRITER 

E un pacchetto Word Processing e Program Editing comprensivo 
tacile da imparare e guidato da menu crealo per usi accademici, 
scientifici, multilingue e per applicazioni riguardanti gli altari 


HARDWARE 


ACCEi-ERATOfl 

Rimpiazza l'8088-5MHz del PC con un 8086-iDMHz. viene oitenuio un 
reale parallelismo di 16 biis Permeile di accelerare di Ire volle il 
tempo richiesto al run dei vari programmi come per esempio il Lolus 
1.2.3 

CAPTAIN MULTIFUNCTION 

Scheda che oltre un'espansme di memoria (0. 384 KB), una porta 
parallela ed una seriale, un clock calendario con batteria autonoma 
(con sollware relativo), un chip Pai (S 300) al fine di efielluare 
proiezioni del software a differenti livelli, tale chip e programmabile 
dalla SVPT o daH'ulenie 
OfSTANCE TENDER BOARD 

Permeile di efielluare misure di distanza e comunicarle al PC, ellel- 
tuafìno a 10 letture per secondo, con una risoluzione da 3 mm a 300 

E-t EEPROM PROGRAMMERIREADER BOARD 
Programmaiore/lellore di Eprom Imo a 64 Kbyles. 

VOICE RECOGNITION BOARD 

Permeile il colloquio uomo-macchina, riconosce Imo a 200 parole 

con un'accuratezza del 98% (Speaker dependenil 

INTERN4L REMOVABLE HARD DISK IN PC 

Hard Disk facilmente installabile nel PC. nella locazione destinata al 

drive del floppy La capacità di memorizzazione (5 MByles) è 30 volle 

superiore a quella del floppy, il tempo di risposta 9 volle più veloce 

LAB MASTER 

Convertitore analogico/digilaie che include 16 canali di 12 bils A/D 
ognuno: veiocilà di conversione 30KHz: 12canali D/A, 5 timer. 3 porte 
parallele a 8 bits. E disponibile, come opzione, il paccheiio sollware 
Labpac 

MICROSPOOLER 

BuMer da interporre fra computer e stampante al Ime di minimizzare 

la perdita di tempo nel Iraslenmenio dati e permeilere l'impiego 

coniemporaneo delta CPU e della PRINTER 

SHARED DEVICE CONTROLLER BOARD 

Permeile a 4 PC di utilizzare m comune una stampante parallela 




Per ricevere il catalogo completo e ulteriori informazioni scrivere o telefonare a: 
SVPT 00141 Roma - Via Val Cristallina, 3 - Tel, (06) 8170841. 




□□□ 

Ij.pBOTAGON'S^'^gNTANN.. 


CERA UNA VOLTA UN PERSONAL. OGGI CÈ DM V. 

Decision Mate V è il nuovo personal NCR creato 
pensando a domani. Perché DM V possiede particolari ca- 
ratteristiche che lo rendono unico nel suo genere; due mi- 
croprocessori a 8 (Z80) e 16 bit (8088) e, da oggi, anche il 
potente M68008. 

La memoria centrale si espande fino a 512 KB; il video 
ha una grafica (640x400 pixels) gestita da un processore da 
32 KB di RAM nella versione monocromatica e da 96 KB m 
quella a colon; entrambi sono compresi nel sistema di base. 

Ma soprattutto DM V è stato progettato per dialogare 
con un'intera rete di personal. Tramite le unità "file server" 
MODUS o MICROMODUS dalO a 196 MB di memoria di 
massa, DM V può scambiare informazioni con un massimo 
di 64 computers. 

DM V supporta CP/M80, CP/M86, MS-DOS 2.0, P- 
SYSTEM e mette a disposizione una biblioteca di oltre 100 
pacchetti standard NCR, 

DM Vè il personal di oggi che può fermare il tempo 
perché vi offre g aranzia di compatibilità e di continuità nel 
futuro , a tutela del vostro investimento. 


DM V PRENDE A CUORE IL VOSTRO LAVORO. 

Decision Mate V risolve davvero tutti i problemi di 
automazione dell'ufficio perché è un'intera famiglia di com- 
puters, differenziati nei dettagli per rispondere alle vostre 
esigenze specifiche. 

DM V è il protagonista del mondo dei personal per- 
ché DM V è NCR: da cent'anni il protagonista dell'informa- 
tica e sempre più m linea con le esigenze del futuro. 


NCR - INDEPENDENT MARKETING DIVISION - 20143 Milano - Viale Cassala. 22 - Tel, 02/838741 (20 linee) - Telex 320395 
NCR è sulle Pagine Gialle di tutta Italia. 



cura di Leo Sorgi 



Con grande gaudio vi (iniiunciamo la /ine 
di buona pano dei problemi derivami dai 
euraneri speciali dei computer Commodore: 
d’ora in avartii, infalli, useremo una . speciale 
imerfaccia che al loro posto molte una sigla 
tra virgolelle, per cui la Q in campo inverso 
diventa CD fCursor Down/, il cuoricino 
diventa CS Idear Screen) e cosi via. Dato 
che la cosa si ottiene via hardware, i listali 
rimangono completamente attendibili, a dif~ 
ferenza di quanto accade in altre riviste dove 
le correzioni vengono apportate manual- 
mente o tramile un programma I sistemi non 
completamente afiìdahilii. 

Pubblichiamo a parte una lista delle equi- 
valenze con i nuovi caratteri speciali, oltre 
ad una prova deWinterfuccetta Cardi o ( leg- 
gete i reportage dalle mostre? Era nello 
.Kcorso CES. MC ih. 

li software riguarda un eccellente pro- 
gramma realizzalo dal nostro amico Gior- 
gio Leo RutigHuno. apparso su MC più volte 


— Super List. RTTY — dei quale continuia- 
mo ad apprezzare i lavori, davvero profes- 
sionali anche nella documentazione. Stavol- 
ta ci propone uno Spreadsheet . ovvero un 
tabellone elettronica: la co.sa eccellente di 
questo programma é che è scritto imeramen- 
le in Ba.sk. per di più opportunameme com- 
mentato. e cosi assume un elevatissimo valo- 
re didattico. Torniamo al programma: il 
formato della pagina a dispo.sizione è 
26 X 52 in cui lo schermo è una finestra 
4 X 20. Le particolarità di questo pacchetto 
.sono molteplici, niu lascia ben volemicri la 
parola alTariicolo delTauiore, che è il ma- 
nuale del programma. Prima, però, una no- 
ta: Spreadsheet è disponibile tra le cas.setie 
di ,MC ad un prezzo un po' più elevalo del 
solilo, perché queste vengono fornite in un 
lato del programma in Basic, e nell 'altro del 
suo compilato — con ogni probabilità rea- 
lizzato con il Petspeed — che risolve molli 
dei problemi di velocità intrinseci a! Basic. 


I "labdloni elcltronici" hanno avuto, 
negli ultimi tempi, un merilatissimo suc- 
cesso. Visitale e similari (Calcstar. Mulii- 
plan, VisiOn) presentano |■imporlantissi- 
mo merito di aver avvicinato il computer 
ad una sfera di utilizzatori non-program- 
malori c di aver contribuito ad una mag- 
giore difl'usione di queste macchine. Ciò 
perché consentono di ottenere ottimi risul- 
tati grazie ad una eccezionale flessibiliià 
operativa unita ad una enorme semplicità 
di uso. Gli Spreadsheet, infatti, non richie- 
dono conoscenze specifiche di program- 
mazione. necessitano di un periodo di train- 
ing mollo limitalo, hanno comandi sem- 
plici da ricordare ma estremamente effi- 
cienli. impegnano poco l'utilizzatore per- 
ché il loro approccio alla soluzione del pro- 
blema è estremamente naturale. L'unica 
"nota dolens" della situazione è. purtrop- 
po. il prezzo. Un "tabellone elettronico" 
costa cifre notevoli, che non ne giustifica- 
no l'acquisto a scopo hobbistico. 

Proprio per questo motivo un po' di 
tempo fa un mio amico, affascinalo dalle 
prestazioni del Visicalc. ma leggermente 
intimorito dal suo prezzo mi chiese: 'Per- 
ché non ne fai una versione (magari un 
tantino ridotta) per il 64?'. Così, un po' per 
gioco, un po' per realizzare qualcosa di 
nuovo (o di vecchio?), nacque il program- 
ma “SPREADSHEET". Poiché il fine pri- 
mario del programma risulta essere quello 
didattico, ho preferito scriverlo interamen- 
te in Basic evitando routine assembler an- 
che per le cose più ovvie (come, ad esem- 
pio. la gestione del video). 


— TUTTI I CODICI DI CONTROLLO — 


ECCO I COLORI CBM 


CAR. CODICE PREMERE FUNZIONE 


■ 

<eK> 

U4 

3H+1 

NERO 


{UH} 

•5 

5H+2 

BIANCO 

.'a 

{RD> 

SS 

SH+3 

ROSSO 1 


{CY} 

159 

SH+4 

CYAN* 

^1 

{PU> 

156 

5H+5 

PORPORA 

il 

<GN> 

30 

SH+6 

'■^ERDE 

3 

IBL) 

31 

SH+7 

BLU 


{VL} 

158 

5H+8 

giallo 


{0R> 

129 

CBM+1 

ARANCIO 

K 

<BR> 

149 

CBM+2 

MARRONE 


{LR> 

150 

CBM+3 

ROSSO 2 

S 

{Gl} 

151 

CBM+4 

GRIGIO 1 


{QE} 

152 

CBM+5 

GRIGIO 2 

II 

{LG} 

153 

CBM+6 

VERDE 2 

n 

{LB> 

154 

CBM+7 

BLU 2 


{G3} 

155 

CBM+P 

GRIGIO 3' 

tz 




III ih .wr 


CURSORE E SCHERMO 



CAR. 

CODICE 

PREMERE 1 

^UNZIONE 

L 

{HM} 

19 

HOME 

HOME 

W 

{SC} 

147 

5H+ HOME 

CLR 

a 

{CR> 

29 

CUR. 1 

CUR.DES 

u 

{CL} 

IS"^ 

SH+CUR, 1 

CUR. SIN 

c 

{CD> 

17 

CUR. 2 

CUR. GIU 

ts. 

f rij } 

145 

SH+CUR, 2 

CUR. SU 








CAR. ' 

CODICE 

PREMERE 

FUNZIONE 

■ 

{FI} 

133 

FI 

FI 

B 

{F2> 

137 

3H+F1 

F2 

H 

•'=■3} 

iP4 

F3 

F3 

II 

{F4} 

136 

SH+F3 

F4 

R 

<F5} 

135 

F5 

F5 

II 

{F6> 

139 

5H+F^ 

F6 

R 

{F7} 

136 

F7 

F7 

m 

{F8> 

140 

SH+F7 

FB 

li 

{RV> 

IB 

CTL+ 9 

RV SI 

■ 

{R0> 

146 

CTL+ 0 

RV NO 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 


131 



Questo ha leggermente rallentalo l'ese- 
cuzione. ma contribuisce fortemente alla 
comprensibilità del programma stesso. 
Uno spreadsheet, infatti, è un insieme 
estremamente complesso. 

Per chi non lo conosce per ntente diro 
che il programma trasforma il calcolatore 
in un grosso tabellone, di cui lo schermo c 
una finestra, composto da una serie dì ca- 
selle. individuate da una lettera (la colon- 
na) c due cifre (la riga). In ognuna di queste 
caselle è possibile inserire tre distìnti tipi di 
dati: dati alfabetici, ovvero etichette utili 
solo a rendere più compren.sihili i dati con- 
tenuti nel tabellone, numeri, formule. Que- 
sti ultimi due elementi sono la forza princi- 
pale del sistema di calcolo. Una formula 
può richiamare il con tenuto di al tre caselle. 
Ad esempio, se io volessi addizionare il 
contenuto della casella B2.'^ a quello della 
casella AI2 e metterne il contenuto nella 
cella D33, dov rei mettere nella cella D33 la 
formula ■B23-1- AI2'. A questo punto, sta- 
bilita la correlazione tra due caselle, mi c 
sufficienie modidcare il valore dei numero 
(o della formula) contenuta in una delie 
due caselle B23 o AI2per vedere cambiare 
anche quella della celia D33. 

Questo esempio, anche se estremamente 
semplice, consente di rendersi conto della 
estrema potenza del mezzo Spreadsheet. 
Moltissimi problemi, infatti, trovano solu- 
zione naturale e semplice, senza richiedere 
sforzi di programmazione. Bilanci familia- 
ri, calcoli condominiali, previsioni di spesa 
c altro, senza limili alla fantasia. 

Lo spreadsheet, inoltre, implementa al- 
cuni altri comandi accessori per semplin- 
carne l'uso. Ad esempio la possibilità di 
posizionare il cursore su una cella qualsia- 
si, di stampare il tabellone, di conservare c 
richiamare i dati. eie. In Sprcadshcci la 
struttura dei comandi ricorda molto quella 
del Visicalc. con alcune limitazioni dovute 
al tipo ni imposiazione scelta. 

Il programma 

Il programma è logicamente suddiviso 
in vari blocchi: 

analizzatore di comandi (linee 120- 
1970): rappresenta il corpo principale del 
programma. .Scopo è quello di interpretare 
correttamente i comandi, rifiutarli se errali 
e trasferire il comando alla routine che 
esegue le elaborazioni connesse al coman- 
do stesso; 

gestione video (linee 2000-2h40), che 
esegue tulle le operazioni sulla finestra vi- 
deo: scrolling. aggiornamento del displav e 
delle celle dopo il calcolo, posizionamento 
del cursore: 

- elaborazione calcoli (linee 2880-4040). 
che effettua tulli i calcoli connessi alla ge- 
stioncdel tabellone, gestisce stack e funzio- 
ni complesse, ed clTcìtua una diagnostica 
sulle formule impostate; 

- gestione errori (lince 4050-4260). che 
comunica eventuali errori alfoperalore so- 


132 


MCmicrocompuier n 34 - ottobre 1984 


COMMODO'’^ M 



Spendendo l'elaborarione del labdlonc 
— iniziaiizzazionc (linee 4300-4430). che 
efTeitua le operazioni di assegnazione ini- 
ziale dì valori pre-definiti ad alcune varia- 
bili. 

i. Il display 

Quesio programma iraslbrma il display 
del calcolatore in una lìnesira mobile su di 
un tabellone eleiironico che può essere 
scritto, letto e modificato. 

FORMATO DEL DISPLAY 


linea editing I 
linea editing 2 

A B C' D 


TABELLONE 

19 

20 

linea messaggi I 

linea messaggi 2 STATUS 


Come é possibile vedere il tabellone è 
organizzalo in righe (numerate da I a 52) e 
in colonne (26. denominate A..Z). Lo 
schermo è una finestra sul tabellone larga 4 
caselle e alla 20. Le celle sono denominale 
da una lettera rircrila alla 1“ colonna e da 
due cifre indicanti la riga. La prima in alto 
diventa quindi AUl. rullima in basso ZS2. 
Lo zero è significativo; Al non viene infatti 
accettalo. In ogni cella è possibile .scrivere 
un titolo, una cifra o una formula. La cella 
in cui si trova il cursore viene evidenziala 
in revene. Le due linee in alto (linea editing 
I e 2) servono per passare dati al program- 
ma. La linea in basso, invece, viene utiliz- 
zata da! programma per comunicare con 
l'operatore. Nella parte sinistra appaiono 
richieste e messaggi di errore. Nella parte 
destra invece appaiono degli indicatori che 
permettono aH’opcratore di conoscere im- 
mediatamente alcuni parametri del pro- 
gramma: 

STATUS; 


calcolo n 
memoria libera 
ordine di calcolo 


M 9» C V ! A23 

I 


calcolo manuale; appare quando viene abi- 
litalo il calcolo manuale (comando MM) 
memoria lìbera: indicazione percentuale dì 
memoria ancora disponibile per i dati del 
tabellone. 

ordine calcolo; C colonne (defaull), R ri- 
ghe 

tipo di cella: I etichetta. V formula 
tipo di lavoro: questo cara nere indica che il 
programma effettua un lavoro e non può 
accettare comandi. 'S' indica movimento 
dati e gestione display. indica fase di 
calcolo. indica save.'load dati da memo- 
ria di massa 


MCmicrocompuler n 34 • ottobre 1984 




seie p 
seae v 

seee < 


» XS*XS TQ XB*BlPOKE X 
H ♦♦♦ REF9ESH DISPLAY 


BIDRlSStNEXT^OX" 


-CHRt(XS«63> ' 


Af>HID((STIII(Y9),2l llE LENIAtXS THEN 
mFOR XS«FX TO FX+3iAI»C»<X5,V5-n*' • 
:btm(v(xs,v8-i) I .s+iv(x8,vs-i 


itNEXTiPRIN 
> POKESeiS.Si IFRIXTHENPDXESeiS. ts 
e POKESeiS.SEiIFRIXTHENPQKESeiS.lS 
e POKE EeiS.FNFieiiPDKE SeiT.lSiRETURN 
e REM 

e REM ♦+♦ POSiriDNAHEMO CURSORE 
e REM 

e PRiNT CLfi :OF>eiPoxE sese.BS 


» SDBUB merPOKE SeSe.SSi RETURN 
B REM 

B REM ♦♦+ UPD CELLA CORRENTE 


6 PKE 2 

B IF PEEX(2ei9)>SS THEN AtaHIDB (STRB (V 
e PRINT •(HMHCDJ'iFOR V8"l TO lUY-FY+l ) iPRINT ' 


1 TO UX-FXiPRlNT MCRHCRMCRKCRHCRHCRMC 
Bi LEFTB (BL*. 9-LENl A») J • (RO) ■ ; 


B49B REM ♦♦+ EDITA ENTRY LINE 

ssee REM 

SSie XS-l:PRINT '(HM)-: 

S3Se POKE ieS3+XS,PEEKUeS3'»xS< OR ise 

S33B SET ARiIF A*.-' THEN S33B 

3310 POKE 1033+XS.P£EK'I033+XS' AN013T 


' US' THEN X5*XS-1 


- THEN XS*XS-2 


1 TO YS; I«PEEK'rE»l633' ìA»-A*tCHR 


Jl ;POKE S016.FN 
COORDINATE 


e PRINT C.RTERfO 


PRINT A 


•A-63 


IF AKie OR AXS- THEN 3 
PRINT Aȓ:YS*'A-AS>H0 
SET A*; ;F a*." THEN 3 
A«ASC'Ai);lF A«13 THEN 
IF A<ie DR A>!7 THEN 3 

PRINT A*;:VS=A-4?v/S:U 

A*S--!PRIMT :.»*£RR4'ERRORE I 
REM III 
REM IM CALCOLO ESPRESSIONI 
xS*eìI»e:AFX=e:PAX=e:OPX'9i-3iOP'e'*eiER«-0 


y.vSiOOTO e: 


AS»33 T 


V 3390 


F AX064 TWEN 313 
- CHECK FUNZIONE 


'I ERXPliSDTO 1030 


posi/, cursore: cella nella ijuaicc localì//a- 
to il cursore- 

li cursore viene spostalo sul lahellone 
con i normali casti di controllo. In aggiun- 
ta. per semplificare le opera /ioni, sonoahi- 
lilalì anche questi comandi: 
return; porla il cursore in colonna A nella 
riga succes.siva a quella in cui si trova al 
momento 

shifi + rei: porta il cursore nella prima co- 
lonna della finestra e nella riga successiva u 
quella in cui si trova al momento 
home; porla il cursore in AOl 
shifi - 1 - home: porta il cursore nella prima 
casella della finestra 

>CRR: funzione GOTO. Porta il cursore 
nella colonna e riga indicate nel comando 
(C = colonna. RR = riga). 

Tutti i comandi di controllo cursore pro- 
vocano lo scrolling automatico della Ime- 
slra del display per consentire l'adutta- 
mcnlo alle varie situazioni. 


2. C^asellc e contenuto 

Una volta visto come spostare il cursore 
nellambito deH'iniero tabellone *é ora la 
volta di provare a modificarne il contenu- 
to. Una casella dello SPREADSHEET 
può contenere fino ad 80 caratteri. Questi 
caratteri possono costituire etichette o 
espressioni. 

Etichette 

L'etichetta è una stringa di caratteri con 
scopo puramente descrittivo. Serve a sem- 
plificare la comprensione dei dati del tabel- 
lone e non viene manipolata dal program- 
ma. Per introdurre un'etichetta nella casel- 
la. battere Il programma riconosce il 
comando con il messaggio ‘ENTRY LA- 
BEL' nella riga in basso. Poiché il pro- 
gramma visualizza solamente i primi nove 
caratteri di una etichetta é conveniente li- 
mitarne la lunghezza allo stretto necessa- 
rio. al fine di evitare spreco di memoria. 
Una cella, comunque, può contenere fino 
ad 80 caratteri di etichetta che vengono 
memorìzzaiti anche se non sono coslanlc- 
mcnlc visualuizali sullo schcrmo. 
Espressìoni 

La reale potenza di questo programma è 
nella possibilità di definire in maniera libe- 
ra correlazioni tra te varie caselle. Queste 
vengono definite utilizzando nel calcolo 
del contenuto di una casella, I valori di 
altre caselle del lahellone. Per fare ciò c 
sufficiente indicare al programma di voler 
inserire una e.spressionc battendo il tasto 
’V. Il programma riconosce il comando 
con il messaggio ‘ENTRY VALUE‘. A 
questo punto é possibile introdurre una 
formula che. elaborata, dia il valore da 
attribuire alla casella. Questa espressione 
può essere composta dai quattro operatori 
matematici. ( -i- da funzioni, costanti 
e riferimenti ad altre celle. Una volta lermi- 
nalu l'introduzione della formula questa 
viene immediatamente calcolata ed il rela- 
tivo valore appare sul tabellone. La lun- 


134 


MCmicrocompuier n 34 - ollobre 1984 


COMMO'>0''E 64 



ghezza delia formula è limitata ad 8U carat- 
terì. Questo valore è sumcìenle nella stra- 
grande maggioranza dei casi. Può comun- 
que essere necessario, talvolta, scrivere for- 
mule più lunghe. In questo caso sarà neces- 
sario scindere la formula in più parti ed 
utilizzare più caselle per l'elaborazione di 
un solo dato. 

Comandi 

Il programma SPREADSHEET ha un 
esteso set di comandi che consentono di 
semplificare l'introduzione, tu mudinca. il 
calcolo e la memorizzazione del contenuto 
del tabellone. Questi comandi ausiliari 
vengono selezionati con il carattere ‘ che 
provoca l'apparire nella "linea messaggi 2" 
di un elenco dei comandi disponibili; 
COMANDI: B C E G M P S 

A questo punto è possibile selezionare il 
comando desideralo o. premendo RE- 
TURN o un tasto non compreso nel set di 
comandi, ritornare al modo introduzione/ 
modifica dati. 

In tutti i casi fa pressione del tasto RE- 
TURN a livello soiiocomandi provoca il 
ritorno al modo principale senza che il sot- 
tocomando venga eseguito. 

Alcuni di questi sotlocomandi provoca- 
no la generazione di un successivo sottoe- 
lenco (es. /G 0 /M). Anche in questo caso 
la pressione di un tasto non compreso nel 
sottoelenco provoca il passaggio a) modo 
introduzione/modifica dati. 

Vediamo ora tutti i comandi in detta- 
glio. 

/B (blank) — Provoca la cancellazione 
della cella indiriz.zala dal cursore. Non 
vengono modificati i valori di altre celle e 
non viene ricalcolalo il tabellone. 

/C (cancella) — Il comando Cancella 
provoca la cancellazione totale di lutti i 
dati contenuti nel labellone e dei flag di 
stato, resetiando i valori alla condizione di 
inizializzazione del programma. Poiché il 
comando è potenzialmente pericoloso per 
il contenuto del tabellone, il programma 
richiede una conferma prima che venga 
eseguito. Sulla "linea messaggi 2" appare 
la scritta "CANCELLA: CONFERMA 
(S/N)". Per confermare battere S. In que- 
sto caso il display viene cancellato e il pro- 
gramma reinizializzato. Per evitare la can- 
cellazione battere un tasto diverso da 'S'. 

/E (edita) — Questo comando permette 
di editare il contenuto della cella indirizza- 
la dal cursore. Questo viene trasferito nella 
linea di editing e può essere modificato. 
Premendo il tasto l'operazione viene 
abortita ed il contenuto della cella rimane 
immutato. Se la cella é vuota il comando é 
inattivo. 

/G (globale) Attraverso /Gé possibile 
accedere ad un subsei di comandi che per- 
mettono di modificare lo stato di funziona- 
mento del programma. Queste modifiche 
sono permanenti e vengono memorizzate 


MCmfcrocomputer n. 34 - ollobre 1984 


135 



insieme ai dati sul supporto di massa. Do- 
po aver impartito il comando nella "linea 
messaggi 2" appare la seguente scritta: 
GLOBALE: A C D M N R 
che riporta tulli i soitocomundi ncono- 
.scìuli. La funzione di questi é lu seguente: 
/GA — Seleziona il calcolo automatico 
dei tabellone (default). L'abilitazione di 
questo parametro provoca il ricalcolo del- 
l'intero tabellone ogni qualvolta una cella 
contenente una espressione viene modifi- 
cata o introdotta. Questa l'unzionulilii è 
molto comoda a tabellone completalo, ma 
è a volte fastidiosa in fase di creazione. È 
quindi conveniente disabilitarla durante la 
stesura del tabellone e abilitarla a lavoro 
completalo. 



/GC — Seleziona il calcolo per colonne 
(default). Normalmente il tabellone viene 
calcolato percolonne. Nel caso la struttura 
richiedesse il calcolo per righe è possibile 
modificare l'ordine di calcolo. I) valore in 
uso è costantemente indicalo sulla status- 


/GD - 


Seleziona come i 


mette dì variare il tipo di supporti 
sa (disco-nastro). Questo flug. a ditlerenza 
degli altri del comando 'globale', non viene 
memorizzalo .sul supporto di massa. 

/GM — Seleziona il calcolo manuale del 
tabellone. Quando questo parametro viene 
abilitalo il calcolo dei valori delle celle vie- 
ne eseguito solo quando richiesto dall'ope- 
ratore con il comando “!". È comodo met- 
tere il programma in calcolo manuale du- 
rante la stesura di un tabellone. Quando 
questo parametro é abilitato appare una 
'M' alla sinistra della status-line per avvi- 
sare l'operatore che il tabellone non viene 
ricalcolato automaticamente. 

/GN — Seleziona come memoria di 

te di*operare con^^ruTitTa^casseUe CN^N. 
Questo flag. a differenza degli altri del co- 
mando 'globale', non viene memorizzalo 


sul supporto di massa. 

/GR — Seleziona il calcolo per righe. 
Normalmente il tabellone viene calcolalo 
per colonne. Nel caso la struttura richie- 
desse il calcolo pwr righe è possibile modifi- 
care l'ordine di calcolo, li valore in uso c 
costantemente indicalo sulla status-line. 

/M — (memoria) Anche questo coman- 
do ha una lista di sottocomandi che con- 


136 


MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984 


COMMODORE 64 


sentono di gestire la memoria a disposizio- 
ne del programma: 

MEMORIA: A L M 

Questo è l'elenco dei sotlocomandi: 

/MA — Abilita la gestione automatica 
del garbagecolleclion (defaull), Ogni volta 
che una cella viene modificata forza un 
garbage collection. Questo consente di evi- 
tare il blocco del programma ogni qualvol- 
ta lo spazio di memoria a disposizione delle 
stringhe viene esaurito, ma produce un ri- 
lardo di esecuzione di alcuni comandi di- 
rettamente proporzionale al numero di cel- 
le avvalorate. È molto utile quando il ta- 
bellone non è mollo pieno. Se il ritardo 
diviene sensibilmente avvertibile è oppor- 
tuno disabilitare questa funzione con il co- 
mando M M e forzare manualmente il gar- 
hage collection con il comando , ML. 

/ML — Visualizza la memoria ancora 
disponibile (in byte) e forza un garbage 
collection. ••• ATTENZIONE *** se il 
tabellone è mollo pieno questo comando 
può essere eseguilo in un tempo abbastan- 
za lungo- 

/MM — Abilita la gestione manuale del 
garbage collection. L'abiiilazionc di que- 
sta funzione impedisce al programma di 
conoscere la memoria ancora di.sponibile. 
Nellq status line viene quindi visualizzato 
■'.’O' al posto del valore percentuale di me- 
moria utilizzabile per i dati. Per conoscere 
quanto spazio é ancora dedicabile ai dati 
del tabellone é possibile usare il comando 
ML. 

/P (stampa) Questo comando con- 
sente di ottenere l'iiardcopy del tabellone 
contenuto in memoria. Posizionare il cur- 
sore sulla prima cella da stampare e battere 
■ P'. Il calcolatore richiederà le coordinate 
deifultima cella. Battendo ‘return' il co- 
mando viene rifiutato. Vengono stampati 
anche i riferimenti delle colonne, in rever- 

/S (Salva) Attraverso S è possibile 
accedere ad un sotutelenco di comandi che 
consentono di gestire la memorizzazione 
dei dati del tabellone. Dopo aver battuto il 
comando, infatti, apparirà la scritta; 
SALVA: L Q S 

Questo è l'elenco dei .sotlocomandi: 

/.SL — Carica i dati dal supporlo di 
massa selezionato. Non elTeiiua cancella- 
zione dei tabellone in memoria, per cui i 
dati vengono aggiunti a quelli eventual- 
mente esistenti. E cosi possibile efietluare 
un Merge tra vari file. Il programma, ov- 
viamente. rimpiazza i dati esistenti in me- 
moria con quelli provenienti dal supporlo 
di massa nel caso vi siano coincidenze con i 
dati in memoria. Nel caso sia selezionalo il 
disco il programma chiede il nome del file 
dilli da leggere. 

/SQ — Termina l'esecuzione dei pro- 
gramma. Poiché questo comando c poten- 
zialmente pericoloso per i dati contenuti 
nel tabellone viene chiesta conferma con il 
messaggio ‘QUIT: CONFERMA (S N)?'. 


Battere 'S' per terminare il programma, un 
altro tasto per abortire il comando. 

/SS — Memorizza i dati sul supporto di 
massa selezionato. Se è abilitata la regi- 
strazione su disco richiede il nome del file 
da registrare. Primadidareil comando /SS 
su cassetta é opportuno posizionare il na- 
stro al punto desiderato. 

':«4*:M+ce6*ce'*ces*:e9*cie 

t E • - 

1 “ESE: 0’’ 

2 — 

3 

4 L'.'CE 18 

i TELEFONÒ 128 

■’ A'.'TO 238 

9 ACQUA ì‘ 

18 BATE «09. ;38 

12 tcitblE 9~8 99.9‘> 


380.’ 





Altri comandi non preceduti dalla 
> (GOTO) — Posiziona il cursore alla 
casella indicata. Ad esempio per portare il 
cursore alla casella J.17 battere 
>J37 

Valori inesistenti od errati provocano il 
messaggio 'ERRORE IN GOTO'. 

! (Calcola) Forza il calcolo dcirinlem 
tabellone. Può essere usalo quando viene 
abilitato il calcolo manuale o quando, in 
calcolo aulomalicu. vi siano dei 'riferimen- 
ti in avanti'. Nella definizione del tabellone 
é possibile, infatti, utilizzare nel calcolo 
una casella che non è ancora calcolala. Ad 
esempio introducendo nella casella AGI la 
formula ‘IIO'COI 12" si avrà che il valore 
di CO I utilizzalo nel calcolo dell'espressio- 
ne sarà diverso da quello visualizzato sul 
tabellone poiché questo valore viene ag- 
giornato DOPO il calcolo della cella AGI . 
Queste situazioni sonocomunque da evita- 
re poiché sono potenzialmente pericolose e 
possono portare a resultali imprevedibili. 
Per evidenziare l'esistenza di 'riferimenti in 
avanti' é sufficiente forzare il calcolo del 
tabellone ed osservare se si verificano ag- 
giornamenti di valori. In questo caso è op- 
portuno rianalizzare il problema e modifi- 
care il tabellone in maniera da escludere 
questo tipo di situazione. 

■]. Espressioni c funziuni 

Come abbiamo visto precedentemente 
la forza princiisalc del programma c ncllii 
possibilità di stabilire corrclu/ioni tra celle 
attraverso l'uso di espressioni. Una espres- 
sione é costituita da uno o più dei seguenti 
elementi: 


costante (numero compreso tra 
-Ò9999999 e 999999999) 

un riferimento ad una cella espresso in 
colonna e riga 

un operatore aritmetico ( + .") 

una funzione (es. ui SIN) 

Nel caso nella espressione venga fallo 
riferimento ad una cella che contiene una 
label, questa viene assunta avere valore 
zero. Il programma elTeitua il calcolo delle 
espressioni da sinistra verso destra, senza 
precedenze- Per stabilirle è necessario uti- 
lizzare le parenlesi, Ad esempio l'espres- 
sione 3 + 12 3*5 ha come risultalo 25 men- 
tre 3-MI2 3*5) viene calcolala come 23. 
Nel c-as»> si verifichino errori durame l'cla- 
bora/ione di un tabellone il programma 
interrompe il calcolo con la segnalazione 
della casella in cui si é verificalo rcrrorc e 
con il tipo di problema incontralo, ad 
esempio: 'AOLDIVISIONE PER ZERO'. 
E sulTicienic verificare l'espressione c cor- 
reggere rcrrorc. Una cella contenente un 
errore viene visualizzala sul tabellone con 
il valore lE + 33. Da tener presente che. 
poiché il programma ferma rcsccu/ione 
dei calcoli nel punto in cui viene rilevalo un 
errore, i dati presenti sul taglione non 
sono in quel caso attendibili. È necessario 
rimuovere la causa dell'errore criclaborare 
il tabellone. Deve essere posta allenzione 
ai riferimenti circolari, cioè alle espressioni 
che richiamano se stesse (direttamente o 
mdiretiamentc)ad esempio 'AGI + l'neìla 
cella AGI . Queste situazioni possono com- 
promettere il risultato del programma poi- 
ché presentano valori instabili che variano 
ogni volta che il tabellone viene ricaleola- 
lo, anche se non sono stale fatte modifiche 
Segue un elcneo delle funzioni rieono- 
sciute dal programma. 

«SIN(xi seno ingonometrieo dcH'argo- 
menio 

«COS(\) coseno irigonomelrico dcH'ar- 
gomentv' 

«iTAN(xl tangente trigonometrica del- 
l'argomemo 

'«ASN(x) inverso funzione seno 
■i(ACS(x) inverso funzione coseno 
luATN(x) inverso funzione tangente 
(tutte le funzioni trigonometriche lavora- 
no in gradi se.ssagesim.) 
niABS(\» ritorna il valore assoluto del- 
l'argomento 

■(' EXP(\I ritorna c (2.7 1 S2. ) elevato al- 
l'argomenlo 

•Il INT(x) ritorna rinlcrno piu grande mi- 
nore deirargomenlo 

Il LGD(\) ritorna il logaritmo in base li) 
deH'argomento 

i>SQR(x) ritorna la radice quadrala del- 
l'argomemo. MC 


Questo programma é disponibile su 
cassetta presso la redazione. Vedere l'e- 
lenco dei programmi disponibili e le 
istruzioni per l'acquisto a pag. 120. 


MCmicrocomputer n 3<5 - ottobre 1984 


137 




Eccoli lii nuovo a! consudo appuniamen- 
lo con la rubrica di soflware dedicala al 
conipulcr Sinclair. 

Qiie.Uii mese vi proponiamo due liliali: un 
adreniure game ed un calcolatore di hioril- 

L'uvveniiira è l'ormai famosa Macchina 
del tempo, pubblicala sul numero di febbraio 
nella versione per il TI 99 4A ed ora fedel- 
mente tradotta per il computer Sinclair. No- 
nosianie la sua .semplicità ha ollenulo un 
grande .succe.s.so ira i po.s.sessori del TI. chia- 
ro .se.gno che la Onora .scarsa diffusione delle 
avvenliire in Italia è dovuta principalmenie 
alla cono.scenra della lingua ingle.se che que- 
.sii giochi, quasi nuli di provenienza anglo- 
.sa.ssone. purtroppo richiedono. 

La Macchina del tempo è invece un'a\‘- 
veniura iiulianis.sima e cosiiiui.sce un 'eccel- 
lente approccio a! mondo magico degli ad- 
veniiire game. 

Il programma per il calcolo dei bioritmi 
non nere.s.siia di troppe introduzioni: oggi si 
parla tantissimo di bioritmi ed anche coloro 
che .si dichiarano .scenici riguardo alla e ffet- 
tiva validità di que.sta teoria sono di .solilo 
piuttosto ciirio.si di cono.scere i loro giorni 

Macchina del tempo 

di Rino Ragucci - Napoli 

l lettori di MC dovrebbero ormai sapere 
che cos'é un avventura, dal momento che 
ne abbiamo parlato spesso nella rubrìca 
dedicata ai giochi. Visto, tuttavia, che si 
tratta di una novità per le pagine riservate 
al Software Sinclair, ecco una breve spie- 
gazione; un'avventura è un viaggio in un 
mondo fantastico; un mondo nel quale ci 
possiamo trasferire grazie al calcolatore, 
che diventa le nostre orecchie, i nostri oc- 
chi e le nostre mani. E il computer a muo- 
versi ed a eseguire tutte le azioni che gli 
vengono ordinate attraverso la tastiera. 


Questo programma é disponibile su 
cassetta presso la redazione. Vedere l'e- 
lenco dei programmi disponìbili e le 
istruzioni per l'acquisto a pag. 120. 


mentre il giocatore partecipa allo svolgi- 
mento deiravventura grazie ai messaggi 
che via vìa compaiono sullo schermo. 

Ogni viaggio ha uno scopo ben preciso. 
In questo caso ci si ritrova sperduti in un 
lontano passalo: per tornare alla civiltà 
bisogna riuscire a trovare la macchina del 
tempo, abbandonata da qualche parte nel- 
la foresta, e. soprattutto, rimetterla in gra- 
do di funzionare, dal momento che non ha 
energia sufliciente per avviarsi. 

L'impresa, ve ne accorgerete subito, è 
tult'allro che facile e per arrivare alla line 
dovrete armarvi di pazienza e buona vo- 
lontà ... se mai ci arriverete, beninteso, 
perché anche la Macchina del tempo, come 
ogni avventura che si rispetti, presenta un 
certo numero di insidie mortali! Fortuna- 
tamente è sempre il computer a morire ... 

1 comandi vanno impartiti sotto forma 
dì frasi normalissime, composte da un ver- 
bo. un artìcolo ed un oggetto. 

I verbi che il programma riconosce so- 

PRENDI 

PIGLIA 

POSA 

LASCIA 

BUTTA 

APRI 

nutrì 

ALIMENTA 

NUOTA 

ROMPI 

ACCENDI 

LEGGI 

SBLOCCA 

INSERISCI 

Per spostarsi basta specificare l’iniziale 
del punto cardinale verso il quale ci si vuo- 
le muovere: N (nord). S (sud). E (est) ed O 
(ovest). Gli altri comandi di spostamento 
sono SALI. SCENDI ed INTORNO. 

Completano la lista alcuni comandi co- 
stituiti da una sola parola: AIUTO, per 
quando siete in crisi .... GUARDA E VE- 
DI. che danno una descrizione del luogo 
dove ci si trova ed INVENTARIO, che 
fornisce un elenco degli oggetti che il com- 
puter “porta" con sé. 

Non sempre il calcolatore sarà in grado 
di eseguire quello che gli direte dì fare, 
magari a causa dell'uso di un verbo odi un 
vocabolo a lui sconosciuto oppure perché 
ciò che gli avete chiesto è proprio impossi- 


cura di Maurizio Bergami 


bile: in entrambi! casi vi opporrà un garba- 
to ma fermo rifiuto con un apposito mes- 
saggio. 

Come abbiamo già accennato, la Mac- 
china del tempo è un'avventura abbastan- 
za semplice; può però risultare decisamen- 
te complicala per chi non nc ha mai giocata 
una. Prima, quindi, di iniziare a sbattere la 
testa al muro oppure ad insultare il povero 
redattore convinti che il programma sia 
pieno di bug. vi consigliamo di andare a 
vedere la mappa completa dell'avvenlura 
pubblicala ad Aprile (pag. 9(i) oppure, 
estrema risorsa, di leggervi la soluzione 
completa sul numero di giugno (pag. 151). 

Beh. a questo punto non vi rimane altro 
che copiare il listato (oppure comprare la 
cassetta) e mettervi a giocare. Se poi. oltre 
al sollazzo, vi interessa anche raspeilo tec- 
nico del programma, ecco le note che l'au- 
tore ha inviato assieme al programma; si 
tratta di alcune utili osservazioni sul pro- 
blema della conversione di un listato da TI 
Basic a Sinclair Basic. 


! due principali problemi per la conversio- 
ne dell'avventura “Macchina del tempo" 
di Fabio Schiatiarella. apparsa su MC n" 
27. sono consistiti, emblematicamente, 
nelle forse due maggiori carenze del Basic 
dello Speelrum: la lunghezza fissa degli 
elementi delle matrici stringa e l'assenza 
dell'istruzione ELSE, intensamente usata 
nel programma. Del resto, la presenza di 
queste caratteristiche, ne! Basic TI stand- 
ard. è assurdamente accompagnata dal- 
l'impossibilità di linee mullìslruzione e ad- 
dirittura dall'obbligatorietà, come nei Ba- 
sic primitivi, del GO TO dopo il THEN (e 
l'ELSEldi una IF. In compenso i due com- 
puter vanno d'accordo sulla velocità essen- 
do entrambi piuttosto lenti: il ciclo FOR I 
= I TO l()0(H):NEXT I impiega -M" sullo 
Speelrum e circa .50" nel Texas (contro i 
IO" del Vicei9"deirAcquarius). Potrebbe 
pertanto sembrare che si tratta di due mac- 
chine piene di difetti, eppure non c co.si. 

Il programma assegnava (linea .‘'(MI) alla 
matrice OS(N) la lista degli oggetti che 
avrebbe dovuto poi riconoscere negli ordi- 
ni del giocatore (percs. “LA CORDA" e il 


138 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 


SPECTRUM 


1 REM *********************** 
S REM « * 

3 REM * MflCCMINR DEL TEMPO ♦ 
4 . REM * * 

5 REM *********************** 

6 REM 

9 DIM OS(12,14.>; DIM L C13) ; P 
OKE 23609,30; POKE 23658,3; REM 
MRCCMINfi DEL TEMPO 

10 LET LET FED=0; LET I 

=0: LET SETs2 

14 INK 1: GO SUB 8000; PAPER 7 
: BORDER 7; CLS 

15 GO SUB 5000 

20 LET NO»0; LET UE»NO; LET Efl 
■NO; LET SQaNO; LET UPeNO; LET D 
0=N0; LET L*="" 

31 GO SUB 1* iSET»l) +1000* liSETs 
21 +1030* (SETa31 +1060* (SETs41 +109 
0* (SETaS) +1150* (SETsS) +1180* CSET 
=7) +1120* (SET =8) +1210* (SET =9) +12 
40* (SETsl0) +1270* CSETall) +1300» ( 
SET = 12) +1330* (SET = 13) +1360* (SET = 
14) +1390* (SETslS) +1420* (SET»16) + 
1450* (SET=17) +1480* (SETslB) 

40 CLS ; BEEP .1,20 

41 PRINT ' ' ' 'L«' ' 

60 LET FOUNDaO 

61 LET TROU«0 

62 FOR N«1 TO 11-(SET<>7) 

63 IF LiN) OSET TMEN GO TO 70 

64 IF FOUND TMEN GO TO 68 

86 PRINT "Di intsressante qui 
intorno vedo"'' prpeR 4;"»*«**«* 
*****«»" 

67 LET FOUNDa-1 

68 PRINT 0t(N) 

69 LET TROUsl 

70 NEXT N 

72 IF TROUaO TMEN 60 TO 90 

80 GO TO 100 

90 IF R$<>"GURRDR" OR FOUND TM 
EN GO TO 100 

91 PRINT "Non vedo nuki.4 di &p 
ec ia te" 

100 INPUT "Cosa devo fare? "jl$ 

102 IF 1*«"" TMEN 00 TO 100 

103 PRINT 

105 IF SET <>10 OR RND<a.9S TMEN 

GO TO 108 

106 BEEP .1,20; PRINT "IL CANE 
SI E' SUEGLIATO E TI MR SBRANATO 

107 GO TO 9000 

108 GO SUB 500 

110 IF A»«"N" AND NO TMEN LET 8 
ET «NO; 60 TO 20 

120 IF A»«"S" AND SO TMEN LET S 
ET «SO; 60 TO 20 

130 IF A»«"0" AND UE TMEN LET S 
ETaUE; 60 TO 20 

140 IF A$«"E" AND EA TMEN LET S 
ETaEA; 60 TO 20 

1S0 IF A*«"SCENDI" AND DO TMEN 
LET SETbDO; 60 TO 20 

155 IF A$="5ALI" TMEN 60 TO 610 

0 

160 IF A»«"G1RA" TMEN GO TO 40 

170 IF A$«"A1UT0" TMEN BEEP .1, 
20: PRINT "NESSUNO PUÒ' AIUTARTI 
GO TO 100 

IF A$«"PRE 

TMEN 60 TO 2000 

190 IF At>"POSA" OR RCa"LASCIA" 

OR A$="8UTTA" TMEN 60 TO 4500 

200 IF ACs"APRI" TMEN GO TO 250 


210 IF A$="GUARDA" TMEN BEEP .1 
.20; PRINT L$'; 60 TO 60 
215 IF A*a"NUOTA" TMEN GO TO 40 
00 

220 IF A»*"R0MP1" OR A$»"5PACCA 
" TMEN GO TO 6000 
226 IF A$«"ACCENDI" TMEN 60 TO 
7500 

230 IF A»»"LEGGI" TMEN 60 TO 65 
00 

240 IF A*a"SBLOCCA" TMEN 60 TO 
3000 

250 IF A$a"INUENTARIO" TMEN 60 
SUB 5500; 60 TO 100 
260 IF A$=" INSERISCI" TMEN GO T 
0 7000 

275 IF A*="BASTA" TMEN GO TO 90 
00 

490 IF LEN (Af)=l TMEN BEEP .1, 
20; PRINT INK 2; "NON POSSO"; 60 
TO 100 

498 BEEP .1,20; PRINT INK 2j"N0 
N POSSO: non conosco questa pa 
rota oppure non so applicarla in 
questo contesto.": GO to 100 
500 LET SP=0: LET A*s""; LET B$ 

'S03 FOR N=1 TO LEN 1$ 

504 IF I$(N TO N) s" " AND (NOT 
SP) TMEN LET SP=1: GO TO 520 
510 IF NOT SP TMEN LET ASsA$+I$ 
IN TO N) 

515 IF SP TMEN LET B»=B$+I*(N T 
0 N) 

520 NEXT N 

525 IF BiO"" TMEN GO SUB 9100 
530 RETURN 

1000 LET LS*"SEI NELLR FORESTA. 

CI SONO SENTIERI CM 
E CONDUCONO A NORD E A SUD." 

1010 LET N0»15 

1011 LET S0=3 

1020 RETURN 

1030 LET L*="SEI NELLA FORESTA 

, 01 SONO SENTIERI UERSO NORD 
E UERSO EST E UNA RADURA A OUES 
T . " 

1040 LET N0b2: LET UE»4: LET EA» 
5 

1050 RETURN 

1080 LET L«b"SEI NELLR RRDURR . N 
EL MEZZO C'E'LR MflCCMINR DEL 

TEMPO PRIVA PERO'DI ENERGIA. L' 
USCITA E' A EST" 

1070 LET EA*3: RETURN 
1090 LET L«b"SEI nella FORESTA. 
C'E' UN SENTIERO NELLR DIRE 

ZIONE EST -OVEST." 

1100 LET UE*3: LET EAa8; RETURN 
1120 LET L$«"SEI NELLR FORESTA. 
DA UNA RADURA A NORD PUOI 

VEDERE UN LAGO. I SENTIERI PU 

NTANO A EST EA OVEST.C'E' UNA GR 
OTTA A SUD." 

1122 LET EA«12: LET UE«5; LET SO 
■6: RETURN 

1150 LET L|«"SEI IN UNA PICCOLA 
CAVERNA. LA LUCE VIENE DA NORD. 

C'E' UNA PIC-COLA PORTA A OVEST 
E UNA APERTU-RA A SUD" 

USI LET 50*7 

1152 LET no»8; RETURN 

1180 LET l«»"SEI IN UN AMPIA CRV 

ERNR.C'E' UN BAULE IN UN ANGOLO 

E UNO SCMELE-TRO LI' VICINO. L'U 

SCITA E' A NORD” 

1190 LET N0*6: RETURN 

1210 LET L«*"NON VEDO NIENTE t" 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


139 


12S0 LET UP>6: RETURN 
1S40 LET L$b"SEI in un LUNGO CUN 
ICOLO. PUOI UDIRE IL SUONO DELL 
'RCOUfl CHE GGCCIOLR. R NORD C' 
E' UNR SCRLfi" 

1241 LET L««L|-*>’' CON UN GROSSO C 
RNE flODORMENTRTO SULL'ULTIMO GRR 
DINO . " 

1250 LET S0«9: RETURN 
1270 LET Lf»"SEI SU UN'ISOLR NEL 
CENTRO DEL LRGO. C'E' UN flPERT 
URR NEL TER-RENO CON UNR SCRLR 
DENTRO. " 

1260 LET DO*10; RETURN 

1300 LET L|b'-SEI RCCRNTO RD UN L 
RGO CON UN ISOLR NEL MEZZO. R 0 
UEST C'E' LR PORESTfl," 

1301 LET L«aL|4'"R NORD C'E' UN 
R ZONR SRSSOSR." 

1310 LET N0*13; LET UE«8; RETURN 

1330 LET L$*"SEI IN UNR PIETRRIR 
. IL LRGO E' R QUEST, R NORD C 
'E' UNA ZONR PALUDOSA, L'USCITA 
E' R SUD E R NORD" 

1340 LET N0sl4: LET S0«12: RETUR 
N 

1360 POKE 23692,-1: PRINT RT 20, 
0; INK 2; FLASH lj"Sono apptna f 
mito neu.« SA66IE H06ILI 

1362 POR Usi TO 18; BEEP .2,U 

1363 PRINT TRB Jj INK RND*5,"1GL 
UGÉ" : NEXT J; GO TO 9000 

1390 LET L$»"SEI TRA DEI CESPUGL 
I. IL LAGO E' R EST, L 

R FORESTA E' R SUD E C'E' UN PRR 
TO A NORD." 

1400 LET NOaie 

1401 LET S0s2: RETURN 

1420 LET L*="5EI IN UN PRATO, I 
L LAGO E' A SUD EST. R SUD 
CI SONO DEI CESPUGLI E RD EST C 
'E' UNA TORRE" 

1430 LET ER»17; LET SO-IS; RETUR 
N 

1450 LET LS>"SEI RI PIEDI DI UNR 
TORRE. NON UEDO NESSUNA PO 

RTR. R QUEST C'E' IL PRATO, RD E 
ST UNA ZONR PALUDOSA." 

1460 LET UE=16: LET ERb 14; LET U 
Psl8: RETURN 

1430 LET Lt="SEI IN CIMA ALLA TO 
RRE. R SUD POSSO UEDERE IL 
LRGO CON LAISOLR IN MEZZO E 
LR FORESTA ACCANTO. AL CENTRO 
DELLA PIATTA-FORMA C'E' UNO S 
CRI6N0 DI CRISTALLO RL CUI IN 
TERNO TRASPR-RE UNR CHIfiUE D'ORO 

1490 LET D0sl7; RETURN 

2000 IF I<5 TMEN GO TO 2003 

2001 BEEP .1,20: PRINT "NON RIE 
SCO A PORTARE PIU' DI QUESTO ! 

2002 GO TO 100 

2003 IF B*<>"" TMEN GO TO 2006 

2004 BEEP .1,20: PRINT R$j" COSA 
'’?" ; GO TO 100 

2006 LET FQUNDS0 

2007 FOR Nsl TO 12 

2008 ■ " " 

R I>=5 TMÉ-. - 

2009 BEEP .1,20; PRINT "OK..- 

2010 LET FOUNDal: LET L(N)«0; LE 
T 1=1+1 

2015 NEXT N 

2020 IF NOT (FOUND) TMEN BEEP .1 
,20: PRINT "IMPOSSIBILE !" 


2030 GO TO 100 

2500 IF B$<>"" TMEN 60 TO 2505 

2501 BEEP .1,20; INPUT "APRO COS 
A?";6S: GO SUB 9100 

2502 GO TO 2500 

2505 IF B$( TO 8) <>"Lfi PORTA" OR 
SET=6 TMEN GO TO 2508 

2506 BEEP .1,20; PRINT "QUALE PO 
RTR?" 

2507 GO TO 100 

2508 IF BS( TO 8)<>"LR PORTA" OR 
UND TMEN GO TO 2511 

2509 BEEP .1,20; PRINT "E' BLOCC 
ATR CON UN CATENACCIO I": GO TO 
100 

2511 IF B$( TO 8) <>"LA PORTA" TM 
EN GO TO 2515 

2512 BEEP .1,20; PRINT "C'E' UNR 
SCRLR CHE SCENDE SOTTO." 

2513 LET D0=9: GO TO 100 


2518 IF BiC TO 3)<>"IL BRULÉ" OR 
UNC TMEN GO TO 2521 

2519 BEEP .1,20; PRINT "E' BLOCC 
ATO CON UN CATENACCIO !"; GO TO 
100 

2521 IF B$( TO 8)0 "IL BAULE" TM 
EN GO TO 498 

2522 BEEP .1,20; PRINT "OK": LET 
L(ll) =SET: GO TO 100 

3000 IF B$="" TMEN BEEP .1,20; I 
NPUT "APRO COSA ?"JB*; GO TO 300 
0 

3005 GO SUB 9100: IF B>( TO 6)0 
"LA PORTA" OR SET=6 TMEN GO TO 3 
008 

3006 BEEP .1,20; PRINT "QUALE PO 
RTR ?" ; GO TO 100 

3008 IF L(7) TMEN GO TO 498 

3010 IF B$( TO 8) 0"LR PORTA" AN 
D Sii TO 13)<)"IL CATENACCIO" OR 

SET06 TMEN GO TO 3015 

3011 LET UND=1 

3012 BEEP .1,20; PRINT "CLICK! L 
A SERRATURA E' SCATTATA!"; GO TO 

100 

3015 IF B*( TO 8)o"lL BAULE" OR 
SET»? TMEN GO TO 3020 

3016 BEEP .1,20; PRINT "QUALE BR 
ULE ?"; GO TO 100 

3020 IF BK( TO 8)<>"IL BAULE" RN 
0 B«( TO 13)0"IL CATENACCIO" OR 

SET 07 TMEN GO TO 498 

3021 LET UNCal 

3022 BEEP .1,20: PRINT "CLUNK! L 
A SERRATURA E' SCATTATA!" 

3023 GO TO 100 

3600 IF 8«<>"" TMEN 60 TO 3510 

3501 BEEP .1,20: INPUT "NUTRIRE 
CHI ? ";B$: GO SUB 9100 

3502 GO TO 3500 

3510 IF B|( TO 7)»"IL CANE" TMEN 
GO TO 3520 

3511 BEEP .1,20: PRINT "STRI SCM 
ERZANDO SPERO!" 

3512 GO TO 498 

3620 IF SET«10 TMEN GO TO 3530 

3521 BEEP .1,20: PRINT "NON C'E' 
NESSUN CANE QUI !" 

3522 GO TO 100 

3530 IF L(12)«0 TMEN GO TO 3640 

3531 BEEP .1,20; PRINT "NON MO C 
ISO PER CANI CON ME !" 

3532 00 TO 100 

3540 LET I«I-1; LET FED=1; LET U 
Psll 


140 


MCmicrocompuler n 34 - oltobre 1984 


SPgCTWUW 


3543 BEEP .1,20: PRINT "MUNCH.MU 
NCH! " 

3544 LET L(12) >7 
3546 GO TO 100 
3550 00 TO 496 

4000 IF NOT (6ETb 8 OR SET«11 OR 
SET»ia OR SET*13 OR SETslS OR SE 
T«16) TMEN GO TO 4010 

4001 BEEP .1,20: PRINT "L'flCOUfl 
E' TROPPO FREODR 1" 

4002 GO TO 100 

4010 BEEP .1,20: PRINT "NON C'E' 
RCOUR ! " 

4011 GO TO 100 
4500 LET FOUND>0 
4601 POR N-1 TO 12 

4502 IF 0$(N) <>6C OR L (N) <>0 THE 
N 00 TO 4507 

4503 BEEP .1,20: PRINT "OK.." 

4504 LET L(N)»SET; LET FOUNOsl; 
LET 1=1-1 

4507 IP TMEN GO TO 4S10 

4506 BEEP .1,20: PRINT Rf ; " COSR 

4509 GO TO 100 

4510 NEXT N 

4520 IP FOUND TMEN 00 TO 4530 

4521 BEEP .1,20; PRINT "NON HO " 
; Bf, " CON ME i " 

4530 GO TO 100 

5000 LET UND«0: LET UNCb0 

5020 RESTORE 5030 

5030 DRTR "LR COROR" , 13 , "LR PIET 

RR" , 13, "LR SCRLfl" , 12 , "L ' RNELLO" , 

5, "IL FUCILE" , 15, "LR SPINA", 16 

5035 DRTR "LR CHIRUE" , 1000 , "LR T 

0RCIR",6,"LE BATTERIE", 11, "IL TR 

ONCO" , il , " IL MANOSCRITTO" , 1, "UN 

OSSO" , 7 

5040 POR N=1 TO 12 

5041 READ 0$ (N) , L (N) 

5042 NEXT N 
5080 RETURN 

5500 LET POUND=0; LET TROU=0 

5502 POR N=1 TO 12 

5503 IF LiN) TMEN GO TO 5530 

5505 IF FOUND TMEN GO TO 5520 

5506 BEEP .1,20; PRINT "HO LE SE 
GUENTI COSE. . ." 

5507 LET FOUNOsl 

5520 PRINT " ";0*(N) 

5521 LET TROUal 
5530 NEXT N 

5540 IF FOUND OR TROU TMEN 00 TO 
5550 

5541 BEEP .1,20: PRINT "NON MO N 
ULLR CON ME ! " 

5550 RETURN 

6000 IF B»<>"" TMEN GO TO 6010 

6002 BEEP .1,20: PRINT R(; " COSA 

??": INPUT B$ 

6003 GO TO 6000 

6010 60 SUB 9100: IF (B$( TO 12) 
<>"IL CRISTALLO") AND <:Bt( TO 10 
)<>"L0 SCRIGNO") OR iSETolB) TM 
EN GO TO 498 

6020 IF L(2)s0 TMEN GO TQ 6030 

6021 BEEP .1,20: PRINT "NON PUOI 
DIRMI ";Rt'"IL CRISTALLO SE NON 
MO NULLA PER FARLO ■ ! " 

6022 GO TO 100 

6030 BEEP .1,20; PRINT "SMRSMITI 
NKLE! " 

6031 LET 1=1-1; LET L(7)=SET; LE 
T Li2) =SET 

6034 GO TO 100 

6100 IF SET=10 TMEN 60 TO 6200 
6105 IF SET 0 17 RND UP TMEN LET 
SET=UP; GO TO 20 


OR SET 0 17 TMEN G 


6110 IF L ( 

0 TO 6120 

6111 BEEP .1,20: PRINT "NON C'E' 
MANIERA DI SALIRE!" 

6112 GO TO 100 

6120 IF UPo0 TMEN LET SET«UP; G 
0 TO 20 

6130 BEEP .1,20; PRINT "NON POSS 
0 SALIREI " 

6131 GO TO 100 

6200 IF FED TMEN GO TO 6210 

6201 BEEP .1,20: PRINT "C'E' IL 
CANE DI MEZZO !" 

6202 GO TO 100 

6210 LET SET«11 

6211 GO TO 20 
6220 GO TO 498 

6500 IF B*0"" TMEN GO TO 6510 

6501 BEEP .1,20: INPUT "LEGGO CO 
SA? ";BS 

6502 GO TO 6500 

6510 IF BfO"IL MANOSCRITTO" THE 
N GO TO 498 

6520 IP L(11)=0 TMEN GO TO 6530 

6521 BEEP .1,20: PRINT "NON MO " 

èsla GO TO 100 

6530 BEEP .1,20: PRINT "DICE: PP 
3-TM ISOLA 7" 

6531 GO TO 100 

7000 IF L(9) OR SET04 TMEN GO T 
0 498 

7002 LET L$«"MAI RISOLTO CON PI 
ENO SUCCESSO L'AUUENTURA" 

7003 BORDER 0: PAPER 0: CLS : PA 
USE 10: PRINT AT 9,0; 

7004 FOR Z»1 TO 43 


7006 PRINT FLASH 1; INK RND*5+2; 
L$ (Z TO Z) ; : PAUSE 10 
7006 PAUSE 8 

7010 NEXT Z 

7011 GO TO 9000 
7423 GO TO 40 

7500 IF B*<>"" TMEN 00 TO 7510 

7501 BEEP .1,20: INPUT "ACCENDO 
COSA ? ";B* 

7502 GO TO 7500 

7510 IF L(8) TMEN 00 TO 498 

7520 IF SET 09 TMEN GO TO 7530 

7521 LET NO«10 


UN CUNICOLO UMIDO A NORD. 

7525 GO TO 40 

7530 BEEP .1,20: PRINT "NON HR G 
lOUATO MOLTO" 

7531 GO TO 100 

8000 BORDER 7: PAPER 7: CLS : PR 
INT INK 2;''''" MACCHINA D 

EL TEMP0";RT 5,7; FLASH li OUER 

1 ; " ■' 

80i'0 ì^rinT "SEI Bloccato in 

UN PASSATO OSCURO E LONTANO." 
;''';"Cerca La via d*L ritorno a 
LLa tua civiltà'." 

8020 PRINT PREMI UN TASTO 

PER COMINCIARE": PAUSE 0 
8500 RETURN 

9000 INPUT "UUOI GIOCRRE ANCORA? 
(Y/N) •• ; A$ 

9010 IF A»s"Y" TMEN GO TO 9 
9020 STOP 

9100 IF LEN B$>=14 TMEN RETURN 
9110 FOR 2=1 TO 14-LEN B$: LET B 
$=B*+" ": NEXT Z: RETURN 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


141 


•'MANOSCRITTO"), che sono stringhe 
ili iunghez/a diversa. L’uso obbligato, per 
loSpceirum. di una matrice OS(N.I4). sur- 
dimcnsionula alla maggiore lunghezza dei 
sostantivi (appunto 14 per la presenza de 
IL MANOSCRITTO") creava dei pro- 
blemi poi nella fase di riconoscimento del- 
riNPlJT da tastiera. Infatti nel cestire il 
comando "PRENDI LA CHIAVE" risul- 
tava. dopo la separazione deil'INPlT. in 
un confronto (linea 200«). "LA CHIAVE" 
"L.A CHlAVEbbbbb" c il comando 
non veniva e.seguito. Allora tramite la cre- 
azione della .subroutine VlOO ho "allunga- 
lo". con gli spazi necessari, la prima strin- 
ga "LA CHIAVE" proveniente da tastie- 
ra. per ottenere l'uguagiian/a vera. 

Spessissimo ho dovuto convertire bloc- 
chi di istruzioni del tipo; 

45«2 (OS(N) BJ).(L(N) - 0) THEN 4503 ELSE 
4507 

4503 istruzione 1 

4504 istruzione 2 

4507 istruzione puntata dall'ELSE 

Quando le istruzioni tra 450? e 4507 
esclusa erano poche e semplici ho procedu- 


Bìoritmi 

tlì Gianni Fogagnoio - Parahiago- 1 MI) 
Qualcuno ci crede, qualche altro no. un 
po’ come per l'oroscopo. A differenza di 
quest’ultimo, poi. il calcolo dei bioritmi é 
abbastanza facile ( basta applicare una for- 
muletta). anche se è piuttosto noioso. 

Proprio il lavoro adatto per un personal 
computer, direte. Detto fatto: ceco un cal- 
colatoredi bioritmi per il nostro infaticabi- 
le Spcctrum. Si tratta di un programma 
molto completo che non si limita al sempli- 
ce tracciamento delle curve bioritmiche ma 
fornisce anche altre utili informazioni. 


La teoria dei bioritmi è una teoria mo- 
derna risalente al secolo scorso. 

Mediante ricerche su diversi gruppi di 
studenti, tre professori universitari giunse- 
ro alla scoperta dell'esistenza di cicli ritmi- 
ci aH’interno della vita umana. 

Furono scoperti tre differenti cicli: quel- 
lo FISICO (di 23 giorni), quello EMOTI- 
VO (di 26 giorni) e quello INTELLETTI- 
VO (di 33 giorni). 

In ogni ciclo i diversi giorni possono 
essere considerati alti, bassi o crìtici. 

I giorni alti sono quelli più favorevoli, 
perché il soggetto è più dinamico perché ha 
disponibilità di energia. 

I giorni bassi sono invece giorni di recu- 
pero. durante i quali il soggetto immagaz- 
zina di nuovo energia. I giorni critici, mol- 
lo importanti, sono situati a cavallo Ira la 
parte alta e quella bassa del ciclo. 

Come dice il nome stesso, questi sono 
giorni CRITICI; bisogna usare particolare 


lo come segue: 

4502 IF (0$(N)-BJ) ANO (L(N)-0) THEN 
istruz 1: istruz. 2; . 

4507 istruzione puntata dall’ELSE 

Altrimenti, se le istruzioni da 450,3 a 
4.51)7 esclusa erano molle o complesse (al- 
tre IF per cs.) si ha: 

4502 IF NOT ((OS(N)-BS) AND (L(N) = 0)) 
THEN GO TO 4507 

4503 istruzione 1 

4504 istruzione 2 

4507 istruzione puntala dall ELSE 

L’uso del "furbo” NOT. per negare la 
congiunzione, scarica sul computer parie 
del lavoro di conversione ma rende il pro- 
gramma meno leggibile, per cui ho preferi- 
to applicare le due leggi di De Morgan 
sulla negazione di disgiunzioni e congiun- 
zioni. NeH’esenipio precedente si usa la 
seconda che dice: "La negazione di una 
congiunzione tra due proposi/ioni equiva- 
le alla disgiunzione delle negazioni delle 
singole propo.sizioni". Questo scioglilin- 
gua. che lasciava tulli inlcrdclli. quando lo 
usavo, anni fa. nd gioco del "telegram- 
ma". alTerma solo che se p e q sono due 
proposizioni logiche 


attenzione poiché la maggior parte degli 
incidenti avviene proprio in queste giorna- 
te. Ad esempio è stato dimostrato, con 
ricerche su campioni statistici, che molta 
parte degli incidenti sul lavoro avviene in 
giornale emotivamente critiche, quando 
cioè il soggetto risulta particolarmente di- 
stratto e deconcenlrato. In alcune compa- 
gnie aeree americane pare siano riusciti a 
ridurre praticamente azero il numero degli 
incidenti dovuti ad errore umano facendo 
coincidere le giornate di riposo dei piloti 
con i loro giorni crìtici... 

Il programma 

Ecco come si usa II programma: inizial- 
mente vengono richieste due date. Non ci 
.sono limitazioni ed i bioritmi possono esse- 
re calcolati per qualunque data. 

Bisogna solo ricordarsi, nello scrìvere gli 
anni, di tralasciare le prime due cifre. 

Dopo aver introdotto la data di nascita e 
la data per la quale si vuole calcolare il 
bioritmo, viene presentato sullo schermo 
un menu comprendente diverse opzioni: 

1. NUMERI GUIDA 

1 numeri guida ci danno il numero di 
giorni trascorsi dall’inizio deU’ultimo ciclo 
ifisico. emotivo o intellettivo). 

Essi si ripetono quindi ciclicamente, au- 
mentando di una unità al giorno fino a 
raggiungere il completamento del ciclo (fis. 
= 23. emo. — 28. int. — 33), per poi 
ricominciare dai valore 1 al primo giorno 
del ciclo successivo. 

2. TAVOLE BIORITMICHE 

Le tavole bioritmiche danno la possibili- 
tà di interpretare i numeri guida, dicendoci 
se questi appartengono alla parte alta od 
alla parte bassa del ciclo o. infine, se si 
tratta di giorni critici. 


NOT (p AND q) é la stessa cosa di (Nf)T 
p)OR(NOTq) 

per cui nel nostro caso la condizione dcl- 
riF diventa: 

(NOT OS(N) B$) OR (NOT L(N) ^ 0) 

0$(N)< .-BS OR L(N)< >0 

La prima legge di De Morgan analoga- 
mente asserisce: 

NOT (p OR q)«. = ' (NOT p) AND (NOT q| 

E con ciò tradurre una IF contenente 
una ELSE sullo Specirum non è piu un 
problema. 

Sono stato costretto poi a simulare l’i- 
struzione: 

31 ON SET GOSUB 1.1000,1030. , 1150. , 

1120, .. 

con una lunga: 

31 GO SUB 1-(SET' 1) * 1000-(SET -2) 
t 1030MSET--3)* 

non essendo possibile in questo caso fare 
qualcosa del tipo: 

31 GO SUB A I SET-B 

Ho ovviamente cercalo anche di elimi- 
nare quanti più possibile GO TO per ren- 
dere meno involuto il listalo e ho aggiunto 
un po' di suoni c colori. 


.3. CURVE BIORITMICHE 
Le curve bioritmiche ci danno l’anda- 
mento dei tre cicli biorìimici per tutto il 
mese comprendente la data bioritmica 
.scelta. I tratti di curva positivi indicano 
perìodi con disponibilità di energia (fisica, 
inlelleiliva od emotiva). 

Quando le curve si trovano invece al di 
sotto dell'asse delle ascisse il soggetto si 
trova in un perìodo di recupero energetico. 

In genere i giorni più favorevoli sono 
quelli caralierizzaii da un equilibrio psico 
fisico (ciclo fisico positivo, ciclo emotivo 
negativo) con disponibilità di energia intel- 
lettiva. Bisogna invece fare attenzione ai 
periodi nei quali tutte le curve sono positi- 
ve, Ciò porla, infatti, un eccesso di euforia, 
che porta il soggetto a sottovalutare i rischi 
ed il pericolo. Le giornate critiche sono 
individuate daH’intcrsezionc delle curve 
con l'asse delle ascisse. 

Commcnio al listato 

La parte più interessante c quella della 
ELABORAZIONE DATI, basata sull’al- 
goritmo pubblicato in MC di maggio |ys,3. 
con il quale si può calcolare la differenza di 
giorni tra due dale. 

(istruzioni l(H) - 200) 

Vediamo alcune variabili: 

TOT = dà il numero di giorni tra le due 
date 

TOT I = calcola il numero di giorni tra 
la data di na.scita ed il primo giorno del 
mese nel quale é contenuta la data hiorii- 
mica; serve per il calcolo delle curve biorit- 
miche che partono dal primo del mese 
FIS. INT. EMO = sono le variabili per 
il calcolo dei numeri guida 

Le variabili biofi.s. bioemo c bioini non 
sono altro che rimerò più vicino di fis*23. 


142 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


SpeCTRUM 


è **ft*«***ft«««****«ft»»t«t 

3 REH * BIORITMI « 

4 REM * « 

5 REM **««**##•**««**«**#*•»* 
B REM 

7 BOROER B: PRPER 0: ZNK 7: 0 

0 sua 8000 

8 BEEP .6,3 

10 PRINT RT 16,9; FLASH 1; INK 
S;"OATA DI NASCITA” 

16 PAUSE S0 

80 INPUT "OIORNO ; ";91 
30 INPUT ”MESE ;”;«1 
36 IF nl<a0 OR Ml>18 THEN 00 T 
0 30 

40 INPUT "ANNO : “ili 

46 IF ll<a0 OR 11 >99 THEN 00 T 
0 40 

50 CLS : PAUSE 86 
56 BEEP .6,8.6 

60 PRINT AT 15, 9i FLASH 1; INK 
5;”DATA BIORITMICA" 

66 PAUSE 80 

70 INPUT "GIORNO ; ";98 
80 INPUT "MESE : ";k 8 
86 IF nSoO OR •ia>ia THEN 00 T 
0 80 

86 INPUT "ANNO : "iia 
88 IF ia<«0 OR 18>99 THEN 00 T 
0 86 

90 IF «a<ai THEN 00 TO 66 

91 CLS : BEEP .6,8 

98 PRINT AT 16,9; FLASH 1; INK 
4;” PLEASE - UAlT " 

94 

95 

96 REM ELABORAZIONE DATI 

97 

100 LET di r> (ia>-al) «366 
110 DIM n(iai: DIM 9(18) 

IIS RESTORE 8960 
180 FOR n>l TO la 
130 LET » (fi) -n 
140 READ ■ 

150 LET 9 (n) all 
160 NEXT n 
180 FOR nal TO la 
190 LET xan (n) 

195 LET ua9(n) 

800 IF nlaX THEN LET ICa^ 
aio IF n8ax THEN LET piua^ 

aao NEXT n 

300 LET lOladi f-ftC-9l 

310 LET t0tat0l4.piU4-984l 

600 FOR nail TO 12 

610 FOR na4 TO 100 STEP 4 

680 IF llan THEN LET tOtatot4l 

630 NEXT n 

640 NEXT ■ 

660 LET tOtlatOt.fa«l 
700 LET fi»alot,/a3-INT (lot/83) 
710 LET «MOatOt/aB-INT (101/86) 
716 LET intaloi/33-INT dol/33) 
780 LET inlalot/33-INT (101/33) 
730 LET f i»laloll/83-lNT (1011/ 
83) 

740 LET t»Olal011/a6*INT (lOll/ 
86) 

750 LET inllalOll/33-INT doli/ 
33) 

765 LET biOfilaINT (.6«rift*a3) 
IF piOMSaO THEN LET biOfiSaaS 
760 LET biOtbOalNT (.54tli0ia8) 
IF biotnoao THEN LET biOtbOaaS 
765 LET biOinlaiNT (.5+inli33). 
IF biOiniaO THEN LET bi0inla33 
770 LET biorillaINT (.64rill«83 
): IF biOfiSlaO THEN LET biofisl 
*83 

776 LET bìOtbOl-INT ( . 5«lltO 1«88 


) : IF biOlbOlaO THEN LET biOlMOl 

*88 

780 LET biOinilaiNT (.6«inil»33 
) : IF biOinil-0 THEN LET biOiflll 
*33 

790 

791 

798 REM MENU' 

793 

600 FOR nal TO 16: BEEP .l.H: N 
EXT n 

810 CLS ; PRINT AT 1,11; FLASH 
1; INK 6; "* MENU' ♦“ 

680 PRINT AT 6,8; FLASH 1; INK 
6;"G": PRINT AT 6,4; ”« NUMERI OU 
IDA" 

830 PRINT AT 9,8) FLASH 1; INK 
6;”T“: PRINT AT 9,4;”* TAUOLE B1 
ORITMICHE” 

640 PRINT AT 18,8; FLASH 1; INK 
6;”B": PRINT AT 18,4;"* CURUE B 
lORlTMICME" 

860 PRINT AT 14,6;"PER L'INTERO 
MESE" 

860 PRINT AT 17,8; FLASH 1; INK 
^6^;;N": PRINT AT 17,4;"* NUÓUA D 

670 PRINT AT 80,8; FLASH 1; INK 
6;”M": PRINT AT 80,4;"* RITORNO 
AL MENU ' ” 

880 LET CtaINKEYS 
890 IF C«*"9" THEN 00 TO 1000 
900 IF CKa"l” THEN 00 TO 8000 
910 IF C8*"b" THEN 00 TO 3000 

930 IF ‘ ■■ “ 

940 00 ' 

990 

991 

998 REM NUMERI GUIDA 
993 

1000 CLS : BEEP .6,3 

1010 PAINT AT 1,8; FLASH 1; INK 

6; "NUMERI GUIDA BIORITMICI" 

1080 PRINT AT 3,11; FLASH 1; INK 
6; "DEL "; 98 ; "-";i»2; "-";i8 
1030 PRINT AT 6,3; "CICLO FISICO" 
; AT 8,85; bio f is 

1040 PRINT AT 18,3; "CICLO EMOTIU 

0";AT 18,88;bi0ftb0 

1050 PRINT AT 16,3; "CICLO INTELL 

ETTIUO",AT 16,a5;bi0ini 

1060 PAUSE 100 

1070 PRINT AT 81,1, INK 6; "PER T 
ORNARE AL MENU' PREMERE m'' 

1080 LET ItalNKEYI 

1090 IF l|a"K" THEN BEEP .6,5: 0 

0 TO 610 

1100 00 TO 1080 

1990 

1991 

1998 REM TAUOLE BIORITMICHE 
1993 

8000 CLS BEEP .5,3: FOR na0 TO 
31 

8010 PRINT INK 4;AT 6,n;"-" 

8080 PRINT INK 4;AT 10,n;">" 

8030 PRINT INK 4;AT 16,n;"-“ 

8035 IF n>*7 THEN PRINT INK 4;AT 

a,n; 

8040 NEXT n 


8065 IF n>»3 THEN PRINT INK 4;AT 
n,is; "! " 

8070 IF n>*3 THEN PRINT INK 4;AT 
n,83; "! " 

8100 NEXT n 

8110 PRINT INK 4;AT 7 , 1 ; " C ICLO" ; 
AT 9,1; "FI51C0";AT 18,1; "CICLO"; 
AT 14, 0; "EMOTIUO"; RT 17,1; "CICLO 
" i AT 19,0; "INTELL, " 


MCmicrocompuier n. 34 • ottobre 1984 


143 


SPECTRUM 


2120 PRINT INK *;RT 4, S; "CRITICI 

2130 PRINT ;RT 0,1*; INK 6;”NUMC 
RI CUIOfl";fiT 3,16; INK *; "FRUORE 
-";RT *,17; "COLI" 

21*0 PRINT INK *;RT 3,a6;”DI";RT 
*,2*; "RECUPERO" 

2160 PRINT RT 7,ll;"l";RT 12,11; 
"1";RT 17,11;"!" 

2168 PRINT RT 9 , 9; " 12-13" ; RT l*, 
10;"1S";RT 19,9; "17-18" 

2160 PRINT RT 8,17:" 2-ll";RT 13 
,17;" a-l*";RT 18,17;" 2-16" 

2170 PRINT RT 8 , 25; " l*-23 " ; RT 13 
,26, "16-28";RT i8 , 25; " 19-33" 

2160 PRU6E 100 

2190 PRINT RT 21,1; INK 6; "PER T 
ORNRRE Rl MENU 'PREMERE M" 


0 TO 610 
2220 GO TO 2200 

2990 

2991 

2992 REM CURUE 8I0RITMICHE 

2993 

3000 CLS ; 6EEP .5,3: PRINT RT 8 
,8; FLR8M l; INK 6; "CURUE BIORIT 
MICME";RT il,ll;"ORL l-";«a;"-"; 

*2 


3027 PRUSE 0 

3030 IF n2a* OR Ki2«e OR M2a9 OR 
«2all THEN LET na30: GO TO 3200 
30*0 IF n2<>2 THEN LET na31: GO 
TO 3200 
30*5 LET n-ae 

3050 FOR ria* TO 100 5TEP * 

3060 IF «2an THEN LET nan-fl 
3070 NEXT tu 

3200 6EEP .5,8: CL6 : PRINT RT 0 
.10, flRSM 1; INK 2; 8RIGMT 1; "C 
ICLO FISICO" 

3300 GO SUB 7000 
3310 FOR »al TO D 

3320 LET Xa9*SIN ( ( ( bi 0 f i S If S ) -2 
) /23*2*PI) 

3330 PRINT OUER 1; INK 2; BRIGMT 
l; RT 21-X-10 ,»-l; 

33*0 NEXT s 
33*2 GO SUB 7030 

33*6 PRUSE 100: PRINT RT 21,9; "P 
REMERE ENTER" 

3350 PRUSE 0 

3390 BEEP .5,5: CLS : PRINT RT 0 
.9; FLRSM l; INK S; "CICLO EMOTIU 
0 " 

3*00 GO SUB 7000 
3*10 FOR sai TO n 

3*20 LET Xa9«SlN ( ( ( bi 0«<no 14S ) -2 
) /28*2*PI) 

3*30 PRINT OUER 1; INK 5;RT 21-X 
-10,S-1; 

3**0 NEXT s 
3**2 GO SUB 7030 

3**6 PRUSE 100: PRINT RT 21,9; "P 
REMERE ENTER" 

3*50 PRUSE 0 

3*90 BEEP .5,5: CLS : PRINT RT 0 
,7; FLRSM 1; INK *; "CICLO INTELL 


ETTIUO" 

3500 GO SUB 7000 

3510 POR Sai TO n 

3520 LET xaQsSIN ( ( ( biO i n 1 1-»S ) -2 

) /33*2«PI) 

3530 PRINT OUER 1; INK *;RT 21-X 
-10,S-l; "••" 

35*0 NEXT S 
35*2 GO SUB 7030 

35*6 PRUSE 100: PRINT RT 21,1; "P 

ER TORNRRE RL MENU ' PREMERE M" 

3600 LET MalNKEYl 

3610 IF THEN BEEP .5,7: 0 

0 TO 810 

3620 GO TO 3600 

6990 

6991 

6992 REM ASSI PER LE CURUE BIO. 
69B3 

7000 FOR baO TO n-1 
7010 PRINT RT ll,b;"-" 

7020 NEXT b 
7025 RETURN 

7030 PRINT OUER 1;RT 12,0;"’";flT 
12,9 ; "«";rt 12,19; 

70*0 IF n2<>2 THEN PRINT RT 12,2 

9, "*" : 00 TO 7100 

7050 PRINT RT 12,27; ”M" 

7100 RETURN 

7990 

7991 

7992 REM GRAFICA DEFINITA 

7993 

8000 FOR Sa0 TO 7 

8010 READ m 

8020 POKE USA "C "41,11 

8030 NEXT S 

8100 FOR Sb0 TO 7 

8110 READ b 

8120 POKE USR "u"4S,ni; REM "UNO" 

8130 NEXT S 

8200 FOR SaO TO 7 

8210 READ » 

8220 POKE USR "d"4S,b: REM "DIEC 
I" 

8230 NEXT S 
8300 FOR Sa0 TO 7 
8310 READ a 

8320 POKE USR REM "UENT 

I" 

8330 NEXT S 
8*00 POR Sa0 TO 7 
6*10 READ n 

8*20 POKE USR "V'4S,K: REM "TREN 
TR" 

8*30 NEXT s 
8500 FOR Sa0 TO 7 
8510 READ a 

8520 POKE USR "h"4S,b: REM "UENT 
OTTO" 

8530 NEXT S 

8900 DATA 0 , 0 , 0 , *6 , *6 , O , 0 , O 
8910 DATA 8, 2*. 8,8, 8, 0,0,0 
8920 DATA *6 , 106 , *2 , *2 ,*6,0 ,0,0 
8930 DATA 238, *2, 23*. 138, 238, 0,0 
,0 

89*0 DATA 233, *2, 23*, *2, 238, 0,0, 
0 

8950 DATA 238 , *2 , 238 , 138 , 238 , 0 , 0 

,0 

8960 DATA 0,31,59,90,120,161,161 
,2 12, 2*3, 273, 30*. 33* 

9000 RETURN 


emo»28. inl»33- Avrei potuto dicliiarurle 
subito (evitando lìs. ini, emoi ma ho prde- 
rilo cosi per maggior ehiare//a. 

Lo Messo discorso vale per tu variabile X 
airisiruzionc 3320 (settore delle CURVE 


BIORITMICHE), E ■ 


I definita per 


ehiare//a nella PRINT successiva. bioritmiche sono i Ire colori iniernu/ionali 

Per il disegno delle curve bioritmiche che individuano i tre cicli hiorilmici. Il ci- 

sono ricorso ad alcuni caratteri grafici che c!o fisico, di-segnalo in rosso, può dare 

ho lascialo indicati nelle isirit/ioni KlX)0 e qualche problema di chiare//a. nonostan- 
seguenti- te l’uso di BRIGHT I . Naturalmente nulla 


1 colori INK della PRINT delle c 


mpcdiscc di scegliere altri colori. 


144 


MCmicrocompuier n 34 - ottobre 1984 


le 


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computer o acquistare una 
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‘"tally 


cura di Fabio Schiaiiarella 



■^^. 991 ^^ 

Scrabble 

di Pietro l'igonc ~ Borgo ìerce/li 

Prenwiiitimo miuiiiziluiio che il computer 
non prende parie attivo nel gioco, ma si 
limila a .wolgere la funzione di un lahellanc 
elettronico che faciiili la composizione delle 
parole, e a calcolare e tenere il conto dei 
punteggi. Nonostante ciò il programma ri- 
sulla assai interessante ed e.'iiremamenie cu- 
rato per quanto riguarda Ut gra/kv e la fles- 
sihiliià e comodità d'uso: esso consente a! 
possessore de! TI Wt4.A di poter giocare ad 


uno ■lei più apprezzali e diffusi giochi da 
tavolo... .senza dover comprare la relativa 
.scatola. U.S.SUÌ co.sio.sa e priva di alcune co- 
modità come il calcolo automatico del pun- 
teggio. 

Lo Scarabeo (Scrabble nei paesi anglo- 
sassoni) può essere giocato, in questa ver- 
sione. da due fino a sei persone: consiste 
nel formare su un tavoliere parole leggibili 
in orizzontale o verticale, come negli .sche- 
mi di parole crociate. Ogni giocatore è con- 
traddistinto dal diverso colore del 'leggio', 
cioè di quella linea posta sotto il tavoliere 
dove compaiono i messaggi del calcolatore 
per l'utente. 


I Composizione della parola Una 
volta apparse sul leggio le lettere a disposi- 
zione del giocatore, egli può provare a 
comporre parole mediante la tastiera. Ogni 
lettera viene stampata maiuscola se il gio- 
catore la possiede, minuscola in caso con- 
trario. Mediante i tasti posti in basso a 
destra, con i segni di 'minore' e 'maggiore', 
si può spostare il cursore per effettuare 
correzioni; con la barra spaziatrice si can- 
cella completamente. Lo scarabeo ha le 
funzioni di una malta, cioè chi lo possiede 
lo può usare al posto in una qualsiasi altra 
lettera. Il calcolatore provvede automati- 
camente a usarlo quando nece.ssario. tutta- 
via é possibile impostarlo da tastiera: una 
volta portato il cursore sotto la lettera da 
sostituire, che deve già essere stata impo- 
stala. va premuto il tasto posto vicino ad 

ENTER . che riporla il segno dei 
Se vi sono scarabei sul tavoliere, ogni gioca- 
tore al proprio turno può appropriarsene 
sostituendoli con la lettera di cui fanno le 
veci; ciò viene realizzato impostando la 
lettera e premendo 

Se tutte le lettere che appaiono sul leggìo 



MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


147 


980 RANDOMIZE 
990 PIRST=1 

1000 SACSs'aanAAAAAAAAAAABBBBCCCCCCCDDSDEEEEEEEEEEEE 
FFFFeeSGHHIl II III II I I ILLLLLL 

1010 SAC*=SAC*S.-MMMMMMNNNNNNQOOOOOOaOOOOPPFPOeRRRRRR 

RSSSSSSSTTTTTTTUUUU00VU7Z- 

1020 REM CICLO PRIVC. 

1030 FOR PL=0 TO PL«RS-1 
1040 SCR=0 

toso REM ASSEGNA LETTERE 
1060 LEG5=LETT*(PL1 
1070 FOR AS=LENILEG*)TO 7 
1080 IF SAC*=" THE!' ''30 
1090 P=INT(RND*LENISAC«I »11 


1100 LEGSì:LEGSIiSEGS I SACS, P, 1 I 



120 NEXT AS 
130 GOSUB 3920 
140 LETT*(PLI=LEG* 

ISO REM CDMF07. PAROLA 
160 CALL SOUMD(2CO,3O0,3) 
170 '.EG^^.ETTSIPL) 

180 FOR P=0 TO 1 


210 GOTO 1230 

220 CALL HCHFRtSCARtP, 1 1 .SCARIP.2) , 64) 
230 NEXT P 
240 PAR»=‘- 

250 CALL HCHAR122, 1 . 32,961 
260 CUR=13 

270 CALL hCHAR I24.C0B.6: ' 


320 !=■ R=3Z THEN IJ ’O 

330 IF R»59 THEN 1610 

34C IF R=13 THEN 1E40 

390 IF (R<69>* (R>90ITHEN 1280 

360 IF IR=741* (R=7S) • (R=87l* (R= 
CALL HCHAR(24,CUP,32) 

380 CALL GCHAR123,CUP,C1 


E-PARSbCHRS i P 


=89) THEN 1280 


S20 GOTO 1270 
530 IF CUP=13 THEN 
CALL HCHAR124.C 
350 CUR=CUR-1 
560 GOTO 1270 
570 IF CUR=13+LEN(P 
CALL HCKAR<24,C 
590 CUR-C'JR*! 

600 GOTO 127.0 
610 IP LEN<PAR«1 >1 


640 CALL 0CHAR<23,] 
690 IF SCAR(R.O) OC 
660 CALL HCHARISCAF 
670 SCAR(R,OI>0 
680 LE0«*LE6«b’«' 
690 GOTO 1130 


MI ,SCAR(R,2) ,ASC (1 


1700 NEXT R 

1720 IF POSILEGS, 1 l>0 THEN 1280 

1730 CALL GCHARI23.CUR,CI 

1740 IF C«32 THEN 1280 

1730 FOR e-O TO 1 

1760 IF SCARtS.OlOO THEN 1820 

1770 SCAR(0,OI>CUR-!2 

1780 R>Ct32*IC>90) 

1790 CALL HCHARI22,CUR,64) 

1800 8CR-1 

1810 GOTO 1370 

1820 NEXT a 

1830 GOTO 1160 

1840 REM PAROLA IMPOSTATA 

leso CALL S0UNDI4O0, 400,3) 

1860 RIM«bLETT«<PL) 

1870 IF PAR«='- THEN 1160 
1880 IF PAR*=*P8S‘ THEN 3020 
1890 IF PAR»0‘CMB- THEN 2000 

1910 FOR C-l TO 8 

1920 L>ASC <SE6aiRIM*,C, 1 ) ) 

1930 IF (L-631 *<L*69) *(L«731 *IL“79)* (L=85)THEN 1950 
1940 RaR41 
1990 NEXT C 

1960 IP IR<>8)#(ROO)-POS<RIM», -«-.IITHEN 1160 
1970 SAC>=SAC*t<LETTaiPL) 

1980 LETT*(PL)«'* 

1990 GOTO 3020 

2000 REM POSIZIONAMENTO 

2010 Y-ll 

2020 X-14 

2030 BUF-62 

2040 SX«0 

2090 SY-0 

2060 CALL GCHARIY,X,BF1I 
2070 CALL HCHARCY,X,BUF) 

2080 BUF'BFI 

2090 CALL KEY(3,R,N) 

2100 IF BUF062 THEN 2140 
2110 IF R>32 THEN 1160 
2120 IF R-79 THEN 2390 
2130 IF Rc86 THEN 2370 
2140 IF P<>68 THEN 2170 
2190 SX>1 

2170 IF R083 THEN 2200 

2180 8X— I 

2190 GOTO 2290 

2200 IF ROB8 THEN 2230 

2210 SY=>1 

2220 GOTO 2230 

2230 IF R069 THEN 2040 


2260 Y-Y4SY 

2270 IF CX<>3)*IX<>23)*CY<>2)*IYOZO)THEN 2310 

2280 X-X-SX 

2290 Y-Y-SY 

2300 GOTO 2040 

2310 IF BUF>62 THEN 2040 

2320 CALL HCHAR 1Y-8Y, X-SX , BUF I 

2330 GOTO 2030 

2340 REM SCRITT. SUL TAO. 


2360 

2380 


GOTO 2380 

SY-l 

EN>-1 


2400 IF SCAR(R,0X20 THEN 2420 

2410 CALL HCHAR<SCAR(R, 1 1 , SCAR IR,2) ,SCAR<R, 0) 1 
2420 NEXT R 

2430 FOR R»1 TO LEN(PARS) 

2440 CALL 6CHAR(Y,X,CI 
2490 D-ASC <8E6«(PAR*, R. 1 1 I 
2460 IF C-D THEN 2690 


MCmicrocompuier n ■ oiiobre 1964 


•n-99>4» 


TF .r-T-7..,r>*d..fr^«i.TUCM Tdin 

3230 PUN=PUN«VL<C-641»P 

24B0 rOR S>0 TO l 

3240 GOTO 3130 

2490 IF SCAR<S,OI>R THEN 2330 

3250 IF LEN(LEG»)<Z THEN 3370 

2300 flEXT 6 

3260 PUN9PUN68 

2310 P>POS(RIM*,CHRS(DI ,11 

3270 IF LEG*O"SCARABE0‘ THEN 3290 



2330 PaPOSIRlMa, *B* , 1 ) 

3290 LE66=LEG*l<" ■ItSTRSIPUN) 

2340 IF P=0 THEN 3410 


2330 POR B«0 TO l 

3310 CALL SOUND 1 150,300, 3) 

2360 IF <SCARIB,0)<>0l*(SCAR(S,0)ORITHEN 2620 

3320 CALL KEYI3,R,N> 

2370 SCARIQ,0)-e 

3330 IF 9=78 THEN 3380 

2380 SCARia, 1I«Y 

3340 IF R< >83 THEN 3320 

2390 SCARIQ,2)>X 

3330 CALL SOUND 1300, 400 , 3 ) 

2600 8CR>1 

3360 PUNTI=PUNT1«PUN 

2610 GOTO 2640 

3370 RETURN 

2620 NEXT Q 

3380 PUNTI=0 

2630 GOTO 3410 

3390 GOTO 3370 

2640 RlnS-SEGBIRIHC, l,P-lll>SEG6(RIM«,P*l,LENIRim)-l) 


2630 CALI. HCHARIY.X.DI 

3410 REM CANCELLAZIONE 



2670 TV(0,EN1«Y 


2680 TV( 1,EN)fX 

3440 X=TVU,RI 

2690 X»X+SX 

3450 P=T8L1Y-3,X-6I 


re orsn tufm Tdan 


3470 P=33 

2720 REM ASSE6NAZ. PUNTI 


2730 Y=TU(0,0l 

3490 FOR 8=0 TO l 


3500 IF ISCARIQ, 1) OYl* ISCARIQ.ZIOXITHEN 3320 

2730 PUNT1=0 

3510 SCAR(0,0)-0 

2760 GOSUB 3040 


2770 IF PUNTILO THEN 3410 

3330 NEXT R 

2780 SY«1-SY 


2790 SX-l-SX 


2800 FOR D»0 TO EN 

3360 REM FINE PARTITA 


3370 FOR P=0 TO PLYRS-l 



2830 GOSUB 3040 

3590 PUN=0 

2840 IF PUNTI=0 THEN 3410 

3600 FOR R=i TO LEN (LETT* I P 1 1 


-t* , n n-ftcr ,«>err= M CT-r= / D , r, i * > 

2860 LETT6IPLI3RIMS 


2870 IF EN<3 THEN 294© 


2880 PUN»<EN-4)620-]-'l«SCR 


2890 LEG8>'ABBUONO DI 'bSTR«(PUN) 



3660 NEXT P 

2910 CALL S0UNS(4O0,3O0,3) 

3670 CALL CLEAR 

2920 CALL SOUND ( 300 , ’OO , 35 

3680 FOR P=0 TO PLYRS-l 

2930 PUNTI=PUNTI*PUN 


2940 PT(PL)-PTIPLI*PUNTI 


2930 LEG6-’punt»gglo : ■ tSTR» IPT (PL M 

3710 PRINT : : : 

2960 GOSUB 3920 

3720 CALL HCHAR(23.6,P*8«110,22) 

2970 FOR R=1 TO SO 

3730 PRINT TABI IO) IPTIP) I -PUNTI' 

2980 NEXT R 

3740 CALL HCHAR (24 , 6, P*8« 1 1 0. 22) 

2990 IF (LETT«(PL)=* ■ 1#(SACS=" • 1 THEN 3360 


3000 CALL HCHAR<22, 1 ,32,961 


3010 FIRST-0 

3770 'OR Q=l TO 4000 

3020 NEXT PL 

3780 NEXT 8 


3790 PRINT 'UN'ALTRA PARTITA ? (5/NI' 

3030 REM VALTDAZ. E P.TI 

3810 IF R=83 THEN 3840 

3060 LEG»=‘* 


3070 PUN>0 

3830 STOP 

3080 0=1 «FIRST 


3090 Y-Y-SY 

3850 LETT»<P)=" 

3100 X=X-SX 


3110 CALL 6CHAR(Y,X,CI 


3120 IF IC>63)*IC<91)THEN 3090 

3880 SCAR(0.0)-0 

3130 X«X*SX 

3890 SCARC1.0)=0 

3140 Y«Y«SY 

3900 GOTO 230 


3910 REM .=—=■=—===== 

3160 CALL OCHARIY,X,CI 

3920 REM SUB PRINT LECS 

3170 IF (C<64l «10901 THEN 3250 

3930 CALL COLOR (13 , 5, COL tPL ) > 

3180 LE0«-LEG«t<CHR6<CI 

3940 CALL HCHAR(21, 7, 129,20) 

3190 IF ITBLI Y-3,X-6) < > 136) * ( TBL ( Y-3, X-6) < >137) THEN 

3930 FOR P»l TO LENCLEG») 

3210 

3960 CALL HCHAR (2 1 , ] 6-1 EN (LEGS ) /2«P, A"-C (SEG« ( LEGC, P, 

3200 P=TBHY-3,X-6)-134 

1 ) ) ) 

3210 IF TBL<Y-3,X-6) <144 THEN 3230 

3970 NEXT P 

3220 a.Q*(TBLIY-3,X-6l-142) 

3980 RETURN 



MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 


iono solo vocali o solo consonanti, scn/a 
scarabei, il guscaiorc può farle sostituire, 
saltando però il turno; per farlo si imposta 
la parola-chiave ’CMB' esi preme EN- 
TER . Mediante la parola-chiave 'l’SS' 
SI passa la mano. Impostata la propria pa- 
rola, premendo FìNTER si passa alla 
fase successiva. 

2 Posi/ionamcnio della parola 
Una volta composta, la parola va disposta 
sul tavoliere. Il primo gii>catorc la dispone 
in on/zoniale o in verticale, in modo che 
copra lo scarabeo centrale. Ogni successiv- 
va parola deve avere in comune almeno 
una lettera con le parole già esistenti, e 
anche questa viene conteggiata nel punteg- 
gio; CI SI può addirittura limitare ad ag- 
giungere qualche lettera a una parola già 
presente, per esempio trasformando CON- 
TA in SCONTARE, totalizzando sempre 
il punteggio della parola intera. E fonda- 
mentale che ogni lettera ehc sia adiacente 
ad altre formi con esse parole ammesse; ad 
esempio, poniamo che trovandosi già sul 
tavoliere le parole .SCONTARE e CAN- 
NA. venga composta STANCO; 

S|C|0|N|T|A|FÌ[È1 
_T A 


_C A 

loT 


m questo caso devono essere valide, e lo 
sono infatti, le parole TA (Taranto). AN 
(Ancona). NN (cioè 'nessuno' e CA (Ca- 
gliari). Anche queste parole vengono con- 
teggiale nel punteggio. 

Quando SI è premuto ENTER .com- 
pare al centro dello schermo un quadratino 
lampeggiante; esso deve essere portato me- 
diante i quattro tasti con le frecce E. S. De 
X nella casella in cui va posta la prima 
lettera della parola impostala. Premendo 
la lettera O. la parola viene scritta in oriz- 
zontale; premendo la V in verticale. Se ci si 
accorge di un errore, premendo lo SPA- 
ZIO si ritorna alla fase precedente. Il 
calcolatore non controlla che venga usata 
almeno una lettera preesistente, lasciando 
questo compito ai giocatori; è cosi possibi- 
le evitare di scrivere la parola completa, 
quando si vuole solo aggiungere un prolis- 
so 0 suffisso a una già scritta. 

Sul tavoliere esistono caselle speciali 
contrassegnate con 21.. 3L. .v2 e \.l. Le 
prime raddoppiano o triplicano il valore 
della leilera che vi .si trova, le altre raddop- 
piano c triplicano il punteggio di tutta la 
parola. Se una parola copre due o più di 
queste ultime, il punteggio loiali/zalo vie- 
ne moltiplicalo rispettivamente per quat- 
tro e per nove. Viene raddoppiato anche il 
punteggio della prima parola posta sul ta- 

.3 Convalidaepunieggio Dopoché 
il calcolatore ha scritto la parola imposliila 
sul tavoliere, presenla una alla volta le pa- 
role ehc si vengono a formare, scrivendone 
anche il valore. I giocatori devono control- 


lare che esse siano ammes.se. e in caso affer- 
mativo premere S. Premendo N invece le 
lettere appena disposte vengono cancellale 
e SI torna alla prima fase. 

Sono ammesse tutte le parole della lin- 
gua Italiana contemplate in un qualsiasi 
dizionario, sia al maschile che al femmini- 
le. al singolare ehc al plurale; tulle leeoniu- 
ga/ioni dei verbi, anche con prelìssi e suf- 
fissi come PARTENDOSENE. PREAV- 
VERTITECI. eco., le sigle più comuni e 
quelle delle province italiane. Non sono 
ammesse voci arcaiche, dialettali, poeli- 
ehe. diminutivi, vc/zeggiuiivi ccc. ne i nomi 
propri, né quelli storici o geograllei e nep- 
pure le parole del gergo tecnico o scieniin- 

Vicnc infine presentato il punteggio to- 
tale. Vi sono premi particolari se si usano 
in una sola volta 8. 7 o 6 lettere, rispettiva- 
mente di .30, 30 c 10 punti; chi compone poi 
la parola SCARABEO guadagna 100 pun- 
ti. Tutti questi premi sono maggiorali di 10 
se non é stalo usato lo scarabeo. 

La mano passa ora al giocatore successi- 
vo; le lettere non utilizzale rimangono c 
verranno reintegrate nella mano successi- 
va fino al numero di otto. 

4 Fine del gioco Quando sono 
esaurite tutte le lettere disponibili, si eonii- 
nua con quelle rimaste ai giocatori. La par- 
lila Unisce quando uno di essi rimane senza 
più lettere. A questo punto questi totalizza 
un punteggio pari al valore delle lettere 
rimaste ai suoi avversari, mentre a questi 
viene sottrailo l'equivalenlc delle Icllerc 
che ancora possiedono. Lo scarabeo viene 
conteggiato per trenta punti. I risultati 
vengono calcolati aulomatieamcnle e ven- 
gono stampali i vari punteggi, ognuno 
contornalo da strisce del colore ehc con- 
iruddisiingue il giocatore. Vince ehi. indi- 
pendentemente dalla chiusura, totalizza il 
punteggio più allo. 



.Analisi del programma 
Il programma é organizzato in blocchi 
che vengono eseguiti in sequenza: una 
REM posta aU'inizio di ogni blocco indica 
la funzione che esso svolge. 

Meglio che dall'analisi dei listalo, il fun- 
zionamento si comprende dalla spiegazio- 
ne dell'uso delle variabili. 

Le matrici LETT$(5). PT(5). COL(5) 
contengono rispettivamente le lettere ri- 
maste ad ogni giocatore dalla mano prece- 


dente. il punteggio ed il codice del colore 
che contraddistingue i gioc-aiuri. 

VL(26) contiene il valore delle singole 
lettere. VL e COL vengono inizializzale 
alle lince 140-220. 

TBL(16.16) contiene alle locazioni cor- 
rispondenti alle caselle speciali il codice del 
carattere che le rappresenta sullo schermo. 
Viene sfruttata la simmeiricità della posi- 
zione di queste caselle per rinizializza/ione 
che avviene alle linee 520-940 conlempora- 
ncumenic alla loro stampa sullo schermo. 

SACS rappresenta il 'sacchetto' dal qua- 
le vengono estratte le lettere. Ogni lettera 
vi compare un numero di volte pari alla 
quantità riportata nella tuhcllina. A causa 
della sua lunghezza questa stringa é mizia- 
lizzata in due istruzioni, la KKH) c la 1010. 

LEGS contiene la stringa da stampare 
sul leggio, e funziona quindi da parametro 
per la subroutine di linea .3920. Nelle linee 
da 1 150 a !8.30viene utilizzala per determi- 
nare le lettere di cui dispone il giocatore per 
comporre la sua parola. 

P.AR5 è la parola composta dal giocalo- 
re. mentre RI MS contiene le lettere rimaste 
inutilizzate. 

In SCAR(x.O) c memorizzalo il codice 
ASCII delia lettera sosiiiuiia dallo scara- 
beo. in SCARtx.l ) e SCAR(x,2) le coordi- 
nale della locazione dello schermo dove 
esso si trova. Quando però SCARiv.tì) 
contiene un numero minore di 20. questo 
indica la posizione della lettera da sostitui- 
re con lo scarabeo nella parola che è stala 
appena impostata. Lo scarabeo è rappre- 
sentalo dal carattere di codice (>4, cioè la 
'chiocciolina' 

SCR c un riag. posto a 1 scé stato usalo 
uno scarabeo nell'ultima parola imposia- 

TV( 1.7) contiene le coordinale delle let- 
tere che sono stale po.sle sul tavoliere nella 
mano corrente. EN è il numero di queste 
lettere meno uno. 

X e Y sono le coordinale generiche di 
una locazione di schermo. 

SX ed SY contengono fincremenlo da 
dare ad esse per determinare la successiva 
locazione da prendere in esame. 

Nella battitura del programma va posta 
attenzione alle lince .380 e 410. Nella pri- 
ma. l'istruzione DATA deve essere scritta 
cosi com'é. senza saltare virgole: la stringa 
delia seconda è formata da: .3 spazi, 17 
punti interrogativi, 2 spazi. I colori che ho 
usalo sono quelli che danno un'immagine 
migliore sul mio TV; su TV diversi, o parti- 
colarmente su monitor monocromatici, 
possono non essere tali, ma modificarli 
non dovrebbe dare alcuna dinìcolià. 


Questo programma é disponibile su 
cassetta presso la redazione. Vedere l'e- 
lenco dei programmi disponibili e le 
istruzioni per l'acquisto a pag. 120. 


150 


MCrmcrocompuler n 34 - ottobre 1984 



T1-99/4A 


Usare le sprite col TI Basic! 

tU Riccardo Testo - Cuneo 

Credevamo che oramai fosse sialo delio 
luna: che fosse già sialo svelalo, scrino e 
ri.scrillo luna quello che c'era di segreio. 
anormale, curioso, nan-scriiio-siii-manuali. 
ed in ogni caso ulile, riguardo al sLsiema 
operaliro ed al hasic del TI W in versione 
non e.spunsa. Eravamo giunti alla conclusio- 
ne che con il T! W base non fosse proprio 
possibile ottenere di più di ciò che era previ- 
sto dal basic residente e descriiio nel manua- 
le. E in vece le cose non sianno proprio così, e 
con grande piacere pubblichiamo . in pane in 
questo numero, in pane nel prossimo, la 
ricca documenia:ione inviaiaci da questo 
lellore di Cuneo: ma. sallando ogni altro 
convenevole, passiamo a raccontarvi le novi- 

Nei manuali forniti dalla Texas Instru- 
ments insieme al TI W ed ai suoi accessori 
viene più volte ripetuto che non c possibile 
utilizzare le sprite a meno di non avere a 
disposizione il modulo Exiended Basic op- 
pure quello Mini Memor>. o peggio anco- 
ra sistema a dischi, espansione di memoria 
e assembler. Come potrete rendervi conto 
tra poco questa informazione è vera .solo in 
parte. Vedrete come, ingannando il siste- 
ma operativo e l'interprete Basic, è possibi- 
le ottenere e manipolare le sprite anche con 
il TI Basic residente e con la macchina in 
configurazione minima avendo come uni- 
ca espansione il registratore a cassette. Vi 
avvertiamo .subito a scanso di equivoci che 
le sprite cosi ottenute non hanno la stessa 
versatilità di quelle producibili con l'exien- 
ded Basic il quale fornisce una gamma ve- 
ramente completa di istruzioni per muo- 
verle in ogni direzione in maniera indipen- 
dente dal programma, ingrandirle, verifi- 
carne la posizione o la sovrapposizione. 
Nonostante ciò queste sprite ottenibili con 
il solo TI Basic godono di alcune notevoli 
proprietà: non vengono influenzate dagli 


altri caratteri i quali vi scorrono sotto sen- 
za cancellarle, possono essere poste in un 
qualsiasi punto dello schermo airinlemo 
di un sistema di coordinate con 192 x 256 
posizioni, permettono di realizzare, sebbe- 
ne attraverso un apposito programma, il 
movimento di oggetti "pixel per pixel”, 
evitando il fastidioso elTetto dello sfarfal- 
lio che si ha spostando una figura alfinter- 
no del reticolo 24 x 32 delle posizioni di 

Ci sembra che ciò ampli di molto le pos- 
sibilità del programmalore. 

É possibile per esempio .sfruttando il fal- 
lo che sprite e caratteri normali si sovrap- 
pongono senza cancellarsi tra loro, poter 
disegnare scenari e fondali per i vo.stri gio- 
chi senza che questi vengano cancellali du- 
rante l'azione. 

Prima di cominciare a iraliare l'argo- 
nienlo vero e proprio, consigliamo a colo- 
ro che posseggono qualche espansione del 
computer e che vogliano sperimentare 
quanto detto nell'articolo, di disconneitere 
ogni dispositivo esterno alla macchina, 
tranne il registratore a cassette. Questo in 
quanto un dispositivo esterno può alterare 
la mappa della memoria del computer. 

In questo numero ci soffermeremo prin- 
cipalmente sul come creare le sprite, sul 
prossimo daremo una ampia spiegazione 
sul perché è possibile mediante i soUerfugi 
appresso spiegali ottenere reffeuo deside- 
rato. Se quindi qualcuno troverà a traiti 
oscuro l'argomento di questo articolo, ab- 
bia la pazienza di aspettare un mese e tutto 
.sarà spiegato in dettaglio. 

È possibile utilizzare le sprite spostando 
la loro mappa di definizione (la cosiddetta 
SPRITE ATTRIBUTE LIST) nella me- 
moria. sovrapponendola a quella dei ca- 
ratteri definibili dairutenle. Per fare que- 
sto dobbiamo agire sui VDP write oniy 
registers. Il TI Basic non ci fornisce nessun 
mezzo per farlo (ciò è permesso solo a chi 
possiede il modulo Mini Memory median- 


te l'istruzione CALL PEEKV come vedre- 
mo tra poco). Esiste però una maniera per 
arrivare lo stesso ai VDP regisler. essa 
sfrutta la particolare maniera con cui ven- 
gono registrati i programmi dal TI 99. 
Quando un programma viene riversato su 
cassetta esso è preceduto da una sorta di 
“heuder” di alcuni byte che contengono 
alcune informazioni sulle dimensioni del 
programma. Manipolando queste infor- 
mazioni è possibile oltrepassare il limite 
inferiore della memoria ed andare a scrive- 
re nei VDP regislcr 

Poiché le modalilàcon cui vengono regi- 
strati i file su cassetta sono analoghe a 
quelle per i programmi, noi ci serviremo di 
un record di un file per scrivere un falso 
header. Ci occorrerà dunque un program- 
ma generatore di file per poter produrre un 
record su cassetta da poter poi usare come 
falso programma. Tale programma gene- 
ratore c mostrato in ligura l . Nel prossimo 
numero ne analizzeremo in dettaglio il fun- 
zionamento. Grazie all'Input di linea IO si 
potrebbe virtualmente scrivere in ognuno 
degli 8 registri del VDP; in pratica solo il 5 
é utilizzabile perché gli altri o vengono 
riportati al valore standard dal sistema 
operativo (1.2. .3.4.7). oppure sono comun- 
que inutilizzabili per deficienze del TI Ba- 
sic (0.6). Il regi.slro 5 indica il punto d'ini- 
zio della mappa delle sprite. Il valore di 
default eòe quesl'ullimo viene sempre 
ripristinalo premendo QUIT ; inserendo 1 4 
la mappa viene posta in corrispondenza ai 
caratteri 128—143. inserendo 15 in corri- 
spondenza ai caratteri 144.. .159. Per i no- 
stri scopi i valori che inseriremo in input 
sono 5.15. 

Per poter utilizzare le sprite bisogna: 

l ) registrare su ca.ssella il finto program- 
ma ottenuto mediante il programma gene- 
ratore di record sopra descritto. 

2) rescllarc memoria ram e puntatori 
mediante QUIT o BYE (indispensabile) 


IO REM* * 

20 REM* GENERATORE FILES * 

30 REM* * 

40 REM* PER MODIFICARE I « 

SO REM* * 

60 REM* REGISTRI DEL VDP * 

70 REM* * 

80 REM* (C) BY TESIOWARE * 

90 REM* * 

100 CALL CLEAR 

110 INPUT 'REGISTROIO-?) ,DAT0«0-255»7 
R,D 

120 A=1B429- (2S6*R+D> 

130 XS-CHR*<0> 

140 OPEN *l; *CS1*, OUTPUT, FIXED 

150 PRINT ttl:XSt<XSt<XSt(XCt<XSI(X*a(CHR*(INT(A 

/2S6) )hCHRS(A) 

Figura 1 


1 REM CONVERSIONE RAPIDA 

2 REM DECIMALE-ESADECIMALE 
10 DIM A*(15>,HS(ZSS> 

20 POR 1=0 TO 13 

30 AS ( I ) =SEG*( '0123456789ABCDEF* , 1 + 1,1) 

40 NEXT I 

50 POR 1=0 TO 15 

60 K=16»I 

70 FOR J=0 TO 15 

80 HS(K+J)=A«(I)&AS<J) 

90 NEXT J 
100 NEXT I 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


151 


TI-99/4A 


3) ricaricare da cassetta il fìnto program- 

4) attendere alcuni istanti: quando lo 
schermo diventa nero a righe, premere una 
lettera ed ENTER {se non dà elTetti ripro- 
vare); a questo punto dovrebbe tornare 
tutto quasi normale e dovrebbe comparire 
il messaggio • MEMORY FULL 

5) cancellare il programma con NEW. 
Notate che il punto uno non deve essere 

ripetuto ogni volta, è sulìiciente registrare 

10 pseudoprogramma generatore di sprite 
una volta per tulle. 

Chi possiede il modulo Mini Memory 
può risparmiarsi tutta questa trallla ed in- 
serire in lesta al programma la linea 
CALI- PEEKV{-753.X) 

Ora la mappa delle sprite è spostala in 
corrispondenza ai caratteri 144... 159, So- 
no accessibili fino a 32 sprite (2 per ogni 
carattere); la chiamata è 

CALE CHAR( 144. "Y IX I FICI Y2X2 
F2C2") 

CALL CHARU45. • Y3X3F.3C3Y4X4 
F4C4") ecc. 

dove Y é la riga (0-191). X è la colonna (0- 
255). F è la forma (codice ASCII +96) C è 

11 colore (codice Basic meno 1), Tulli i 
valori vanno espressi in esadecimale. Se Y 
viene posto uguale a 208 (esadecimale DO) 
quella e lutle le sprite che seguono non 
vengono visualizzatc. 


CALL CHAR(144, "D") cancella tutte 

CALL CHARU44.-6080AIOFD") po- 
siziona una A bianca in mezzo allo scher- 

CALL CHAR(144. "OOSOADSOOOSS 
A.^06"); 

CALL CHAR(I45. "D") scrive MC 
ros-so in alto. 

Scrivendo qualcosa e premendo ripetu- 
tamente il tasto ENTER noterete come le 
serille scorreranno regolarmente dal basso 
verso l'alto ma le sprite rimarranno ferme. 

Se queste sprite devono muoversi può 
essere conveniente creare un vettore di 256 
clementi che esegua una rapida conversio- 
ne decimale esadecimale; provate ad esem- 
pio il programma di figura 2. Ora è più 
semplice usare le sprite. basta inserire tale 
routine di conversione nel programma. Ad 
esempio la routine di figura 3. abbinata a 
quella di figura 2. muove veriicalmenle pi- 
xel per pixel una chiocciolina viola. 


Come si può vedere la velocità non è 
eccessiva, ma i pregi di queste sprite sono 
altri, quali la trasparenza, l'assenza di sfar- 
fallio. i colori indipendenti, la possibilità di 
una regolazione finedella velocità (provate 
a considerare come migliorerebbero giochi 
come "Pecore nere" o "atterraggio" già 
presentati per il TI 99 su questa rivista). Le 
altre peculiarità delle TI sprite. quali il mo- 
vimento automatico e le possibiliià di in- 
grandimento non sono purtroppo accessi- 
bili. Come vedete i nuovi orizzonti aperti 
da queste interessanti "scoperte" sono no- 
tevoli e tutto é aperto ad ulteriori sviluppi. 
A questo punto diviene importante il vo- 
,stro contributo. Vi invitiamo quindi a pro- 
vare. a sperimentare, a trovare utilizzazio- 
ni perquanto vi abbiamo proposto. Scrive- 
teci levostreideee noi pubblicheremo ogni 
nuovo contributo. Vi preai'i'unciamo che 
già nel prossimo numero a-dremo più a 
fondo neirargomcnto e pubi lichercmo ul- 
teriori "novità" riguardanti il TI 99 ed 
inoltre un programma che utilizza le sprite 
nelle modalità sopra esposte. 


Ilo FSsHS ( 128 )kHS (64+96 )&cHS( 14- l)8cH«(20&) 

120 FOR Y=0 TO 191 

130 CALL CHAR(144,HS(Y)&!FS) 

140 NEXT Y 

Figura 3 


Extended Basic 

Scrìtte in movimento 

La breve routine che vi prcscniiamo per- 
meile di far scorrere sullo schermo da de- 
stra verso sinistra una qualunque sequenza 
di caratteri. Un simile effeiio viene spesso 
usalo nei programmi televisivi per realiz- 
zare i titoli di coda durante la sigla finale o 
per ncordare il titolo del film clic state 
vedendo dopo un intermezzo pubblicita- 
rio. Anche se supponiamoche ben pochi di 
VOI abbiano a che fare con la televisione, vi 
pre.scntiamo questa routine, sorprendente- 
mente semplice e breve visto relTeiio che 
produce, con la quale potrete rendere un 
po’ più sofisticala la presentazione dei vo- 
stri programmi. 

La routine è realizzata in forma di sotto- 
programma ilinee l<MI(l-ll)8l)) per facilitar- 
ne al massimo la "irasportabilità" ma nul- 
la vi vieta di prendere il bliKco di istruzioni 
compreso tra le linee 1010-1070 c inserirlo 
direiiamenle neirambiio di un program- 
ma. 1 due parametri VEL e MSGS devono 
conlenere uno la velocità di scorrimento 
della scritta, l'allro la stringa che deve 
scorrere sullo schermo. Per la velocità bi- 
sogna impostare un valore compreso ira 0 
(più lento) e IO (più veloce): la stringa deve 
essere lunga un massimo di 227caraUeri. Il 


nucleo del programma è costituito dalle 
linee 1030 e 1040. Comesi vede leffelto di 
scorrimento è ottenuto mostrando in rapi- 
da sequenza porzioni della stringa MSGS 
olicnule Iraslundo di carattere in carattere 
aU'intcrno della stringa stessa. La linea 


loto, anche essa fondamentale, serve a lar 
entrare inizialmente la scritta dall'esiremi- 
là destra dello schermo; la linea 1040 rego- 
la la velocità mentre le linee I0.‘'0 e I0(i0 
servono ad uscire dalla routine non appena 
venga premuto un tasto qualunque. MC 


1 REM MESSAGGI CHE SCORRONO 

2 REM SULLO SCHERMO IN 

3 REM ORIZONTALE 
5 CALL CLEAR 

IO INPUT 'VELOCITA’ (0-10); ■ : SPEED 
20 FRA»=“ATTENZIONE 1 GUARDARE SCORRERE QU 
ESTO MESSAGGIO PER PIU’ DI DUE MINUTI P 
UO’ FARVI MALE AGLI OCCHI --PREMERE UN TA 
STO QUALUNQUE--' 

30 CALL MESSA6GI0(SPEED,FRAS> 

1000 SUB MESSAG6I0(VEL,MSG«) 

1010 MSGSsRPTSC ',28)kMSGS 
1020 FOR CICLONI TO LEN(MSGS) 

1030 DISPLAY AT (24, 1 ) : SEG*(MS6»,CICLO,28) 
1040 FOR RIT=0 TO lO-VEL ; : NEXT RIT 
1050 CALL KEY(0,KEY, STATUS) 

1060 IF STATUSOO THEN 1080 
1070 NEXT CICLO GOTO 1020 
1080 SUBEND 


152 


MCmicrocompuier n 34 - ottobre 1984 



Sin da adesso. 

Un sistema già compiete. 

Sfectravideo ha tanta potenza in più 

perchè ha un Basic super esteso che consente di programmare più rapidamente e con più facilità, occupando 
meno memoria. 

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grafico con altri 14 comandi aggiuntivi. 

Spectravideo utilizza tutta la biblioteca CP/M 

è perfettamente compatibile con tutti i suoi programmi senza dover aggiungere costose interfacce. 
Spectravideo è sistema completo 

tutte le periferiche necessarie sono utilizzabili sin dal primo giorno e a basso costo. Tanti "computers System'* 
in realtà non sono un sistema, non comunicano con qualunque altro elaboratore e si completano solo nel 
tempo. 

Tanta potenza ed espandibilità sanno starti dietro quando crescono le tue esigenze! 


SPECTRAVIDEO 




cura di Fabio Marzt 



Math-Package 

l/i Rohvrw Giorgi 
Piunu iJi Conca ( LV i 
Gli innumerevoli pregi dello SHARP 
PC-ISOO fanno talvolta dimenticare che 
esso è uno strumento progettato, innanzi- 
tutto. per eseguire calcoli matematici. Il 
programma che ho preparato mette in evi- 
denza tale caratteristica, essendo rivolto a 
tutti coloro che debbano ottenere informa- 
zioni sul comportamento di una data fun- 
zione; occupa circa 1401) byte e si divide in 
4 sezioni principali: 

I ) Studio del segno di una funzione, della 
derivata prima e seconda {f. fi, f2). 

2) Valori assunti da f. fi. f2 in un punto di 
data ascissa. 

3) Calcolo dei limiti a infinito e a un pun- 
to. 

4) Calcolo dell'integrale definito su un da- 
to intervallo. 

La funzione viene memorizzala nella li- 
nea 3 sotto forma Y = f(X). Ad esempio ne! 
caso della funzione 



I ) Si accede a questa sezione con DEF 
A: sì preme il tasto adiacente al display 
corrispondente all'opzione desiderata (f. 
fi. 12); vengono poi richiesti gli estremi 
deli'ìntervallo chiuso [A.B] su cui si vuole 
lo studio del segno; sul display si avranno i 
valori assunti da X in corrispondenza dei 
quali f cambia segno (intersezioni con l'as- 
se delle X o discontinuità), con i relativi 
segni assunti da fa sinistra e a destra di tale 
punto (es. con la f precedente e A=-6 e 
B = 6 si ha; -i-(0)-(l)-i-; vedi fig. 3); se 
f(A) = 0 o f(B)=0 mancherà rispettiva- 
mente il segno di sinistra o di destra in 
quanto f potrebbe non essere definita all’e- 
stemo dì detto intervallo. Da notare che se 
si incorre in un ERROR 38, ovvero una 
divisione per zero, il programma ovvia al- 
l'errore; si consiglia di considerare inter- 
valli su cui la fé definita per non incorrere 
in ERROR 39. 

Per trovare i punti di cambiamento di 
segno sì usa il classico metodo dì suddivi- 


dere [A.B] in n subìntervalli e sì esamina il 
comportamento di f agii estremi di ognuno 
di essi; se c'è cambiamento di segno il teo- 
rema degli zeri assicura resistenza di alme- 
no una radice aH'inlemo del subintervallo 
(vedi fig. 4), 

2) Si preme DEF S e viene richiesta l'a- 
scissa del punto; vengono forniti i valori di 
YO. Y 1 . Y2; per calcolare questi valori ven- 
gono usate le subroutine "O". " 1 ". "2" che 
corrispondono rispettivamente alla fun- 
zione. alla derivata prima e seconda. A 
questo proposito è bene notare che con "1" 
e "2" vengono calcolate le derivate medie 
direttamente da f(X). usandole formule! I ) 
e (2) con h e k molto piccoli e opportuna- 
mente scelti; ho provato sperimentalmente 
che in questo modo vengono ridotti gli 
errori di calcolo. 





In queste tre sezioni ì risultali vengono 
arrotondali a 2 decimali tramite la subrou- 
itne 7: una volta ottenuti i risultati se sì 
vuole ripetere una delle varie operazioni 
non occorre impostare nuovamente i dati 
che non si intende cambiare; basta premere 
ENTER c il programma prosegue. Nel ca- 
so in cui si voglia passare ad un altra sezio- 


ne durante la fase di input si preme CA. 

4) DEF X. Questa sezione calcola l'in- 
legrale definito con il metodo dei trapezi 
infinitesimi; viene richiesto il numero di 
suddivisioni dell'ìnlervallo A.B (n. suddi- 
visioni. tempo di elaborazione e precisione 
del risultalo sono direttamente proporzio- 
nali: con N = 100 si hanno già risultali ap- 
prezzabili). 

Descrizione del programma 

I -5 Subroutine "0" in cui é memorizza- 
ta la funzione. 

7 Subrouiine che arroioiidii a due deci- 
mali il valore posto in R. 

9-i I Si prende il valore della locazione 
&789B corrispondente al codice di errore; 
se l'errore è dovuto a una divisione per 
zero incrementa la X e prosegue dalla linea 
3; altrimenti prende il byte allo e basso 
(locazioni &78B4 e &78B5) della linea in 
cui si è verificato l'errore c stampa il mes- 
saggio usuale. 

13 Subrouiine '' I " di calcolo della deri- 
vata prima. 

15 Subroutine “2" di calcolo della deri- 
vata seconda. 

17 "S"; inizio sezione 2); si richiede il 
valore di XO. 

19 Stampa i valori arrotondali a 2 cifre 
di YO. Yl. Y2. 

21 "A"; viene scelta l'opzione radianti, 
utile nei calcoli con funzioni trigonometri- 
che. 

23 Si attende che vengti premuto un ta- 
sto: CA(CL= fine programma F4= stu- 
dio di f; F5 = studio di fi; F6= studio di 
f2. 

25 DS= etichetta della subrouiine cor- 
rispondente a f. fi, f2; richiesta ddl'inter- 
vallo di studio del segno. 

27 Se A> = B ritorna alla linea 25. 

29 Divide [A.B] in 25 subintervalli; cal- 
cola X (con questa formula vengono ridot- 
ti al minimo gli errori dì calcolo); se all'e- 
stremo sinistro del subintervallo la f assu- 
me valore positivo o negativo va alla linea 
33. 

31 Caso in cui la f assume valore molto 
vicino a zero; prende come segno il punto 
medio del subinlcrvallo a meno che non ci 
si trovi nell'estremo B (allora T = 44 e 
quindi con CHRS (44-44) = CHRS0 non 
viene stampalo il segno di destra ri.spelto 
alla radice); va alla linea 39. 

33 Se non c'é cambiamento di segno o 
se sì è aH'intervallo iniziale passa al suhin- 
tervallo successivo. 

35-37 Caso in cui c'é cambiamento di 
segno nel subintervallo precedente; si iriv 
va la radice col metodo della bisezione dcl- 
l'intervallo (vedi fig. 3). 

39 Stampa la radice arrotondala a due 
decimali con i rispettivi segni; G=l); se 
nella 18" casella del display vi c stampalo 
un carattere, attende ENTER per prose- 
guire (utile se non si ha la stampante). 

41 II segno di fade.stradcl subintervallo 
diventa quello di sinistra del subinlcrvallo 
successivo: passa al subintervallo successi- 


154 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 



nftTH PACKAGE 
1 ! "e" 

3; Y=<X-'2-4*X+4 )/- 
f.X''2-XJ 
5:RETURN 
7:R=]NT CCR#100} 
*,5V100: 
RETURN 

0:U=PEEK &789B: 
IF U=38LET X=X 
*.01 :GOTO 3 
1!:UAIT :PRiNT " 
ERROR";U|" IN‘' 
5256fPEEK 8.78B 
■1*PEEK 8.78B5: 
END 

13; "r'X=X-H!GOSUB 
3:L=-Y:X=X+2^fH: 
GOSUB 3:Y=CY-L 
X=X-H: 
RETURN 

15: "2-'G0SUe 3:L=Y 
:X=X+2YJ:G0SUB 
3:n=Y:X=-X--1YJ: 
GOSUB 3:Y-CY-2 
*L*n)/J/J-'2:X= 
X*2;rJ:RETURN 
17: 'S"GOSUB 71 : 
Uftl T : INPUT "X 

0=-’;x 

13:F0R 1=0TO 21 
GOSUB STR» 1:9 
=Y: GOSUB 7: 
PRINT "Y-';STR» 
J;'=”;R:nEXT 1 
;6aTa 17 
2l: ''tì"RPOJAN ; 
GOSUB 71 :PRiNT 
"STUDIO SEGNO 
f fi f2":0N 
ERROR GOTO 9 
23:00SUB 73: (F K< 
20GOTO 23 
25:0*=STR4 (KANO 
3):CLS : PAUSE 
"INTERUALLO ?" 
; INPUT "0=";A, 


.7:CLs":t,.:C=B- 
A: IF C<-0GOTO 
25 

29:F0R K=0TO 25:X 
=A*C»K/25; 
GOSUB D*: IF 
ABS Y>HGOTO 33 

31:F=K<25:R=X:X=X 
*C/'50YF; GOSUB 
D*; T=SGN YYF-'I 
-lYNCT -F:GQTO 
39 

33: T^SGN Y: IF SYT 
>0OR K-06OTO ^ 
1 

35:F=X-C.^25:G=X 

37:R-X: IF ABS CF- 
G)>1E-4GQSUB D 
*:0C7-<SYY>0)> 
=X:X=(F*G)^2: 
GOTO 37 

39:G0SUB 7:PR1NT 
CHR* C44-S); "( 
";STR* R; 

CHR* C44-T>;:G 
=0: :F POINT 10 
4>0UA1T :PRINT 
:UAJT 0 

41:S=T:NEXT K: 1F 
G-JPRINT "SEtiP 
RE "ICHR* (44- 
S)| 

43:UAIT :PRINT " 
f"|0*:GQTQ 21 

45: "2"G0SUB 71 : 
PAUSE "LiniTE 
A ?": PRINT "-I 
NF *INF 
X0- X0*" 

47:G0SUS 73: IF K= 
190R K=20GOTO 
47 

49: E=(-l J-'Kl S-10-' 
S6N (19-Kj: IF 
K<I9LET Z*= 
CHR* f.44-E)*"l 
NF":?=0;GOTO 5 


5 

5]:CLS : INPUT "X0 

*";z 

53: R=Z: GOSUB 7:Z* 
="("+STR* R+") 
"+CHR* (44-E) 

55:CLS :PR1NT "LI 
m X";JGPR1NT " 
080808082A1C08 
00";:PR]NT Z*l 
■' = ”;:U1AJT 

S7:E=EtS:x-Z*E:n= 
Y: GOSUB 3: IF G 
LET G=0: GOTO 5 
7 

59: IF ABS CY-AKJ 
OR ABS Y<1E-2S 
LET R=Y: GOSUB 
7:PRJNT STRI R 
:6QT0 45 

61 : IF ABS Y>1E5 
PRINT CHR4 (44 
-SGN Y)*"INF": 
GOTO 45 

63: GOTO 57 

65: "X”CLS : PAUSE 
"INTEGRALI": 
INPUT "N. SUDO 
IUIS10NI = ";N, " 
"B=";B 

67:CLS :C=(B-AJ/N 
:S=0:X=A:GOSUB 
3:R=Y:F0R K=1 
TO n:X=A*KYC: 
GOSUB 3:S=S+(R 
*YV2YC:R=Y: 
NEXT K 

69:UAIT :PRJNT "I 
NTEGRALE=":S: 
END 

71 :UAJT 0: G=J :H=l 
E-7: J=1E-3:CLS 
: RETURN 

73:K=ASC INKEYS : 
IF K(170R K>24 
GOTO 73 

75: IF K024RETURN 

77: END 


Figura S ■ Listato dei programma Morh-Package. 


vo. se c’é; se non c econtroila se non é siate 
stampato nessun valorcdi cambiamento di 
segno (G = l). caso in cui la f é sempre 
positiva o negativa. 

4.T Ricorda lo studio del segno di I'. fi. 
□: .se si vuole proseguire torna alla linea 
21. 


45 “Z"; stampa il nic.ssaggio di defini- 
zione dei (asti adiacenti al display. 

47 Attende che venga premuto un tasto: 
FI = limite a - INF; F2=:a-l- INF; F5 = a 


49 In E si ha il segno di S; inSsihaO. ! se 
è un limile a XO e IO se è un limite a INF. 

51 Se è un limite a XO richiede il valore 
di XO. 

5.T Stampa la scrittura convenzionale 
del limite. 

57 Se é un limile a XO. X viene incre- 
mentalo 0 decrementalo di un valore sem- 
pre più piccolo (avvicinamento a XO ri- 
spettivamente da destra o da sinistra); se è 
un limite a -INF oa -FiNK. X viene molti- 
plicato rispetti vamenlc per -10 o per IO; se 
-si è all'inizio viene posto in M il valore 
precedente della l'unzione per poter effet- 
luare i confronti successivi. 

59 Se il valore precedente della l'unzione 
non si discosta molto dal precedente, il 
limite tende a tale valore; o se il valore della 
funzione è molto piccolo allora il limite é 
zero; stampa il risultato. 

61 Se il valorcdi fé molto grande stam- 
pa + 0 -INF a seconda del caso. 

63 Ripete i test con i nuovi valori calco- 
lati in linea 57 se il limile non é staio trova- 
lo: se il limite c stalo trovato c si volesse 
continuare con altri limiti basta premere 
ENTER. 

65 "X"; richiesta di N. A. B. 

67 C = altezza del trapezio inlìnitesi- 
mo; fa la somma delle aree di ogni Irape- 

69 Stampa il risultalo dell'integrale. 

7 1 Subrouline che pone WAIT 0; C'LS 
:H = IE-7;J = IE-.T;G = I: 

73-77 Se il tasto premuto non è fra FI c 
F6 o non è CL attende che venga premuto 
un tasto; se è CL si lia la line del program- 
ma. MC 


MCmicfocompuler n. 34 - ottobre 1984 


155 


stampante Compuprinti 
la trasformista. 



C’è una nuova linea di stampanti 
Compuprint che si rivolge agli 
utenti più esigenti grazie ad una 
estrema duttilità di impiego; 
veramente degna di una 
trasformista. 1 nuovi modelli della 
serie 1 (Lll I, L12 CQ 1, L32 CQ 1. 
34 CQ) sono dotati di una nuova 
testina a nove aghi che permette 
nuovi standard di definizione. 

Le prestazioni grafiche di cui sono 
capaci sono realmente elevate. 
Offrono infatti una ricca scelta di 
caratteri, per avere sempre quello 
desiderato nelle dimensioni che 
occorrono. 1 modelli CQ 
permettono anche una stampa di 
qualità, ottenuta con una doppia 
passata della testina, per una 
migliore veste grafica. Le nuove 
Compuprint sono .silenziose e 
garantiscono una grande velocità, 
ottenuta senza esasperate 
sollecitazioni meccaniche, in modo 
da assicurare continuità di lavoro, 
durata e affidabilità. I nuovi 
modelli permettono anche di 
stampare sia su foglio singolo che 
su modulo continuo senza 
limitazioni di carico di lavoro. 
L’estrema linearità di progetto 
permette alti livelli sia di 
prestazioni sia di affidabilità della 
parte meccanica. 

Questi nuovi modelli 
rappresentano l’avanguardia della 
nuova generazione di stampanti a 
matrice Hone>'well Information 
Systems Italia, rinnovate e 
migliorate ulteriormente risptetto 
alle precedenti. Queste stampanti si 
sono rapidamente affermate in 
tutto il mondo. Un enorme 
sviluppo di questi mercati è stato 
registrato proprio negli ultimi anni 
grazie alla sempre più vasta 


richiesta di stampanti di 
dimensioni e costo ridotto, capaci 
di adattarsi a tutti i sistemi; mini e 
microelaboratori, terminali c 
personal computers. Capaci cioè 
di rispondere ai nuovi standard e 
al software per essi prodotto. 
Compuprint è venduta 
sul mercato OEM dalla Honewell 
Information Systems Italia: 

Torino -Tel. 011/5719217 
Milano -Tel. 02/69775208 
69775204 

Padova- Tel . 049/664400 
Roma - 

Tel. 06/6517245 
Napoli -Tel.081/312193 


ed è distribuita da: Data Ba.se 
Viale Legioni Romane 5 
20147 Milano - Tei. 02/4047946 
Tl.\. 315206 DAT BAS 
SDP Informatica 
Parco Primavera E/ 1 
81022 Casagiovc (Caserta) 

Tel. 0823/468945 




cura di Pierluigi Panunzi 



SO^ 

Tutte le cifre del fattoriale 

di Gahrieìe Saiiluiiclié 
Forte dei Marmi f LL' i 
Presentiamo un programma non proprio 
utilissimo, ma. come dice iautore. spettato- 
lare: si pu.s.umo calcolare tutte le cifre di n! 

il programma 

L'ulilizzazione é mollo semplice; si im- 
posta il valore n e successivamente si pre- 
me il tasto A. Dopo alcuni secondi vedre- 
mo apparire due volte il valore di n impo- 
stato e successivamente una fase di elabo- 
razione di durata legala al valore di n, al 
termine della quale verrà visualizzato un 
numero: tale valore indicherà approssima- 
tivamente la durata dell'elaborazione suc- 
cessiva. relativa al calcolo vero e proprio 
del rultoriale. 

Viceversa premendo xot otterremo 
un valore intero "m", che dovrà risultare 
minore di opportuni valori, per avere alla 
fine un risultalo attendibile: si dovrà avere 
m <20perlaTI-58 
m <50 per la TI-59 con partizione stan- 
dard 

m <80 per laTI-59con partizione 9 Op 
17 

Ma per comprendere meglio quanto det- 
to tacciamo subito un esempio, riguardan- 
te il calcolo di 25!. cioè con n =25, 

Si imposta il valore 25 e si preme A: al 
termine dcircluborazione sul display ap- 
parirà il valore 3.4 (indicante una durata 
approssimata di elaborazione di 3 minuti e 
40 secondi). Premendo xot otteniamo 
un valore di 4. indicante perciò che il risul- 
tato sarà esalto. 

Giunti a que.sio punto non rimane altro 
che premere il tasto C. 

Dopo circa 3 minuti e 4» secondi vedre- 
mo apparire il numero I551I2I0. le cui 
cifre sono le prime 8 dì 25! 

Premendo R S si visualizzano altre cifre 
c cioè 43330985 che vanno però considera- 
le come 9 cifre significative e cioè 
0433.^098.5; premendo ancora R S si ottie- 
ne 984000000e successivamente il valore di 
"pi greco" lampeggiante che indica la fine 
della visualizzazione. 

Abbiamo perciò ottenuto il valore desi- 

25! = 1 55 1 1 2 1 004.3330985984000000 


A questo punto possiamo calcolare il 
valore "famigerato" di 691: dopo circa 32 
minutisi otterrà un risultato che noi ripor- 
tiamo in figura 1 . 

E da notare che l'ultima serie di cifre è 
formata solamente da zeri, mentre sul vi- 
sualizzatore si avrà un unico "0". 

Per inciso, per visualizzare di nuovo dal- 
l'inizio il risultalo, basta premere B e poi 
varie volte R, S. fino al valore di "pi greco" 
lampeggiante. 


Considerazioni 

sul calcolo del falloriale 

Nella biblioteca di base il programma n. 
16 calcola il fattoriale: il metodo usato de- 
riva direttamente dalla definizione c cioè 
ad esempio 6! = 6x5x4x3x2xl = 
720. 

Ora quando n>l9 si ha un risultato 
erralo in quanto le cifre non nulle di 19! 
sono più dì 13. 

In definitiva con il Pgm 16 si ottiene: 

1 9! = 1 2 1 .645. 100.408.700.000 
mentre in realtà (grazie al nostro progrum- 

1 9! = 1 2 1 .645. 100.408.832.000 
e cioè con il programma di biblioteca si 
perdono due cifre significative mentre (ben 
più grave!) una terza è addirittura errata. 

Que.sto succede perchè il numero massi- 


mo di cifre che possono essere contenute in 
un registro delle TI è 1 3 eció comporta che. 
ad esempio, un numero di 1 1 cifre, molti- 
plicalo per uno di 3. dà un risultato di 13 e 
non di 14 cifre, perdendosi cosi l'uitima 
cifra. 

Per ovviare a questo inconveniente, im- 
maginiamo di avere un numero N formalo 
da più di 13 cifre (ad cs. 45678901 
23456789) c di volerlo moltiplicare per un 
numero n di 3 cifre (ad cs. 987). Con un po' 
di pazienza si può eseguire l'operazione a 
mano e si ottiene: 

Nxn = 4.508.507.551.851.850.743 
Invece possiamo scomporre N in bloc- 
chi di al massimo 9 cifre e cioè: 

N = NMO'^ -I- N2 = (4567890) •IO'» + 
123456789 con 

NI = 4567890 ed N2 = 1234567890, 
Fatto ciò. possiamo moltiplicare N I cd 
N2 per n i cui risultali saranno calcolabili 
esattamente dalla calcolatrice in quanto 
entrambi di meno di 13 cifre. 

Infatti abbiamo che 
n X N 1 = 45085074.3(1 
nxN2 = 121851850743 
A questo punto possiamo dividere tali 
due prodotti in blocchi di 9 cifre, ottenen- 
do: 

nxNI = AM0'’ + A2 = 4-10'' -r 
508507430 

nxN2 = BI-10'‘-fB2 = 

I2M0^ -1-851850743 
e dato che 

nxN = (nxNl)l()''-H(nxN2) 
si ha in definitiva, effettuando delle banali 
so.stiiuzionì. 

nxN = AM0'»-(-(A2-i-BI)10''-i-B2 
Ora scrivendo una di seguilo all'altra le 
quantità Al. ( A2-^ B I ) e B2 si ottiene il 
risultato riportato in precedenza. 

Da notare che tulle le operazioni fin qui 
eseguite sono tutte fattibili da parte delle 
TI senza errori di arrotondamento, mentre 
l'operazione di giustapposizione la dovre- 
mo effettuare noi nel iru.scrivere il risultato 
via via presentato dal display. 


69! = 171 .•122.452.4?9. 141 .311 .372. 468 .33S. 81 1 .272.839.092.2/0. 
S44. 893. 520. 369. 393. 648. 040. 923. 275. 279. 754. 140. 647. 424. 
OOCI.OOO.ODO.OOO.DOO.OOO. 



MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984 


157 


SOA 


Ancora alcuni dedagli 
Con la TI-5S é possibile calcolare fatto- 
riali fino a HI!!, con un tempo di elabora- 
zione di circa 1 ora e 10 minuti. 

Con laTi-59 (con partizione standard) è 
possibile calcolare Uno a 224!. con un tem- 
po di elaborazione di 6 ore e 40 minuti. 

Infine con la partizione massima con- 
sentila (9 Op 1 7) e tre piccole modifiche al 
programma: 

- STO 89 ai passi 124.125 

- 9 al passo 132 

- 9 al passo 166. 

si può arrivare a calcolare fino a 3.34! con 


un tempo di elaborazione di ben 16 ore e 

Da notare che 101! possiede 160 cifre. 
224! ne ha 43 1 , mentre infine 334! ha addi- 
rittura 700 cifre. 

Per aumentare la velocità di esecuzione 
si potrebbero dividere i numeri in gruppi di 
IO anziché 9 cifre, sostituendo al 9 dei passi 
104 e 128 altrettanti 10. ovviamente otte- 
nendosi un allungamento del programma 
di due passi. 

L'autore consiglia però di lavora re con 9 
cifre, perché in questo caso si possono met- 
tere facilmente i puntini delle migliaia co- 
minciando dal fondo, cosa che non si può 
fare lavorando con numeri di 10 cifre. 

Chi fosse interessalo, può trovare in fi- 
gura 2 il valore corrispondente a 224! MC 



Dove trovare 
le stampanti 


Distributore Centro-Sud 

nOUA OATATEC srl - Vrs Sellernbnri 28 - 
06/3510.23 

Agenti 

• FIRENZE MARCO BARONI • Via Maliaran! 
tei 055/360 471 

•GENOVA SAUPIERDARENA ARGEsnc-' 
N RoncoZcanc -tal 010/41,38.04 
•TENCAROlASELVAZZANOlPD) SITAL s 


081/63.23.36 

Punti di vendita autorizzati: 


•BOLOGNA INFORMATICA ari - Vie Mi 
rellallE-Iel 051/24.03.69 

• BOLZANO: OATAPLAN - Via Cassa di Rii 
mioS-lal. 0471/47 721 

•BRESCIA PERSONAL DATA - Via Broz2 
-lei 030/22.29.98 

• CARMAGNOLA (TOi ESSETIERREsncc 
UICELI-ViaVakibre186-lel 011/977 lE 


•CIVITANOVA MARCHE ELETTROCASA - V : 
•FERRARA C. » P. srl - Via Corte VecchiaB? 


le San Gallo T6/r • 


11.0632/48.6/ 

• FIRENZE- SUMUS srl - V. 

lei OSS/29 53.61 
■GENOVA. RAPPR-EL • Vi 


• MERANO COMPUTER MARKET-! 


•MONZA MICROSHOP - V 


• PARMA 0ITSHOW-B( 
0521/25014 

• PERUGIA MICROCOGIT si 


Il 0965/25103 
•REGGIO EMIUA COMPUTER CENTER srl - 
Via Dante Aligtiieri 4 - lai. 0522/31.965 

• ROMA ALTEC srl - Via Monte D'Onorio 35 - 
lei 06/79.41 755 a BIT COMPUTERS - Via 
Flavio Domiziano 10 - tei 06/51 26.700 • 
SI 38 023 - 51.27 381 e BIT COMPUTERS - 

06/63.86,096 ■ 63 86146 • COMPUTER 
MARKET srl - Pza S Dona Oi Piave 14 - lei 
06/79,45 43 a DATA OFFICE spa - Via Sicilia 

na30-1el 06/42.84 13 a MEMORV COMPU- 
TER srt - Via Auraliara 39/43 - lei 
06/47.58.366 • PERSONAL COMPUTER - 
■ SAVONA CANORA INFORMATICA - Via Toii- 
no59-tel 019/36.204 

• TORINO INPUT COMPUTER STUDIO S8S - 
C so Einaudi S - lei 011/59 SS 94 a SOFTEC 
COMPUTER srl - Via Juvarra 24 - tei 

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•VERONA ARMUFFICIO sne - Via Guglielmo 



MCmicfOComputer n 34 - ottobre 1984 



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M Basic 

Per alcune piiniaie c/uesla rubrica sarà 
tleJicaia aii'MBasic. il Basic delta Micro- 
soli che può ormai essere considerala prati- 
camenie uno standard i almeno in ambiente 
CP Mi. visto la ipianiiià e varietà delle 
macchine che ne fanno uso. 

Poco imporla se ogni .singola casa ha ap- 
portalo alcune modi/ìche o aggiunie di isiru- 
zioni: il nucleo principale, l'idea di ha.se è 
sempre la stessa. 

Cercheremo, anche con l'aiuio dei lellori. 
di .svelare via via i segreti — e perchè no — i 
trucchi del mestiere riguardanti t/uesio lin- 
guaggio veramente alla portala di tulli, 
e.sperii programmatori a neojìli. 

Il compilo è alquanto arduo: la versione 
5.J/ dell'MBa.sic è lunga qualcosa come 
-VA'... 

Proprio per cominciare proponiamo subi- 
to una modifica assoluiamente originale alla 
ver.sione 5.21. non una scopiuzzaiara da ri- 
viste americane a inglesi, ma frutto di note- 
vole impegno nello. studio del sistema opera- 
tivo CP M e dell' M Basic stesso. 


Basic & Assembler: la soluzione 

Prima di vedere di cosa si tratta, tornia- 
mo per un istante al problema che ha poi 
originato la soluzione proposta: leggendo i 
numeri 19. 20 e 21 di MCmicrocompuler 
nella rubrica "I trucchi del CP M". i lettori 
SI saranno convinti che il poter lavorare 
contemporaneamente in Basic e in lin- 
guaggio macchina comporta enormi pro- 
blemi. lutto perché ci si ''osiina'" a voler 
creare un certo spazio di memoria destina- 
lo alle routine in L.M.. posto "in fondo 
alla memoria", creando una barriera op- 
portuna allo scopo di impedire intrusioni 
da parte del Basic- 

La soluzione che proponiamo consiste 
invece nel riservarsi uno spazio opportuno 
proprio alla fine dell'inierpreie MBusic. 
"prima" delle zone di buffer e della zona 
riservala airulenle. 


Ma procediamo con ordine. daH’inizio: 
alla chiamala deirinlerprete. il CCP prov- 
vede a caricare il programma chiamato 
(MBASIC.COM per l'appunto) allocan- 
dolo come al solito a partire dalla locazio- 
ne esadecimale OlOOH. Terminato il cari- 
camento il CCP passa il controllo all'MBa- 
sic con un salto alla locazione iniziale. 

Tra parentesi si può ancora una volta 
notare che anche l'M Basic viene trattato 
come un qualsiasi programma in linguag- 
gio macchina... 

Andiamo ora perciò a vedere cosa succe- 
de a partire da tale locazione: a tale scopo 
consigliamo i lettori di tenere soli' occhio il 
listato. 

Tralasciando (per il momento... ) alcune 
parli di non immediata interpretazione, 
troviamo invece alcuni frammenti di pro- 
gramma notevolissimi e sui quali ci soffer- 
meremo in dettaglio. 

Innanzitutto alla locazione flIOOH c'é 
una .1P5D7IH e questo giù spiega il perchè 
dell'indirizzo di partenza del disassembla- 
to: ricordiamo che stiamo trallando la re- 
lease 5.21 e che quindi ci potranno es.scre 
lievi differenze con le altre versioni. 

Tra gli indirizzi SDB8H (d'ora in poi 
sottenderemo con la lettera H che si tratta 
di valori esadecimali)e?DB.\H si ha l'inse- 
rimento in opportune celle di alcuni indi- 
rizzi ricavabili dal BIOS del computer su 
cui stiamo lavorando, indirizzi che verran- 
no usati per le routine di gestione della 
consolle (stalo e 1.0) c della stampante 
(stato). 

Proseguendo nell’analisi troviamo: 

--a 5DEEH viene posta a 256 byte 
(0080H) la lunghezza del record costituen- 
te un file generico. 

— a SEOOH si ottiene l'indirizzo della 
massima locazione di RAM a disposizione 
del BASIC. 

— a 5E06H si pone a 2 il valore del nume- 
ro massimo di lile apri bili contemporanea- 
mente da programma. 

Primadiprosoguireci fermiamo per una 
doverosa pausa di riflessione. I lettori 


esperti avranno già riconosciuto l'impor- 
tanza di questi tre parametri citati: in parti- 
colare questi tre parametri possono venire 
alterati a piacimento all’atto della chiama- 
la dell'MBasic. 

In particolare la lunghezza del record 
può essere variala inviando, anziché il solo 
"MBasic". la stringa MBASIC/S:nnnn do- 
ve nnnn rappresenta la nuova lunghezza 
desiderala. 

Analogamente sì ha se vogliamo abbas- 
sare l'indirizzo della massima locazione di 
memoria disponibile oppure se vogliamo 
avere la possibilità di aprire più di tre file in 
un programma scritto in Basic: rispettiva- 
mente si dovrà impostare /M:xxxxx c 
/F:yy. Da notare cheivalorinmw..v.v.v.v.ve 
>'v possono essere indiffcrememcnie deci- 
mali 0 esadecìmalì (se preceduti da &II). 

Ad esempio si potrà scrivere: 
A>MBASIC /M-.&H8000 /F:S /S:I(M> 
per avere una zona di memoria limitata a 
80(M)H c cinque file aventi record di 100 
caratteri. 

Ecco che tra gli indirizzi 5E1CH e 
5EB7H abbiamo appunto una routine che 
legge la stringa di comando per vedere se ti 

sono eventuali e in caso affermaliNo 

effettuare le modifiche ai valori di dcfaull 
in base ai valori impostali. 


Dal prossimo numero ci sarà anche il 

SOFTWARE MBASIC 

Inviateci i vostri programmi 
(e routine): come consueto, 
quelli pubblicati saranno ricompensali. 
Se inviate il dischetto, 
non dimenticate di indicare 
su quale macchina può essere letto: 
in ogni caso, allegale sempre 
le spiegazioni e quando possibile il listato. 
Al prossimo mese! 


160 


MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984 


5D71 212140 LO 

5074 F9 LO 

5075 AF XOR 

5076 32EC0B LO 

3079 229607 LO 

SD7C F9 LO 

50/0 212208 LO 

5080 343A LO 

5082 C08B43 CALL 

5085 326S0A LO 

3088 22810A LO 

5088 2A0100 LO 

S08E 010300 LO 

5091 09 ADD 

5092 OD NOP 

SD93 00 NOP 

SD94 00 NOP 

5095 00 NOP 

SD74 226E42 LO 

5099 224942 LO 

SD9C 22A212 LO 

5D9F 09 ADD 

5DAD OD NOP 

50A1 OQ NOP 

SDA2 00 NOF> 

50A3 00 NOP 

SDA4 DO NOP 

SDAS DO NOP 

5DA6 22E041 LO 

50A9 09 ADO 

50AA 00 NOP 

5DAB 00 NOP 

SDAC 00 NOP 

5DAD 00 NOP 

SOA£ 00 NOP 

50AF 00 NOP 

5080 22AC41 LO 

5083 09 ADD 

5084 00 NOP 

5085 00 NOP 

5086 OD NOP 

5087 00 NOP 

5088 08 NOP 

5089 OD NOP 

50BA 222C4I LD 

5DB0 OEOC LD 

SD8F CD050D CALL 

5DC2 32ir08 LO 

SDC5 B7 OH 

5DC6 211415 LD 

5DC9 r.ACrSD JP 

SDCC 212122 LD 

5DCF 222000 LD 

5002 21FEFF LO 

5005 229807 LO 

5008 AF XOK 

5009 329307 LD 

SODE 32640A LD 

5D0F 32F30B LD 

S0E2 32E008 LD 

5DE5 3CeAQ7 LD 

5DE8 2ID00U LD 

5DED 228C07 LD 

5DEE 21800D LD 

5DF1 22EA0U LD 

5DF4 21/AOA LD 

5DF7 227B0A LD 

5DFA 21E-40A LD 

5DFD 224C0B LD 

5E0U 260400 LD 

5rn3 22760A LD 

SEDO 3E03 LD 

5E0B 32C4D7 LD 

5f0a 21B65E LO 

SrOC 229FDA LD 

5E11 3AB/5F LO 

5EI4 B7 OR 


HL.6Q21H 

SP,HL 

<OSECH> .A 
<0796H) .IlL 
SP.HL 
HL,0822H 
(HL) ,3AH 
438BH 
(0A6SH) .A 
(DA81H) ,HL 
HL. <OOQ1H> 
BC.ODOSH 
HL.ec 


<426EH>,HL 
<424911) ,I(L 
<12A2M) .KL 
HL.BC 


<4IE0H),HL 

IIL.QC 


SE28 77 
SE2C 23 
SE2D 23 
5E2E 05 
5E2F C2295E 
5E32 2B 
SE33 3600 
5E35 229F0A 

SE38 217F00 
SE3B CD0513 
5E3E B7 
5E3P CABB5C 
5E42 FE2F 
5E44 CASOSE 
5E47 28 

5E48 3622 

5E4A D29F0A 
5E4D 23 
SE4E FE2F 
5E50 CASOSE 
5E53 C00S13 

5E56 87 

5E57 C24ESC 
SE5A C3B85r. 
5L50 3600 

5E5F C0D513 

SE44 CAA4SE 
5E67 TL4D 
5UV F5 
5F6A CA725L 


(4IACH) 

HL.ec 


.IIL 


5E6F L2C9DC 
SE72 C0D5I3 
5E75 C0C743 

5E7B 3A 
SE79 CD551C 
5E7C FI 


(412CHÌ ,HL 

C.OCH 

0QD5H 


Z.SDCFH 
HL.2221H 
<082010 .IIL 
HL.FFFEII 
(079810 ,HL 

(0793H) .A 



(OBPSIO .A 
tUBEOH) .A 
(07SAIO .A 
HL.DOOOII 
(07BCIO.HI 

<DBEAH> .HL 
HL.DA7AII 
<DA7BH) .HL 
ML.OAl 411 
(0B4CH) .ML 
HL. (000611) 
(UA76HJ .III 


3ED9 aA/òOA 
5LUC t'O 
SrSD 227404 


SEC? 3AL407 
5EC3 216f50 
5i:cB 2 :;a207 


5f 15 C2B85f. JP 

5E18 3C INC 

5E19 32B75E 10 

5E1C 2'IDOOO LD 

sr.ir 7E LD 

SC20 B7 OR 

5L21 229FCIA LD 

5E?4 CAB85F JP 



NZ.SEB8H 

(SEIiriO.A 

HL.OOllOII 


<0A9ni).HI 

Z.5EB0II 


51-DL 


3CC4C17 

OC 

01AVOO 


I 5 


HZ.0CC9H 

43C7H 


orn; 

CALL 


SECO 0ID200 
5CE0 09 
5EE4 44 
5EE5 40 
SEC6 El 
5EE7 30 
5EC8 CL-055L 
SrCD 23 

StU 228106 


sr I5 
3ri6 
5F17 


5r05 ù ■ 

sr 36 ; 

5F J7 on 
■•.r 30 f L, 


SI 4C 22V0III 


MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984 


161 


A pariire dail'ullima locazione citala c 
(Ino a circa 5F38H ce la pane riguardante 
il problema che ci eravamo posto aH'inizio. 
In particolare, a partire da una certa loca- 
zione (5D6FH che appare neirisiruzione 
aU'indirizzo 5EC5H). vengono riservale 
tante arce di memoria quanti sono i file 
■■gestibili" più 1: l'indirizzo Imalc ottenuto 
nella coppia di registri HL c posto (istru- 
zione a 5EECH e successiva) nelle locazio- 
ni 079AH c OABIH. Conti alla mano, con i 
valori di dcfaull (tre file con record di 256 
byte) troviamo come "Start of Basic" il 
valore 61 AEH effettivamente riscontrabile 
creando un semplice programmino e an- 
dando a vedere con lo ZSID dove “sta" in 
memoria. 

Siamo dunque arrivali al punto: voglia- 
mo liberare IK per alcune routine in lin- 
guaggio macchina? SEMPLICE! Basta va- 
riare il valore della locazione iniziale 
(5D6FII). aumentandolo di OlOOH ed il 
gioco é fatto-. 

Almeno cosi sembra. .. 

In realtà bisogna farei conti con un fatto 
a prima vista spiacevole: la locazione di cui 
sopra viene prima della zona che stiamo 
esaminando. 

In parole povere succede questo: non 
appena caricliiamo un programma da di- 
schetto o. peggio, abbiamo a che fare con 
dei file, la zona di memoria a partire da 
quella locazione fatidica viene compieta- 
mente modificala! Addio perciò alfinizia- 
lìz/a/ione e al bel messaggio di copyright 
che appare all’inizio; infatti al contrario di 
quanto riportalo nel n. 1.1 di MCmicro- 
computer (sempre nella rubrica "I trucchi 
del CP, M"). la versione 5.21 non consente 
il "recovery automatico" tanto è vero che 


uscendo dal Basic con una System o peggio 
a causa di infelici spostamenti di dischetti. 
NON si può usare rarlificio del program- 
ma RECOVERY. COM o X.COM che dir 
si voglia, pena un imperterrito inchioda- 
mento del .sistema. Ettecredo (come si dice 
nella capitale)! Con la X o la RECOVERY 
facciamo saltare all'Istruzione OlOtlH e fin 
qui va bene: ma dopo non troviamo più il 
programma di partenza, bensi residui di 
file, byte inutilizzati ed in genere "garba- 
ge"... 

Tra l'altro in quella zona c'era pure lo 
stack (vedi la primissima istruzione)... 

Allora, armati di pazienza c di quel cac- 
ciavite chiamato ZSID andiamo a "sma- 
nettare" il nostro bravo programma da 
24K... 

L'idea in parole povere è questa: innan- 
zitutto spostare una volta per tutte la loca- 
zione fatidica in un punto più sicuro (in tal 
modo riconquistiamo la possibilità note- 
volissima del "recovery") e meglio ancora 
decidiamo di poter variare a piacere tale 
valore per lasciar posto alle nostre routine 
in linguaggio macchina. 

Inoltre possiamo addirittura usare quel- 
le orribili ma provvidenziali istruzioni 
NOP all'inizio del programma per far si 
che al recovery si abbia .solo l'OK c non il 
messaggio di copyright, fatto che ci con- 
sente in questo caso di salvare il nostro 
programma eventualmente presente in me- 

Dicevamo che vogliamo poter vuriiirv il 
valore fatidico di cui sopra: ecco che è nata 
cosi una nuova opzione per la stringa di 
comando che. in onore ulfidcalore. è stala 
chiamata /Piaaaa. 

In parole povere umiaéW numero di byte 


che desideriamo usare per le no.stre routi- 

Vediamo dunque quali sono le modifi- 
che da apportare airinlerpretc. modifiche 
che è molto semplice elTeltuare con lo 
ZSID o il DDT: di seguito indicheremo in 
tre colonne l'indirizzo, il valore precedente 
ed il valore da immettere, tutti e tre espressi 
in esadecimale. Ovviamente, dopo la chia- 
mata ZSID MBAS1C.COM. introdurre- 
mo i valori desiderati con l’opzione S. se- 
guita dall'indirizzo. 

Ricapitolando abbiamo: 

a) spo.stato lo stack pointer in una zona 
"sicura". 

b) e I corretto il salto dcH’istruzione 
imiOh in ,IP (ll)87Hecioéalla routine che 
stampa 'OK'. 

d) aggancialo la nostra routine al pro- 
gramma esistente. 

e) modificalo il valore della locazione "fa- 
tidica". 

D inserito la nostra routine in I...M. 

In particolare il valore immesso al punto 
e) è un valore abbastanza "comodo" in 
quanto già consente di avere u priori dello 
spazio tra 5FF7H e 60FFH a disposizione 
per altre routine. 

Se tale spazio non interessa si può inseri- 
re al punto e) addirittura il valore 5FF7H 
in modo tale da non sprecare il minimo 

Va da sé che nel messaggio di copyright 
e successivamente tramite l'Lsiruzione 
FRE(O). compariranno valori di "bytes 
l’ree" diversi da quelli che siamo soliti vede- 
re abitualmente. 

Concludiamo perciò questa prima pun- 
tala dedicata all'M Basic, invitando i lettori 
ad inviare i propri contributi. MK 


5D72 21 B2 

5D73 60 63 

5DAD 00 3E 

!jDA1 od 87 

5DA2 00 32 

SDA3 00 D1 

5DAA 00 01 

5DAA OD 3E 


LD A,B7H 

LD (0101H),A 


3FDF .. OC 
5FED .. CD 
SFE1 . . 05 
5FE2 .. 13 
5FE3 .. CD 
5FE4 . . C7 
5FE5 . . A3 
5FEÓ . . 3A 
5FE7 .. CD 
5FE8 .. 55 


JP NZ.0CC9H 

CALE 1305H 

CALE A3C7H 
DEFB ’s' 


5DAB OD OD 
5DAC 00 32 
5DAD 00 02 
5DAE 00 01 

5E70 09 DB 
5E71 OC 5F 

SECÒ AF 00 
5EC7 5D Al 

5F0B . . FÉ 
5FDC .. 50 
5FDD . . C2 
5FDE . . C9 


LD A,0DM 

LD <01 0211), A 


5FE9 .. 1C 
5FEA .. E5 
5FEB . „ 2A 
5FEC .. C6 
5FED .. 5E 
5FEE .. 19 
5FEF . . 22 
5FFD . . Có 
5FF1 . . 5E 
5FF2 . . E1 
5FF3 . . FI 
5FFA . . C3 
5FF5 . . 9é 
5FF6 .. 5E 


CALE 1C55H 
PUSH HL 


LD HL, (5EC6H) 
ADD HL,DE 


LD (5ECAH),HL 
POP ML 
POP AF 


JP 5E96H 


162 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


^ VINCE 

INDURATA 



DURARE AL MASSIMO! Resistenza e analisi 
meticolosa delle risorse necessarie sono in- 
dispensabili. La durata è una caratteristica 
vincente dei nuovi supporti magnetici FUJI 
“heavy duty", capaci di superare ampiamen- 
te i 10 milioni di cicli senza scadimenti in pre- 
cisione e qualità! E ciò si deve a due ragioni: 

1. Lo sviluppo esclusivo di una struttura tri- 
dimensionale per consentire la distribu- 
zione uniforme dei dipoli magnetici sul 
supporto, che assicura la precisione nel 
tempo. 

2. Il dimensionamento dei supporti per velo- 
cità del 25% più elevate rispetto ai norma- 
li “drive”; la resistenza è perciò assai su- 
periore rispetto ai comuni “floppy". 

Due ragioni per preferire FUJI in durata! ■ 


FLOPPY DISK FUJI 


I C.B.S. CONTROL BYTE SYSTEM 
Via Comelico, n. 3 - 20135 Milano 
Telefoni; 580051-5464060-5451108 


CENTRO COMUNICA2IONE 


DEDICHIAMO 
IL NUOVO 

POCKET COMPUTER 
CASIO FX-750P 
A SILVIO BERLUSCONI 



...che ormai di un pocket personal capace fino a 8 KB di memoria come il CASIO 
FX-750P, non può proprio fare a meno. Saremmo anzi felici di poter regalar- 
gliene uno e Io inviliamo fin d'ora ad una visita ai nostri uffici di Milano 
per potergli illustrare di persona tutti i pregi deU‘FX-750P. Usando 
il polente e universale linguaggio BASIC con le 68 funzioni 
scientifiche e statistiche (e le dieci costanti fisiche) in- 
corporate, può per esempio calcolare e ricalcolare 
le audiences strepitose dei suoi neiworks per 
avere sempre soli' occhio in tempo reale 
i termini del suo clamoroso 'sor- 
passo', e della sua clamorosa 
escalation di tarìITe eco- 
sii contatto 
L'FX-7S0P è adat- 
to sia a problemi 
scientifici che alia 
gestione finanzia- 
ria, grazie anche al 
suo sistema di 
ria a RAM Cards 
libili da 2 KB (RC-2) o 
da 4 KB (RC-41SU cui ven- 
gono impressi sia i dati eh 
1 programmi. E può essere do- 
tato di una stampante con in- 
terfaccia per poter registrare su \ 
cassetta i programmi ed i dati, 
formando cosi un comodo archivio. 

Come Berlusconi, anche l’FX-750P 
non ha proprio rivali, nel suo campo. 


Gioielli della microinfoimatica. 


^QOIPN 


Sua 

Male Certosa, 138 Milano - Tel. 02/308S64S (5 linee rie. aut.) 



I prezzi riportati nella Guidacomputer sono comunicati dai distributori dei vari prodotti e si riieriscono alla vendita di singoli pezzi 
all'utente tinaie. Sui prezzi indicali possono esserci variazioni dipendenti dal singolo distributore. Per acquisti OEM e comunque 
vendite multiple sono generalmente previsti sconti di quantità. I dati sono aggiornali a circa 20-30 giorni prima della data di uscita 
in edicola della rivista. MCmicrocomputer non si assume responsabilità per eventuali errori o variazioni. 

Tutti i prezzi sorto IVA esclusa 


COMPUTER - PERIFERICHE - ACCESSORI 


A.C.T. 

Henhii llihi S.pA. 

UiìM furi - Plinti 13 - Slrtil H 1 
2Q0S3 Panilo Itili 

Apiicsi 1 CPU 9036191)89 18997) - 256K RAM . 2 Disk Dma it 3I5K Cai. 
Moniloi 9~ 32DQD0 piial 

ApnMl 2 cPBa 1 cen 2 Disk Dina da 12D K ognunD 
Apneoi 5 csoa 2 can 1 Winchaslai da 5Mb ‘ 1 Oim da 720K 
Apncol 10 cma 5 can 1 Disk Dine da 720K • 1 Wietliasiai da 10 Mb 
DpiHiiis BwoHpr ir 

5.400000 

0400000 

9.200000 

10.300.090 

290090 

ADDS 
Iimsiait SpA 

Caso Soipamo TS ■ 36145 Mimo 

VianpPinl VP A-1 Videa leininale 12' 25 iighe>S0 aialten, melnca 5>0. 

Vienpoinl VP A-2 UaiU eobi il VP A-1, can eàncasunlo indipandama dal 
calsele e ibdidisab daOi pene aiHÌbaia 
Vianpont VP 3A • Unni conpalibda con leinioala video LUR SI5BLEH ACM 3 
Vienpnint VP SO Unni base coma VP A4, con caiatlaiisUche di displa* Inali 
7>0). conligaiaiione di lailwii. «di npaialm. editing 
Vienponi VP 90 Unni basa coau VP 00. con nga di sialo pingtaa«ab<le. I5i30 
hnuioii piogiamnabih. 250 ciratlaii o smbsli dalmikdi 
Vienpoinl CDiOfl Unili base paragonabile al VP 60. con manica S'S e con 0 

1 295250 

1.295.250 
1 295.250 

1.765.500 

2.442.090 

3.036.000 

Venpnm VP 925 (EPfCS) 
Vienpoini VP 79 a colon 
Nola, ptaai par dsllaio a l. I.GSO 

2103750 

4.158.000 

4.034.250 

4710750 

ADVANCE (USA) 

CoiMm lolatmlics Mi 
Pia Saoao' S 30145 Mimo 

Advince 06 A 8086. 126K RAM 
Eipansion Bos . 2 miniHoppy da 320 K pei Advanca 96 A 
Advanca 66 0 86 A * Eipansion Oes * Moniloi * 4 Pacchelti Appiicatni 
Advatica Mod. 0 128K RAM . cohie gialica slandaid IO Mb linppy da 360K 
Haid disi da 10Mb 4 paccbeiti apphcaiisi-wniioi. 

Nola: piezii pei IS ° 1600 Ine 

1.460.590 

2.590.000 

4370000 

6900 000 

ALPHACOM (U.S.A.) 

Olili Coapem CS.C. Iliimi SpA 

Piala MiltiiHi. SS 33093 Cnùedo BsIimio iMImoI 

Stampanla ALPHACOM 32 pei coHagamanlo a Compulei Sindaii 

236000 


ALTOS (U.S.A.) 

Amiolii 

Pia rmto. 13 - 30134 Mimo 

ACS 0000/10 208K RAM 1 Hcppy 500K < 1 HARD DISK 0' incoiporalo 10Mb 

IO 530000 

ACS 0000/12 20 6K RAM 1 lloppy disk da 500K > 1 HARD DISK 0' da 20 Mb 

20.230.000 


24 050000 

ACS 500/2 

6120 000 

ACS 500/20 192Kb RAM • 1 Hoppy da 1 Mb - 1 mncbaslei di 22 Mb 

10.370000 

ACS 590/40 

12.750000 

ACS 586/20 

21 250.000 

ACS 596/40 512K RAM 1 Hoppy da 1 Mb - 1 ivincbeslei di 40 Mb 

25.500.000 

ACS 68000/12 10 bit 500Kb * 1 Hoppy da 500K con miciepiacessoie Motorola 


60000 « 1 hard disk da 20 Mb 

30260.000 

ACS 66000/14 10 bit 500Kb - 1 Hoppy da 500K > 1 baid disk da 40 Mb cen 



34850000 

ACS 0000/12 1 H O da 20 Mb . 512Kk 

26.350.000 

ACS 0000/14 1 H O da40 Mb 512Kh 

29 750,000 

ACS 086/40 1024Kb 1 NO. di 42Mb 

30.430 000 

U/K 10/560 winchesiii additipnale pei 590/10 a 580/20 da 12 Mb 

1 990.000 

MTU-2 nniti a eiststla nagnatica da 17 Mb pii baci-ip disco rigido 

6.630.000 

MTU'3 unità a cissitia magnetica da 17 Mb pei back-np disco rigido 

0630 000 

MTU'5 unità a cassetta magnatici da 17 Mb pei bick-np diiee ngidn 

0030.000 

RAM U/K espansione di nameiii centiale a 1 Mb 

4.590.000 

Snltwaie di bau; 


CP/M 

340.000 

MP;M-86 

II.OSDOOO 

OASIS 

1.445.000 

XENIX 

1.691.500 

UNIX 

1 891 500 

HMfCOS 

2550.000 

1 i ■ 1700 lee 


ANAOEX INC. (U.S.A.) 


Timspiil SpA 


Caso Seapmt. 75 30145 Mimo 


no onnns ciMipaniB 

2 463 250 

DP 95008 Sleapanie 

2.648.250 

DP 9S20B Stanpanle 

2.940.250 

DP 9B25B Slampanle 

3.093.750 

DP 9725 0 Slampanin 

3.362.500 

WP 6000 Stanpanle 

5.535.750 

DP 6500 Slanpania 

6129750 

logileb ET 5001 

950000 

legilek WP 550 

1.130.000 

Nola: piatii pn doHaio a L 1 OSO 


APPLE COUPUTEFi (U.S.A.) 


AppM Caipiim llih 


Via Borio, 5 ■ 43100 Poppn Cani 



Amila Ha . E4 X RAM 1 399350 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


165 




166 


MCmicfOComputef n. 34 - ottobre 1984 



CASIO (Giappone! 


1 Birm S.^. 


' V.lt Ctnui 138 2BI5S Uùm 


I FP-IOMUnia cannali B/N 

1. 129.no 

< FP UN VniU cannali coliiia 

1311.000 

FP-1001 Muit« vHda 

422000 

FMD04 MoBit» uhm 

1.263.0U 

' FP-1020 0skdnnda 640 KI>fla 

21B7.0N 

, FP 10282 Diik Dime da IME 

3.700 000 

• FM03O Etpannoiia RAM 16K 

405.0N 

FP-1031 Caninnoia ROM hnn a 16K 

73.0N 

FP-I06O Espanuia 4 poni HO 

B7t.DN 

FP-2DOO Sisiaoa Opanima CPlM 2.2 

1B2.000 

RX-BO SlMpana 1U cpi. 80 ul gialica 

9N.OOO 

FX-80 Slanpanli 160 cps. 80 cnl. giilica 

1 400.000 

MX-100 Slanpinli IN cpi 132 ul. gialiea 

1 680.000 

1 FP-2N - conpulai poilalila 8K RAM 

675.N0 

AD 41B0G idanalma unanla 

45.000 

' FP-2D1 - aspansiana 8K RAM 

115.000 

, FP-1035 inleriaceia RS 2320 

129.000 

FP-1083 - cava pai RS 2320 

69.000 

FP-1021 -diik dina da 70 KB 

874.000 

FP-1011 -aianpanla phnei 4 col. 

440.000 

FP-108S - uvo pai sianpanie - plotl« 

BDON 

CAT 


I Tcfcat tri — fi) Muffi ùnik 7! - 70I4S Mibiw 


Accoppiaiaia austico 

765 NO 

. Nola, piano pai doHiro a L 1.706 


CENTRONICS DATA COMPUTER CORP. (U.S.A.) 


Catrmcs Dm ùmfilit Itila S.fA 


Da AMM Btiak IO ■ 2WS3 Cohgui Mtmist m 


HN 

UNNO 

H 136 

1 550.no 

K RS232 

170.no 

351 

36N.no 

352 


353 

4.2N.000 

353 ASF (1 caiiuloie) 

S7DQ.no 

Cancalore addmonale 

650.no 

357 

5.100000 

35B 

6.000.NO 

35B ASF (1 canutoia) 

7.2N.000 

LW400 


60B5 

16.QN0QD 

MOD 1 

25.000.000 

MOD. Il 

29.000000 

MOO III 

36.0NO00 

COLUMBIA Data Pioducts Ine. (USA) 


1 milSS/u -VaM (Ima. 18 - 28IS8 M8im 


1 Eip 256 K RAM 

1 699.no 

; Scheda 2-BO CPIM 

1.130.NQ 

' lutili iwiHoi balcoloii RGB 

712.no 

1 Co piouaui anmiico B087 

940.no 

i Inlarl doppia RS-232C aimtiona/imciMa 

42BN0 

1 Tailiiia con laali Ivuione a loil niannco 

42B.no 

* COMMODORE (U S A.) 


' Catmidon llMau sri 


\ Va f* CrutH 48 78097 Cmitii Bilsm IMI) 


VIC-20 

199.no 

^ 1210 atpaitiiona 3 X RAM 

49.DN 

' Ilio eapananna 8 X RAM 

75.N0 

1111 aspansane 16 K RAM 

125 NO 

1211 M 3 K Sopii Eip 

7S.DN 

1212 PiogiaMora Aid 

47.500 


1213 Mach linguise Maniloi 

1214 SinleUnaliira «ocala 

4011 VIC-Iltl (pii coauplki Rrii) 

csHigaie Ino a 10 VICI 



IMI I >ihj)ella eai ni» S* 
H opeiilivo CPlM per 54 
:E 48B pel M 


Il io, Stói'pJi 


47.500 

175.000 

95.000 
225000 
95000 

95.000 
175.00I1 

115.000 
625000 

2.350 000 

125.000 
175 000 

120.000 

630.000 

255.000 
590000 

515.000 

645.000 

375.000 
13500 
22.600 


COMPITANT 

Cm/mii - Da Dinm (aimlt II. 9 - 9IB7I Cm/aMt ih 4h/an (TFI 

Cunpucolor IIICPIM ZBO giilici uloii 570 pai 1 92 unpaiiblliti APPLE conplalo 
laoniloi flCB nn Happy S'dalSZK 


4.500000 

Floppy aggninlnn 

Compocolor III con nacnipicciaioio 00180 giafki cnloie 128>I20 conpiatp di 

6NN0 

nnnoi RGB uni Ihippy 5' 102K 

3.8N.N0 

Roppy 8- aggiuniivo 

1 NONO 

Mod Leonaid iMaiiai 14* B calon > dnva 8' ■ aiaapanie 

6.990.NO 


5.81 B 000 

COMPUTER COMPANY 
Canpiin Covifl ti.s. 

Da Su Bacm. 37 - 80133 ««ni - TM. 081/310487-374786 

TIN 100 64 K RAM-1 MB 

11.ON.0N 

TIN 200 64 K HAM-2 MB 

12.3NOOO 

TIN 604 64 K HAM4 MB 

15N0.000 

TIN 6ID64KRAM-(1DMb«1Mb) 

18.5N.0N 

TIN 620 64 KRAM (20Mb-1Mb| 

22.150.0N 

TIN 630 64 K RAM-(30Mb-'Mb) 

25.560000 

Uniti a Happy disk 1 Mb 

2.750.000 

' ' 2 Mb 

3.200.000 

Cmapplei TIN 64 X (lanninale inlolliganiel 

6.400000 

Sciivania 

495.000 

Scheda aipansiona pai TIN 64 K 

950000 

CDRVUS SYSTEMS (U.S.A.) 


Cdri Olia srl ■ Cisiii Pmlt. 58 - 40087 lik Piadbaa 1801 ■ Tel 051/757737 5 kit 


OMNIOHIVE IVnitl i duco nn niegnUi il Diik Sirw pw li n(i LKih OMNINETI 

— 5.5 MB lonianau 5.270.000 

-- 11.1 MB loriHllili 5750000 

— 16.5 MB lomanaii B490090 

— 45.1 MB IwMRiti 13270000 

TRANSPOflTER 1319l»0 

pir 

IBM PC(XT. APPLE II. ME. HI. DIGITAI BAINBOW 100 TEXAS Ti PROF. 2ENITH 2-100 
BANK 5.290.000 

Unni a nistrc iimvìHi da 100 < 200 MB ad acuut wdit RANDOM pn OMNINET 
MIRROR 2.637 NO 

Undè di Backap u >idm catsani (da acquiuaii a pillai 

MIBBOR PER IBM XT 1319.N0 

Uniti di Bickup pai IBM XT ni vidn caisatu (da acquilan a pana) 

OMNISHARE 2.637.N0 

Rilc OMNINET pai IBM XT 
CDRVUS CONCEPT 

Waikilalion da 256KB RAM 1I.B3B.OOO 

Waihnalion di 512KB RAM 13.760.0N 


MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984 


167 



RAINOOW PClOO PLUS 

Stesso inodello piecedanle * Wincbestei 10 Mb 11.035100 

PROFESSIONAL 350 

512 Kb RAM mmidisco duale 2>400 Kb. Mgniiet Monoct. 00/132 CL v lastleie. 

sebeda gislice. Floeiing Punì. P/DS Mitili leshing 11 217.600 

PROFESSIONAL 360 • W. 

Stai» tnedellD piscsdenle - WIncheslei 10 Mb 16.733.500 

DECMATE II 

64 Kviotds. ininidisco duale 2*400 Kb. noniioi mensct. 00/132 CL v lesitele. ■ 

solwaie di Woid Piocessing e OHice Auionsiion. WP58 e C0S310 0066.900 

OPZIONI 

Monitsi a colmi 13" 1.766.000 

Scfieda gialica 830.700 

Supporio pai iitsIaK veriicaie 104.000 

Espans menniia 128 Kb 820.900 

Espans. meiaoiia 256 Kb 1.652.000 

Stempanlea 100/CPS 1 470.000 

Slampanle a 240/CPS 3.653.000 

Sismpanie a maigherita 32/CPS 6.398.000 

COSMIC (tialia) 

Cesoie s.f.1 

telilo Ungi Aoteiiilli. 2 - OOUS Hoai 

Hack Qiiasai 112 1 diive dccpia lacaa par Apple 2.070.000 

Hack Ouaaai 2/1 - 2 dnva 8' singola laeoa per Apple 2.6011.000 

Rack DuBMi 2/2 - 2 dtive 0' doppia leccia pet Apple 3.300.000 

GAUXY sene 70 

Mod. 72 B4K RAM ■ video 24^00 « 2 lloppr S.D per t Mb 8.950.000 

BALAXY sette 00 

Mod. 02 64K RAM < video 24<8D < 2 Hoppv O.Q pai 1Mb 7.950.000 

Mod. 02/M2 120X RAM coiiip. MP/M per 2 ulenli 0.750.000 

GALAXY sane 300 

Mod. 382 64K RAM ♦ vate 24->Bfl * 1 tiara meh. de 8 Mb * 1 Hopp» da 1 Mb 10.300000 

Mod. 302/M2 I2BK RAM Cotnp MP/M pet 2 uleeti 11.100.000 

Moi 302/M4 256 RAM Cotnp MPIM pet 4 menu 11 400.000 

GALAXY serie 480 

Mod. 400 64K RAM • vate 24<60 « 1 disco tmdi. da 10 Mb ■ 1 floppy da 1 Mb 10.900 000 
GALAXY Hne 800 

Mod 802 t I Floppy da 1 MB » 64K Raio ‘ Video 24>00 * disco da 20 MB 12.200.000 

Tenninale apgiunllvo pet Mpd/M2-M4 1.800.000 

Hand Disk PHOENX 

PHOEldX S 5Mb - 3 sitiemi apeieiiyl (Dos - CP/M - Pascali - soltwata e 

iRlailaccis per APPLE e compaiibili 2.500 000 

PHOENX 10 Conta Mod. 5 con 10Mb 3.400.000 

PHOENX 10/PO Coeie Mod. 10 - pai IBM Pallonai Conpiitef 3.700000 

PHOENX 19- conta Scott 15Mb 4.100.000 

ORAGON 

[CO tei — Vie Pisiestom, IO - 37120 Vtieas 

ORAGON 32 450.000 

DRAGON 64 699.000 

Centiollm pel 4 disk dine 155.000 

Cebinel enn 1 disk drive 630000 

Cabinel con 2 disk drive 1 050000 

Disk drive eggiuntrve 530.000 

Coppia joystick 45.000 

Cavo pei stampante paiaiela Cenlionics 29.000 

CROUERRCO (USA) 

fB sii - Vii Futili VeBe Rese II, 
5W3 Chosm Umotso (PÌ) 

DYNALOGIC Inlo-Tech Corporation 
Tienspiil SiA 

Corso SBopme 75 ■ 20145 MOsoo 

CIO Paisitnal 64 K HAM ■ 1 ninilloppy 390 X 3.500.000 

Minilloppv aggiutiitvo 1.208.000 

Hyparion -258 KB RAM. 2 minilloppy da 655 KB. lastiere sepeiate. moniioi T 
|840'250 punii), interfaccia senale RS-232C a paiallela. sistema opeialivo 
MS/DOS con EDLIN. BASIC ed ASSEMBLER 6765000 

Nata 1 4- Ine 1650 

DATA SOUTH (U.S.A.) 

Sigi 

Vie rmn 12 20124 

0.9. 180 Slainpanle saliate 100 cps giafica bsflei 2K 3300.000 

D.S. 220 220 CPS irascinananla caria filiiiine e IiaUore 4.191.000 

Nola. 1 4 1050 Ine. 

DYNEER 

Tfcmimo 

Vòlt Milenslioii Pel. 1/2 - 20034 ASCASO IMI) 

D.O.P. (Italia) 

D.O.P. SI.I. DICirAl HATA PHOBUCIS 
leige Higlim II 10143 Toma 

DW16 15CPS 100 Colonne 1 195.000 

DW20 20CPS 132 Colonno 1 955000 

EDiCONSULT srl 

f Bicorni T 

Vie Hosmu, 3 - 20052 - Mome 

0700 Sollosisleiaa pet Hincheslei 0.38 Mb pet Apple II 4.500 000 

MXP Mellipisset Imo e 4 APPLE 1.200.000 

0705 SoRosislaiea wincheslei 8.35 Mb OEC OBUS HT11 e HSX11M 4.000.000 

0710 Soriosislania wincheslei 12.76 Mb OEC GBUS HIT11 e R9X11M 5.300.000 

0510 Olive aggiuniivp 12.70 Mb pet 0710 3.000.000 

Nola: pieui legati ed un cembiD 14 ■ 1500t2K 

EDI5JF 1 5 5753.450 

EOI S/F 2.10 6680.460 

EDI 5/F 1.5/H 10 10.242500 

EDUÌF 1 12 6 470.625 

EOI 8/F 2.12 7899.690 

EOI 8/F 2.24 8.101.565 

EDI 8iF 1.12 /H 1.20 17595.000 

EDI 8/F 1.12 /H 1 40 20.989690 

EDI 8*5/F 1.12 /H 1.6 10.649 070 

EOI 8t5/F 1.12 /H 1.12 11.390.000 

EOI 1000 'Video PC 3.500.000 

EOI 2000 personal coiapulei 3200.000 

Nola: S - 1700 lite 

OIABLO SYSTERR INC. (U.S.A.) 

Vis Tmvt. 12 - 20124 Milsm 

620 SPI siampaiile a niaigbeiila 25 CPS 2.805.000 

630 API slampanle a ntaigbaiila 40 CPS 5.610.000 

530 ECS/PC slamp. a inaiglienla 40 CPS con interi, pet IBM Personal Compiitet 6.105000 

830 ECS slanp a maighenla 40 CPS 400 caiaseri eanbinatKma-biiHef 1344 byte 7.095.000 

Note 1 4 Ina 1650 

DIGITAL EQUIPMENT 

Oblisi fija/flaMf S.fA 

V.le hlm Testi sog. V. Coiii 105 ■ 20032 CiniseSo Bilssm IMI) 

ELECTRONIC DEVICES s.r.l. 

Va Ubeléo Conamìm 49 
00173 Hoae 

RAINOOW PC 100 

128 Kb RAM. Minidtsco duale 2>400 Kb. Montlei Msnocr. 80/132 CL * lestiaia. 

CP/M « MS-OOS 5.866.100 

C INus It A 48KByie. tesiieiino numerico, slimeniaioie 5A. coiapalibde Apple 700.000 

C Plus II 6-84 KByle 730 000 

C Plus 11 C 64 KByte. 2 BO (Oual Piocessoi) BOOOOO 


MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984 


C PIat K D'B4 KB/la, l BO. 40;8D Colonai 90G.OOO 

(Mt III - 64 KByla Ouil Processgt, lislianno namnco. ratti Iuiuhim. Batic a CPM B9GOOD 
STABTBR 1: C Piai II A • Orna CMlrtllei ■ Ornai Miticaraccanica Shiigail 5' • 

Moniloi PBilipi 12' TP 200 < Jo( Stick aulocanlnnia t.230MO 

STARTER 2: C Pili II C ' Oliva Cmitiallai < Ornai Milac B' * 

Monnor Philipi 1 T TP 200 1 .400 OQO 

STARTER 3 SISTEMA UFEIQO: CPhs II B o Ektalll 2 Omeri Mine 5' * Orna 
Conlialir • Monilai Pltili|u 12' TP 200 - Intailaecia oratici per atioipanle 
- Stmpanie oiallci a lattai «aaliif 90 Cotaaiii I20fc|is • Carso Ward 
PiKiHinj 2750000 

Inlertiecia par dinar 79 ODO 

Inlertaceii grill» par Ejtnn 127.000 

Inlarficeia paianola Contioiiics 79 ooo 

HS232 Ito 000 

Via caid 03000 

1SK Rim 99000 

2 80 07,000 

Linouaoa Ciid 99.000 

90 Colonna Vidoi 127.000 

80 Colonna con Swilcli 105.000 

Pai uid 105.000 

Fonh card 87.000 

Imagar card 99.000 

0609 con Solwara a Manuale 300.000 

Wild Card 110.000 

Onvai Mitat 5" necunica Shugan eonpaliliila Apple 460.000 

Hard Disk Miiat SilO M 6/11 5 M 3.200.000 

nn Adipiai par Apple a IBM 10 M 3.SOO.OOO 

Drivai Sin limone diretta conpatidila Apple 560 000 

Tesliara Mak II 91 Tarn Mullilac)i 250.000 

Slonpanla Panaumt F/T giatica a lallir qitalinr 60 CoIomo 120/cps, iniaifietia 

parallele Apple 1.050.000 

SlHpami Panasene grill» 80 Colonne 120/cps. mlirticcia parallela Ap|4a 9KI000 



AReita 16 Base alimniaiwiie * BVet 773.000 

Alleila 15 Panel alnanraiione - 5 Vcc 794,000 

Allena OIN/P (patalela) alnentuane diOa rate 490 000 

Alleni OIN/S (seiialal iliawilmone della rata 4B2 000 

AHena DIN/BCO aUnenluiona « 5 Vcc 414.000 

Soilu 20 Sano di sianpinti ad inpaiio a 26 a 35 colonna, con anolgilora 
intimo, supporto rotolo, serratura a cOiave. alnanlazione dalia rete. 

Sciiba 21/P per carta in rotolo, due aoloii 1.169.000 

Scriba 2IS/P nodulo conlinuo con liascinainenlo spiochel. dna colon 1.305.000 

Sciiba 2IV/P par carta in rolola e validaiiona su nodulo discielo 1.373.000' 

Senba 21E/P elicheltaliice con spellicolaloie aulonalicn 1.596.000' 

Sciiba 22/P scrive su due lololi. sconinno • loglio usta |pei sconliini Incallì < 424.000 

Senta 24/P par noduli discriii. 5 copie, senza linuiazioni di lomalo 1.324.000- 


ENTER COIMPUTER. Ine. 

O.D.P. t.d Biom wn pmucTs 
Itile Mijkii. 16 ■ WI43 Teme 


SWEET P PLOTTER A 4 15ca/soc 9BOOOO 
BPSIIBM s/n gialico 730.000 
PFS/IBM vn grabu 450000 
8 PS/APPLE fin gialico 350 000 



' 'B:E3:^'^TFnTiìiT 




- Xm-IVTT TfT- 




C.SO Grosseto 209 TORINO Tel. Dll/2163665 


RIVENDITOFTE AUTORIZZATO: 


11“ (SllMfeEiìDiSMga 


Co mm odore 


-I 


||appl4Z computer 

Macintosh 


libri e riviste italiane ed estere 
corsi di basic a tutti i livelli 
vastissima biblioteca di softgames 


J 


software gestionale 
productlvlty tools 
corsi sul programni applicativi 


i 


G 


^ jj; 


HOT-LINEès 
AOSTA — tnformatique 
BRESCIA — Il computer 
MANTOVA — Antek Computers 
RIMINI — Computar Cantar 


ROMA/LATIN A - Easy Byte 
TORINO - AB Computer 
TORINO -Cominfor 
TRENTO - SI. GE. Computer Shop 


risorse, idee e soluzioni 




MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984 


EPSON (Giappone) 

Sigi 

VÌI Tmm. I! - 20124 Milm 

HX 2D pB'SDnal conpulet ponilile co 
IQ 1StlQ P U2 Cd. 200 CPS TOtrtu 
LO 1500 S Inieriiccii Sitale 
Inseiilsri luignsiico di legtig singpis a singola vaiclieiia 
P40 leimica 40 tal (00 in stampa conpiessal 45 CPS sonale e paiallela 
ÌX 80 giafici cono FT 08 con niilig a 4 colon e combinaiioni lino a 7 colon 
QX 10 piisonal compulsi CPIM 192 Byle RAM 
Uiciocasseiia mcoipoiaia 
Uniià di espsDsioite di memna IBK 
espansione ROM o csiloccii 
IflIlBio di codici a bone 
Gaso pai legislialoie esterno 
Ca»o RS-232 
INTERFACCE 
Senile RS 232C 0143 

Senile RS 232G con 2K bellei e pioiocoUo X-ON X OFF 0148 
IEEE 4B8 con bsllei 2X 8265 

APPLE II pei slonpo grilica i riotonalico 8132W con cavo 

Paianola con bullei di 2KB SITI 

STAMPANTI 

X80 50 col 100 CPS 

RX80 E/r SO col 100 CPS 

FX100 132 col 160 CPS 

FXOO BO col 160 CPS 

RX 100 132 Col lOOCPS 

PX 8 Computei pollatile 64Kb RAM 32 Kb ROM CP/M con scliliino a 50 Col 
pei 5 righe nuciDcasseiia incorporata 
PX 8 veisione solrwaie iniegialo 
H Oish 120 est Baio disb 120 Kb 


ESPRIT SYSTEM 
Sigi 

l/iì Tinm 12 - 2BÌ24 ¥4m 

Mod Espni II teininab yidao con losloii «eidi e tastiera sepoiaia 
Mod Espnl III laiminsli video con losten verdi con tasneia separata 
Mod Espnl III Coloia leminali videa a 8 colon con lasltara spaiala 
Mod Esaculnia 10 leminab ndao a losloii veidi con lastieia sapaiala 
Mod ESP 6310 come Espnl Iti con «ideo 14" 

Mod Eseculiva 10125 come Eieculive 10 «Ideo 14" fino a 132 col 
Mod Eiacstive 10i192 Teimnal Videe 14' compatibile con la sene DEC VT100 
Note pieno pei doDato a L 1 650 


FAC1T AB (Sveaia) 

ElsiSfA 

Ifii Impela. 2 20142 Mime 

6500760 CPU. 32 Kb ROM - 32 Kb RAM. tastiera, video 15" 60-24. 2 
mmilloppy da 160 Kb 

6500-360 Come 6500 160 «a con 2 minitloppy da 320 Kb 
6500-640 Come 6500-160 ma ccn 2 minifloppy da 640 Kb 
6500-5M Come 6500-160 ma con 1 minilloppy da 640 Kb e haid disc 5 Mb 
6500 10 M Come 6500-160 ma con 1 miniljoppy da 640 Kb e hard disc 10 Mb 
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2.960.000 

980.000 
340000 

2.100 000 
5100000 
260000 
275000 
105000 
270000 
20 000 
50000 

95000 

210.000 
190000 
260.000 
210000 

980000 

1.130.000 
1.780000 
1 400000 
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1.970.000 

2.250.000 
9BO OOO 


1 320000 
1 732 500 
2640 000 
2145.000 
1 732.500 
2.640000 
2295000 


5.360000 

5 760000 

6 260000 
12.460000 
13.960000 

5 100000 
700000 
500000 

700.000 

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170 


MCmicrocomputer n 34 • ottobre 1984 


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070.000 

PbispimI Compulai 981SS 

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Drive per floppy 6' sngoia lactia 

330000 

Onvn nimfleitpi 327K 30 tiKce doiipH Ituia 

1.100.000 

Drive por ttappy h' doppia leccia 80 liacce |iaìni sho| 

620000 


220.000 



Slanpgnlt 80 col. 

700.000 


280.000 

Sianpemo 132 ciO. 

1 660 000 

Alimenleloia SkVITCHING (24*12*^691 

398.000 

Monilot 9 loslon iitdi alla dal 

240.000 

Moniloi 12' 

220000 

Moaitoi 12' IdsIdii vaidi 

260000 

CPfM user group |64 vpluml so disco 0' 

25000 

MANNESUANN TALLY 

l'ia CmbMsn. 3 - 200S4 Cam IMO 

ItOITSUI (Giappone) 
mCBM 

Vi» M»m Cimi li 3BI4S M4aw 





MTBO. 60 col. 60 epa iniirfaccia panOela 
Iniailatcit seriale per MTBO 




216.000 

MC 2100 - 60 col - 120 efsec. (I/F paraUeia senale) 

1.106000 

MT 1001 80 Col 100 cps pralica iBlarlaccia serìala e paraMa 

1.761.080 

MC 2200P * 60 col - 180 cfsec. (I/F paiiOeia) 

1 370000 

MT IODI - 132 Col. ' 180 epa giahta - inierlaccia snaie a paraWa 

2.019 000 

MC 2200S 80 col - 160 cfsec |VF seriale) 

1 530 000 

Carìcaloie aolnatito di logli pei MT 1001 

601.000 

MC 42DOP - 132 cel - 180 c/sac (I/F paraOelal 

1 700000 

Cancoloia aiKoaiaticD di lo^ per MT280 

601.000 

MC 42002 • 132 col . 180 c/aec |I|F seriale) 

1 860 000 

Imioduiioro aoionaiico di logli singolo per MT260 
MT 280 ' 132 Col 200 cps ini sonale o poiallelB 
MT 4201 ' 132 Col. - 200 epa. gialica - mleilaecia parallela a sonale 

601.00D 

Nota: preno deio yin 7 bit 


3.426.000 

3.798.000 
3.967200 
4 078.000 

MOTQROU (U.S.A.) 
Moitmii Sp A. 

Vi» ùn Muolti, n - dfdarrp 

MT 4401 ' 132 Col. - 400 cps. gialica lolerlaccia paiallela o seriale 

MT 440 versione OCR-A/OCR-0 Barcode 

MT 440F 122 Col. 400 Cps. Siaiapa 4 colori grafica NLO 



PIXY3 Ploitor 3 penna 20 caifsee mierfaccia parelele 

IB0600D 

EXDRsel 103 

12900.000 

Inierfaccia seriela per plotiei hsy 

61.000 

EXORsel 165 

8124 000 

MT 1802 200 cps gialice Hlerfeccia paiaKala o sonale 

2.930000 

EXDRsel tuo 


MT I612KSII - 160 cps. 132 cokHHia - iniertacea sanala 

FT 10 ' Teioiinale video. 24 linee. 00 cidonne. fosloro grgiofveide nieifatcit 

seriale 2.680.000 

MOUSE SYSTEM 

f»kai Sri ■ VÌI M. CmUt 7S ■ 30141 Mterw 

MT 660 600 Ipa Intertaccia partOela 


Inierfatcia senrie per MT 660 

672.000 



Nola: Prarn legali ade vaiola coneoli 


Mod MOUSE ' IBM PC IsohviBit ndoto) 

660000 

UEMOTECH (GB) 

Moiakì Stanmic Kra Tmt S. Amsasn. SS 00134 Bau 

Noia pitiio per doXaro L 1700 


MULTITECH (Formosa) 









doppia 06 232 

1.399.000 

V. V»Ot 30 ■ 43011 BagnoAi « Aara m 



239.000 


UP1 sislena CPfMBO colonne celoia per singla Hoppy-diat con mamiali e 



1 380.000 

Newivoid Woidpiocessng 

769 000 

2CC 3 scheda 2 88 > CP/M ■ MPF III 

140 000 

UP2 floppy singMo da 600 K. (QUME) ventola e lino per raddoppiale FOX 


J.S. 3 |oy stickfpaddle • MPF III 

66.000 

sngle lloppy 

869000 

MAX 2 tastiera Accsieel compoiib 

290 ODO 

FOX 0 FOX doublé Hoppy-disk 1000 X coaiprendonle FOX S • UPI « VP2 

2.693.000 

RS 3 interltccia RS 232 s MPF III 

140 000 

FOX SD COBO FOX 0 oia con 00 sdican disk da 266 K. ei petto di un drive 

2.790 080 


140.000 

SIIIDISK Sdicon disk da 266 K. 

1.490 (»0 

F 000 doppio dist'diive i MPF III 

1 260 000 

ME 1 espulsione RAM 64 K. 

249.000 

10i3sislam Xabec IO Mb s MPF 

3.500 000 

ME 2 espeosione RAM 128 K. 

593000 

MIC 601 CPU MIC 601 * Access, base 

2680000 

RING ROM pei coHeganonio ire MTX 

229000 

MIC 604 CPU MIC 604 • Access, base 

3.410.000 

HDX 10 Kaid disk 10 MByle » drhia da 1 MByle « MTX A 8 megaNertz 

8900.000 

CRT 1 tarniinale > MIC 501/504 

1.B40.000 

HDX 20 tiard disk 20 MSyla • drive da 1 MByle < MTX A 8 oiogaherti 

9.900.000 

PC 811 MPF PC/611-120 X RAM- 1 FDD a 360 

4660 000 

HRX HI-RES graphic systeie • RDX 20 

16.000 000 

PC 612 MPF PC/612 128X RAM- 2 FDD s 360 

6200 000 

Tastiera 46 MTX 600 48 K. RAM 1 6 X. dediciie video - 32 X. Besorie uienie 

599 000 

PC 622 MPF PC/622- 2S6X RAM - 2 FOD a 360 

6560.000 

Tasliera 60 MTX 612 BO K RAM 16 X dedicala video - 64 X aieiiMna uienie 

799.000 

PC 632 MPF PC/S32 - 365 X RAM - 2 FOD s 3EO 

6.300000 

Hegistreioie slieilina recorder dati con itoniioi 

73.000 

PC 642 MPF PC/542 - 640X RAM - 2 FDQ s 360 

6660.000 

Slaspuile QMX 60 slaanianla 60 cps 60 col. 

980.800 

IO s PC sistema Xabec 10 MB ■ MPF PC. 

3600.000 

Floppy disk FOX tingie Ooppy disk 600 X. 

1 196.800 

PC sT51 MPF PC-iT/61 128X RAM 

9360000 

RS 232 doppia mlerlaccis RS 232 'i kus-coniiol per Happy disk 

239.000 

PC 1 T52 MPF PC-iT/62 250X RAM 

9 700.000 



PC I T53 MPF PC-sT/63 3B5X RAM 

10300.000 



PC a T54 MPF PC-iT/64 B40X RAM 

11 000.000 



CVM PC nonilor col. basculante 13 i PC 

1.400.000 

Vi» Bosu». I - JSISS Cum» 


MEB PCI sclieda espens. da 126X s PC 
MEO PC2 scheda esgans da 250X a PC 
MEB - PC 3 sclieda espans. da 364X PC 

620 000 

CFD001 caniiollei floppy 6'. 6* 

270.000 

1.400000 

BUS 12 pana 

61 ODO 

ACA-PC scheda con 2 RS 232 s PC 

270000 

MRE nteiasna Rani epron 32 X |8 X slandaidl 

196.000 

PBA PC Personal Basic s MPF PC 

110000 

CVP 001 mlerlaccia video 80 • 24 IkH) 

296.000 

MSD - PC MS DOS t MPF'PC 

60000 

SMF sclieda mliiFaiuione 

130 000 

MPF 2 Cmpular/accatsen base * scr. 

660.000 

SER IDI inieilKCia seriale RS232 

i20.no 

TEM 1 tesliera osi Moflitack Mod. 1 

99000 

DCS orologio calendario 

136.000 

TED 1 lasliert est. dando s MPF II 

260.000 

IMU mi. musicale 

30.000 

TED 2 tatliert dattilo i MPF II Mod. 2 

220.000 

CFD Oli aggionie doppia densiii 

330.000 

RS 232 C nlartaccia seriale i MPF II 

160.000 

CPfM 

220 000 

ST 40 slamo, tantnea Miiltnech 40 C 

400 000 


174 


MCmicrocomputer n. 34 • olloOre 1984 


iiiiiiiiiiiii'iiiiiii 


12 MBV 12 r wdi A.H. AfriUuM 
12 MBA 12 F wbrs A.R. A/nflatu 
12 DKV 112 F vtfiA Afnfluu DK 
FDI 2 mnrfMtu I Bnv« Disk N. 2 
FDD 2 Uopo diti dhtt stia lue 

NEC (Giappone) 

Gtum Ciurliti ni 

Vi B Ctnu P^kgna. 24 ■ 2SIBB Bntoi 


i|Hi dMPià. 2BG KB loiaetl. 
u iacu. dopcia danalli. B40KB fiuiDail. 


ma par nad. SODO a nad. BBDQ 
te di panll -BO raipnna 120 api 
ta di paini 136 eolliniia 120 epa 
: RAM . da 32 a SG KB ROM - lasliaia aifanunianca. 
232C - Inlarlaccia fleppr B" a S'I/A 


n S'1/4 doppia (afta, doppia derisili. 640KB lomatl. 
ti ajqiuniita di 2 aiieifloppr da S'1/4 
lì con 2 Beppi B' donna facdi: doppia daosiiB. 2MB loniiiuii 
li atgiontiaa di 2 Beppi da S' 

lonal Ciwpirlei Pottaiile S0B5 CMOS - 16 KB RAM - 32 KB ROM 


gn2ai 


J 6281 - Ragisliatora a casselle 


4SO.IM10 
460 DDQ 

300.000 

160.000 
460.000 


7BS.000 

770.000 

790.000 

660.000 
7B0.000 

1.800.000 

410.000 
1 . 666.000 

SOOOOO 

085.000 

1.300.000 
1.080000 

2 . 200.000 

500.000 
2.01 SODO 
2 . 000.000 
1.B7S.OOO 
3.2B0.000 
3150.000 

1 560.000 

340.000 

260.000 


OKI (Giappone) 

Ttdmrlrai ì/itìe Mibiialian Pii. U2 ■ 2BBS4 Asuji fUII 

MudIkw 80 BO cal 80 CPS 
Micipline 82 A 80 col. 120 CPS 
Micioiiiia 83 A 132 col. 120 CPS 
MiciPline 84 132 col. 200 CPS 
Mitioline 02 80 col. 160 CPS 
Micioline 03 132 col. 160 CPS 
OKI 2350 132 col. 350 CPS 
OKI 2410 132 ni. 350 CPS NLQ 

722 no 
1 025 000 
1 645.000 

2.405.000 

1.370.000 
1 880.000 
5880 000 
6295 000 

OLIVEni (llalii) 

Bivilti S.f.A. ■ hfu 

M 10 - 8K RAM 
M IO 24K RAM 
MI0 32K RAM 
M 20 ST veisiona aionolloppy 

M 20 ST veiiioita billappy < eip RAM 32K • alaaiponle PO 1460 
SoFiweie di base esieso 

1 340.000 
1 600.000 
1 BOO.OOO 
5560.000 
B.373.000 
575.000 

OLYMPIA (Germania) 
% - Vu Imm. 12 - 20124 

Mpd ESW 102 RO Slaap a ainilienlg 17 epa bid. buHei 4K 
Mcd. ESW 103 KSR SlmpaiUe a aaipliania 17 cps bid. buliar 4K • tatuei 
Mad. ESW 3000 RO Slanpanla a laaiglieiila 35 epa bui. BuHer 4K 
Nola: prezzi per QMi a L 500 

2.000.000 
e 2.400.000 

2.500 000 

ONYX SYSTEBBS INC. (U.S.A.) 

SlrMd Sisum lOP Vii A Carimi 2 - 421BB Ihgsia Imii 

C 5001A I92K. 7MB 

12.600000 


COmPUTER CEHTER 


Tla Pollotta 2B. Rlmlnl- toL 0B41 / 78B208 


Je mele. . . il soft ware 



pappié computar 

Macintosh 

^MANNESMANN 

WIALLY 

Commodore 

Spectrum 

OISTmMTOflI 

Verbatim 





AOSTA - Informatique 
BRESCIA - Il computer 
MANTOVA- Antek Computers 
RIMIMI - Computer Center 

ROMA/LATINA - Easy Byte 
TORINO - AB Computer 
TORINO -Cominfor 
TRENTO -SI. 6E. Computer Shop 



HrT<T 

m ki 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


risorse, idee e soluzioni. 




ei C 8G02 
i < Z 8002 - 20818 
« C 80D2 40818 


G740D ViOsDiiac con 2 joystick 

C7420 Modulo eslonsione dome conputii 

B7400*C7420 

Rogisitatoce 06B20I3DP 

Cartucco gioco 


18.400.000 

17.900.000 

17.700.000 
20000000 

28.500.000 

24.700.000 

28.800.000 
28.800.000 
33.300000 

35.200.000 

40.000. 000 

1.800.000 
1.800000 

498.000 

275.000 

3.900.000 

13.000. 000 

18.800.000 

1.980.000 

2 . 200.000 


280.000 

230000 

480000 

90.000 

da L 80.000 a L 80.000 


P2SOOIM CPU'Monnoi gialico 12' - 84 K8 RAM • 2 nuillloppy da 304 Kb « 
laslieiB ilaliana ■ inlerfatcìa sanale CP/M 
P2800rM-DS cane P 2800IM con 2 niniOoppy da 604 Kb 
P2010 Polalile con 2 nuiilloppy da ISO KB < CPjM * Woidslai e Caicsiai 
P2012 Ponaiila con 2 ninilloppy da 040 KB « CPfM « Woidsiai e Caicsiai 
P201O-2 Portalila con 2 ninilloppy da 150 KO • CP/M » asiended 1888488 Basic 
P2148 duco Ime 10 Mb 
P2092 Scheda di Esp. di menuna 286Kb 
P2091 Scheda IEEE 488 Cenpiensiva di IEEE 488 basic 
P214S OlscD lisso da lOMb loinaltati 
PT180Slampanle132Gol 1B8CPS 

PHILIPS 

smco imii SfA • Vù C. <A Ssmki 22 bis • I0Ì24 lOHIHB 
W mv Ì3SSISI lìi 22SS33 5AIH I 


P 2012 Panatile con «ideo 3" e 2 Floppy 8' da 840 Kb ce 
Con CP/M. TESI {mi laina.al). kVoidStai. CaIcStai 

Con CP/M. Scheda lEE 488 e Basic esteso 
Scheda 286 Kb agginniivi pei Vimtol Qisk 


POLICONSULT Sciemilica 

Folicomll SciMliu s.r.t 

Vis Pisi ios Imi SS - BOUS Rms 

PCS 84088/B 2 diive 500 KB - «ideo 

PCS 840D1/B: 2 drne 1 MB - «ideo 

PCS 840D2/S: 1 dr. 5DQ KB « M.disk 5.8 MB ' video 

PCS 84083/8: I dr. I MB • H. disk 8.B MB video 

PCS 84DD4/B; I di. 600 K8 > H.disk 18 MB • «Ideo 

PCS 64DQ6/B' 1 di. 1 MB t Hdisk IO MB * «ideo 

PCS 84006/8 1 di 1 MB < Hdisk 20 MB «ideo 


8.760.000 

6.150.000 

3.680.000 

4.000. 000 

4.000 000 

3.480.000 
080000 
800000 

3.480.000 

2 . 000 . 000 


4.000000 

4.980.000 

4.990.000 


66DD.0DO 
8108.800 
10.800.000 
11 108.800 
11 400.000 
12.108.000 
15500.000 


PCS 840Q7/B' 1 di 1 MB • H.disb 29 MB > 


dr 508 KB « Hdisk 5.8 MB • «ideo 
dr 1 MB • H disk 5.8 MB < «ideo 
dr. 500 KB ^ Hdisk 10 MB • video 
di. 1 MB ■ Hdisk 18 MS > «ideo 



disk 5.8 MB « «ideo 
ik 6.8 MB < «Ideo 


1 dr 500 KS < H.disk 10 MB • «ideo 
1 dr. 1 MB • H.disk 10M8 ■ «idee 

1 dr 1 MB ’ H.disk 20 MB « «ideo 

1 dr. 1 MB ^ H.disk 29 MB ■ video 

CPU280 ■ 84KB « 2 Dri«e do 500 KB ced. ' Moniloi 6' o 9 

Piogrennialori di EPRQM 


18.500.000 

8.900.000 

10400.000 

13.100.000 
13700000 

13.700.000 

14.400.000 

17000.000 

20.000000 

12.500.000 

13.500.000 

14.500.000 
15500 OOD 

17500.000 

19500.000 
1 700.000 

14 800000 

15.800.000 

18800.000 

17800.000 

19800.000 
21 800.000 

5800.000 


PRINTRONIX (U.S.A.) 


¥.PH 


Va Essersi Gtnas. SS - 20ISS tlilim 


MVP 2 

7200.000 

Stampame 300 - 300 iPM 

11 420.000 

Stampanie 600 600 LPM 

16560000 

Stempanle 3121 1200 LPM 

29700000 

Stempanle Prinlek 910 - 200 CPS 

3.160000 

Slaipponte Pnnlek 920 - 340 CPS 

4.740.000 

Steiirpanle Prinlek 930 - 200 CPS 00 CPS in L.a 

3.950000 

Priniei PInnei 4160 enulaiiene «eisalec V80 

11.200.000 

XD 300 . 400 LPM 

15250.000 

XQ 600 800 LPM 

20.300.000 

Inlelligeat giephic Precessoi 

1 300.000 

Mota proni per dollaro a L 1.600 


Q.M.S. 


m. 


Va Ssssrsl Boms, SS - 2BISS ISiIsss 


Magnum M 3000 Controller intelliganle gosliona gralica siarnpanio Prinuonix 

4 960000 

Magnum M 3400 

6930.000 

Magnum M 2780 

6930000 

Magnum M 3270 

S930.QQD 

QUARK (Italia) 


Basti siJ. - Vis Ressi. 32 ■ 2BI2S 46/aoo 


2010 - ZBO/A - 64 K RAM I disco 10 MB • 1 dn«o 1 MS 

7.6DO.QOO 

2020 ' Come 2010 ma con 1 disco da 27 MB 

9.500.000 

VISUAL 60 lomimale video 12' - 28 righe 80 colonne 

1 800000 

3000 Posto di lavoro con lascierà. Video 15' CPU 64 K8 RAM 

2800.000 

3001 - Coma 3000 con loslieii 7 losii lunrione seme pad nnmerìco 

2400.000 

3111 - Unità Floppy 1 drive da 250 KB 

1 200000 

3121 -Unità Floppy 2 dnva da 250 KB 

1 600.000 

3112 - Unità Floppy 1 drive da 500 KS 

1 400.000 

3122 - Unità Floppy 2 dina da 500 KB 

2000000 

3114 - Unità Floppy 1 dine da 1 MS 

1 600.000 

3124 - Unità Floppy 2 dina da 1 MB 

2400000 

3211 - Unità Winch. 10 MB per 6 posli di lavoio - 1 dina 1 MB 

8.500000 

3212 - Unità Wincb pei 6 posi! di làvoio 20 M8 - 1 diivt da 1 MB 

10.500.000 

ROUND 


TilAV hisriisliossi Vii L Di Véla 43 ■ 20B3B Tiairm S.R. /Mll 


Mod DXY 101 Pioilei 1 panne 

980.000 

Mod DXY 800 PIntlei 8 penna 

1 400.000 


176 


MCmicrocompuler n, 34 • ottobre 1984 



SAGA (Italia) 


SA 6 A SpA Vii Vnua/ii BiSm 24 - 0BIS3 Ami 


BIP 40JI 64 K RAM 1 Mindioppy la 400K • vulau 12' 

3.900000 

BIP 4012 64 K RAM 2 Mmilloppy da 400K • vidau I2~ 

4600.000 

8IP 00 64 K RAM 2 Mmilloppy da BOOK < videa 12' 

6600.000 

SIP W 64 64 K RAM 1 Mmilloppy 400 K 1 Wmchesiei 6M ■ tideo 12~ 

7460.000 

SIP W 98 64 K RAM 1 MmiRuppy 800 K 1 Wmebeslei 9M > videa 12' 

0.600.000 

BIP W 98X 266 K RAM 1 Mmitlappy BOOK 1 Winchestai 9M • video 12' 

9.960000 

Sagalus ned 40 - 64 K RAM 2 nimhoppy da 410 K « videe 12' 

6.660.000 

SagalQs noi 80 64 K RAM 2 nintflaopy da 800 K • video 12' 

7600.000 

Sagaloi md 40W6 64 K RAM. 1 nimnoppy 410 K ■ 1 •inclieslei 6.8 M 

10900.000 

Sagalai aud 80W6 64 K RAM. 1 Miiiflappy 419 K * 1 •incheslei 8.7 M 

11 460 000 

Sagalus end 80 W 9 64 K RAM. 1 mmiSeppy 800K H vncli i7 M • ndeu ir 

12.460.000 

Modulo F6M pei Sagaloi 

600.000 

Desi end 80W9 - 192K RAM. 1 Bioifloppy 820 K ■ 1 winch 0.7 M.l p lavaio 

14.000.000 


16000000 

Mulli'F . Bastai con 1 mmilloppy 410 K • 1 vimchesler 0.7 M 

12460000 

Posto senza nimllappy pai Molli F 

3800.000 

Posto con I miniRoppy poi MuKi F 

6600.000 

Posto con 2 mmilloppy pei Multi F 

6.860000 

Sisieni F9fB uoili con 2 niciopioc. 280 A o 200 0 266 K RAM 


imodloppy 020 hb > 1 wncbasloi 8.7 Mb 



16 900 ODO 


19.600.0IHI 

con tie posti di lovoio 

21 100.000 

Bifloionza disco iisso da 20 Mb 

1 600000 

SCALA INDUSTRIAI CORP 


Meg Pagnaoi 


Via (MAi Camim, 49 - HBMA 


1040 Susy 2-48K 

620.400 


IMKA Sdii imii 
1SUFK Si<( 2 4BKfSS 
10«A Susy 2-MKJS 
1DE4R Suty 2'54Ki280 
;064S Si» 2'S4K|28(IS 
1QE4X Sii» 2-E4KITC 
12E4 Susy 2-PC1 
1364 Su» 2-PC2 
1464 Su» 2-PC3 
1601ESU» S PCIBM 
2048 Schedi Susy 2-48 
2DB4 Schada Susy 2-64 
SODI Old diivu caid 
E0010 dual side im. disk c 
6002 (inni mi eeid 
6010 P. piini C 
60E2 Univiisat pimi inL c. 
602 Pnntai ubie 
S003 laugusge caid 
E008 16K RAM caid 
E004 Inligui end 

6005 ZOO FPfM caid 

6006 80 culuniie caid 
6006$ 80 col. c. con sirilcti 

6007 RS232 chi! 

8011 Conaunicahun caid 

6012 7710 Asyncionous se. 

6013 Feitli caid 

6042 Giappla e w buHai 

6014 Giapple c 8 cable 
6016 BuHei caid 

616 BuHei cable 2PCS 
0016 6622 comi, end 


661 000 
749.100 
797 000 
966000 
1 046.600 
1 136.000 
1.163.000 
1 220400 
1 296000 
6086000 
376.300 
467700 
67 800 
101 700 
67800 
61 ODO 
100.600 

30.600 
05760 
84.760 
84760 

14.600 
108600 
161 000 
101 700 
101.700 
103000 
74 600 
323760 
160.860 

230.600 
47.600 
71 200 


81 

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MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984 


177 


EQ27 Wild [ K » 


12716/321 


I 4014P Cullng Fan S Cibli 
i 4015'LighlPen'hiies. 

: 4016GispfiicT8l>l9 
I 40IB Ponti emisi 
j 4021 Exlsndtial pori 
I 4001 KsrbHid ;ti FP-1046 
I 4001A Ktybosid pei FP-104BA 
1 4001FKKeyboeid pei Fi:. IOB4A.il 
I 4002 SnilchoB pmsr S. 5V/3A 
I 4002T SwitEhing ponei S. 6V/BA 
I 4003 Case pei FP1 043 
' 4003ACuBpsfFPI040A. FK.FP-1064A.R 
4203 Case a Keyi. pei 1304 
4403 Case e Keyb. pei 1204. 1404. IBM Keyb 

6001 5'1f4 143K 20MSEC. fall sue 

MTOl 0'1/4 14311 OMSEC oniveisela sliia L 
CODI 0'1/4 143K SMSEC "Susy" slim I. 

6002 6'1/4 Dea! side 327. 7K 20MSEC 

6003 6"1/4 143K ^in I 20MSEC 

6000 Winclieiler 22Mby1es 
4105 Regiaiiatoie di deli 
4107 Regisiraioie di dall 
4490 Taalleie PC IBM pei APPIÈ 


196.000 

93.260 
670.300 
204.600 

264.260 
94.916 
101700 
91.626 
420.360 
129.860 


299.830 
13.660 
19.320 
18.046 
40.080 
47.460 
67.630 
128.816 
20.340 
60.860 

309.830 
162.710 
42.370 
6.100 

126.426 
149460 
169.490 
07.796 
01 366 
60047 
79.600 
332.200 
413.600 
618.646 
461.623 
467.630 
664.400 
484.760 
4.684.900 
6.106.000 
67030 
91.626 
223.730 


SEIKO 

fOWOfXSM 

Va Fiumi 48 ■ 20093 Sali S Eiiitmi (MI) 

Sena B60D pei manonlania compaslo da: 

128 KB ' 1 patio di lavoro - 1 floppy da 566 Kb - 1 Hard disk 10 Mb 1 esp.di 
memaiie 128 Kb 

Sena 0600 peimalliulaniB- 128 Kb- 2 posii lavatoi lloppy 655 Kb - 1 Hard disk 
2 Esp di menaiia 128 Kb 
Posto di lavoro supplemeniaie 

14.960.000 

19800.000 
2.623 000 

SEIKOSHi^(Giappone) 

Oiiil CmpaHi ■ Bmsme ie9i ESC llihm Spi 
Viih Shllsolti SS - 20092 CmisiOi Silaac /MI) 

GP50A (46 colonna. 40 CPS) 

GP60S (32 colonne. 36CPS) Pei Sindaii 2X01 e Spocliom 
GP100VC (80 colonne. 30 CPS) pei Comnodiua ViC 20 e C64 
GP100AS (80 col. -30 CPS) 

GP60OA (80 colonne. 60 CPS) 

GPS6DA (80 colonne. 50 CPS) Near lallei Qnalily 
GP700A 180 colonne. 50 CPS. a colorii 
BP5200A 1130 Mi. 200 CPSI NtQ 

iillllll 

'/y/- 

1^7 


BP5420A (132 colonne. 420 CPS) Neai lener Qiialny 

BP6420I |I36 col. - 420 CPS) H.LQ. veisiona lol^menle PC-IBM unpalibde 

Inlerìacda GiaKca Apple tliGP600A 

Inleriaccia Gielice Apple II e Apple IIE/GP700A 

Inleriaccia Gialica CsminodDre 64/GP700A 

Inleriaccia Gialica Spetlnin/GPIDDA 

Inleriaccia RS232C. TTY20 aiA. m pei GP700A 

SHARP CORPORATION (Giappone) 

20093 MìIim 

PA100D ' Macchina pei sciiveie ponalile 
M2-73I - Cpa M2B0A 64K. cassaila. 1 200 Bnisecendi. sianpame pinllei 4 coloii 
M2-3641/1 Cpu 2X280A. 126K RAM. 2 floppy disk, inleriaccia paiallelt ad 
RS232C. video 12" 

PC-6000 Cpu 8086. 16 Ori I28K RAM LC.O. 8DsB caiellan. slampanle 
inlegiala. bubbla nenoiy 128K 

DA 96 - RAM 612 Kbyla. 2 lloppy disk 6.26" de 1 Mbyle. mlariaccia RS232. 

scheda gavaina haid disk, lasfiaia. video 12' 

0140 ' RAM 612 Kbyle. 2 Happy disk 5.26' da 1.6 Mbyte, interiaccia RS232 haid 
disk da 10 Mbyte, lasiieia. ndea 12' 

10-07D0 Ink ;el calci maga pnniei 

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Sitmas [lnui Sfi 
Ka liUirm 3 ■ 20124 Mihm 

Slanpanie PT88N aghi (80 cps. oaliica 9«9| 

Slanpenia PT88T ink |el (ISO qit. malnce 9<9) 

Slampanle PI B9N ad aghi |80 CPS - 132 col) 

Slampanle PT B9T ink jst|160 CPS - 132 cal.| 

Slampanle PT80I2 ink jal (270 cps. inalrica 9>I2) 

Slampanle 2603 aghi (260 cps. malnce 9>7| 

Slampanle 2803 aghi (160 cps. malnce 9><9 OCR! 

Slampanle PT80 i ink jet (270 cps. manica 9>12) 
lelloia di caialleie OCR 2481 (appaiaccb. camplelal 


stagna) 

•sbm S.f.A. 

12 Caistìh Bilsitto IMOmì 



2.900.000 
2.900.000 
160.000 
216.000 
160000 
161.000 
240 000 


6.236.000 

4950000 

14800000 


1 200.000 
1 600000 . 
1 600 000 ’ 
1 750.000 . 

3030.000 

3.200.000 ' 

3600.000 ' 

4600.000 

2.800.000 


00.000 
99.000 
99000 ' 
160.000 . 
260000 
130000 


99000 

99.000 ' 

26.000 ' 
499.000 ' 


>B. TV. dnve 6'. monitar 12~ e lasiiera) 

IO con daa dn.a 51 

0 con 200. Winchesiev 10MB e back up incaipeiali] 
IO enn drive 0' S40KB| 


Scheda 80 cotenne con sollswiich 


2090.000 ' 
2 620 000 : 
6650000 ' 

4800.000 : 
1 DD 00 O : 

170.000 ' 
290 000 ' 

220.000 ; 
300 000 


MCmicrocomDuleA a 34 - oltobre 1984 


Rwr disk S* (stitda da 101 SOOOO 

Monnoi PMG ir (lotlon mdi) 2?<I(HI0 

MmdiH PMl 1 2" (loilon 240.Q0Q 

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sanala e paiaUaloI 1.690.000 

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sanalo e paiallalol 1 800 009 

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SVI 105 Tavoli Giahca 196.000 
SVI 603 Adanaloii par CMace can 2 Jnvilicb SVI 103 194.000 
SVI 010 Coapiimata 136 000 
SVI 101 Japslich 20.500 
SVI 102 Jcvslicb 23900 
SVI103Joyslick 32700 
UonrlDi colali 14' 628.000 
SVI 728 MSK Conpelei (32 KROM • 80 KRAMI 095.000 
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SVI 727 MSX 80 ColiBui Card 295 000 
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1 105.000 

Teiminale video ned VT 42B0 0 Eiaulazioni TVI 912B(TVI 92B(TV 

1 925 

1.O8B000 

Tensinefe video ond VT 42B0 C Eiaulazioai ANSI 3.63(VT52(VTI3: 

I LIKE 

1 071.000 

Terminait video ned VT 420B 0 Eenilezioni AOM 3A(VieivpDiiii(HZ15D0(VT52 

1.054.000 

TAXAN 

lllBIU 3S S.PA ■ Vaia lima re IO ■ 20154 Milam 

KX12D1-E (Moniloi nonocion 12* Fosloii veidil 


208000 


KP910 ISlantiania It0c|u 1S6 col Btdiiu. giilicci 
KCII llnlerfitcìi psi stanpanle Appio III 

TELCOM 

Tilaa srJ 

Vn Mtm Canai 7S ■ 7BI4S Mnaae 

Slaapinte TELCOM CP BOP 80 col N ciut. (IIF paiolelol 
Slanpinto TELCOM CP 80S BO col - 80 ciset |IIF sonolol 
hioripcce por oditioBenig sianpami YUKI-MITSUI CPSO 
TC IFAPP01 Inttriacclo adapiet per Appli II III e cotnpalibrii 
TC IFAPPI2 Intarlacela grafica par Apple II Ilo a coaipatdilli 
TC IFCCQOI Biiflar 8Kb lalotnp CTX - CTX 
IC IFHP IB Intarlacela lEEEiSB (HP-IB) CTX 
TC IFSC0D1 Inliitacea sonalo ostenta FIS232C 20nA ^ CTX |B0b| 
TC IFSC002 cene sagra (2Kb) 

TC IFC64 hierf. parali CTX per Coomiloie. BA i VIC 20 
TC IF2CTX Sdoppiatoli dToiiriaccia CTX 
TC IFSINCL linariacoa CTX per SPEai6J<8 
Nola: pracio por doUaro a L 1 000 

TOBIA (Italia) 

S.CIM. 

Vk Cesai! Pina. 4S - 00144 Oimi 

102 Kll TOBIA ALEA RDOOT 
lObC TOBIA ALFA 

losco TOBIA BETA 1 O S' da 250 KB 
106C1 T08IA BETA 1 II S' da IMB 
IBSC2 TOBIA BETA 2 II. S' da 2MB 
T0SC1 TOBIA GAMMA I 8' da 1MB ciac 
100C2 TOBIA GAMMA 2 II 5' da 1 MB lol 
tOOCB TOBIA GAMMA 2 B 5' da 3.2 MB lol 
109C4 TOBIA GAMMA 2 II B' da 3.2 MB loL 
HOC TOBIA DELTA con d«co 5*5 MB 


501S Tt 


505S Tc 


a CPU 


boABK 


5DBS Tobia CRT Video (coti Pion da 4K) 
507S Tobia Coclroloi Cica Qigilall 
508S Tobia Bus 
50BS Tobia RS232 
510S Kil ai 
5t1S Kll co 

512S Toha Acualit Couplii 
513S Tobia CooliaHir Cast Audio M 
5US Tpbie CooiiQllei Floppy Olsc 
515S Tobio Grafica 
51 6S Tobia Caricilora Pron 
517S Tobia Color 14 
51BS Tobia Monilar 12' 

Coolrollor OMTI 20C 
Bitco Winclinlii B5 MB 


390.000 
70700 
549000 
790000 
990000 

990.000 
29BOO 
117.500 

1 153.000 
1.620.000 
174B00 


120.000 

150.000 

250000 


2.650000 
2940 000 
3.480 000 
4,780000 

5900.000 
B 000 000 
B 900 000 
7500000 

7900.000 

12.900.000 

195.000 

290.000 

320.000 

280.000 
330.000 

330.000 
100 OOO 
220 OOO 
300 000 
900 000 
290000 

390.000 
100000 
3B0.000 

260.000 
220.000 
430.000 
2BO.OOO 
816 000 

5.100000 
7 000.000 
3740000 


B154D Tastiera cn CPU 64K RAM C/INTERF 

B1542 Vidn verdi 640-200 Iwis - grafico - 12' BO cir >25 linee 

B1543 Video colDn 640-200 bols - gtabte - 14' - BOO cai>25 Imei 


1 450.000 
548.000 
1 795000 


MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984 


81644 Unilà C/2 FDD 660Kb>2 

2.390.000 

81647 Sianpante gialica 80 col 125 cps 

1.365.000 

81660 Slanpame grati» - 132 col 126 cps 

1.BS0.00D 

81546 Cavo slempanie 

103.000 

81646 Cavo Inlerf RS 232/C 

102000 

81648 Rsn Pack DA-6ASIC 

446000 

81663 Rem Pack - 18 Kb 

470 000 

81641 Cavo Aliinenlaiiona AJC 

IO 000 

02677 Nosiio siainpame 

26.000 

02404 Sin Dp CP/M 

200.000 

02406 Sisl Dp 0A(6ASIC ^ DISK 

120.000 

82406 Sin Dp T/BASIC - DISK 

120000 

81501 liniera ■ CPU 120 Kb - Undi 2 FOD - 640 Kb<2nnieri 

5660 000 

81606 Video vaide 12' - 640>600 bois - 80 chis>26 linea 

633.000 

81606 Video colmi 1-14' 640>6DD bois - 00 chES’26 linai - S colmi 

1 990000 

01503 Manoiie addioonala 54Kb 

310000 

81507 Adallaiere grafico 1 640>600 par nonocioB (scheda) 

733 SUO 

81604 Adallaiore grafico - 2 ->B colon n Add Adall Gral 1 

1.330000 

81647 Slanpame 80 col 126 epa giiliea 

1 366000 

81660 Siampanla 132 col 126 cps - grafi» 

1 880000 

81641 Cavo ohinenlaime 

10.800 

81646 Cavo stampania 

103.000 

‘ 81646 Cavo inlerìactiaRS 232/C 

103.000 

i 82410 Sisl Op CP.'M 86 C/CSASIC 86 

606 ODO 

82414 Sin. Op MS-DOS. 20 C/7-BASIC16 

120000 

TRIUMPH AOLER(Garni8nraj 

/nuapA AiHef liiln SpA - FWf Mutil. 2BI 2H12S 4ft»/w 

Alphiiionic PC 

1 060000 

la unili floppy pei PC 

loco 000 

2a omii Reppy pei PC 

836.000 

Video poi PC 

600000 


Alplialronic P?U 64K RAM ROM(MK uMe)<inilè dso 19213 
cataidn e 2 uniiè ffiinilloppy dopiui faccia (2<32Q KB| 
Iniarlaccia lEC Bus 
Inleriaaia Pacaflala UPI 6606 
Oiplegu Raal Tme E2U 9607 
Full Giaphic CRTM 
Full'Giaphic lem 1 

P3Q c»na P3 * niciDpiucassuie 90(96 ‘ 54K6 128 Kli RAM 
P40 CHM P4 < cune P3G, 

Al|9iauenic P3 usa P2 U ^ 2 niniOnppy da I Mb 

Alpbanuuic P4 csoa P3 * 1 dote wnchesiat da 8 Mb 

ORH 80 slampanle ad ajbl BD cps 

DRH 136 slanpauie ad aghi 120 cps 

DRS 259 slanpame ad aghi 260 cps 

TRO 170 slampanle a maigbecila 17 cps 

GABI SDOS 

Inlerlaccia paiaHela pai Alphaliomc PC e GABI 8BB8 


Ecu I 2BBA 84 Kb RAM. video 26«BB. laslieia sepaiaia. I lloppy 8" 
doppia leccia 2.4 Mb. inleilaccia sanale e paiadela 
Eco 2(7 coae Ecu 1 ■ Wincheilai 7 Mb e I Hsppy B* li Mb 
Eco 2(1B enne Eco 2/7 con Wincheslei 10 Mb 
Eco 2(16 come Eco 2/7 con Wincbeslei 16 Mb 
Eco 2/27 come Eco 2/7 con Wincbcsiei 27 Mb 


Sisleni 6(16 bh 280'8B88. 

VEnOR 4(00 WS ImaKiganl Woikstalion pai UNC 
VEaDR4(IO I Minilloppy 630 Kb 


4.200.000 

396000 

686.000 

176.000 
1 080.000 
1.400000 
7.000.000 
9.300000 
6460000 
9 600000 
1 460000 
1 930.000 
3300.000' 
2000000 

806000 

200.000 ' 


9.600.000 

12200.000 
12000 000 
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mw m 2 Mmillopp, 11.2 Mbl 
V(aOS 4/30 Haid disk S Mb. MiniHop 
VEaOH 4/40 H('d dilk 10 Mb. MindlE 
VECTOfI 4j60 Haid ditt 36.8 Mb. Minr 
VECTDR VSX 8/16 BIT 260 B'B066 |8I 
VSX 2000 2 «indlopp, 12>737Kh) 


VECTOR SOOS/EI 1 Hird disk 8 Mb. 1 UiniFIoppv 630 Kb 
VECrOR 6S10/E1 1 Hard disk 10 Mb. I Minilloppy 630 Kl 
VECTOR B032/E1 1 Hard disk 32 Mb 1 MiniRoppy 630 Kl 


TD-16 Selsioi Ta^ (Par copia Kureua : 
iKramaoto da 120 a 266 Kb Rasi per Vs 


la 64 Kb. RAM. Sehada Ila 


7760 000 
10660.000 
12660000 
21 700.0KI 

0460000 

13.460.000 

21.000000 

12.550.000 

14760.000 
23 OSO 000 


3.460.000 
6900000 
1 290000 
1 340 000 
4ÌOO.OOO 
6200000 


VICTOR TECNOLOGI6S (USA) 

HmiH ITALIA S.fA Mims fm Smdt >• ? Pibus 13 ■ 20089 Omm IMI) 


Viclor 1 (Sinas 11 2 annitluppy 620<'620>12BK RAM 

Vìcln 1' (Siniu l>) 2 nindloppy 1240>1240-266 K RAM 

Vidnr 1b (Sirias 1b) 1 mipilloppy 124G«1 Wlnchesler da I0.4«266 K RAM 

10 Maga Winch Winckesiar asiarno 6T/4 da 10.4 M8 

Ella Sanrtr 266 K RAM 1 Wmdieslar da 10.4 MB'1 Minilisppy 1240 



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SK 128 K stìiada di espansiona inierna da 128K Byia 

MT1B0V 
CTX parallela 

MT440 RS232 440 eps 9700 BPS gralica a NED sanala 


6^0 000 
8900 000 
12 . 200.000 

3.980.000 

11 600000 

1 260.000 

460.000 

226.000 
140000 

1.980.000 
2.060000 
4 200000 
4 300000 


VIDEO TECHNOLOGY (Hong Kong) 

Cta/uUiiI Vm Vinsm Irnmih 9 ■ 91021 CsiwM ii Hiniti (TPI 


Mod laser 200 pacsketlo con 68K RAM 200 * 16 K sntiusoH basic (TRS 80 earapl 490.000 
Mod laser 310 coma Mod 200 più 1 dine 6*1/4 • mloriaccia parallela 990.000 

Mod Usar 2001 ■icroprocassore 6502 a 2 MH2 « 48 K RAM gralici 290«192 ' 

MiciosotI eiended basic > inlerlscua parallela 660000 

Drive por Mod 2001 conpleio di conlrollei 680000 


XEBEC 

XiiK Va Csh i Anv» 149. 00192 Om 


3.400000 

3.400.000 

3.060.000 



6.960000 
6.950.000 
7 600 000 


13.660.000 

13.660.000 

14100000 


XEROX CORPORATION (U.S.A.) 
fin Sp.A - Va tnpua. 2 - 20142 Mìuw 


XEROX 820 II ACl. 64 Kb RAM. videa 24<80. 2 ninilloppv da 368 Kb (OS) 6700.000 
XEROX 020 II AGL 64 Kb RAM. videa 24>80. 2 Roppy 8" da 600 Kb (SS) 6.700.000 
XEROX 820 11 ACL 64 Kb RAM. videa 24>B0. 2 Happy r da 1200 Kb (OS) 7.600.000 
XEROX 020 II ACL 64 Kb RAM. video 24<B0. 

I floppy r da 1200 Kb • Hard disk 10 Mk 10M10.000 


16/0 scheda aggiuniiva con CPU 16 bil 1 128 Kb RAM 

DIARIO 630 sianpanie a nargbarila 40 epa 

DIABLD 620 slanpanla a maighena 22 cps 

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XEROX 3060. 64 Kb RAM. video 24«80. 2 Roppy 0* da 1200 Kb (OS) 

XEROX 3160. 64 Kb RAM. video 24-80. 1 Iloppyrda1200 Kb. haid dsklOMb 

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1 020.000 

600.000 
11.900000 
16800.000 
1 600000 
3.000 000 

YEW (Giappone) 


Tikeii - Va Mimo CmtiA 79. 20140 AOUm 


P1 1000 mod. 066T01 linieri parellelel 

1600 EDO 

PLIOOOnod 0661-02 linieri seriale) 

1 660.000 

PL IMG nod 0^1-11 lini parali • ROM grai.) 

1 030000 

PL-1000 nod 0661-12 Rnl sonalo ■ ROM gni) 

1 930000 

Nola, prani por 1 yen 6,7 hte 


SCHEDE A MICROPROCESSORE 

A.S.EL. (Italia) 


ASlLsil - Va Coma AAiiipem. 17 - 20139 IHilm 


Aaico 2000 inonlilo 

336.000 

Aaieo 2000 in kii 

264.M0 

Alirnoniaioro 

16.600 

Espansione BUS 

127000 

Alnenlalere di poleiua nonlalo 

246 000 

Conieniloro con ihmnlalore di polen». «nlalo 

603 MO 

Iniarlaccia vidoo nomala 

234.000 

Tasbara ASOI Mutala 

264 000 

Tastiera ASCII n kit 

129.000 

Scheda RAM/ROM Basic iwniata 

299000 

Scheda RAM/ROM Basic in kd 

260000 

Sisiena coieplelo Amico 200 

1 080.000 

AD36 Scheda CPU 

218000 

AD33 RAM dineaaca IGK 

260.000 

AD33 RAM dinamca 32K 

340000 

A034 Floppy disk eontiodoi 

325000 

A027 Scheda Video 

234.000 

A036 Inioilaceia SER/PAR 

174000 

AO30 Scheda RAM/HDM 

109000 

Molhor Doird 

IBG.0OD 

COSMIC (Italia) 


Ciane SJ.L ■ litio lofi Aironllt 2 00145 Foni 


F9C/2 - floppy disk comiollei 

460000 

MOTOROU (U.S.A.) 


Mtlnih S.pA ■ Vii Ore Mmm, Il MMia 


MEX M6B 706 EVN 

1 190 000 

MEK 0802 OS E 

426 000 

ROCKWELL INTERNATIONAL (U.S.A.) 


Boe. lag. Qlosippi Be ¥ici S.fA 


Vk Vitmo Vam. 0 Cimi W fMi IMikial 


AIM 65/40 piaslia hosa singola 

1 022.000 

AIM 66/40 voisiiuie complela perilencha (10 K) 

3.228000 

AIM 66/40 veisione tonplela peiifeiicho (32 K) 

3.778.000 

Taslieia 

234.000 

Oispliy 

600.000 

Slanpanla 

770 000 

AIM 05 1 K RAM 

1 186000 

AIM 66 4 K RAM 

1 266.000 

Assemblai 4 K 

117000 

Basic 0 K 

160.000 

Fonh 8 K 

201.000 

PL-6S 8 K 

204 000 

Pascal 20 X Rem 

335.000 


182 


MCmicrocomputer a 34 - otloOre 1984 


Almtniiloit 32 
(ipiiisniie 32 k dmwiM 
(spansigiii 16 k PR3MJ80M 
Enaniune 8 k 

PiDgraanaloe di EPROM UNIVERSALE 
htt^tecia «hIu 
F ìani( disk conlinllei 
IEEE 486 

Nola: Freno del doUaio i L. 1 850 

SGS ATES (Italia) 

SBS ATIS CupoMun Ckitraaa S./jt. 

Va Cirit IXiiallL ! ■ Ì004! AgnU Snua /Mimai 


NE2 80 
NOZ 80-A 
NB2 808 
i NOZ 00 S 
N0Z80HL 
[ NOZ OO-ASEO 
UPZ 80 S 
I UPZ 00-8S 

) UPZ eo-Hi 

! UPZ eo-ASEO 
KNZ 80 
NOE 8 
ASED 
i BAS ZfN 


\ RCZ 80/P 
TVZSO 
SSZ 80 


PROGRAMMABILI 
RIBOP 
R 3600 P 
R 602 P 
R ISO 

POCKET COMPUTERS 
PB 100 
fX 702 P 
' PB 300 
' PB 700 
ÌPB110 

' PB 200 
PB 410 
,PB 300 


I ACCESSORI 

'OR 1 (aspansiona pai PB 100) 
fA 2 (imerlaccia pi 602 P/702 P| 
FA 3 (imeilacca PB IOO 1 P 8 300) 

FP 10 (stsflipania pei 602 P/702 P) 
FP 12 (stampanle pei PB 100) 

FA IO (mlerlactia t planai) 

CM 1 |Kgisirai«e par PB 700) 

OR 4 (eipansoiM par PB 700 4K| 


HEWUn PACKARD (U.S.A.) 

Ma»Im Faciali Uabua SfA. 

. Vii G. Bi Vinnia, 9 ■ 20^3 Camsce sai Han^n /Miaoal 
HP-lOC Scenliheo pieoiamalHla cori nesaiia paneaiiaiila 


281.000 

720.000 

250.000 

730.000 

971.000 

723.000 


585.000 

079.000 

763.000 

090.000 
1.809.000 
1800000 

4S5.D00 

334.000 
000.000 
900000 
322000 

396.000 

300.000 

300.000 

54.000 

96.000 
600000 

420.000 
420000 

73.000 
172000 

1.840 000 


CALCOLATRICI PROGRAMMABILI 
E POCKET COMPUTER 


64.900 

88.500 

145.200 

142000 


256.600 

326.600 

353.000 

114.000 
141.200 

150.000 

211.000 
272.900 
365.800 


04.700 
137.300 
149 400 
512.200 
168.000 
92.800 



I (ikliiede 82180AI 
00041-15001 Modulo appiicalivo slBodaid 


157.000 

255.000 
255.000 

255.000 
1.595.000 

447.000 
659 000 
415 000 

619.000 

266.000 
957 000 ' 
057000 
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623000 

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sono a pag. 193. 


MCmicrocomputer n, 34 - ottobre 1984 


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